Altro — 17 gennaio 2016

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di Lorenzo Raffo

Nell’accentuarsi dello scontro sui mercati, nelle ultime sedute, fra predominanti pressioni ribassiste e deboli tentativi rialzisti, con gli istituzionali di tipo tradizionale che esortano al “si compri, si compri, le quotazioni cominciano a diventare interessanti” e gli “hedge” incondizionatamente ribassisti, il fronte dei bond continua a dare segnali contrastanti. Ecco un quadro di indici e altri riferimenti utili per capire quanto sta avvenendo:

Indice Valore Commento
Bloomberg Euro Investment Grade European Corporate Bond Index 131,6 Il settore corporate europeo tiene bene ed è situato nella media degli ultimi sei mesi. Il quadro appare stabile
Bloomberg Non-USD High Yield Corporate Bond Index 122,9 L’high yield non in dollari (di fatto prevalentemente in euro) è inserito da ottobre in un canale ribassista e tocca un nuovo minimo di periodo
Bloomberg US Corporate Bond Index 136,3 Il corporate Usa torna all’improvviso a salire e rientra nel canale di lateralità fra 136 e 137, in cui si è mosso in prevalenza nell’ultimo anno 
Bloomberg USD High Yield Corporate Bond Index 141,3 L’high yield Usa trova una spinta al ribasso nel crollo dei petroliferi e si avvicina ai 140, solido supporto. Sotto c’è il baratro
Bloomberg USD Emerging Market Sovereign Bond Index 142,5 Malgrado tutto quanto si dice della crisi degli emergenti, il debito governativo espresso in dollari perde impulso ma si trova ancora a livelli elevati
Bloomberg USD Emerging Market Corporate Bond Index 136 Si è ai minimi dell’ultimo anno; tuttavia il quadro generale dei corporate emergenti in dollari non sembra per ora subire le stesse forti pressioni ribassiste registrate dal corrispondente indice corporate emergenti in valute locali

 

Lo scenario appare meno preoccupante di quanto forse si paventi. Un fatto risulta però sorprendente. Il corporate Usa non risente della temuta pressione ribassista da rialzo dei tassi. Perché? Oltre Oceano si comincia a temere che l’economia a stelle e strisce rallenti e che la Fed si veda costretta a frenare o addirittura rinunciare a ulteriori aumenti, se non addirittura a rimangiarsi la decisione presa a metà dicembre! Non lo sostengono casuali osservatori ma attenti analisti. Se così fosse i mercati reagirebbero male e scatterebbero forti segnali ribassisti. E’ inutile nascondere che da alcune settimane circolano voci, report e articoli – abilmente ispirati dagli “shortisti” – di un più o meno imminente crollo delle Borse, con un martedì o un venerdì nero (due giorni a caso!) da nubifragio. I motivi potrebbero essere molteplici, ma certamente un’inversione di politica monetaria – per ora solo ventilata da qualcuno – della Fed nei prossimi mesi rappresenterebbe un terremoto disastroso. Per ora i mercati obbligazionari non prezzano simili eventi, ma l’incertezza è tanta.

Bund e Btp future, che succede? Il mercato intanto scambia bene i Tier 2 bancari

Lo conferma il Bund, con il “future” tornato quasi ai massimi storici (è sotto di poco più di un punto) ma soprattutto con tutti gli indicatori che lo sostengono. Delle ultime dieci sedute solo tre hanno registrato candele rosse, mentre il Btp future “long term” appare più esitante, seppur anche lui poco lontano dai valori top di inizio dicembre 2015. Ma è stato il secondario di qualità (corporate e finanziario) a trarre maggiori vantaggi negli ultimi giorni, per quanto anche su questo fronte gli investitori sembrino incerti.

Un caso un po’ particolare è quello dei Tier 2 bancari, molto volatili nelle recenti sedute, ma pur sempre assai scambiati. Così si stanno comportando gli ultimi della serie, al debutto lo scorso anno.

