BOND — 03 giugno 2014

Come generare reddito con le cedole di obbligazioni, fondi ed Etf

di Lorenzo Raffo

Ogni tanto, anche in campo obbligazionario, scatta un “refrain”. Negli ultimi giorni ha avuto questo tono: “comprare titoli periferici”. Da un punto di vista teorico è condivisibile; sotto il profilo dei rendimenti lo è meno. Certo, resta il vantaggio dell’aliquota fiscale al 12,5%, che vale però per tutti gli Stati inseriti della cosiddetta “white list”. E allora che fare? Proviamo a costruire una strategia diversa. Eccola. Puntare su titoli dalle seguenti caratteristiche:

1°) Governativi di tutto il mondo (con identico beneficio fiscale)

2°) In dollari Usa (possibilità di acquisto senza le limitazioni previste in molti casi per quelli in divise locali; in più ciò permette di sfruttare il trend di rafforzamento della valuta verde)

3°) A lotto minimo 1.000 USD (per accettare livelli di rischio più elevati, oltre che per facilitarne l’acquisto da parte della clientela “retail”). Solo nel caso della Romania il lotto sale a 2.000 $. Segnaliamo tuttavia pure titoli con lotti elevati (100.000 o 200.000 $)

4°) Con diversi livelli di rating

Una simile strategia è realizzabile? Si direbbe di sì. Abbiamo infatti effettuato una selezione a 365 gradi, evidenziando il titolo con il maggiore rendimento per ogni Paese. Ciascun investitore si costruisca il proprio portafoglio pescando qua e là, in base alla specifica propensione al rischio. Segnaliamo che sono stati scartati i titoli con sigla 144 A, perché trattati solo sul mercato statunitense e riservati a operatori professionali, il che ha impedito di prendere in considerazione alcuni Paesi, soprattutto asiatici.  Tutti i prezzi sono espressi in USD.

█ Albania (rating B / livello rischiosità ALTO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
XS0059746155 31/8/2025 Zero coupon 62,2 / 4,3% NO

 

█ Australia (rating AAA / livello rischiosità MOLTO BASSO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
US2027A0EL98 19/3/2020 5% 113 / 2,5% NO

 

█ Austria (rating AA+ / livello rischiosità BASSO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
XS0638878461 17/6/2016 1,75% 102,7 / 0,4% NO

 

█ Brasile (rating BBB-  / livello rischiosità MEDIO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
US105756BB58 20/1/2034 8,25% 137,7 / 5,2% NO

Nella scorsa puntata della rubrica abbiamo segnalato il titolo Brazil 2040 (Isin US105756AP53 – cedola 11% – scadenza 2040), con uno “yield” attuale del 9,9%. Un lettore ci ha giustamente avvertito che quest’obbligazione prevede una “call” il 17/8/2015, di cui non ci eravamo accorti (e ce ne scusiamo). Se la “call” venisse esercitata, lo “yield” attuale risulterebbe dello 0,85%. Lo sarà? Dal luglio del 2011 il prezzo continua a scendere, il che non avviene per la Brazil 2034, in forte rimbalzo dal gennaio scorso. Nell’incertezza meglio quindi la seconda, che ha un supporto sul livello dei 125 USD.

█ Canada (rating AAA / livello rischiosità MOLTO BASSO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
US78010USN80 15/3/2019 2,15% 101,3 / 1,8% NO

 

█ Fed. Of Russia (rating BBB- / livello rischiosità MEDIO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
XS0089375249 24/7/2018 11% 131,9 / 2,7% NO

 

█ Filippine (rating BBB / livello rischiosità MEDIO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
US718286AL15 21/10/2024 9,5% 147,7 / 3,9% NO

 

█ Israele (rating A+ / livello rischiosità BASSO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
US465138ZR91 15/12/2028 7,25% 126 / 4,8% NO

 

█ Kuwait (rating AA / livello rischiosità BASSO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
XS0526235535 15/7/2020 9,375% 130 / 4,2% NO

 

█ Lituania (rating A- / livello rischiosità BASSO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
XS0739988086 1/2/2022 6,625% 121 / 3,4% NO

