BOND — 11 aprile 2016

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di Lorenzo Raffo

“Obbligazioni, dimentichiamole!” o “Bye bye bond”: ecco quanto scrivevano media anche autorevoli soltanto un anno fa. Oggi – pur con rendimenti ancor più compressi – il giudizio va in direzione opposta. Lo testimonia il Salone del Risparmio, tenutosi a Milano la scorsa settimana, dove i rappresentanti delle maggiori società dell’asset management hanno – nelle loro conferenze – dedicato molto spazio ai bond. Il cui ruolo resta decisivo anche nei prodotti di nuova generazione. Il perché è presto spiegato e dipende da due motivi: in giro per il mondo si trovano ancora rendimenti interessanti, soprattutto negli Usa; inoltre la volatilità degli ultimi mesi ha ridato spesso fiato alla ricerca di emissioni da mettere in portafoglio. Non sempre ciò è comunque facile e la ricetta alternativa, proposta da più parti, è quella di aumentare la quota di capitale destinato agli Etf. Che hanno pregi e difetti, ma consentono comunque una gestione meno esasperata rispetto all’operare sui singoli titoli.

UN PORTAFOGLIO DI ETF (BORSA ITALIANA) PER CHI CERCA RENDIMENTI

Andiamo subito alla sostanza con un portafoglio di “cloni” adatti a tale scopo, nell’ambito logicamente solo dell’obbligazionario. Nella tabella alla voce cedola sono pubblicati periodicità del pagamento, data dell’ultimo stacco e importo della stessa.

Prodotto Isin               Cedola Valuta Prezzo
iShares $ Corporate IE0032895942 3 mesi – 10/3/16 – 0,954 USD 100,8
iShares Core € Corporate IE00B3F81R35 6 mesi – 27/1/16 – 1,121 EUR 128,8
iShares Emer. Local Gov. IE00B5M4WH52 6 mesi – 27/1/16 – 1,778 USD   56,2
iShares € High Yield IE00B66F4759 6 mesi – 29/3/16 – 2,227 EUR 102,6
iSahres Global High Yield IE00B74DQ490 6 mesi – 10/3/16 – 2,421 USD   79,9
iShares € Corp. ex Finan. IE00B4L5ZG21 6 mesi – 14/1/16 – 1,160 EUR  117,1
Lyxor € Liquid HY 30 FR0010975771 12 mesi – 8/7/15 – 4,95 EUR 115,0
Spdr € High Yield IE00B6YX5M31 6 mesi – 1/2/16  –  1,062 EUR   55,6
Spdr Emerging Corporate IE00B7LFXY77 6 mesi – 1/2/16  –  2,074 USD   83,3

 

Solo corporate e high yield? Sì, perché è in tali ambiti che ci sono ancora margini interessanti. Non abbiamo pubblicato i “dividend yield”, dato che il mercato è troppo volatile per indicare valori su base annuale, fra l’altro condizionati dal fatto che, a fine del primo trimestre, la distribuzione di cedole non è ancora ben definita, giacché variazioni si determinano inevitabilmente nel corso degli stacchi successivi. Calcolando tuttavia una media sulla base dell’importo indicato si ottiene una stima del potenziale “yield”.

UN PORTAFOGLIO CHE PIACE, QUELLO DEI “GOLD BOND”, SULL’ “OTC”

Ogni gestore ha naturalmente le sue preferenze. Abbiamo cercato di conoscerle e nel complesso si è registrata una convergenza di opinioni a favore di una categoria di obbligazioni di cui si è già scritto in passato, ma che ora assume maggiore “appeal”: è quella delle emissioni riferite alle società specializzate nell’estrazione di oro. Si tratta di titoli letteralmente crollati nel corso del 2015, ma che stanno ritrovando fiato grazie a due fattori: l’incremento del prezzo del metallo prezioso di riferimento e la riduzione dei costi operativi delle relative “corporate”, dopo le incertezze del recente passato. Ecco un portafoglio di bond più trattati in tale ambito.

