SOLO SUL WEB — 02 ottobre 2013

Il commento sulla situazione politica italiana e i suoi effetti sui mercati di Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners Sgr

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse

Le crepe apertesi nel PDL in seguito alla decisione di Berlusconi di ritirare i ministri si sono allargate progressivamente, nonostante il tentativo dell’ex-premier di ricompattare il gruppo stamattina.
Nel pomeriggio (di ieri, ndr) Giovanardi ha dichiarato a Reuters che almeno 40 senatori del PDL erano pronti a formare un soggetto nuovo e votare la fiducia a Letta, e che in realtà la tendenza dell’intero gruppo parlamentare era verso un si alla fiducia. Successivamente Alfano stesso ha abbandonato la linea del leader, dichiarando che a suo parere tutto il partito avrebbe dovuto dare la fiducia al governo. La diga è crollata, e l’intero complesso degli asset italiani ha accelerato il rialzo.
L’impressione (non solo personale, a giudicare dalla reazione dei mercati) è che si tratti di un effetto che va oltre la sopravvivenza del governo Letta.
Finché Berlusconi era in grado di ricattare l’esecutivo, ne controllava effettivamente le sorti e aveva in mano una potente leva. Una volta compreso che i suoi non lo seguono più, il suo potere crolla. Ne consegue una maggiore stabilità politica, che i mercati si affrettano a prezzare.
Sicuramente, un terremoto del genere porterà ritorni di fiamma ed eventualmente una serie di regolamenti di conti che continueranno ad agitare la scena politica. Ma L’impressione personale è che oggi sia stato compiuto un passo importante nello slegare i destini del paese da quelli del capo del PDL.

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Il giorno della fiducia: lo strategist spiega gli effetti sui mercati, 9.0 out of 10 based on 2 ratings

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