 

█ Messico (rating BBB+ / livello rischiosità MEDIO-BASSO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
US91086QAS75 27/9/2034 6,75% 127,7 / 4,7% NO

 

█ Polonia (rating A- / livello rischiosità BASSO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
US731011AT95 17/3/2023 6,75% 97,5 / 3,3% NO

 

█ Repubblica Slovacca (rating A / livello rischiosità BASSO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
XS0782720402 21/5/2022 4,375% 107,5 / 3,2% NO

 

█ Romania (rating BBB- / livello rischiosità MEDIO) Lotto minimo 2.000 USD

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
US77586RAC43 22/1/2044 6,125% 114,3 / 5,2% NO

 

█ Turchia (rating BB+ / livello rischiosità MEDIO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
US900123AL40 15/1/2030 11,875% 171,2 / 5,1% SI (1)

(1)  E’ possibile l’esercizio di una “call”, indicata da alcune piattaforme, ma a condizioni non specificate e senza una data precisa.

█ Ungheria (rating BB / livello rischiosità MEDIO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
US445545AD87 20/1/2020 6,25% 112,4 / 3,7% NO

 

█ Venezuela (rating B- / livello rischiosità ALTO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
XS0217249126 21/4/2025 7,65% 73 / 12,6% NO

 

Titoli con lotto minimo 100.000 USD

█ Equador (rating B / livello rischiosità ALTO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
USP8055QDE90 15/12/2015 9.375% 108 / 4,0% NO

 

█ Sud Africa (rating BBB / livello rischiosità MEDIO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
US836205AP92 8/3/2041 6,25% 117 / 5,1% NO

 

█ Ucraina (rating CCC / livello rischiosità MOLTO ELEVATO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
XS0543783434 23/9/2015 6,875% 94 / 12,3% NO

 

Titoli con lotto minimo 200.000 USD

█ Marocco (rating BBB- / livello rischiosità MEDIO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
XS0850020586 11/12/2022 4,25% 100 / 4,25% NO

 

█ Pakistan (rating B- / livello rischiosità ALTO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
XS1056560920 15/4/2024 8,25% 105,3 / 7,6% NO

 

█ Slovenia (rating A- / livello rischiosità BASSO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
XS0982709221 18/2/2024 5,25% 107 / 4,3% NO

 

█ Sri Lanka (rating B+ / livello rischiosità ALTO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
USY2029SAH77 25/7/2022 5,875% 107 / 5,5% NO

 

█ Tanzania (rating B / livello rischiosità ALTO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
XS0896119897 9/3/2020 6,332% (t.v.) 103 / 4,9% NO

 

█ Vietnam (rating BB- / livello rischiosità MEDIO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
USY9366LAA36 17/5/2017 8% 107,4 / 5,3% NO

 

█ Zambia (rating B+ / livello rischiosità ALTO)

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
XS1056386714 14/4/2024 8,5% 108,2 / 7,4% NO

 

Pregi e difetti di un portafoglio basato su questi titoli

Punti forti

Punti deboli

● Rilevante diversificazione del rischio

● Titoli quasi tutti con scadenze lunghe e che consentono agevoli mediazioni dei prezzi nel corso degli anni, in presenza di rendimenti al rialzo

● Alcune delle economie interessate hanno forti potenzialità di crescita

● Bond molto liquidi

● Posizione agevolata dal punto di vista fiscale (aliquota 12,5%)

● Prevalenza di titoli con lotto minimo basso

● Obbligazioni con trend ben delineati e facilmente definibili punti di entrata e uscita

● “Duration” mediamente elevate

● Prezzi di acquisto in molti casi alti

● Posizioni solo in $ Usa

● Elevata esposizione sui mercati emergenti

● Alcuni Paesi (per esempio Ucraina e Venezuela) stanno attraversando fasi difficili

● Altri Paesi hanno politiche dei tassi molto dinamiche, il che può rappresentare motivo di tensione per le quotazioni dei titoli

 

