BOND MERCATI SOLO SUL WEB — 20 aprile 2016

Dopo un buon primo trimestre le condizioni favorevoli al mercato obbligazionario potrebbero estendersi anche al resto del 2016
“I contrastanti fondamentali che abbiamo visto, che sembra non possano sostenere il recente rialzo degli asset rischiosi, in realtà possono essere favorevoli al mercato obbligazionario”. È il punto di partenza, ma anche di arrivo, del ragionamento di Brad Tank, chief investment officer di Neuberger Berman che fa il punto sulle variabili economiche e finanziarie del primo trimestre.
Secondo Tank il miglioramento del sentiment registrato a partire dalla metà di febbraio è stato enorme ma “è stato semplicemente alimentato da un miglioramento d’umore. Siamo riusciti a navigare intorno all’occhio del ciclone”. Quel ciclone che sembrava sul punto di abbattersi sui mercati nelle prime settimane dell’anno. Ciò significa che le condizioni perché si generi una nuova tempesta non sono sparite. La domanda che il cio di Neuberger Berman si pone è se l’economia possa sostenere il ritrovato umore positivo dei mercati con un miglioramento significativo nei flussi di cassa, negli utili e nei profitti delle aziende.
La risposta è sì. “Crediamo che le condizioni per questi miglioramenti si possano raggiungere in modo relativamente facile e siano già evidenti. Quattro mesi fa sono emersi due grandi temi: nel caso in cui il dollaro frenasse la sua corsa al rialzo e il prezzo del petrolio fermasse la sua discesa, sarebbe probabile un miglioramento degli utili nella seconda metà di quest’anno”. Da inizio 2016 il Brent segna un guadagno del 15% circa, il Wti è salito di poco più dell’8% mentre il dollaro ha perso quasi il 5% nel confronto con il paniere di valute di riferimento (dollar index).

Dollar index

Il dollaro ha fermato la sua corsa (fonte: Bloomberg)

“La stabilità dei prezzi del petrolio – riprende Tank – dovrebbe alleviare la pressione che il settore energetico sta esercitando sui margini di profitto dell’indice S&P500”. Oltre a ciò lo strategist sottolinea che si esce “da un anno terribile per i profitti. I prossimi mesi potrebbero mostrarci qualche sorpresa positiva di rilievo nei flussi di cassa e negli utili”.
I rendimenti dei Treasury sono scesi
Che le condizioni in grado di generare una tempesta non siano sparite lo testimonia anche la discesa dei rendimenti dei Treasury americani da metà marzo. Per Tank, tuttavia, non si tratta di un sintomo di sfiducia: “Le banche centrali in Europa e in Giappone hanno tassi negativi e la possibilità di un’altra fiammata estiva del problema del debito greco sta spingendo i rendimenti dell’Eurozona core verso i minimi. Sarebbe stato impossibile per i rendimenti dei Treasury americani sfuggire all’attrazione gravitazionale anche se la Federal Reserve non fosse diventata più esplicita sull’influenza di fattori globali sulle sue decisioni di politica monetaria e avesse rivisto sensibilmente al ribasso in marzo le sue previsioni sul rialzo dei tassi. Se i tassi Usa non sembrano al momento in linea con i fondamentali dell’economia americana, la spiegazione è che sono in linea con quelli dell’economia globale. Una combinazione analoga di utili aziendali in miglioramento negli Stati Uniti e la pressione continua esercitata dai tassi globali sui rendimenti dei Treasury potrebbe prorogare le condizioni positive del primo trimestre 2016”.

Alessandro Piu

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