BOND — 16 maggio 2016

di Lorenzo Raffo
Cadere nella depressione da pessimismo cosmico o ragionare con calma e razionalità? La domanda è più che giustificata alla luce delle notizie sparate qua e là nell’ultima settimana. Per esempio:● la possibile espulsione dell’Italia dall’euro (quotidiano tedesco Die Zeit);● la prossima insolvenza del nostro Paese (quotidiano inglese The Telegraph);● la disintegrazione dell’Unione europea (Colin Ellis, capo degli analisti di Moody’s);

● dopo Brexit crollo dell’euro e di fatto suo smembramento (vari quotidiani Usa).

Potremmo proseguire con previsioni ancora più catastrofiche. Perché tutto questo? Qualcuno sta certamente muovendo le pedine sul fronte internazionale per una possibile nuova bufera su Europa e ancor più Italia, affiancando talvolta al nostro Paese anche Spagna e Francia, oltre logicamente la Grecia. In molti casi si tratta di parole al vento, sebbene alcuni segnali non appaiano particolarmente positivi. Vediamo allora – dati alla mano – cosa stanno dicendo i mercati, utilizzando i due future di riferimento per i titoli di Stato e due Etf adatti come orientamento per inflation e high yield. Logicamente fotografano la realtà di breve, ma rispecchiano il sentiment dei grandi investitori, pure essi incerti fra notizie di ogni tipo e consapevolezza che comunque la Bce continuerà a svolgere il suo ruolo di mediazione.

Strumento Trend Valutazione
Future Euro Bund Ai massimi storici Torna oltre i 164, dopo una settimana di continui rialzi. Se passasse oltre i 164,5 ci sarebbe un’avvisaglia di forte tensione dei mercati
Future Btp Long Term Stabile da giorni Muove poco e naviga nella banda di oscillazione compresa fra 138,4 e 137,6. E’ un buon segnale, ma attenzione alla media mobile a 100 sedute, che potrebbe essere forata al ribasso. Questo sarebbe un brutto avviso ai naviganti.
Etf iShares Euro Inflation Government Bond Sale lentamente Non per merito dell’inflazione europea, poiché ad aprile i prezzi al consumo nella zona euro hanno registrato una flessione dello 0,1% su base mensile e dello 0,2% su base annuale. L’effetto è invece da ascrivere al Q.E. della Bce
Etf iShares Euro High Yield Non dà segnali di rilancio Dopo il calo dell’autunno scorso ha ripreso a salire, ma nelle ultime sedute conferma di nuovo debolezza. Assestato sui 103,4 si colloca nel mezzo di un’ampia banda laterale, con supporto sui 99,7. Fin che resta sopra tutto è ok

 

In questo contesto un po’ di prudenza si impone e la ricetta sempre valida si basa su tre presupposti: non esagerare con la liquidità; diversificare il più possibile emittenti e valute nel caso delle obbligazioni; scegliere solo emissioni con tagli bassi, per non concentrare troppo il rischio. Il vero motivo di incertezza resta logicamente il referendum in Gran Bretagna e fino ad allora l’instabilità la farà da padrona. Detto ciò, occorre riprendere il cammino con calma e razionalità, tornando al tema di sempre, quello di quanto accade sul fronte dei bond presenti sul mercato e degli esordienti.

SETTIMANA MOLTO MOSSA SUL FRONTE DEL SECONDARIO

Prima di parlare del nuovo parliamo del “vecchio”. Settimana agitata sui mercati. Vediamo alcune delle situazioni più interessanti.

► Torna sotto 100 il Cassa Depositi e Prestiti tasso misto 2022 (Isin IT0005090995), per un fattore probabilmente di concorrenza. L’esordio infatti sul secondario di titoli similari con rendimenti più interessanti, seppur emessi da istituti bancari, sta drenando risorse al CDP, il cui tasso fisso iniziale si limita all’1,75% fino al non ormai lontano 20/3/2017, per poi trasformarsi in tasso variabile (Euribor 3 mesi + 0,50%). La prospettiva di un rialzo del costo della vita va oltre tale data e quindi ecco il motivo dello “switch” su bond equivalenti ma con parte fissa più lunga e molto più redditiva. Il titolo quotato su Borsa Italiana ha il vantaggio di una tassazione al 12,5%, al contrario dei bancari, soggetti al 26%.

► Movimenti rilevanti a Borsa Italiana anche sul Banco Popolare Mg17 Mc Eur Bancoposta1 (Isin IT0004703317), un senior ormai divenuto tasso variabile, indicizzato Euribor + 1,15% ma con “floor” al 4,25%. Ha taglio 1.000 e si muove con una certa correlazione in rapporto alle vicende di aumento di capitale dell’emittente. La vita residua è leggermente inferiore all’anno e il rendimento lordo si attesta sull’1,8%, ma proprio la coincidenza con altre vicissitudini porta a movimenti rapidi, come avvenuto appunto nelle ultime sedute.

