BOND — 04 agosto 2014

Foto Russia

Come generare reddito con le cedole di obbligazioni e i dividendi dei fondi

di Lorenzo Raffo

La prossima rubrica sarà pubblicata lunedì 25 agosto. Buone vacanze!

Tassi su o tassi giù? Andare corti o lunghi? Comprare in euro o in dollari? Le domande potrebbero proseguire all’infinito e sono esattamente quelle che si pone il piccolo e medio investitore, davanti alla massa di informazioni spesso contrastanti. C’è una soluzione di fronte a una simile confusione? Sì, specializzarsi su alcuni filoni obbligazionari, così come tanti si sono concentrati su una categoria di azioni (per esempio del nostro Ftse Mib o dello statunitense Nasdaq), di certificati o di Etf. Ciò significa conoscerne bene le caratteristiche e operare all’interno di alcune regole ben precise. E’ limitativo? Forse, ma può rendere bene, perché il cosmo dei bond è talmente ampio e complesso da porre spesso ostacoli imprevisti. In questa puntata della rubrica segnaliamo così due aree su cui ci si può concentrare.

█ Prima specializzazione: solo in rubli o sull’area russa, con diversi livelli di rischio

Una prima ipotesi è di approfittare della particolare situazione attuale su tutto quanto gira attorno alla Russia, con obbligazioni di forti emittenti occidentali in rubli o di emittenti locali in dollari e in euro, che nell’odierna fase rendono molto. Il perché è noto e non sarà certo argomento di tediosa trattazione da parte nostra. Gli “yield” a scadenza sono davvero elevati, con un rapporto rischio/rendimento di grado medio. Cominciamo dal cambio. Il rublo si sta muovendo in una fascia di estrema debolezza, accentuatasi di nuovo nelle ultime settimane. Si possono identificare quattro livelli di posizionamento rispetto all’euro:

Oltre 50 rubli: situazione di fortissima tensione. Il massimo storico è stato raggiunto il 14 marzo 2014 a 50,93. Se si superasse questo livello scatterebbe un contesto di estrema apprensione dal punto di vista politico ed economico, difficilmente sostenibile. Si tratterebbe probabilmente di una fase di breve periodo, con fluttuazioni brusche. Negli ultimi cinque anni i 50 rubli sono stati superati per circa due settimane nel mese di marzo 2014.

Fra 50 e 48: situazione di elevato nervosismo e livello su cui si può entrare con un terzo del capitale disponibile per tale tipo di investimento. Negli ultimi cinque anni il cambio è rimasto in tale fascia per tre mesi da febbraio a maggio di quest’anno.

Fra 48 e 46: tensione rilevante, con possibile elevata volatilità, su cui si può operare con un terzo del capitale disponibile per tale tipo di investimento. Negli ultimi cinque anni il cambio è rimasto in tale fascia per un breve periodo fra gennaio e febbraio, durante l’indebolimento che l’ha portato al minimo storico, e poi da maggio fino a ora.

Sotto 46: situazione in netto miglioramento e probabile progressivo rientro verso le medie storiche (negli ultimi cinque anni il valore è risultato di 41,9 contro euro). In presenza di un segnale di rafforzamento consolidato del rublo si può investire la terza quota di capitale.

E’ indubbio che le sanzioni occidentali contro Mosca stanno indebolendo l’economia russa, ma oltre un certo limite non si può andare, per le ritorsioni possibili su gas e petrolio. Prudenza, quindi, ma fino a un certo limite.

E ora spazio ai bond:

1°) In rubli di organizzazioni internazionali tripla A (i cinque migliori come rapporto rischio/rendimento) – aliquota fiscale in Italia 12,5%

Emittente Isin Scadenza Cedola – Lotto Rendimento
IFC (World B.) XS0595289637 24/2/2015 5,75% – 50.000 9,4%
IBRD XS0885892033 12/2/2016 t.v.(1) – 5 milioni 9,3%
Bei XS0523712791 15/12/2015 6,5% – 50.000 9,2%
Bei XS0303133564 13/6/2017 6,75% – 1.000 8,7%
Bei XS0801408435 16/7/2019 7,5% – 50.000 8,6%

Lotti: 1.000 RUB = 21 euro / 50.000 RUB = 1.070 euro / 5 milioni RUB = 107.000 euro

(1)  Tasso variabile 3 mesi Roisfix + 45 bp / cedola attuale 9,24%

 