Emittente Isin Valuta/Taglio Cedola Scadenza Yield
AngloGold US03512TAA97 USD / 1.000 5,375% 15/4/2020 5,4%
AngloGold US03512TAC53 USD / 1.000 5,125% 1/8/2022 6,2%
Barrick Gold US067901AL20 USD / 2.000 3,85% 1/4/2022 3,9%
Barrick Gold US067901AB48 USD / 2.000 6,95% 14/4/2019 3,4%
NewCrest USQ66511AC26 USD / 2.000 4,2% 1/10/2022 4,7%
Newmont US651639AN69 USD / 2.000 3,5% 15/3/2022 3,5%

 

La lista potrebbe proseguire, ma varie altre emissioni o sono poco liquide o prevedono tagli da 200.000 $. Il rendimento medio delle sei obbligazioni prese in esame è del 4,5%, naturalmente con la variabile di cambio da non sottovalutare.

SUL FOREX SOLO RENMINBI E RUPIA SI MUOVONO, ASPETTANDO MOSCA

Già, le valute! La settimana è stata abbastanza tranquilla, con la novità di un dollaro Usa bloccato in un “trading range” compreso fra 1,30 e 1,40 contro euro. Situazione simile per molte altre divise, con le sole eccezioni della sterlina inglese, stabilmente inserita in un canale ribassista spostatosi oltre gli 0,80, nonché della lira turca e del peso messicano, dove si avverte una nuova fase di debolezza, mentre l’unico segnale di una certa consistenza si nota sul renminbi cinese: il suo trend contrasta con quanto dichiarato dalle autorità di Pechino di voler ritrovare stabilità rispetto a dollaro ed euro. Prosegue invece in una fase di indebolimento abbastanza accentuato. Imprevisto anche il progressivo ribasso della rupia indiana, la quale – dopo essere tornata sui 70 – ha invertito nettamente rotta, salendo sui 75. In tutti gli altri casi si conferma il permanere in un canale laterale più o meno stretto; ciò dimostra come gli indizi di un appianamento delle svalutazioni pilotate da parte delle varie Banche centrali trovino ulteriori riprove nella realtà dei fatti. Infine la Russia, che potrebbe annunciare il 29 aprile prossimo una riduzione dei tassi di interesse, ora attestati all’11%. C’è chi prevede un forte taglio, con inevitabili impatti per il rublo.

LE NUOVE MIGLIORI EMISSIONI SU VARI FRONTI

► 11% in real brasiliani da parte di Bnp

Il 12 aprile esordisce sul Mot una novità targata Bnp Paribas Arbitrage, con Isin italiano. Questa volta la valuta prescelta è il real su una vita residua media: valuta BRL, scadenza 12/4/2019, cedola tasso fisso 11%, ammontare 20 milioni di BRL, taglio minimo 5.000 BRL e Isin IT0006734344. Le dimensioni dell’operazione sono modeste, trattandosi in totale di 4.000 obbligazioni in circolazione in base al taglio minimo, ma probabilmente verranno ampliate in seguito, anche perché si verifica sul mercato primario di casa nostra una certa difficoltà ad assorbire i nuovi collocamenti, per vari motivi, fra i quali senz’altro una qualche cautela da parte degli investitori, dopo i terremoti di inizio anno. Con una “duration” di 2,7 il nuovo Bnp dà una notevole tranquillità in termini di sensibilità ai tassi e si allinea a quelli che sono i rendimenti delle ultime emissioni internazionali riferite alla valuta brasiliana. Bnp è già presente sul Mot in real con una 10% scadenza 2/12/2017 (Isin IT0006731068), che quota sui 97,6, dal rendimento 11,6%, ma soprattutto dalla volatilità al 31%. Sulla stessa scadenza 2019 nella valuta brasiliana sono presenti a Borsa Italiana cinque titoli, con in prima linea l’IFC (World Bank) 12%, favorito da aliquota fiscale al 12,5% (Isin XS1349365764).