Il confronto con l’Europa mediterranea

La domanda è inevitabile: meglio allora scegliere fra questa variegata offerta di titoli di tutto il mondo (espressi in dollari) o restare sul debito periferico europeo? La risposta – come sempre – viene dai numeri. Oggi i migliori rendimenti in assoluto sul secondo fronte sono i seguenti:

█ Italia

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
IT0004923998 1/9/2044 4,75% 111,7 / 4,1% NO

 

█ Spagna

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
ES00000124H4 31/10/2044 5,15% 118,9 / 4,1% NO

 

█ Portogallo

Isin Scadenza Cedola Prezzo/Yield “Call”
PTOTEQOE0015 15/2/2024 5,65% 116,5 / 3,6% NO

 

Il confronto è impari, data la quantità di offerta di governativi in dollari Usa. Un compromesso può forse essere la soluzione migliore, ma – e qui entriamo in un giudizio soggettivo – il nostro consiglio è di scegliere qua e là, aggiungendo una quota non trascurabile di titoli di Stato “inflation linked” nelle diverse valute locali. E’ un suggerimento che diamo da qualche tempo. Chi ci ha seguito su questa strada sta incamerando buone plusvalenze in conto capitale. Da inizio anno infatti alcuni di tali bond (Canada, Gran Bretagna, Australia, Nuova Zelanda, ecc) hanno guadagnato parecchio, per un’inflazione che i dati smentiscono ma che i mercati cominciano a soppesare. Nelle ultime giornate – dopo le elezioni europee – si sono sentiti anche in Europa interrogativi se un po’ di inflazione non farebbe bene. Investire su quella dei Paesi meno “rigoristi” è un modo per difendere i propri risparmi nei prossimi anni, con l’aggiunta magari di un po’ di Btp Italia. Su questo tema torneremo nelle prossime settimane; nel frattempo ricordiamo come puntare sugli “inflation linked” sia un modo per non subire più di tanto il fattore “duration”.  

NUOVE EMISSIONI CON PICCOLI LOTTI

█ Banche italiane senza tono: solo Intesa offre un tasso variabile

Minore attivismo da parte degli istituti di credito del nostro Paese nelle emissioni obbligazionarie. L’unica novità di rilievo viene da Banca IntesaSanpaolo, che ha avviato il collocamento di una nuova tasso variabile con data di godimento 3 luglio, così strutturata: valuta euro, tasso variabile Euribor 3 mesi + 1%, scadenza 3/7/2019, lotto minimo 10.000 euro, ammontare di 500 milioni di euro e Isin IT0005025348. La stessa banca precisa: “ipotizzando che il tasso Euribor a 3 mesi, rilevato in data 21 maggio 2014 e pari a 0,319%, rimanga costante per tutta la durata del prestito obbligazionario, il rendimento effettivo annuo lordo a scadenza del titolo, calcolato in regime di capitalizzazione composta, sarebbe pari a 1,33% (0,98% al netto dell’imposta sostitutiva del 26%)”. La commissione di collocamento è del 2,476%. Valutazione: nella fase attuale gli unici tassi variabili da acquistare sono quelli vicini alla scadenza e con prezzo sotto la pari, che in certi casi – soprattutto per i subordinati – hanno rendimenti dignitosi. Attenzione però: è consigliabile mettere ordini a revoca con prezzi limite.

█ La Bei torna sul rand alla scadenza 2019, con una doppia operazione

Prosegue la serie di riaperture della Bei (rating AAA) in valute emergenti. Di fatto ogni settimana si ha una notizia in tal senso. L’ultima riguarda il rand sudafricano, con due operazioni distinte, che sono delle riaperture. Queste le rispettive caratteristiche:

valuta rand, tasso fisso 7,5%, scadenza 30/1/2019, lotto minimo 10.000 rand, ammontare di 1,8 miliardi di rand e Isin XS0957736480. Il titolo è quotato su EuroTlx e su molte Borse europee. Il prezzo di “re-offer” è risultato di 99,5. Sul secondario il titolo si muove leggermente sotto (99,06 Zar), con “yield” 7,7%.

valuta rand, tasso fisso 6%, scadenza 21/10/2019, lotto minimo 5.000 rand, ammontare di 6 miliardi di rand e Isin XS0848049838. Anche questo titolo è quotato su EuroTlx e su molte Borse europee. Il prezzo di “re-offer” è risultato di 93,281. Sul secondario si muove ben sotto la pari (92,05 Zar), con “yield” 7,8%.