2°) In rubli di emittenti corporate e finanziari occidentali, quotati su varie Borse (i cinque migliori come rapporto rischio/rendimento) – aliquota fiscale in Italia 26%

Emittente Isin Scadenza Cedola – Lotto Rendimento
Rabobank XS0303048374 6/6/2017 6,9% – 2 milioni 10,3%
Caterpillar XS0868348987 20/12/2015 7,5% – 5 milioni   9,8%
KfW XS0791160178 14/6/2016 7% – 50.000   9,1%
KfW XS0830747365 25/9/2017 6,75% – 50.000   8,6%
Rabobank XS0752106475 20/8/2014 (1) 6,37% – 50.000   6,0%

Lotti: 50.000 RUB = 1.070 euro / 2 milioni RUB = 42.000 euro / 5 milioni RUB = 107.000 euro

(1)  La scadenza ravvicinatissima è una pura sfida per chi voglia puntare a un rapido rafforzamento della valuta russa – la inseriamo nella lista più come curiosità che come reale indicazione di strumento su cui investire

 

3) In euro di emittenti russi quotate su varie Borse – aliquota fiscale 26%

Emittente Isin Scadenza Cedola – Lotto Rendimento
Gazprombank XS0987109658 30/10/2018 3,98% -100.000   6,2%
Russian Rail. XS1041815116 6/3/2023 4,6% – 100.000   5,2%
Gazprom XS0906949523 21/3/2025 4,36% -100.000   4,5%
Gaz Capital XS1038646078 26/2/2021 3,6% – 100.000   4,3%
Gazprom XS0805582011 15/3/2017 3,75% -100.000   3,9%

 

4) In dollari di emittenti russi – aliquota fiscale 26%

Emittente Isin Scadenza Cedola – Lotto Rendimento
Gazprombank XS0191754729 28/4/2034 8,625% -10.000   7,0%
Russian Rail. XS0764220017 5/4/2022 5,7% – 200.000   6,0%
Lukoil XS0304274599 7/6/2022 6,65% -100.000   5,7%
Gaz Capital XS0885733153 6/2/2020 3,85% -200.000   5,2%
Transneft XS0381439305 7/8/2018 8,7% – 100.000   4,3%

 

Le quotazioni si riferiscono alla chiusura dei mercati di venerdì 1° agosto. Si tratta di obbligazioni a forte volatilità e che quindi possono subire variazioni di prezzo rilevanti anche nel corso di una sola giornata. 

█ Seconda specializzazione: con una quota sugli emergenti sudamericani

Qui c’è un mondo che si apre e che continua a offrire prospettive rilevanti di crescita. In realtà al suo interno occorre compiere una continua selezione, anche perché il problema principale sta nel fatto che l’acquisto di bond in valute locali è spesso limitato, per oggettivi ostacoli normativi. Tuttavia esistono margini di azione. Oggi gli analisti indicano due mercati come quelli da privilegiare, entrambi centro e sudamericani e più precisamente Colombia e Messico.

Colombia: esclusi i titoli in peso colombiano (COP), la selezione di bond in dollari riferiti a questo Paese (governativi, finanziari e corporate) è abbastanza ampia ma non sempre liquida. Ecco una scelta di emissioni sufficientemente scambiate sul mercato:

Emittente Isin Scadenza Cedola – Lotto Yield – Rating
Ecopetrol US279158AJ82 28/5/2045 5,87% – 1.000   5,6% – Baa2
Colombia Rep. US195325BB02 28/1/2033 10,37% – 1.000   5,4% – BBB
Colombia Rep. US195325AL92 15/2/2027 8,375% – 1.000   5,4% – BBB
Colombia Rep. USP28768AA04 27/9/2022 5,37% -200.000   5,2% – BBB
Bancolombia US05968LAH50 11/9/2022 5,12% – 2.000   4,9% – BBB

Il titolo di Bancolombia è subordinato

Messico: una vasta realtà, che gli investitori italiani non sfruttano a sufficienza (complici, in parte, le solite carenze degli intermediari, argomento su cui non torniamo più!) ma che può riservare ottime riserve di caccia. In questa puntata della rubrica ecco due tipologie di bond molto interessanti, quelle riferite a Pemex (società petrolifera di Stato) e agli “inflation linked” dell’emittente governativo:

Pemex in euro: ci sono cinque titoli, con rendimenti ormai marginali. L’unico che selezioniamo è il seguente:

Emittente Isin Scadenza Cedola – Lotto Yield – Rating
Pemex XS0213101073 24/2/2025 5,5% – 10.000   2,9% – BBB+

 

Pemex in dollari Usa: la scelta è molto ampia su tutte le scadenze, con redimenti in alcuni casi ancora interessanti:

Emittente Isin Scadenza Cedola – Lotto Yield – Rating
Pemex US706451BD26 15/9/2027 9,5% – 1.000   5,6% – BBB+
Pemex US706451BR12 15/6/2038 6,62% – 10.000   5,4% – BBB+
Pemex US71654QAZ54 2/6/2041 6,5% – 10.000   5,3% – BBB+
Pemex US71654QBE17 27/6/2044 5,5% – 10.000   5,3% – BBB+

Naturalmente si tratta di titoli con “duration” elevatissime, che grazie tuttavia ai bassi lotti consentono di costruire strategie nel tempo, con l’acquisto frazionato in funzione del variare delle quotazioni: per esempio 1.000 o 10.000 USD all’“yield” attuale e altrettanto, per esempio, al superare della quota 6,5%.

Pemex in peso messicani: formalmente non ci sono ostacoli ad acquistare obbligazioni in tale valuta, salvo quelli della scarsità di offerta degli intermediari italiani. Da notare poi che il rating di Pemex in valuta locale sale un po’ sorprendentemente alla tripla A.

Emittente Isin Scadenza Cedola – Lotto Yield – Rating
Pemex USP78625DC49 12/9/2024 7,19% – 100   6,7% – AAA
Pemex USP78625CA91 24/11/2021 7,65% – 100   6,2% – AAA

 

“Inflation linked”: la panoramica globale di titoli messicani di tale tipo è interessante, ma la maggior parte presenta il problema di non avere un prezzo di emissione, il che ne impedisce l’operatività in Italia dal punto di vista fiscale. Ci sono solo tre emissioni che non presentano tale vincolo e quella che risulta più interessante è la seguente, naturalmente in pesi messicani:

Emittente Isin Scadenza Cedola – Lotto Yield – Rating
Mexico MX0SGO000023 22/11/2035 4,5% + inf. -100 3% +inf – BBB+

 

NUOVE EMISSIONI, A PICCOLO LOTTO MINIMO

█ Protagoniste quelle in valute emergenti, dove le cedole vanno dal 2 al 9%

Ancora e sempre loro. Talvolta ci sembra di essere ripetitivi (e lo siamo), ma è opportuno segnalare un mondo di obbligazioni con buone prospettive di rendimento e rischio mediamente bassissimo (salvo il fattore cambio). Ecco le novità della settimana, che in alcuni casi sono riaperture di emissioni già in circolazione.

Bei (rating AAA): valuta lira turca, cedola 7%, scadenza 31/7/2017, lotto minimo 1.000 TRY, ammontare di 235 milioni di TRY e Isin XS0956262033. Ilprezzo di “re-offer” è stato di 97,3415, con “yield” 8,03%. Il titolo è quotato alla Borsa del Lussemburgo.

Bei (rating AAA): valuta lira turca, cedola 8,75%, scadenza 18/9/2021, lotto minimo 1.000 TRY, ammontare di 200 milioni di TRY e Isin XS1075219763. Ilprezzo di “re-offer” è stato di 101,345, con “yield” 8,1%. Il titolo è quotato alla Borsa del Lussemburgo.

Bei (rating AAA): valuta rand sudafricano, cedola 8,375%, scadenza 29/7/2022, lotto minimo 5.000 ZAR, ammontare di 1 miliardo di rand di e Isin XS1090019370. Ilprezzo di “re-offer” è stato di 101,166. Il titolo è quotato alla Borsa del Lussemburgo.

Ifc/World Bank (rating AAA): valuta renminbi, cedola 2%, scadenza 18/1/2017, lotto minimo 10.000 CNY, ammontare di 2,75 miliardi di CNY e Isin XS1043504452. Ilprezzo di “re-offer” è stato di 99,9, con “yield” 2,04%. Il titolo è quotato alla Borsa di Londra.

