BOND — 13 giugno 2016

marius_storm_lightning-600x400

di Lorenzo Raffo

Non ha più senso! I mercati stanno dando segnali di paranoia, sulla spinta della paura da Brexit e dell’azione della Bce. Cose risapute, ma forse pochi si rendono invece conto di una tensione che sta montando anche a livello di singole Banche centrali, ormai sempre più convinte (sebbene con toni molto pacati!) che Draghi e compagni ci stanno portando verso un precipizio. Facciamo allora il punto sugli indicatori più utili per capire i mercati, ovvero per non capire nulla, perché antitetici rispetto alle aspettative più diffuse.

Bund: il relativo “future” sale a 164,8, con un rendimento del decennale di fatto a zero e un balzo del 14,3% nella prima parte di venerdì, ma con forte volatilità. Non si ripetono scene già viste, perché si è andati di là di ogni limite anche grafico.

Btp: perfino il “long term future” rompe al rialzo e va a toccare i 142, superando il livello dei 141, considerato resistenza quasi inviolabile, ma la volatilità è alle stelle. Attenzione, perché un’inversione violenta potrebbe manifestarsi nei prossimi giorni.

Us T-Note: tanta erraticità, sebbene all’interno di un trend laterale abbastanza ben delineato per il decennale. Il relativo “future” veniva previsto in calo verso l’area dei 124 e invece si ritrova sui massimi, oltre i 131, poco lontano dal top del 2012. Ma è sul biennale che la volatilità diventa quasi ingestibile.

GB Gilt: alcuni analisti avevano visto giusto. Il relativo “future” veniva dato già due mesi fa in crescita, alla faccia di Brexit. In effetti non è molto lontano dai massimi del 2011, prossimo ai 123. Il decennale 1,5% scadenza 2026 (Isin GB00BYZW3G56) tocca, per esempio, il massimo storico, superando quota 101, mentre a fine aprile era sceso sotto i 98.

In sintesi: ogni ipotesi è stata stravolta dagli eventi. Per gli Usa si vedeva un crollo, causa aumento tassi, ma si registra il contrario; per i Great Britain si temeva una caduta, per vari fattori, e avviene l’opposto; per i titoli area euro ormai nessuna previsione ha più senso, complice Bce. Quindi…una via di uscita? C’è, sebbene…

LAVORARE CON LE VALUTE EMERGENTI, IMPONENDOSI RIGIDE REGOLE

Se si cerca rendimento non resta che fare trading con i bond in valute emergenti, senza stare a sentire le previsioni di analisti e quant’altro. Nella prima parte del 2016 qui si è trovato valore, ma occorre operare con un rigido controllo dei punti di entrata e uscita. Ecco la situazione attualizzata delle tre divise più efficaci in termini di performance da gennaio a oggi.

Real brasiliano: la discesa sotto quota 4 contro euro ha dato forza alla moneta sudamericana, che trova tutti gli indicatori favorevoli e soprattutto le medie mobili. La volatilità si è ridotta nelle ultime sedute, ma alcuni rilevatori indicano una fase di “ipercomprato”. Venerdì ha chiuso con l’euro sui 3,85. Un livello di uscita si può identificare in corrispondenza della media mobile a 50 sedute, ovvero a 3,98 almeno per una parte di eventuali posizioni in essere. Ciò significa che realmente quota 4 è lo spartiacque fra aree di debolezza e all’opposto di consolidamento. Tuttavia il canale rialzista per il real, iniziato il 16 marzo, lascia intravedere ulteriori spazi di crescita nel medio termine, pur con inevitabile volatilità.

I migliori su Borsa Italiana: abbastanza reattivo il Bei con cedola 11,5% e scadenza 2019 (Isin XS1374123732), sebbene talvolta caratterizzato da “spread” denaro/lettera un po’ largo. Essendo stato emesso di recente non si dispone ancora di dati attendibili sulla volatilità, ma con una vita restante di 1000 giorni presenta un buon rapporto fra durata residua ed esposizione ai tassi. Interessante pure l’opzione di uno zero coupon: nel caso specifico, per esempio, il Bei agosto 2021 (Isin XS1097534751), che ha però – come valuta di liquidazione – il dollaro Usa ed espone quindi alla triangolazione di divise. Purtroppo questo problema si riscontra su tutti i “z.c” in real. Molto volatile, anche sull’intraweek, il Bei 10% scadenza 2018 (Isin XS1136802615), che ha il vantaggio di muoversi poco sopra la parità.