Valutazione: conta solo capire la situazione della valuta, che si sta finalmente rafforzando sull’euro, ma con una reazione ancora minima rispetto al crollo iniziato alla fine del 2010. Il “breakout” dei 15 Zar contro 1 euro, avvenuto all’inizio di febbraio, ha comportato un immediato recupero e la fascia fra 14 e 13 (ora 14,25) sarà decisiva nel proseguimento del trend.

█ Ebrd risceglie la rupia indiana, ma la scadenza è ancora una volta corta

Trovare emissioni in rupia non è facile. Nei mesi scorsi abbiamo indicato quella di Interamerican (7,125% – scadenza 2015). E’ pur vero che alla Borsa di Milano è quotato un titolo di Société Generale in tale divisa, bond molto volatile, ma che presenta una vita residua altrettanto limitata (un anno). Anche Ebrd (acronimo inglese di Bers, spesso utilizzato dalle piattaforme) – Banca europea per la ricostruzione e attiva soprattutto nell’area ex comunista – con rating AAA, sceglie questa valuta, aggiungendo 1 miliardo di rupie a un’obbligazione già sul mercato. La speranza che l’emittente andasse oltre come scadenza si è quindi estinta. In effetti l’evoluzione in atto nel Paese, dopo le ultime elezioni politiche, fa confidare in un rilancio dell’economia e in un rafforzamento su lunga scadenza della valuta. Disporre quindi di un titolo 2017-2018 sarebbe stato meglio. Ecco le caratteristiche dell’emissione: valuta rupia indiana, tasso fisso 5%, scadenza 28/5/2015, lotto minimo 100.000 rupie (equivalenti a 1.240 euro), ammontare di 8 miliardi di rupie e Isin XS0935943802. Il “re-offer” è avvenuto a 98,977.

Valutazione: il rendimento più elevato in rupie viene garantito attualmente da un’emissione della The Export Import Bank of Korea (Isin XS0937273471 – cedola 6% – scadenza 4/6/2016), quotata allo Xtrakter tedesco, con prezzo 97,6, “spread” di 80 punti base e “yield” 10,8%. Il titolo è da 2 miliardi di INR, con lotto minimo 100.000 INR. Dovrebbe essere acquistabile, al limite alzando l’“ask” leggermente sopra 98. Da settembre – picco al ribasso sull’euro – la rupia si è rafforzata in misura abbastanza accentuata (si colloca ora a 80,4, contro i 92 del 28 agosto 2013).

█ Confronto a quattro sulla lira turca: chi vince?

Vari lettori ci chiedono cosa fare e cosa scegliere fra le emissioni in lira turca. Alcuni hanno il dubbio di aver già perso un’occasione, visto il rimbalzo rispetto all’euro. Dato il peso dei fattori politici interni al Paese, è difficile esprimere previsioni su un trend che – dal punto di vista grafico – sembra iniziato, con la conferma però di un’elevata volatilità. Passiamo allora ai titoli. In settimana si sono viste ben quattro novità in Try. Eccole nei dettagli:

Bnp Paribas Fortis: rating A+, tasso fisso 9,625%, scadenza 23/6/2016, lotto minimo 5.000 Try, ammontare di 15 milioni di Try e Isin XS1062133563. “Duration” 1,9, quotazione sul secondario (Xtrakter) 99,5 – “yield” 9,9%

Bei: rating AAA, tasso fisso 7%, scadenza 31/7/2017, lotto minimo 1.000 Try, ammontare di 160 milioni di Try e Isin XS0956262033. “Duration” 2,8, quotazione sul secondario (Xtrakter) 96,6 – “yield” 8,3%