2°) Torna la Bei e torna in dollari Usa, con un decennale super liquido

La cedola può apparire modesta in una fase di rialzo dei tassi in area dollaro, ma ecco un titolo adeguato per chi voglia collocare liquidità sul biglietto verde, con possibili ulteriori incrementi di esposizione nel tempo, in base all’andamento di quotazioni e cambio: Bei (rating AAA) – valuta USD, scadenza 13/4/2026, cedola tasso fisso 2,125%, ammontare 1,5 miliardi di USD, taglio minimo 1.000 USD e Isin US298785HD17. Questi alcuni parametri per valutare il bond: “duration” 9,1 (molto elevata) – margine rispetto a un’equivalente emissione in euro 1,52% (interessante) – quotazione sul secondario 101,1 (bid 100,95 – ask 101,2), con rendimento lordo 1,99%, contro l’1,71% del decennale governativo Usa. Essendo trattato fiscalmente alla stessa maniera, il Bei è oggi preferibile all’US 10 years, anche perché probabilmente sbarcherà presto su Borsa Italiana. Per ora è quotato al Lussemburgo e su varie piazze tedesche.

3°) Ma ancor meglio fa la Banca di Stato per il credito immobiliare

Qualcosa in più rispetto al Bei? E’ possibile con una nuova emissione di Federal Home Loan Banks, sistema creditizio composto da 11 banche regionali degli Usa, emanazione del Governo centrale e destinato a supportare il mercato dei mutui, operando però solo nei confronti di istituzioni finanziarie e non di singoli cittadini. Ecco il bond: Federal Home Loan Banks (rating AA+, come il Treasury Usa) – valuta USD, scadenza 20/4/2026, cedola tasso fisso 2,7%, ammontare 35 milioni di USD (estensibile), taglio minimo 5.000 USD e Isin US3130A7NX97. Sull’importo sono circolate notizie errate e comunque si tratta di un’emissione di cui presto sarà aumentato l’ammontare. Il titolo quota già sul secondario a 101, ma non è trattato su Borse europee. L’operazione appartiene a una multiemissione, composta anche da un 2,6% scadenza 11/4/2025 (Isin US3130A7PC33) e da una 2,125% scadenza 11/4/2023 (Isin US3130A7PB59).  

4°) Di nuovo Bnp e questa volta in sterline a tasso misto

E’ un decennale il secondo nuovo Bnp Paribas Arbitrage in quotazione su Borsa Italiana dal 12 aprile ed espresso in sterline inglesi: valuta GBP, scadenza 12/4/2026, tasso misto (fisso 5% il primo anno e poi tasso variabile indicizzato GBP Libor + 0,80% con “floor” 0% e “cap” 5%), ammontare 7 milioni GBP (estensibile), taglio minimo 1.000 GBP e Isin XS1385360505. L’operazione è modesta per importo, ma si caratterizza per una struttura abbastanza prudenziale sotto il profilo tassi, con l’incertezza del rischio cambio, elevato fino al referendum sulla permanenza o meno della Gran Bretagna nell’Unione europea.

5°) Da oggi sul Mot una Bei in rand sudafricani all’8,5%

L’ampia offerta di obbligazioni Bei, espresse nella valuta sudafricana e presenti sul Mot, si arricchisce di una 8,5%, allineata al valore medio cedolare delle altre emissioni già quotate. La situazione attuale è la seguente, escludendo le vite residue cortissime (riferite cioè al 2016) e compresa la nuova:

2017 Tasso fisso 6,75% scadenza settembre / Tasso fisso 5,75% scadenza dicembre
2018 Tasso fisso 7,75% scadenza marzo / Zero coupon scadenza dicembre / Tasso fisso 9% scadenza dicembre /
2019 Tasso fisso 7,5% scadenza gennaio / Tasso fisso 8,5% scadenza giugno / Tasso fisso 6% scadenza ottobre
2020 Tasso fisso 7,5% scadenza gennaio / Tasso fisso 7,5% scadenza settembre
2021 Tasso fisso 9% scadenza marzo / Tasso fisso 8,25% scadenza settembre
2022 Tasso fisso 8,375% scadenza luglio
2023 Tasso fisso 7,25% scadenza febbraio
2024 Tasso fisso 8,5% scadenza settembre
2025 Tasso fisso 8,75% scadenza agosto
2026 Tasso fisso 8,25% scadenza dicembre / Tasso fisso 8,125% scadenza dicembre

 

L’esordiente è così strutturata: valuta ZAR, scadenza 14/6/2019, cedola tasso fisso 8,5%, ammontare 1 miliardo di ZAR, taglio minimo 5.000 ZAR e Isin XS1386404427.