Bank Nederlandse Gemeenten (BNG) (rating AAA): valuta dollaro neozelandese, cedola 4,75%, scadenza 8/8/2019, lotto minimo 1.000 NZD, ammontare di 100 milioni di NZD e Isin XS1094677587. Ilprezzo di sottoscrizione è stato di 99,844, con “yield” 4,786%. Il titolo è quotato alla Borsa del Lussemburgo.

European Bank for Reconstruction & Development (EBRD) (rating AAA): valuta real brasiliano, cedola 9%, scadenza 30/9/2016, lotto minimo 5.000 BRL, ammontare di 475 milioni di BRL e Isin XS0975105395. Ilprezzo di “re-offer” è stato di 98,548, con “yield” 10,1%.

█ Un portafoglio di novità per affrontare tutti gli imprevisti

Il “risk off” sembra riguadagnare spazio nella visione del mercato, preoccupato di possibili terremoti che si traducano in riduzione della liquidità di molti prodotti finanziari, fra cui le obbligazioni. Che in effetti qualche segnale di tensione ci sia lo dimostra l’apertura degli “spread”, specialmente per “high yield” e alcuni “corporate” in atto da qualche giorno. Questa situazione dipende però anche da un certo immobilismo, dettato dal fatto che acquistare oggi non ha spesso senso (a causa di rendimenti marginali) e vendere ancora meno (grazie a cedole di frequente redditizie). Comunque abbiamo costruito – sulla base delle nuove emissioni della settimana – un piccolo portafoglio “anti stress”.

1)    In corone norvegesi, valuta forte dell’area europea

Emittente Isin Scadenza Cedola – Lotto Valuta – Rating
Citigroup XS1094186258 19/8/2024 3,5% – 10.000   NOK  –   A-

Punti forti: titolo molto liquido in una valuta che solitamente si rafforza in situazioni di tensioni dei mercati

Punti deboli: elevata “duration” (8,6) e comunque rischio cambio

 

2)    Un ottimo gruppo bancario con una divisa solida

Emittente Isin Scadenza Cedola – Lotto Valuta – Rating
Rabobank N. XS1092288262 6/8/2018 5% – 1.000   NZD  –  AA-

Punti forti: la banca ha un’elevata considerazione sui mercati e il rendimento è fra i più cospicui in dollari neozelandesi

Punti deboli: la valuta ha già corso molto e nelle ultime sedute si è infiacchita

 

3)    Un tasso variabile – in certe condizioni – è meglio di niente!

Emittente Isin Scadenza Cedola – Lotto Valuta – Rating
Intesa Sanpaolo IT0005040685 16/9/2019 Euribor 3 mesi +0,65% -10.000   EUR  –  BBB

Punti forti: anche in presenza di tensioni dei mercati difficilmente la quotazione si sposterà dalla pari

Punti deboli: il rendimento è basso e lo resterà per tanto tempo

 

4)    L’economia canadese è una delle più solide e l’emittente è buono

Emittente Isin Scadenza Cedola – Lotto Valuta – Rating
Kbc Ifima XS1082737989 6/8/2018 4% – 2.000   AUD  –  A

Punti forti: il dollaro canadese tende a rafforzarsi in situazioni di “stress” e l’emittente (banca olandese) ha salde radici

Punti deboli: dopo gli Usa anche il Canada potrebbe aumentare i tassi e c’è comunque il rischio cambio.

 

HIGH, ANZI SUPER HIGH YIELD EMERGENTE

Più per curiosità che come reale suggerimento di investimento proponiamo oggi una “perla” che può piacere solo a chi ama la sfida degli altissimi rendimenti. Naturalmente si tratta di “high yield” estremo con un’interessante storia alle spalle.

