BOND — 30 marzo 2016

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di Lorenzo Raffo

Il rimborso del primo Btp Italia, avvenuto sabato 26 marzo, porta a tracciare un bilancio dell’esperienza relativa a questo particolare titolo di Stato. Chi l’ha tenuto in portafoglio per il quadriennio di durata e ha infine incassato il cosiddetto “premio fedeltà 4 per mille” annovera un rendimento netto annuo del 2,817%, nel complesso soddisfacente, data la particolare fase storica per le obbligazioni. E se si fosse fatto trading con questo bond le performance sarebbero state migliori? Presumibilmente no, perché l’andamento storico si è dimostrato poco nervoso, salvo nella fase iniziale, quando scese – in piena crisi del debito sovrano – sotto quota 95 per poi rimbalzare verso i 104 euro. In seguito è iniziata una fase di relativa stabilità, confermata d’altra parte da un valore di volatilità sempre modesto.

La valutazione porta quindi a questa conclusione: l’operazione Btp Italia è stata ottima per l’emittente Stato, soddisfacente per l’investitore cassettista e assai deludente per chi avesse voluto coglierne i movimenti con operazioni di trading.

Ora tocca alla nuova emissione, lanciata attraverso la piattaforma elettronica Mot di Borsa Italiana, in due fasi: la prima, da lunedì 4 a mercoledì 6 aprile (tre giorni che potranno essere ridotti a due in caso di chiusura anticipata), sarà riservata ai risparmiatori privati, mentre la seconda – come sempre – per gli istituzionali. Anche quest’anno, come nel 2015, i Btp Italia avranno durata pari a 8 anni e continueranno a presentare le stesse caratteristiche di quelli già proposti dal 2012: cedole semestrali indicizzate al Foi (Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi); si aggiunge poi il pagamento del recupero dell’inflazione maturata nel semestre (con la previsione di un “floor” in caso di deflazione); rimborso unico a scadenza; per chi acquista all’emissione – durante la fase del collocamento dedicata ai risparmiatori privati – e conserva il titolo fino a scadenza corresponsione del cosiddetto “premio fedeltà” al momento del rimborso.

Il tasso reale annuo minimo garantito per questa nuova emissione sarà comunicato al pubblico venerdì 1° aprile. Dopo la delusione dello 0,50% dell’ultimo Btp Italia, un anno fa, non si può certo sperare in meglio, dato il quadro dei tassi di riferimento. Non ci si illuda quindi: anche questa volta il vero affare lo farà lo Stato.

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Btp Italia, bilancio post rimborso: bene per lo Stato, benino per gli investitori. E da lunedì si riparte, 7.0 out of 10 based on 3 ratings

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