BOND — 24 agosto 2015

259153_stock-photo-number-seven-cakedi Lorenzo Raffo

Un’estate davvero difficile su tutti i fronti, con l’obbligazionario che ha risentito sia sul piano delle quotazioni – in calo soprattutto per “high yield” e subordinati – sia dal punto di vista della forte correzione delle valute emergenti, per motivi differenti.  L’insieme delle nuove emissioni è stato abbastanza attivo e fra tutte ecco le sette con maggiore “appeal”.

1°) La solidità di Apple (AA+) con la volatilità dell’AUD, un matrimonio insolito

Al primo posto collochiamo un’emissione “Otc” che ha riscosso un successo rilevante sul mercato primario: nell’arco di due ore è stata “divorata” da investitori di tutto il mondo. Il perché è presto spiegato. A lanciarla Apple, per la prima volta impegnata sul fronte del dollaro australiano. Il “kangoroo bond” ha raccolto domande per ben più degli 1,15 miliardi assegnati, proprio quando alcune banche australi hanno incontrato qualche difficoltà nel piazzare proprie emissioni. In realtà nella fase attuale per l’investitore sarebbe consigliabile puntare piuttosto su tassi variabili, nel caso dell’AUD, ma Apple ha scelto l’alternativa del tasso fisso: valuta AUD, scadenza 28/8/2022, tasso fisso 3,7%, importo 1,15 miliardi di AUD, taglio minimo 10.000 AUD e Isin AU3CB0232296. L’obbligazione si ritrova già in quotazione alla Borsa di Berlino e non è escluso che sarà prezzata anche in altre piazze europee. La valuta: il dollaro australiano attraversa una fase di debolezza sull’euro e potrebbe trovare un punto di appoggio sugli 1,56 contro gli 1,538 attuali. Nel caso rompesse tale livello inizierebbe un possibile “profondo” calo, ma il tasso di interesse in corso al 2% difficilmente verrà abbassato e ciò costituisce una specie di garanzia futura per la valuta di fronte a saggi di interesse delle altre economie occidentali notevolmente più bassi. Attenzione comunque alla volatilità del cambio, che potrebbe essere interessante per chi cerchi trading non troppo esasperati.  

2°) Goldman Sachs ci ritenta con una “tasso misto” a “cap” 6% in euro

C’è quasi da perdersi nella complessa panoramica dei tassi misti (fisso + variabile) proposti sul mercato italiano, che in questo si caratterizza rispetto a quanto avviene in altri Paesi europei. Goldman Sachs, banca statunitense, con rating A-, tramite il canale distributivo Unicredit, offre in sottoscrizione dal 10 agosto al 1° settembre incluso, con successiva quotazione alla Borsa del Lussemburgo e come piattaforma di negoziazione in Italia EuroTlx questo titolo: valuta euro, scadenza 18/9/2025, tasso fisso 2,2%, in pagamento il 18 marzo e il 18 settembre di ogni anno, a partire dal 18 marzo 2016 fino al 18 settembre 2018; successivamente tasso variabile indicizzato all’Euribor a 6 mesi con “floor” (tasso minimo) 0% e “cap” (tasso massimo 6%), in pagamento il 18 marzo e il 18 settembre di ciascun anno, a partire dal 18 marzo 2019 fino alla data di scadenza, importo 250 milioni di euro, taglio minimo 1.000 euro e Isin XS1269079825. Le commissioni di collocamento annunciate sono pari al 2,5%.

3°) Governativi a basso rischio: il Peru piace. Ora concede il 4,125% in USD

Fra i governativi a basso rischio – di cui si è scritto in questo report nella puntata del 27 luglio scorso, iniziando dal caso del Cile – va inserito anche il Peru, Paese con basso debito pubblico (rapporto debito/Pil al 20,7%), Pil in crescita del 3% l’anno e bilancia commerciale – per l’ultimo dato disponibile – leggermente in attivo. Il quadro è favorevole e lo è ancor più la fiducia media delle imprese e dei consumatori. Un emittente da prendere in considerazione, sebbene disponibile solo sul mercato “Otc”. Va quindi valutata con attenzione la nuova emissione della Repubblica del Peru in $: valuta USD, scadenza 25/8/2027, tasso fisso 4,125%, importo 1,25 miliardi di USD, taglio minimo 1.000 USD e Isin US715638BU55. Il rating è BBB+ e il titolo, caratterizzato da un’elevata “duration” (9,6), quota sul mercato leggermente sopra la pari, contro un prezzo di sottoscrizione di 99,766. Le emissioni peruviane sono molto ambite, se si considera che per esempio la 7,125% 2019 (Isin US715638AW21) si piazza sui 116 USD e che la 8,75% 2033 (Isin US715638AP79) è salita a 148.

