BOND — 20 giugno 2016

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di Lorenzo Raffo

Gravi motivi di salute mi obbligano a sospendere la pubblicazione di questo report. Grazie a tutti i Lettori che mi hanno seguito per cinque anni.

Andiamo subito alla sostanza, dopo un’altra settimana di tensioni sui mercati. Il conto alla rovescia Brexit o no è scattato e ora bisogna avere chiare le idee su cosa far nella fase immediatamente successiva. Anzi occorrerebbe in parte anticipare i possibili movimenti, prendendo già delle posizioni nelle ore precedenti il risultato del referendum inglese, ma una simile strategia dipende dalla maggiore o minore propensione al rischio di ogni singolo investitore. Il report di oggi suggerisce alcune idee da adattare secondo l’esito del giudizio popolare.

L’isola toglie gli ormeggi e se ne va

Ecco varie proposte per gestire la situazione:

Etfs 5x Short Gbp Long Eur (Isin JE00BMM1X270):  consente di assumere, con leva 5, una posizione lunga sull’euro e contemporaneamente un posizione corta sulla sterlina inglese, data inevitabilmente in arretramento. Probabilmente i movimenti più forti si registreranno sul “cross” short sterlina e long Us Dollar, ma non c’è un Etc di questo tipo quotato a Borsa Italiana. Nel caso non si volesse operare a leva – con i rischi che ciò comporta – c’è anche un Etc a replica lineare (Etfs Short Gbp Long Eur – Isin JE00B3MVPQ29).

► L’eventualità di esposizioni in corso sugli UK Gilt – titoli di Stato britannici – è abbastanza bassa per due motivi: i loro rendimenti risultano molto ridotti e le posizioni sono state probabilmente chiuse da tempo per sfruttare la forza della sterlina quando ha toccato 0,70 contro euro. Un ipotetico ritorno sugli 0,85 della valuta potrebbe riportare a collocarsi sui Gilt, ma certamente con posizioni marginali e riferite soprattutto agli “inflation linked”, di cui si scrive nella sezione del permanere della Gran Bretagna nella Ue.

In presenza di una reazione esasperata dei mercati è ipotizzabile una posizione lunga sullo yen giapponese (sebbene non con obbligazioni), che – in assenza di altri interventi di stimolo della BoJ – assumerebbe ancor più il ruolo di valuta rifugio rispetto a un euro certamente in difficoltà.

Nel report di lunedì scorso abbiamo già ipotizzato come un peso determinante lo assumerebbe il dollaro Usa, che si rafforzerebbe rispetto all’euro, complici vari fattori. Ecco alcune obbligazioni in USD capaci di affrontare qualsiasi tempesta, grazie alla solidità degli emittenti. In questi casi però si tratta di titoli solo in parte quotati in Italia (su Tlx):

Emittente Us Treasury (rating AA+): valuta USD, scadenza 31/5/2018, tasso fisso 1%, ammontare 35 miliardi di USD, taglio minimo 100 USD e Isin US912828VE70. Il titolo quotato su varie Borse europee prezza sui 100,5, con rendimento lordo dello 0,75%.

Emittente Nestlé Holding (rating AA): valuta USD, scadenza 24/7/2018, tasso fisso 1,375%, ammontare 400 milioni di USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin XS0878581890. Il titolo quotato su varie Borse europee prezza sui 100,7, con rendimento lordo dell’1,05%.

Emittente General Electric (rating AA): valuta USD, scadenza 11/2/2021, tasso fisso 5,3%, ammontare 2 miliardi di USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin US369622SM84. Il titolo quota su Tlx e prezza sui 115,5, con rendimento lordo dell’1,8%.

Emittente Philip Morris (rating A): valuta USD, scadenza 25/2/2019, tasso fisso 1,375%, ammontare 500 milioni di USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin US718172BR98. Il titolo quota su Tlx e prezza sui 100,3, con rendimento lordo dell’1,3%.

► Per ora è solo una domanda: quali effetti avrebbe la Brexit sulle emissioni della Bei (Banca europea per gli investimenti), considerando che verrebbe in prospettiva a perdere un importante membro-azionista? L’ipotesi di un allargamento degli “spread” denaro/lettera nelle fasi successive l’annuncio dell’exit è plausibile, ma oltre non si dovrebbe andare. Comunque è un aspetto da tenere presente.

► Maggiore attenzione va posta agli high yield e in particolare a Etf e fondi che prevedano la copertura anche della Gran Bretagna, importante emittente del settore. Si tratta di società medio/grandi e medie, potenzialmente esposte a un calo del Pil britannico, sebbene su questo timore esistano dubbi, poiché un indebolimento della sterlina aumenterebbe di molto la forza dell’export dell’isola di Sua Maestà.