█ Temerarietà argentina: lotto minimo? 1 euro. Cedola? 6,5%. Rendimento? Su,su…

Ciò che rende davvero attraente quest’obbligazione è proprio il lotto minino di 1 euro, che riporta a tempi lontani. Eppure è stata emessa nel 2010, in Argentina, da parte della società Autopistas del Sol. Che gestisce una piccola rete di autostrade (120 km), di cui soltanto una parte a pedaggio. La sua vera caratteristica consiste nel fatto che la società è controllata da capitale europeo (31,59% dalla spagnola Abertis – 19,82% dall’italiana Impregilo). Le foto pubblicate sul sito della società evidenziano una qualità delle opere da fare quasi invidia! La piccola emissione, che ha colpito la nostra attenzione, è una step-up, che attualmente paga una cedola del 6,5%, ma che da dicembre passerà al 7% e da dicembre 2015 all’8,25%. Eccome la struttura nei dettagli: valuta USD, cedola 6,5% poi 7% e infine 8,25%, scadenza 1/6/2020 (sono previsti rimborsi anticipati di un terzo del capitale nel 2018 e di un terzo nel 2019), lotto minimo 1 USD, ammontare iniziale di 155 milioni di USD e Isin USP0605BAH08. Lo “yield” attuale è dell’8,2% – visto che il titolo quota fra 92 e 93 – ma in realtà non è facilmente calcolabile quello esatto, considerando la struttura “step-up” e soprattutto i rimborsi anticipati. Un’osservazione si impone: le difficoltà attuali sul debito governativo hanno un effetto negativo su questo bond. Valutazione: la nostra era volutamente una provocazione. Sappiate che questo titolo sta entrando nei portafogli dei fondi “high yield” emergenti e che la sua quotazione a maggio è passata da 72 a 88 USD. Troppo rischioso? Forse sì, ma gli analisti sostengono che le probabilità di default sono del 2%!

SUL FRONTE DEI MINIBOND TEDESCHI

Settimana non facile per questo fronte, a seguito di due vicende separate, ma collegate in termini di settore: interessano infatti entrambe il mondo delle Compagnie marittime.

Rickmers è un emittente di cui abbiamo più volte scritto in passato. Quota un’obbligazione 8,875% con scadenza 2018 (Isin DE000A1TNA39). Malgrado la situazione gestionale della società sia soddisfacente, l’agenzia di rating tedesca CreditReform ha abbassato il suo giudizio da BB a B. La quotazione ne ha risentito, scendendo da oltre 105,5 a 104, con uno “spread” di circa l’1,20%.

Maritim Vertriebs è un caso un po’ particolare, che avevamo già segnalato in passato. La sua obbligazione, pur essendo prossima alla scadenza (8,25% – 1/12/2014 – Isin DE000A1MLY97), ha continuano a quotare negli ultimi mesi sotto la pari. In settimana ha subito un forte calo fino a 75 euro, in seguito alla proposta della società di effettuare un’estensione della durata al 2019 e un taglio della cedola al 3,25%.  La reazione è stata feroce e il consiglio di amministrazione ha deciso di annullare l’offerta, mantenendo il rimborso per la data del 1° dicembre. Il titolo ha risposto salendo di nuovo verso il livello di 90, ma non è tornato verso i precedenti 97-98 euro. Il mercato non si fida? Seguiremo la vicenda.

I DINTORNI DI OGGI: UN FONDO A DIVIDENDI SULL’HIGH YIELD ASIATICO

Lo spazio dedicato anche ad altri prodotti finanziari ha raccolto interesse presso i nostri lettori, che ci chiedono di evidenziare fondi obbligazionari a distribuzione di cedole. Li accontentiamo oggi con uno strumento di tale tipo di Fidelity, riferito ai bond asiatici “high yield”, settore interessante e in piena evoluzione. Si tratta del Fidelity Asian High Yield (Isin LU0286669428), espresso in dollari Usa e quindi con rischio cambio. Il rendimento a tre anni è risultato del 15,6%, mentre i dividendi – a distribuzione mensile – hanno fruttato nel 2013, considerando la valutazione di oggi, il 6,59%, con un portafoglio a “duration” di circa il 3%. Attenzioni alle commissioni di ingresso, che – come spesso succede su prodotti altamente specializzati – possono essere elevate: l’emittente dichiara un valore massimo del 5,25%, logicamente trattabile con l’intermediario. Quella di gestione è invece dell1%. Risulta evidente come il posizionarsi su questi fondi richieda esposizioni su lungo termine, d’altra parte inevitabile con prodotti obbligazionari. Il Total expense ratio (costo totale di un investimento in fondi: comprende commissioni varie e altre spese. Il Ter è calcolato dividendo il costo totale per il patrimonio totale del fondo e viene indicato in percentuale; può variare di anno in anno) è indicato nella percentuale dell’1,4%. Non sono previste commissioni di uscita. Da dove vengono le prospettive di crescita del settore? L’economia asiatica è in crescita, in un quadro generale abbastanza sano: dal 1995 al 2013 il numero dei declassamenti è stato di soli cinque, mentre nello stesso periodo sono assommati a oltre 80 in Europa occidentale. I rendimenti inoltre sono abbastanza elevati e si riferiscono a varie valute, con buone potenzialità di rafforzamento sull’euro.