Rublo russo: la situazione è un po’ più complessa, perché il trend di rafforzamento sull’euro comincia a dare segnali di progressiva attenuazione. Le medie mobili lunghe dicono ancora “buy”, ma quelle corte sono di segno opposto, basandosi su periodicità quotidiana. Usando le settimanali si ha inevitabilmente un quadro più rassicurante, considerando che il rimbalzo è in corso da mesi. Un livello di uscita? Contro il cambio di 73,5 di venerdì lo si fissi sui 74,3/74,5, quindi molto vicino, il che lascia poco spazio di azione, sebbene si possa anche lasciar correre fino a 76, in presenza di movimenti non troppo violenti. Scontata la stretta relazione con le quotazioni del petrolio.

Il migliore su Borsa Italiana: purtroppo non ci sono titoli di emittenti sovranazionali (quindi con fisco alleggerito) e si deve così far ricorso al nervoso Société Generale 10,5% scadenza 2018 (Isin XS1202764335), che però è con aliquota 26%. Ha una volatilità elevata, quasi del 30%, ed è preferibile acquistarlo sulla parità o poco sopra, livelli toccati varie volte negli ultimi mesi.

Rand sudafricano: dall’inizio dell’anno si è registrato un bel rafforzamento, pur con fasi alterne. E’ forse la valuta più interessante, proprio per la volatilità, che va sfruttata. Gli indicatori dicono “buy”, ma le medie mobili sono un po’ più incerte, con alternanza di segnali. L’euro venerdì ha chiuso a 17,1 e graficamente si identifica un livello di uscita sui 17,4: anche in questo caso quindi si è molto vicini e occorre attendere le evoluzioni dei prossimi giorni, considerando quota 17 uno spartiacque importante. Se violato con forza al rialzo per il rand si potrebbe tornare verso i 16.

I migliori su Borsa Italiana: sfruttare la presenza dei vari zero coupon in rand, volatili nelle quotazioni e soprattutto utili per operare con una specie di effetto leva, data la possibilità di investire maggiori quote di capitale.

Per oggi ci limitiamo a queste tre valute, ma l’analisi proseguirà nelle prossime settimane. L’importante è imporsi un rigore assoluto e non investire attratti solo dalle cedole. Che sono spesso elevate, ma possono trasformarsi in richiamo pericoloso. Da seguire ci sono il trend settimanale delle valute e soprattutto la loro volatilità.

TEMETE LA BREXIT? ECCO QUALE DIVISA CAVALCARE E I SUOI MIGLIORI BOND

Non c’è gestore, non c’è analista e non c’è forum che non abbia formulato previsioni e consigli su cosa potrebbe accadere nel caso di Brexit. Questo report non vuole certo seguire la stessa strada, ma indicare solo come l’opzione che raccoglie maggiori adesioni sia quella di una diversificazione delle valute, a favore delle più nobili. In testa alla classifica si colloca certamente il dollaro Usa, aiutato da molti fattori concomitanti (ripresa dell’economia, possibile ulteriore rialzo dei tassi, scarsa correlazione con il sistema Britain e altri ancora). Ecco allora il podio dei cinque migliori bond quotati su Borsa Italiana ed espressi appunto in tale divisa, escludendo naturalmente emissioni in qualche modo esposte a diversi rischi o con tagli alti:

1°) Banca Imi tasso misto: valuta USD, scadenza 14/5/2022, tasso fisso 3,6% fino 14/5/2017 e successiva trasformazione in tasso variabile indicizzato Libor 3 mesi + 0,50%, ammontare 260 milioni di USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin IT0005114365. Il titolo quota sui 97, con rendimento a scadenza (fino a maggio 2017) del 7,1%.

2°) Banca Imi tasso misto: valuta USD, scadenza 26/1/2023, tasso fisso 4,5% fino al 26 gennaio 2018 e successiva trasformazione in tasso variabile indicizzato Libor 3 mesi + 1%, ammontare 260 milioni di USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin XS1341083639. Il titolo quota sui 100,5, con rendimento a scadenza (fino a gennaio 2018) del 4,16%.  