► L’elevato “spread” di rendimento del debito emergente potrebbe dare ulteriore sprint alle emissioni brasiliane e messicane, grazie alla debolezza delle rispettive valute. E’ pur vero che nel primo caso quelle quotate in Italia sono espresse o in dollari o in euro e che quindi l’effetto divisa locale non c’è. L’alternativa logicamente sta nello scegliere obbligazioni in real di emittenti sovranazionali presenti su Borsa Italiana e Tlx.

L’isola resta legata al Continente

Ecco varie proposte per sfruttare una situazione che potrebbe essere molto interessante:

► Etfs 5x Long Gbp Short Eur (Isin JE00BMM1X163): consente di assumere, con leva 5, una posizione lunga sulla sterlina e contemporaneamente una posizione corta sull’euro.  Come nel caso opposto, ovvero della sterlina “short” esiste anche un Etc a replica lineare (Etfs Long Gbp Short Eur – Isin JE00B3LXVB68).

► Attenzione massima nei confronti del Bund: la pressione rialzista delle ultime settimane non si giustificherebbe più e uno strumento da valutare in tal senso è certamente un Etc “short”, da utilizzare solo per pochi giorni, complice anche il fattore “compounding effect”.  Segnaliamo, per esempio, il Boost Bund 10y 3x Short Daily, che replica su base giornaliera il triplo della performance inversa dell’indice Bnp Paribas Bund Future.

► Il rientro sulle obbligazioni in sterline andrebbe colto al volo, puntando però prevalentemente su emissioni corte per i tassi fissi, allo scopo di non subire possibili pressioni nel tempo da un eventuale rialzo dei tassi da parte della Bank of England, atteso già nel 2015, poi volatilizzatosi proprio per il referendum ma non improbabile nel corso dei prossimi dodici mesi. Questa una selezione di obbligazioni inflation, a tasso fisso e a tasso variabile, utili a tale scopo:

Emittente Gran Bretagna (rating AAA): valuta GBP, scadenza 22/3/2024, tasso 0,125% + inflazione G.B., ammontare 15 miliardi di GBP, taglio minimo 1 GBP e Isin GB00B85SFQ54. Il titolo quota su varie Borse europee e prezza sui 111,5.

Emittente Deutsche Bahn (Ferrovie tedesche) (rating AA): valuta GBP, scadenza 30/10/2017, tasso fisso 1,375%, ammontare 300 milioni di GBP, taglio minimo 1.000 GBP e Isin XS0849509392. Il titolo quota su varie Borse europee e prezza sui 100,7.

Emittente Nestlé Holding (rating AA): valuta GBP, scadenza 11/12/2017, tasso fisso 1,625%, ammontare di 250 milioni di GBP, taglio minimo 1.000 GBP e Isin  XS1002800602. Il titolo quota su varie Borse europee sui 101,2.

Emittente Mediobanca (rating BBB+): valuta GBP, scadenza 12/11/2020, tasso variabile indicizzato al Libor a 3 mesi e maggiorato di uno “spread” pari all’1,40%, con cedole pagate il 12 dei mesi di agosto, maggio, febbraio e novembre di ciascun anno, ammontare 70 milioni di GBP, taglio minimo 2.000 GBP e Isin IT0005143257. Il titolo quota a Borsa Italiana e prezza sui 100,5.

Emittente Unicredit (rating BBB-): valuta GBP, scadenza 11/4/2026, tasso misto (prima parte tasso fisso 3,10% fino all’11 aprile 2020; seconda parte tasso variabile indicizzato Libor 3 mesi più “spread” 0,25%, fino a scadenza), ammontare 50 milioni di GBP, taglio minimo 1.000 GBP e Isin XS1377799355. Il titolo quota a Borsa Italiana sui 100.

Emittente Bnp Arbitrage (rating A+): valuta GBP, scadenza 22/7/2023, tasso misto (prima parte tasso fisso 4% fino al 22/07/2017; seconda parte tasso variabile indicizzato Euribor 3 mesi più “spread” 0,75% fino a scadenza), ammontare 50 milioni di GBP, taglio minimo 1.000 GBP e Isin XS1257901600. Il titolo quota a Borsa Italiana sui 99,9. Naturalmente occorre tenere presente che in questo caso l’indicizzazione non è sul Libor ma sull’Euribor, sebbene la valuta di espressione sia la sterlina.

Emittente GE Capital (rating AA+): valuta GBP, scadenza 16/1/2018, tasso variabile indicizzato Libor 3 mesi + 0,43%, ammontare 325 milioni di GBP, taglio minimo 100.000 GBP e Isin XS1167300497. Il titolo quota su Tlx a 100,1.

