BOND — 06 novembre 2015

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di Lorenzo Raffo

Novembre è iniziato con un movimento al rialzo, sebbene progressivo e non accentuato, dello “yield” del decennale Usa, passato dal 2,13% al 2,23% in pochi giorni. Si è certamente ancora lontani dai picchi di giugno, quasi al 2,5%, ma c’è una differenza: allora il trend si basava più su “sentiment” che su fatti concreti, mentre ora ha il supporto di un documento ufficiale della Fed in cui si ipotizza la ripartenza dei tassi a dicembre.

Si tratterà di un primo scatto, probabilmente “tiepido”, destinato a saggiare le reazioni dell’economia e a non spaventare Wall Street. Tutto questo ormai è noto, mentre si nota incertezza totale su quali potrebbero essere i movimenti successivi. Intanto c’è da segnalare che gli indicatori tecnici (su base quotidiana) sono all’insù per il rendimento del decennale Usa, ma lo sono ancor più per il trentennale, che “flirta” con il 3%. Stessa reazione per il 2 anni, che ha fatto segnare un balzo rilevantissimo, schizzando dallo 0,62% del 27 ottobre allo 0,83% delle ultime ore. Gli analisti ritengano però che non si sia lontani dai “top” futuri di breve periodo.

Se il mercato sembra quindi confermare le prossime mosse della Yellen, si dimostra invece molto confuso sui trend a più lunga scadenza. L’ipotesi scontata dai “future” sui Fed Fund è di una lenta crescita dei rendimenti nel corso del 2016, con un ritorno dei tassi Usa allo 0,75% entro la fine del 2016. Solo qualche mese fa le supposizioni erano molto più generose: si parlava di un 1,4% nel 2016 e di un 2,6% nel 2017. Al momento attuale queste ultime congetture sembrano irrealistiche, anche perché l’inflazione ai minimi è oggi strutturale, mentre qualche mese fa appariva casuale, poiché dettata solo da un momentaneo ribasso dei prezzi del petrolio. Il permanere per tutto il 2015 sotto lo zero o al massimo con un micro segno positivo (+0,2% ad agosto) non fa ben sperare, nemmeno se confrontata con quella dell’anno orribile 2009. Allora si ebbe un -2,1% a luglio, ma già a dicembre si era tornati al +2,7%.

Lo 0,75% prezzato dai “future” sui Fed Fund non trova comunque tutti d’accordo. C’è chi ritiene che l’opzione più probabile si limiti a uno 0,5% per fine 2016. La forchetta non va oltre. Ed è un segnale abbastanza chiaro, di cui occorre tenere conto nelle strategie di investimento di breve e medio termine.

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Bond: lento rialzo di rendimento del decennale Usa. Tassi Fed allo 0,75% entro il 2016?, 8.0 out of 10 based on 5 ratings

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