L’ampiezza dell’offerta consente di strutturare sia trading con arbitraggi sulle diverse scadenze sia acquisti di obbligazioni a elevate cedole da “switciare” di anno in anno. Un piccolo mondo a sé, oggi ancor più interessante grazie alla debolezza strutturale della valuta sudafricana. Il titolo con quotazione più bassa è il 7,25% 2023 (XS1179347999), che si muove sui 91, con rendimento 8,9% e una super volatilità di oltre il 22%.

6°) A Berlino arriva la Mongolia in USD, con cedola 10,875%

Spesso ci viene chiesto di recensire anche emissioni “off limits”, più per curiosità che per…reale interesse. Dedichiamo allora qualche riga a un’insolita obbligazione appena arrivata alla Borsa di Berlino. L’emittente è lo Stato della Mongolia (rating B+) e questa la struttura: valuta USD, scadenza 6/4/2021, cedola tasso fisso 10,875%, ammontare 500 milioni di USD, taglio minimo 200.000 USD e Isin US60937GAD88. E’ partita quotando leggermente sotto la pari, con scambi limitati a pochi operatori professionali.

7°) La “step up” di Banco Popolare è una senior a basso rendimento

Mentre le leader europee del credito stanno fortemente rallentando il lancio di inedite emissioni, in Italia prosegue con un certo ritmo l’offerta di nuove obbligazioni. Banco Popolare ha in sottoscrizione dal 30 marzo fino al 27 aprile una modesta “step up callable” a tasso fisso di tipo senior: valuta EUR, scadenza 29/4/2021, tasso fisso a crescere (1% il primo anno e poi 1,05% il secondo e terzo e 1,15% il quarto e quinto), ammontare 150 milioni di euro, taglio minimo 1.000 euro e Isin IT0005175515. Attenzione alla clausola “callable”, che prevede il possibile rimborso dal 29/4/2018. Nel prezzo di emissione sono comprese commissioni di strutturazione pari allo 0,73% e costi di “hedging” pari allo 0,4969% del valore nominale. Difficilmente il B.P. salirà sopra la pari, stante il rendimento molto contenuto, ma in tal caso questo bond – che dovrebbe essere quotato al Mot – non andrebbe preso comunque in considerazione, dato il rischio richiamo, previsto a 100.

8°) Ubi torna sul tasso misto, ma il collocamento è interno e comprende IwBank

Destinata ai clienti della banca, fra cui quelli della controllata IwBank, è in collocamento fino al 22 aprile un’emissione a tasso misto di Ubi, con la peculiarità di una scadenza piuttosto corta (tre anni): valuta EUR, scadenza 22/4/2019, tasso misto (fisso 1% il primo anno e poi variabile indicizzato Euribor a 6 mesi + 0,65% fino a scadenza), ammontare 25 milioni di EUR, lotto minimo 1.000 EUR e Isin IT0005175341. Non è prevista una clausola di rimborso anticipato. Attenzione alla seguente riserva: non si avrà ammissione alla quotazione ufficiale su alcun mercato regolamentato.

 

Il presente documento non costituisce sollecitazione all’investimento e contiene informazioni giornalistiche a esclusivo scopo divulgativo.

 

 

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Bond: ● Portafogli dinamici con Etf ed emissioni dell’oro ● Valute, prosegue la calma ● Le migliori novità della settimana, 9.3 out of 10 based on 4 ratings

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Lorenzo Raffo

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