LE OPINIONI DEGLI ALTRI

► Chris Iggo, responsabile Fixed Income di Axa IM, analizza con regolarità i mercati obbligazionari. Ecco la sua ultima visione del mercato.

“Quando i rendimenti sono bassi gli investitori tendono a concentrarsi maggiormente sulla volatilità e sul costo di gestione dei portafogli investiti in obbligazioni societarie. La vera sfida per i gestori consiste nel costruire portafogli che offrano il miglior profilo di rischio / rendimento al costo più basso, ovvero portafogli con un ridotto turnover e costi di transazione contenuti. Quest’approccio si addice anche a un contesto in cui la liquidità è su livelli strutturalmente minori, come in questo momento sui mercati del credito investment grade. Nell’area euro i rendimenti probabilmente resteranno bassi a lungo, finché i fondamentali di credito non si deterioreranno. L’approccio della BCE, l’inflazione contenuta e un’abbondante capacità inutilizzata frenano l’aumento dei rendimenti obbligazionari, anche se i tassi sono al rialzo negli Stati Uniti e nel Regno Unito.  Le opportunità per un’asset allocation attiva nel mercato investment grade negli ultimi due/tre anni si sono ridotte a causa della compressione degli spread. Pertanto dovremmo concentrarci su una corretta valutazione del credito, riducendo al minimo il turnover e cercando di investire nelle componenti del mercato che offrono il miglior rendimento corretto per il rischio.

Tassi più bassi più a lungo – Se riteniamo che i tassi di interesse negli Stati Uniti sono destinati a restare relativamente bassi nel prevedibile futuro, a causa di una crescita economica bassa con una modesta inflazione, allora possiamo aspettarci che i tassi di interesse nell’area euro restino su livelli bassissimi più a lungo. I vincoli fiscali e strutturali alla crescita in Europa sono maggiori rispetto agli Stati Uniti e il recente andamento dell’economia lascia presagire che i tassi di interesse nei due principali blocchi economici d’Occidente potrebbero seguire percorsi divergenti, in linea con gli attuali rendimenti obbligazionari a medio termine. Sulla base delle dichiarazioni di giugno della Banca Centrale Europea, il tasso di interesse ufficiale resterà intorno allo zero per altri quattro anni. 

Gestione del credito difficile a fronte dei bassi rendimenti – Chi emette obbligazioni probabilmente continuerà a beneficiare di questo contesto caratterizzato da tassi bassi in Europa, con il mercato primario che si dovrebbe riprendere ancora dopo la pausa estiva. Al contrario, la capacità di incrementare il rendimento dei portafogli di credito investment grade resterà limitata. Per gli investitori, che fanno riferimento a un indice, ciò rappresenta una sfida imponente, soprattutto dove le autorità di vigilanza o gli amministratori fiduciari impongono restrizioni relativamente a qualità di credito, grado di subordinazione e liquidità. Per gli investitori istituzionali europei, che devono investire buona parte del portafoglio in obbligazioni di buona qualità, le considerazioni sul costo e sulla volatilità sono altrettanto importanti, se non più importanti, di quelle sul sovrarendimento. I rendimenti probabilmente resteranno bassi e il credito investment grade sarà sempre più utilizzato per gestire le passività, con l’obiettivo di assumere una posizione che conservi la qualità creditizia nel tempo, che non sia costosa da gestire e che non incrementi inutilmente la volatilità della strategia di investimento.

Fondamentali ancora solidi – La nostra previsione per il settore investment grade in Europa è positiva. Attribuiamo grande importanza ai fattori tecnici che influiscono sull’offerta e sulla domanda di obbligazioni. L’offerta in genere è limitata dal processo di deleveraging. Tuttavia ciò dipende in buona parte dal fatto che il settore bancario fa meno affidamento al mercato obbligazionario per reperire capitali. Per questo motivo le nuove emissioni nette sono state negative. Inoltre è cambiata la composizione del mercato obbligazionario, mentre sono emerse nuove tipologie di emittenti e strumenti sulla scorta della crisi finanziaria. La domanda di credito resta robusta da parte degli investitori istituzionali, trainata dai bassissimi rendimenti dei titoli di stato, ma anche dalla necessità delle compagnie di assicurazione e dei fondi pensione di detenere in portafoglio strumenti considerati sicuri. Pure i fondamentali ci sembrano positivi. Le banche sono meglio capitalizzate e le obbligazioni privilegiate molto sicure, mentre il flusso di cassa e l’indice di copertura degli interessi risultano piuttosto positivi”.