NUOVE EMISSIONI

► Otto anni con Credit Suisse in dollari sul Mot – Un altro tasso misto esordisce a Borsa Italiana e viene ad arricchire la vasta offerta di obbligazioni di tale tipo. E’ della svizzera Credit Suisse, già protagonista del mercato negli ultimi tempi con altre emissioni. Così la struttura: valuta USD, scadenza 7/6/2024, tasso misto (prima parte tasso fisso 4% per le cedole in pagamento il 7 giugno 2017, 2018 e 2019; seconda parte tasso variabile indicizzato Libor 3 mesi +0,25%, con un “cap” pari al 4% e un “floor” pari a 0%, per le restanti cedole in pagamento ogni 7 giugno dal 2020 fino a scadenza), ammontare 50 milioni di USD, taglio minimo 1.000 USD e Isin XS1396700194. La presenza di un tetto al 4% potrebbe essere penalizzante nel lungo termine, ma la struttura iniziale fino al 2019 appare adeguata alle prospettive di medio periodo per i tassi Fed. Il titolo quota a prezzo di collocamento, cioè a 100, con scambi però bassissimi.

Stesso emittente e stessa struttura ma più lungo e in sterline – E’ quasi un bond fotocopia rispetto al precedente, con la variabile della valuta, che in questo caso è la sterlina inglese, e della scadenza più lunga: emittente Credit Suisse, valuta GBP, scadenza 7/6/2026, tasso misto (prima parte tasso fisso 4% per le cedole in pagamento il 7 giugno 2017, 2018 e 2019; seconda parte tasso variabile indicizzato Libor GBP 3 mesi +0,40%, con un “cap” pari al 4% e un “floor” pari a 0%, per le restanti cedole in pagamento ogni 7 giugno dal 2020 fino a scadenza), ammontare 50 milioni di GBP, taglio minimo 1.000 USD e Isin XS1396701168. La valutazione generale è simile a quella del bond in dollari, ma logicamente la scadenza più lunga comporta maggiori rischi per la parte a tasso variabile, a causa del “cap” al 4%. Il titolo resta incollato ai 100 di sottoscrizione, con scambi iniziali molto bassi.

Con Bei e KfW si diversificano le valute – Da domani vanno in quotazione su ExtraMot le seguenti emissioni in divise diverse dall’euro:

Bei in peso messicani cedola 4,75% scadenza 19/1/2021 (XS1342860167)
Bei in corone norvegesi cedola 3,75% scadenza 31/10/2018 (XS0694615575)
KfW in zar cedola 8,50% scadenza 20/12/2018 (XS1434163488)
KfW in dollari Usa cedola 1,375% scadenza 14/5/2018 (XS1046705809)
KfW in dollari Usa cedola 0,875% scadenza 16/11/2017 (XS1303458084)

Tasso misto in euro per Unicredit – Prosegue l’offerta di emissioni a tasso misto da parte del sistema bancario italiano, con una novità dell’istituto milanese: valuta EUR, titolo senior, scadenza 30/6/2023, tasso misto (prima parte tasso fisso 2% fino al 30/6/2018 e seconda parte tasso variabile indicizzato Euribor 3 mesi + 0,70%), ammontare 1,5 miliardi di EUR, lotto minimo 1.000 EUR e Isin IT0005199267. Il titolo sarà quotato su Tlx. Il periodo di offerta terminerà il 28/6. Il rendimento – secondo la stessa Unicredit – si aggirerebbe come valore netto su uno 0,662% nel caso la situazione dei tassi restasse immutata rispetto a quelli attuali. Si è su livelli poco superiori rispetto ai Cct, il che risulta davvero modesto. Attenzione inoltre al rischio emittente, considerando la non facile situazione attuale del sistema bancario italiano.

Apple torna sulla scena e va al 2046, ma… – La scadenza trentennale spaventa certamente, ma chi ha scelto in passato quest’emittente con le sue obbligazioni lunghissime e le ha tradate su livelli facilmente identificabili di supporti e resistenze ha incassato notevoli performance. Desta quindi interesse la nuova obbligazione di Apple (rating AA+), che presenta però un anomalo taglio elevato: valuta USD, scadenza 22/6/2046, tasso fisso 4,15%, ammontare di 1,377 miliardi di USD, taglio minimo 100.000 USD e Isin XS1431263588. Abbiamo detto del taglio anomalo, perché Apple è sempre stata in passata fautrice di piccoli lotti (2.000 USD). Inevitabile poi la “duration” a 17,4.

L’high yield riconosce invece il 7% – Il rating è basso (CCC+), ma per chi cerchi un alto rendimento in dollari ciò è inevitabile. L’emissione della società Reynolds, multinazionale Usa leader nel campo del packaging per i settori alimentare e delle bevande, ha queste caratteristiche: valuta USD, scadenza 15/7/2024, tasso fisso 7%, ammontare di 800 milioni di USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin USU8002WAH08. Le prime indicazioni sul secondario la danno molto volatile, con quotazioni in movimento fra 102 e 104.

 

Il presente documento non costituisce sollecitazione all’investimento e contiene informazioni giornalistiche a esclusivo scopo divulgativo.

 

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Bond: ● Se Brexit fosse, se Brexit non fosse, idee concrete nell’uno e nell’altro caso ● Le varie novità della settimana, 9.4 out of 10 based on 15 ratings

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