Bei: rating AAA, tasso fisso 5,75%, scadenza 3/4/2018, lotto minimo 1.000 Try, ammontare di 650 milioni di Try e Isin XS0877809375. “Duration” 3,5, quotazione sul secondario (Mot) 91,6 – “yield” 8,4%

Volkswagen: rating A-, tasso fisso 9,25%, scadenza 2/6/2016, lotto minimo 5.000 Try, ammontare di 120 milioni di Try e Isin XS1072481374. “Duration” 1,9, quotazione sul secondario (Xtrakter) 100,6 – “yield” 8,9%

Valutazione: il “piccolo” (come ammontare) Bnp Paribas batte tutti e fra l’altro non registra problemi di liquidità in partenza di quotazione, sebbene sia presente solo sullo Xtrakter. Inoltre, pur con un rating più alto, dà un punto di distacco al Volkswagen. La tripla A della Bei inevitabilmente si paga, con “yield” più bassi.

█ Un po’ di mistero sul bond della specialista inglese di scommesse

Cercare informazioni su questa nuova emissione non è stato facile. La società è Ladbrokes Group Finance plc, specialista inglese dei giochi online e delle scommesse sportive. Già presente in Italia, nel 2010 ha sospeso le attività, a seguito della cessione della rete di vendita e della relativa licenza. Il business procede invece su tutti gli altri mercati. Il bond è un “senior unsecured” con rating BB di Fitch. Fonti inglesi stimano che la valutazione risenta delle difficoltà del mercato locale e dell’elevata esposizione a leva della società. Il motivo dipende anche dall’incremento oltre Manica della tassa sui “machines games” dal 20 al 25%, che potrebbe impattare negativamente sui profitti di Ladbrokes. Tuttavia i dati di bilancio dimostrano che la liquidità è ottima (365 milioni di sterline) e che il primo consistente impegno consisterà nel rimborso di un bond da 225 milioni di sterline nel marzo 2017. Un quadro quindi a luci e ombre, nel quale si inserisce la nuova obbligazione, dalle seguenti caratteristiche: valuta sterlina, tasso fisso 5,125%, scadenza 16/9/2022, lotto minimo 2.000 sterline (in emissione), ammontare non ancora fissato e Isin XS1066478014. Pur disponendo di un “information booklet”, non siamo riusciti a trovare l’importo dell’operazione. Il motivo è presto spiegato: verrà stabilito a fine periodo di sottoscrizione, senza un ammontare minimo prestabilito, motivo di incertezza. Un’altra caratteristica consiste nel fatto che il taglio minimo di 2.000 sterline vale per la sola sottoscrizione, mentre successivamente il bond potrà essere trattato con taglio minimo 100 sterline. Emesso nel Jersey, sottostà alla locale legislazione. Valutazione: un titolo speculativo, destinato soprattutto a chi fa trading, ma che consigliamo di prendere in considerazione solo a sottoscrizione conclusa, per valutare l’importo reale dell’operazione. Nel frattempo segnaliamo l’andamento dell’altro bond di Ladbrokes, già sul mercato: valuta sterlina, tasso fisso 7,625%, scadenza 5/3/2017, lotto minimo 50.000 sterline, ammontare 225 milioni di sterline e Isin XS0491875562 . Quotato su varie Borse, riscontra la maggiore liquidità alla Deutsche Boerse AG, dove venerdì era prezzato a 110,9, con “yield” 3,47%.

█ Sul fronte dei titoli di Stato

► La Germania ha collocato 1,623 miliardi di euro di una riapertura del più che trentennale agosto 2046 con cedola 2,50%, al rendimento del 2,25% (in calo di 28 centesimi dalla precedente asta di febbraio).

█ Mini bond tedeschi, un altro mondo!

Qualche rischio in più certamente lo comportano, ma il mondo delle mini obbligazioni “made in Deutschland” è anche lo specchio di una modalità diversa di confrontarsi con l’investitore. Lo segnala un lettore, che ci fa avere una newsletter inviata da un emittente a chi detiene i propri bond. Contiene tutte le informazioni sul business della società per consentire appunto di valutarne la solidità.