► In forte rimbalzo i titoli della Grecia, con un rally dovuto alle nuove misure di austerità, sebbene il quadro appaia ancora confuso. Le due obbligazioni più interessanti per chi voglia investire su questo governativo ad alto rischio sono quelle non “step up”: quindi la 3,375% 2017 (Isin GR0110029312) e la 4,75% 2019 (Isin GR0114028534), quotate su Tlx. La prima è tornata sui massimi da un anno, collocandosi sopra i 94 euro, con “yield” lordo del 7,8% e la seconda ha superato quota 90, salendo venerdì a 92,3 euro, con “yield” al 7,6%. L’accelerazione delle ultime sedute potrebbe trasformarsi però in volatilità nei prossimi giorni, in previsione dell’Eurogruppo del 24 maggio, quando saranno definiti nuovi aiuti a condizioni non ancora chiare.

► Sempre in difficoltà le Portugal Telecom (su Tlx), che non solo restano sotto quota 30 ma tendono anche ad accelerare al ribasso, a causa di una situazione finanziaria del gruppo brasiliano Oi, che ne garantisce il debito, in continuo peggioramento. Le voci di una ristrutturazione – già preannunciata da questo report il 7 marzo scorso – stanno diffondendosi e quindi esporsi su tale emittente appare del tutto sconsigliabile.

► Onore al merito a un titolo poco conosciuto, lo zero coupon in rand sudafricano di Rabobank, quotato su Tlx, con scadenza 2034 (Isin XS1069928783): ha sprintato per alcune sedute, in coincidenza con la debolezza della relativa valuta, che in pochi giorni è passata da 16,3 a 17,2 contro euro, interrompendo una fase di rafforzamento precedente piuttosto netta.

► Un riferimento infine a due bond quotati sull’Otc e riferiti alla valuta australiana, che sta tornando verso i minimi sull’euro, complice la scelta di ridurre i tassi di interesse da parte della Banca centrale di Canberra. Sono fra i più redditizi in tale moneta, poiché riferiti a emittenti del settore minerario, penalizzato dalle difficoltà del mercato, sebbene i rimbalzi delle ultime settimane continuino a dare segnali di un sentiment che cambia. Si tratta in primo luogo dell’AngloAmerican 5,75% con scadenza 2018 (Isin AU0000AQMHA7), che quota sui 96, con rendimento al 7,6%. Ha taglio 10.000 AUD. Inoltre del Glencore 4,5% con scadenza 2019 (Isin AU3CB0224129), che prezza sui 97, con rendimento al 5,4%. Anche in questo caso il taglio è di 10.000 AUD.

EMISSIONI A RAFFICA, MA QUELLE INTERESSANTI NON SONO MOLTE

Banca Imi torna sul tema di maggiore attualità nella fase attuale per le emissioni bancarie, ovvero i tassi misti, con due operazioni riferite a euro e dollaro:

tipologia senior unsecured, valuta EUR, scadenza 10/5/2026, tasso misto (fisso 2,2% i primi quattro anni e poi variabile indicizzato Euribor + 0,60% dal quinto anno fino a scadenza), importo 500 milioni di euro, taglio minimo 1.000 euro e Isin XS1379091546. Emesso a 99,42, quotava venerdì sui 99,6 con scambi interessanti.

tipologia senior, valuta USD, scadenza 10/5/2024, tasso misto (fisso 4% fino al 2020 e poi variabile indicizzato Libor 3 mesi + 0,30% con però un “cap” – tetto – al 4%), importo 340 milioni di USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin XS1378969072. Emesso a 100 sta girando leggermente sotto, con scambi rilevanti.

E’ il caso – data la vastità di offerta di emissioni di tale tipo – di realizzare un confronto fra quelle più significative proposte negli ultimi tempi, relativamente al dollaro Usa, con scalarità in base alla vita residua:

Emittente Isin Tasso fisso fino a… Tasso variabile fino a… Ultimo prezzo venerdì
Banca Imi IT0005001422 Periodo terminato Libor 3M + 0,21% fino  13/3/19 96,7 $
Bnp Paribas XS1218967377 4% fino 27/1/17 Euribor 3M +1,50% fino  27/4/23 (attenzione Euribor e quindi sui tassi in euro) 98,3 $
Citigroup XS1241228649 3,2% fino 15/6/18 Libor 3M + 0,2% (con cap 4,5%) fino 15/6/23 95,9 $
Bnp Paribas XS1289967298 5% fino 22/9/17 Euribor 3M +0,80% fino  22/9/25 (attenzione Euribor e quindi sui tassi in euro) 97,6 $
GoldmanSachs XS1267261805 6% fino 15/1/18 Libor 3 mesi, con minimo 1,25% e massimo 6,00% fino 15/1/26 101,4 $
Unicredit XS1377769879 4,2% fino 11/4/20 Libor 3M + 0,25% fino 11/4/26 99,7 $
Credit Suisse XS1354962273 4,3% fino 29/4/21 Libor 3M + 0,50% (con cap 4,3%) fino 29/4/26 99,9 $
Société Generale XS1236580517 5% fino 4/1/19 Libor 3M + 0,25% (con cap 5%) fino 4/1/28 102,1 $