3°) Polonia (titolo di Stato): valuta USD, scadenza 6/4/2026, tasso fisso 3,25%, ammontare 1,75 miliardi di USD, taglio minimo 1.000 USD e Isin US731011AU68. Il titolo quota sui 101,7, con rendimento a scadenza del 3,07%. Gode di tassazione al 12,5%.

4°) Mediobanca: valuta USD, scadenza 2/10/2019, tasso fisso 3%, ammontare 200 milioni di USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin IT0005056483. Il titolo quota sui 101,6, con rendimento a scadenza 2,5%.

5°) Bei: valuta USD, scadenza 6/11/2026, tasso zero coupon, ammontare 1,25 miliardi di USD, taglio minimo 10.000 USD e Isin XS0070553820. Il titolo quota sui 79,8, con rendimento a scadenza 2,2%. Gode di tassazione al 12,5%.

LE NUOVE EMISSIONI DELLA SETTIMANA

► IBRD su Tlx – E’ quotata dall’8 giugno su EuroTlx una nuova emissione di World Bank (in realtà classificata come IBRD, cioè International Bank for Reconstruction and Development) con scadenza a 10 anni. Si tratta di un ulteriore tasso misto così strutturato: valuta USD, scadenza 28/6/2026, tasso fisso 2,35% il primo anno e poi dal 28/6/2017 trasformazione in tasso variabile indicizzato Libor 3 mesi “flat” con un minimo dello 0% e un massimo del 2,35%, ammontare 500 milioni di USD, incrementabile, taglio minimo 2.000 USD e Isin XS1410230806. Piccolo problema: su Tlx fino al week-end a tale Isin non corrispondeva nulla. Idem come sopra su Borsa Italiana. In precedenza il bond era stato collocato attraverso la rete Fideuram Intesa San Paolo. Il fatto comunque che non sia ancora trattabile (almeno fino a venerdì) non deve far disperare. Un tasso variabile così impostato ha davvero poco “appeal”. L’unico punto forte è la tassazione agevolata al 12,5%.

► A raffica sull’Euromot – Dal 7 giugno sono arrivati su Borsa Italiana molti nuovi titoli, di cui forniamo solo una sintesi, poiché riferiti a un quadro articolato di emittenti e tipologie:

Kingdom of Netherlands (Olanda) EUR 0.25% 15/01/2020 (Isin NL0010881827)
Kingdom of Netherlands (Olanda) EUR 3.75% 15/01/2023 (Isin NL0000102275)
EFSF EUR 0.40% 31/5/2026 (Isin EU000A1G0DH5)
EFSF EUR 1.375 % 31/5/2047 (Isin EU000A1G0DJ1)
KFW EUR 0.375% 22/7/2019 (Isin XS1087815483)
KFW EUR 0.375% 23/4/2030 (Isin DE000A11QTF7)
KFW USD 1.50% 15/6/2021 (Isin US500769GZ11)
BEI EUR 1.00% 14/4/2032 (Isin XS1422953932)

BEI USD 1.125% 15/8/2019 (Isin US298785HE99)
IBRD USD 1.375% 24/5/2021 (Isin US459058FH13)
IFC (World Bank) USD 1.250% 16/72018 (Isin US45950KCC27)
BEI NOK 1.00% 25/5/2021 (Isin XS1394753484)
BEI GBP 1.125% 79/2021 (Isin XS1416470323)
IFC (World Bank) ZAR Zero Coupon 2022 (Isin XS0081003229)

 

► Due volte solidità in rand – L’olandese Rabobank è una delle banche più solide in Europa, con rating A+ di S&P e AA- di Fitch. Molto attiva nel campo delle emissioni in valuta ha appena lanciato una nuova obbligazione in rand sudafricano: valuta ZAR, scadenza 19/6/2019, tasso fisso 8,45%, ammontare di 465 milioni di ZAR, taglio minimo 100.000 ZAR (= 5.883 euro) e Isin XS1429026997. Per ora la si ritrova sul mercato “Otc” con quotazione sulla pari.

Sulla stessa valuta ha emesso anche la tedesca KfW (rating AAA), banca di Stato, con questa struttura: valuta ZAR, scadenza 20/12/2018, tasso fisso 8,5%, ammontare di 500 milioni di ZAR, taglio minimo 5.000 ZAR e Isin XS1434163488. In questo caso non si hanno ancora indicazioni di prezzo dal secondario.