► Jonathan Stanford, Senior Fund Manager, GAM Star (Lux) – Convertible Alpha – è intervenuto sulla situazione del mercato con quest’analisi.

I bond convertibili hanno visto molti sbalzi in termini di valutazione nel corso degli ultimi due mesi. L’outlook sui tassi d’interesse è ancora poco chiaro, in particolare negli Stati Uniti; inoltre il mercato è stato in qualche modo compiacente. Infatti, i rendimenti sui bond high-yield europei hanno toccato il livello più basso in un decennio, portando il rendimento medio su questi titoli al di sotto di quello del dividend yield medio offerto sulle azioni europee. Nel frattempo, l’inflazione ha raggiunto il 2% negli Stati Uniti, in rialzo dall’1,6% di gennaio, ma la Federal Reserve non sembra preoccupata. Analogamente, nel Regno Unito l’ultimo dato sull’inflazione core è pari al 2%, contro quello atteso dell’1,7%. A nostro parere la crescita globale sta leggermente migliorando, nonostante i dati bassi relativi alla produzione industriale, che ora dovrebbero risalire dopo aver toccato il fondo. Inoltre, con la disoccupazione in calo, tutto ciò sembra in qualche modo stridere con un contesto di tassi di interesse piatti, in particolare sulla parte lunga della curva. E’ possibile che ci stiamo avvicinando a una sorta di resa dei conti nei mercati del reddito fisso. Ci sono già stati alcuni problemi nei mercati del credito europei, in particolar modo in Portogallo, con l’Espirito Santo Group che ha attuato forti svalutazioni delle posizioni prese su società parte del gruppo. Tale situazione, però, non è vista come un rischio sistemico in Portogallo, in quanto il Governo ha chiarito di non voler interferire. Un aumento di capitale da fonti private dovrebbe essere realizzabile, dato l’attuale basso valore contabile del titolo. Il mercato primario per i bond convertibili è stato molto attivo, con 15 emissioni europee solo nel mese di giugno. Da inizio anno, l’asset class ha visto 55 miliardi di dollari di emissioni, tra cui alcune molto rilevanti di società come DP World, Alcatel e STM. Infatti, il mercato ha già superato il livello di emissioni di tutto il 2013; di conseguenza, le valutazioni delle convertibili europee si sono notevolmente ridotte. Attualmente, i bond stanno scambiando al fair value, con l’Asia ex-Japan che sembra conveniente. L’indice Merrill Lynch Global Convertibles ha un rendimento a scadenza negativo del -2,7%, con una duration di 1,9. Inoltre, nella prima parte dell’anno, abbiamo visto poche occasioni per generare alpha nel mercato delle convertibili. Ci sono state molto poche operazioni di M&A: ciò in qualche modo ha fatto sì che sia il mercato azionario, sia quello obbligazionario restassero ai margini. Tuttavia, c’è un supporto significativo per i bond convertibili grazie alle condizioni macro; inoltre i titoli azionari dovrebbero trarre vantaggio dai bassi rendimenti messi a disposizione sia dai bond  investment grade sia da quelli high-yield”.

Lorenzo Raffo

 

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Bond & dintorni: è tempo di specializzarsi, con le opportunità su rublo e Russia e quelle sul Sud America. Le emissioni della settimana. Un fondo sull’Asia con ottimi dividendi, 9.3 out of 10 based on 8 ratings

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Lorenzo Raffo

(2) Readers Comments

  1. Buongiorno,

    qualcuno saprebbe consigliarmi gli Istituti/Società che permettono di acquistare i titoli indicati negli articoli? Ho contattato i principali e mi rispondono tutti picche, quando controllano gli ISIN.

    Grazie mille,

    Giulio

    • la maggior parte ti permettono di acquistare questi titoli al telefono, di sicuro le principale banche italiane offrono questo servizio ma bisogna avere i requisiti per essere classificati come “investitori professionali” per I minibond a le emissioni che hanno meno di un anno di vita. Sicuramente IWbank, Fineco e Binck offrono il migliore servizio a prezzi competitivi. Ho sentito che la pop di sondrio lista molti di questi titoli nella loro piattaforma online gratuita.

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