Novità intanto sul fronte delle emissioni, con due esordi riferiti alle società Penell e Vedes. Eccone le caratteristiche:

Penell Gmbh (azienda specializzata nella produzione di componenti elettrici, soprattutto per tunnel e miniere): il bond, con rating B+ da parte di Feri Eurorating Services, è in sottoscrizione fino al 6 giugno solo in Germania e Lussemburgo, ma potrà essere acquistato in seguito sul mercato secondario, dove sarà quotato alla Borsa di Dusseldorf. Eccone la struttura: valuta euro, tasso fisso 7,75%, scadenza 10/6/2019, lotto minimo 1.000 euro, ammontare 5 milioni di euro e Isin DE000A11QQ82. La società informa che è previsto un collaterale per l’obbligazione, composto di uno stock di rame per l’importo di 7,3 milioni di euro, facilmente collocabile sul mercato. La società ha registrato nell’ultimo esercizio un fatturato di 16,5 milioni di euro, in calo del 9,5%, con un margine lordo aumentato a 3,3 milioni di euro.

Vedes (gruppo attivo nelle vendite al dettaglio e online di giocattoli e oggetti per il tempo libero) ha in sottoscrizione un’obbligazione a rating BB, che sarà quotata dal 24 giugno alla Borsa di Francoforte. Queste le caratteristiche: valuta euro, tasso fisso 7,125%, scadenza 24/6/2019, lotto minimo 1.000 euro, ammontare 20 milioni di euro e Isin DE000A11QJA9. L’operazione serve per rimborsare un altro prestito obbligazionario emesso nel 2013, con cedola 8%, il che avverrà al prezzo di 101. La logica dello “switch” non è proprio chiara!

NUOVE EMISSIONI CON GRANDI LOTTI

█ Un leader mondiale del cartone concede poco, pur essendo “high yield”

Uno dei produttori capofila nel settore degli imballaggi in carta a cartone, presente in 32 Paesi e attivo in Italia con 22 stabilimenti, l’irlandese Smurfit Kappa (fatturato 2013 7,9 miliardi di euro – utile netto 188 milioni di euro), quotato alla Borsa di Londra (sigla SKG), ha effettuato un’operazione in ambito obbligazionario, che potrebbe essere destinata a nuove acquisizioni, essendo stata curata dalla filiale Smurfit Kappa Acquisitions. Con un rating BB di Fitch e S&P, rientra nella categoria “high yield”, ma non è premiante in termini di rendimento facciale, a dimostrazione di come gli “spread” si stiano riducendo fra questa categoria e quella dei tradizionali corporate. La struttura è la seguente: valuta euro, tasso fisso 3,25%, scadenza 1/6/2021, lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 500 milioni di euro e Isin XS1074396927. Il titolo, quotato alla Borsa irlandese, è stato emesso alla pari. Valutazione: l’emittente è solido, ma il rendimento del nuovo bond è modesto: lo dimostra un “ratio” decisivo, consistente nel margine rispetto a un tripla A, che è solo del 2%, con una “duration” 6,4. Meglio evitarlo nell’attuale situazione di mercato. Per ora il titolo non quota ancora sul secondario, ma sul mercato grigio si verifica un andamento sotto la pari.  

█ Electrolux, il gigante svedese, sceglie il tasso variabile in SEK

Chi partirà, per prima, fra le grandi Banche centrali nell’aumento dei tassi primari di interesse? Dopo tanto parlarne, il “match” resta aperto. Comunque sia, il mercato comincia a risvegliarsi nei confronti dei tassi variabili. La novità più interessante della settimana riguarda il gruppo svedese degli elettrodomestici Electrolux, presentatosi con una doppia emissione su scadenza 2019, una a tasso fisso (2,34%) e una appunto variabile, entrambe in corone svedesi. Analizziamo la seconda: valuta corona svedese, tasso variabile Stibor 3 mesi + 0,85%, scadenza 28/5/2019, lotto minimo 1 milione di SEK (equivalenti a 110.410 euro), ammontare di 750 milioni di SEK e Isin XS1071093667. La cedola attuale è dell’1,757%, con distribuzione trimestrale. Non ci sono ancora indicazioni provenienti dal secondario, ma alcuni broker la indicano a 100,6, che appare un po’ irrealistico. Il rating è BBB+. Valutazione: l’emissione è piccola e andrà in pancia ai fondi pensione nordici, ma il ritorno alla duplice operazione “fisso-variabile” merita attenzione.