► Il “fast food” in dollari – Chi non conosce Kentucky Fried Chicken? La catena statunitense di fast food, specialista nel pollo fritto, la cui ricetta è segreta tanto quella della Coca Cola, ha lanciato come holding un bond decennale con rating Ba1 di Moody’s: valuta USD, scadenza 1/6/2026, tasso fisso 5,25%, ammontare di 1,05 miliardi di USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin USU4866DAB92. Buona la reazione sul secondario, con una salita sui 101,6 (in acquisto 101,4 e in vendita 101,8). Su una scadenza leggermente più corta (1/6/2024) KFC emette invece un 5% (Isin USU4866DAA10).

► Quattro riaperture da Bei – Dopo alcune settimane di scarsa attività, la Banca sovranazionale europea si è riproposta con quattro diverse opzioni.

Riapertura del bond valuta TRY (lira turca), scadenza 25/7/2019, tasso fisso 8,5%, ammontare di 1,2 miliardi di TRY, taglio minimo 1.000 TRY e Isin XS0995130712. Il bond è quotato da tempo a Borsa Italiana, dove prezza sui 98,5.

Riapertura del bond valuta ZAR (rand sudafricano), scadenza 31/3/2021, tasso fisso 9%, ammontare di 1,65 miliardi di ZAR, taglio minimo 10.000 ZAR e Isin XS0605996700. Il bond è quotato da tempo a Borsa Italiana, dove prezza sui 101,2.

Riapertura del bond valuta NOK (corona norvegese), scadenza 12/5/2022, tasso fisso 1,5%, ammontare di 1,8 miliardi di NOK, taglio minimo 10.000 NOK e Isin  XS1227593933. Il bond è quotato da molti mesi a Borsa Italiana, dove prezza sui 102,2.

Riapertura del bond valuta ZAR (rand sudafricano), scadenza 14/6/2019, tasso fisso 8,5%, ammontare di 1,5 miliardi di ZAR, taglio minimo 5.000 ZAR e Isin XS1386404427. Il bond è quotato da aprile a Borsa Italiana, dove prezza sui 100,7.

► Il 5,875% dalla big delle commodities – Naturalmente in dollari, perché in euro un rendimento simile sarebbe da ultra “high yield” la nuova emissione di Vale Overseas Limited, maggiore produttore mondiale di ferro e di nazionalità brasiliana (il che in questa fase non si capisce se sia un punto forte o un punto debole), ha riscosso successo. Così la struttura: valuta USD, scadenza 10/6/2021, tasso fisso 5,875%, ammontare di 1,25 miliardi di USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin US91911TAN37. Il titolo è già quotato su varie Borse europee e prezza sui 100,5, con “spread” stretto, ma nei giorni scorsi ha quasi toccato i 101.

► E sul fronte Etf – L’emittente francese Amundi ha ampliato la gamma di Etf sulle obbligazioni corporate a tasso variabile, proponendo una nuova classe del Floating Rate Usd Corporate (Isin FR0013141462), ma con copertura del cambio dollaro/euro. L’Etf ha l’obiettivo di replicare l’indice Markit iBoxx Usd Liquid Frn “Investment Grade Corporates”. Le commissioni annuali annunciate sono dello 0,20%. Il lancio di questa nuova classe, con copertura del rischio di cambio, risponde alla domanda degli investitori per un’esposizione che combini la copertura in caso di un aumento dei tassi di interesse e contro la volatilità delle valute con una migliore performance potenziale. In un contesto di mercato caratterizzato da tassi bassi e aspettative rialziste, le obbligazioni a tasso variabile consentono agli investitori di ridurre l’esposizione ai movimenti da “duration”.

E INOLTRE…

L’agenzia di rating Dbrs ha annunciato di aver confermato la propria valutazione sul merito di credito dell’emittente sovrano Grecia, tenendolo a ‘CCC’ per il lungo termine sia per le emissioni in euro sia per quelle in altre divise.

Il presente documento non costituisce sollecitazione all’investimento e contiene informazioni giornalistiche a esclusivo scopo divulgativo.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 9.8/10 (6 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: +4 (from 4 votes)
Bond: ● Mercati impazziti, ma una via di uscita c’è ● Con la Brexit gli analisti dicono dollaro; i migliori sul Mot ● Le nuove emissioni, 9.8 out of 10 based on 6 ratings

Share

About Author

Lorenzo Raffo

(0) Readers Comments

Lascia un commento