 Sconcertante l’enorme offerta di nuove emissioni in euro, certamente dovuta alla situazione dei tassi, ma forse anche a previsioni di futura debolezza nei confronti di altre valute. Può, per esempio, sorprendere che alcune “corporate” australiane abbiano scelto la nostra divisa, il che non sarebbe mai avvenuto in altri tempi. Vediamo allora le novità più significative, sebbene molte con lotto 100.000, salvo le Johnson & Johnson, Kellogg e Renault, a taglio 1.000.

Emittente Isin Scadenza    Cedola Rating      Tipologia  
Volvo AB (Svezia) XS1409634612 18/5/2021       3,25% BBB               Senior
Airbus (F) XS1410582313 13/5/2031     1,375% A                    Senior
Johnson & J. (Usa) XS1411535799 20/5/2024        0,65%   AAA               Senior
Johnson & J. (Usa) XS1412266816 20/11/2028       1,15%   AAA               Senior
Johnson & J. (Usa) XS1412266907 20/5/2035        1,65%   AAA               Senior
Kellogg (Usa) XS1410417544 17/5/2024         1,00%   BBB               Senior
Renault Cred. (F) FR0013169778 17/5/2023        1,00%   BBB               Senior
Eni (Italia) XS1412593185 17/5/2022         0,75%   BBB+             Senior
Eni (Italia) XS1412711217 17/5/2028       1,625%   BBB+             Senior
Fiat Industrial (NL) XS1412424662 17/5/2023       2,875%   BB+               Senior

L’interesse di queste emissioni sta più che altro nei disallineamenti dei “ratio” vita residua/rendimento, che indicano come anche gli emittenti siano incerti sul quadro dei trend sui tassi. Le Johnson & Johnson – grazie ai tagli molto bassi – si adattano a chi volesse esercitarsi su arbitraggi legati ai movimenti delle quotazioni sul secondario in rapporto alle previsioni sui tassi, operatività non troppo complessa che può aumentare notevolmente il rendimento di un portafoglio riferito anche a bond con cedole basse.World Bank torna sulla rupia indiana, ma il rendimento nominale risulta ora minore rispetto alle emissioni di non molti mesi fa: valuta INR, scadenza 2/6/2021, tasso 5,32%, importo 835 milioni di INR, taglio minimo 500.000 INR (= 6.600 euro) e Isin  XS1401328965. L’operazione per ora è di importo modesto, ma sarà certamente ampliata nei prossimi mesi. Il titolo è quotato sull’“Otc”.► Alcuni lettori di questo report ci segnalano che non abbiamo mai recensito dei certificati sui titoli di Stato di Société Generale. E’ vero e ne facciamo ammenda. Eccoli nei dettagli: sul segmento SeDeX di Borsa Italiana ci sono dalla fine dello scorso anno degli SG Certificate a leva fissa sui future dei titoli di stato tedeschi, italiani e francesi (Bund, Btp e Oat), con i quali è possibile prendere posizione a leva 7 sull’apprezzamento o deprezzamento dei Bund Future, Btp Future e Oat Future, replicandone (al lordo dei costi) la performance giornaliera moltiplicata per 7.

Sottostante Leva Isin Nome
Bund future Long x 7 XS1265960226 SG Daily Leverage Certificate x7 Long Bund Futures
Bund future Short x 7 XS1265960499 SG Daily Leverage Certificate x7 Short Bund Futures
Btp future Long x 7 XS1265960572 SG Daily Leverage Certificate x7 Long BTP Futures
Btp future Short x 7 XS1265960655 SG Daily Leverage Certificate x7 Short BTP Futures
Oat future Long x 7 XS1265960812 SG Daily Leverage Certificate x7 Long OAT Futures
Oat future Short x 7 XS1265961034 SG Daily Leverage Certificate x7 Short OAT Futures.

 

Il presente documento non costituisce sollecitazione all’investimento e contiene informazioni giornalistiche a esclusivo scopo divulgativo.

 

 

 

 

 

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Bond: ● Dilagano i gufi, ma niente isterie! ● Occasioni sul mercato secondario ● Le nuove emissioni ● Tassi misti in Usd a confronto, 9.0 out of 10 based on 4 ratings

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