SOLO SUL WEB — 11 marzo 2015

 

Yellen

 

Lorenzo Raffo

Troppo forte, troppo forte, il dollaro corre all’impazzata sull’euro, di là di ogni previsione più ottimistica e l’effetto comincia a far sorgere dubbi che la Fed possa aumentare i tassi nel corso del 2015. I mercati così sono incerti e il rendimento dell’“Us 10 years” sale e scende in maniera nervosa. Nei giorni scorsi è lievitato al 2,25%, sfiorando quel 2,3% oltre il quale si poteva ipotizzare una svolta quasi definitiva di declino delle quotazioni del decennale d’oltre Oceano. Poi la ridiscesa al 2,1% delle ultime ore conferma i dubbi che anche i grandi investitori hanno in relazione ad annunci choc da parte della Yellen (nella foto) su un primo intervento, in tema di tassi, entro l’estate o l’autunno. Il ragionamento che si diffonde è chiaro: il dollaro forte dovrebbe spingere indietro l’inflazione Usa; inoltre uno scatto sui tassi renderebbe ancora più vigoroso il biglietto verde. Con rendimenti del 16% dei titoli di Stato europei a zero o sotto zero perché alimentare infine una concorrenza sui due fronti, spingendo al rialzo il costo del denaro negli States? Le perplessità sono legittime e aggravate da una visione meno ottimistica dell’economia Usa rispetto a quanto viene spesso dichiarato dai media.

Di qui il diffondersi di previsioni prudenziali sull’azione della Fed, il che potrebbe però alimentare non poca volatilità sul dollaro. Il giudizio globale porta a essere cauti riguardo alla possibilità di improvvise svolte della politica monetaria d’oltre Oceano. Mai come questa volta vale quindi il consiglio di seguire con circospezione l’evoluzione delle vicende prima di prendere qualsiasi decisione radicale sulla linea da seguire per i prossimi mesi.

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Bond: la forza del dollaro ritarderà l’aumento dei tassi negli Usa? L’opinione si diffonde, 5.0 out of 10 based on 2 ratings

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