4°) Il 4,375% di Portugal Telecom va sull’ExtraMot per chi cerca un buon “yield”

E’ appena entrata in quotazione su Borsa Italiana un’emissione datata 24/3/2005 e quindi già presente su altre piazze da molto tempo. Si tratta di una Portugal Telecom (gruppo Altice, con sede in Olanda e attività in vari Paesi, dopo la cessione da parte del brasiliano Grupo Oi), bond piuttosto scambiato sui mercati internazionali, sebbene condizionato dal lotto 50.000. Questa la struttura: valuta EUR, scadenza 24/3/2017, tasso fisso 4,375%, importo 382 milioni di euro, taglio minimo 50.000 EUR e Isin XS0215828913. Con scadenza residua di 1,58 anni e “yield” del 5,7%, poiché quota sui 97,6, il Portugal Telecom consente di godere, per un periodo medio breve, di una cedola oggi interessante (e lo sarà di certo fino al termine), con una plusvalenza in conto capitale a scadenza. Da Borsa Italiana non si hanno ancora indizi che facilitino l’acquisto. Dalle piattaforme internazionali si evince invece che lo “spread” nella fase attuale è ampio (circa 1,5%) e che dall’inizio dell’anno si è avviata una fase di progressiva discesa della quotazione, accentuatasi a luglio. Storicamente questo bond ha sempre evidenziato una certa volatilità.

5°) Il subordinato di Lufthansa stenta a decollare, sull’onda dei mercati

Un 5,125% con piccolo lotto da parte di una “corporate” tedesca è un’occasione abbastanza rara, che riporta al periodo immediatamente successivo alla crisi Lehman. A emetterlo è stata la Compagnia di bandiera Lufthansa (rating BBB-), dopo un rinvio in primavera, a seguito dell’incidente in cui era rimasto coinvolto un velivolo della controllata Germanwings. In realtà l’emissione è condizionata da un elevato grado di subordinazione, visto che – in caso di fallimento della società – gli obbligazionisti del nuovo titolo scenderebbero molto in basso nel livello di priorità dei rimborsi del debito, precedendo solo gli azionisti. Ecco perché il rating precipita a BB, cioè ben due “notch” sotto il giudizio sulla società. Forse anche per questo motivo, ma soprattutto per le incertezze dei mercati, il bond non ha dimostrato un elevato livello di interesse da parte degli acquirenti. La struttura è la seguente: valuta EUR, scadenza 12/8/2075, tasso fisso 5,125% fino al 12/2/2021, quando scatterà la “call”; in caso non di non esercizio trasformazione in tasso variabile indicizzato allo swap rate EUR + 4,783% fino al 12/2/2026, quando scatterà una nuova “call”; nel caso di ulteriore non esercizio l’indicizzazione passerà allo swap rate EUR + 5,033% fino al 12/2/2041; qui si avrà l’ultima “call”, che se non esercitata trasformerà l’indicizzazione in swap rate EUR + 5,783% fino a scadenza, importo 500 milioni di EUR, taglio minimo 1.000 EUR e Isin XS1271836600. Il titolo, quotato su molte Borse europee, fra cui Francoforte e Lussemburgo, si colloca attualmente sui 99,5, con uno “yield” del 5,15%.

6°) Il Tier 1 di Bnp in $ (lotto 200.000) in pochi giorni segna bei balzi e dà il 7,375%

Ritrovare i vecchi titoli di una volta, che si muovevano già subito dopo l’emissione di parecchi punti, riporta indietro nel tempo. E’ quanto avvenuto a un nuovo subordinato Tier 1 della francese Bnp Paribas: valuta USD, scadenza perpetual, tasso fisso 7,375% fino al 19/8/2025, quando scatterà la “call”; in caso di non esercizio trasformazione in tasso variabile indicizzato allo swap rate USD + 5,15%, importo 1,5 miliardi di USD, taglio minimo 200.000 USD e Isin USF1R15XK367. Già quotato su varie Borse europee, è partito a 101,3, per poi salire a 103 e ridiscendere a 101,2, con uno “spread” molto contenuto. Il rendimento attuale è del 6,8%. Il lotto 200.000 è un ostacolo fortissimo; altrimenti questo bond, trattato sull’“Otc”, sarebbe ideale per diversi tipi di operatività.

7°) 3% in dollari su Borsa Italiana fino al 2025, per trading legati al cambio

Le incertezze degli ultimi giorni in relazione all’aumento dei tassi di interesse da parte della Fed hanno portato a una debolezza del dollaro sull’euro che potrebbe essere un’interessante occasione di entrata. Il movimento delle ultime sedute è apparso deciso e le proiezioni prevedono assestamenti verso gli 1,128 e successivamente gli 1,135. Sugli 1,11 si identifica un sostegno, solo sotto il quale riprenderà la fase di rafforzamento, per ora poco probabile fino a quando non si chiarirà la strategia futura della Fed. In questo quadro è entrata in scena Société Generale con una nuova emissione in dollari, quotata su Borsa Italiana, interessante per operazioni di breve periodo ma non certo per collocamenti di lungo. Così la struttura: valuta USD, scadenza 5/8/2025, tasso fisso 3%, importo 150 milioni di USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin XS1212158965. Ricordiamo che ad aprile era uscita un’emissione di Bnp Paribas a tasso misto, con cedola fissa 4% fino al 2017 (Isin XS1218967377), che attualmente quota su Borsa Italiana a 101,6.

 

 

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Bond: le sette migliori nuove emissioni di agosto, un po’ sul quotato e un po’ sull’“Otc”, 9.0 out of 10 based on 4 ratings

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Lorenzo Raffo

(1) Reader Comment

  1. I bond Portugal Telecom dovrebbero essere garantiti ancora da OI, mentre solo la divisione commerciale di PT è stata venduta ad Altice, pertanto per l’ “affidabilità” finanziaria bisognerebbe far riferimento ancora ai brasiliani. La caduta delle ultime settimane potrebbe essere infatti spiegata anche dalle difficili condizioni attuali del paese sudamericano.

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