█ L’italiana dell’ingegneria civile è un’ottima idea per chi è nazionalista

Le scelte adottate dai regolatori del mercato in Italia fanno sì che chi voglia sorreggere l’economia nazionale, acquistando bond “tricolori”, si trova ad affrontare ostacoli rilevanti di liquidità di mercato, di accesso agli strumenti e di trasparenza dei business sottostanti. E il mezzo flop dei minibond ne è una conferma. Un caso a parte riguarda la nuova proposta della bolognese Maccaferri, specialista dell’ingegneria civile, con una forte diversificazione in diversi settori, fra cui – da ultimo – quello energetico. Il gruppo, esposto a livello mondiale, ha un fatturato di 1,40 miliardi di euro. La sua emissione (rating B2 di Moody’s) è così strutturata: valuta euro, tasso fisso 5,75%, scadenza 1/6/2021, lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 200 milioni di euro e Isin XS1074596344. Il secondario l’ha premiato, facendolo salire a 102,2 (con “spread” di 50 punti). Valutazione: un emittente solido e un titolo abbastanza ben rapportato in termini di “ratio”, che è quanto deve interessare all’investitore: “duration” 5,5 – rendimento netto (considerando l’imposta fiscale al 26%) 3,85% – margine rispetto a un tripla A in euro del 4,6%. Il rapporto “duration”/rendimento non è dei migliori, ma nell’attuale fase occorre alzare il livello di rischio per ottenere di più. C’è inoltre una clausola di “call” significativa: rimborso a 102,875 nel 2017, a 101,438 nel 2018 e a 100 nel 2019. Ciò dovrebbe sostenere le quotazioni nella fase intermedia della vita del bond.

█ I dintorni: questa volta parliamo di un Etf sui governativi, ma hedgiato

Dalla scorsa settimana abbiamo allargato la rubrica anche ad altri strumenti finanziari. Oggi analizziamo – avendo dedicato molto spazio ai governativi – un Etf dalle caratteristiche un po’ particolari: riflette il rendimento complessivo (total return) di un sottostante di titoli governativi emessi da Paesi sviluppati con rating elevato (investment grade), con copertura da rischio cambio. Nell’attuale fase questa scelta può essere in parte perdente e in parte vincente; comunque annulla un aspetto problematico nella gestione di un’elevata diversificazione di sottostanti. E’ l’ Etf Deutsche Bank X-Trackers Global Sovereign Eur Hedged (Isin LU0378818131). I titoli più rappresentati si riferiscono a Giappone e Usa, ma tutto il contesto occidentale è coperto. Si tratta di un prodotto difensivo, come dimostrano le “performance”: +2,7% negli ultimi sei mesi e +3,4% da inizio anno. Gli scambi sono modesti ma regolari (circa 100 al mese) e la quotazione negli ultimi anni è cresciuta con una certa regolarità, sostenuta dalla media mobile a 200 sedute, che ancora oggi dà forza al titolo (prezzo di ieri in chiusura 209 euro). E’ stata superata di poco una resistenza corrispondente al massimo registrato nel maggio 2013. Questo Etf, che non distribuisce dividendi, va preso in considerazione come punto di riferimento di un quadro generale di governativi dei Paesi sviluppati; pertanto eventuali segnali di debolezza anticiperebbero una correzione del segmento “core” del mondo obbligazionario.

Lorenzo Raffo

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Bond & dintorni: tutti i più “muscolosi” governativi del mondo - in dollari e con fisco al 12,5% - e una raffica di novità sul primario, 9.1 out of 10 based on 10 ratings

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Lorenzo Raffo

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  1. La Polonia US731011AT95 ha una cedola del 3% e non del 6,75%. Infatti lo YTM risulta corretto del 3,36%.

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