L’Unicredit Tv Subordinato 03mg25 (Isin IT0005087116 – EutoTlx) è inserito in un canale ribassista iniziato a novembre, con uno “spike” il 14 dicembre. I volumi appaiono abbastanza significativi e il posizionamento sui 97 euro potrebbe non essere il punto di arrivo. Molto meno nervoso appare il Tier 1 perpetual 9,375% (Isin XS0527624059), con “call” nel 2020, tendenzialmente in ribasso dallo scorso maggio, il cui “yield” a scadenza si colloca al 6,6%.

Il Banca Intesa Tv Subordinato  30gn22 (Isin IT0005118838 – EuroTlx) è tornato sui 100, con forte volatilità nelle ultime sedute, ma soprattutto con un incremento degli scambi. Viene visto come un Tier 2 solido su cui operano molto gli istituzionali.

Il Banco Pop Tv Subordinato Lg22 Sub (Isin IT0005120313 – Borsa Italiana) è da metà dicembre in fase rialzista, dopo il crollo da 106 a 96 nell’arco di poche sedute. Bene gli scambi, che certamente risentono del suo probabile coinvolgimento a breve termine nel “risiko” degli istituti di casa nostra.

Il Mediobanca Valore Tv Floor Subordinato St25 (Isin IT0005127508 – Borsa Italiana) è andato in netta controtendenza, con un calo inatteso nelle ultime sedute, passando da 103,5 a 102, e con scambi in aumento.

Indicazioni quindi contrastanti anche da questo fronte, pur con un significativo andamento dei volumi.

Rand sudafricano, un disastro che va al di là delle più nere aspettative

Continua a perdere sull’euro e ha superato ormai quota 18. A 16 si pensava che avrebbe trovato un punto di arrivo, a 17 che presto si sarebbe registrata un’inversione e ormai c’è che pensa che nell’arco di qualche settimana si supererà perfino il livello di 20. Il rand sudafricano è diventato una croce per molti obbligazionisti, anche perché si tratta di una valuta assai scambiata nel settore e ben coperta in Italia in termini di emissioni. Che fare allora, considerando che molti l’hanno in portafoglio con cambi sotto i 15?

Le risposte possibili sono varie: 1) vendere? L’orientamento in tal senso è quasi sempre sconsigliabile, considerando che comunque i rendimenti cedolari sono elevati e che non si hanno riferimenti grafici su cui individuare un rientro; 2) switciare? Passare cioè su una scadenza più lunga nel caso di imminenza di un rimborso? Meglio attendere quest’ultimo, non pagare commissioni di uscita e poi rientrare su un altro bond nella stessa valuta; 3) raddoppiare? E’ una scelta rischiosa, consigliabile solo a chi sia esposto con cifre modeste e possa sopportare un incremento del rischio. Anche in questo caso l’assenza ormai di riferimenti grafici per il cambio è un ostacolo; 4) fare una martingala?  Consiste nel raddoppiare la “puntata” dopo ogni singolo investimento in perdita: per esempio acquistare l’equivalente di 5.000 euro a quota 16 e poi di 10.000 a 17 e ancora di 20.000 a 18. E’ una strategia assolutamente da evitare, sebbene sollecitata da alcune piattaforme per altre tipologie di prodotti. Operando così ci si fa davvero del male.

In sintesi? La soluzione migliore è attendere pazientemente le evoluzioni di questa valuta “impazzita” se si riesce a sopportare la perdita. Altrimenti si esce e si incassa una minus.

Perché? Il crollo dipende da incertezze politiche e dalle forti difficoltà del settore minerario di cui il Sud Africa è forte esportatore. Il rapporto debito/Pil del Paese (39) è uno dei più bassi al mondo, ma alcuni indicatori economici sono in netto peggioramento, sebbene l’inflazione (4,8%) resti allineata alla media degli ultimi anni.

Il rimbalzo? Un eventuale risveglio del prezzo dell’oro – di cui il Paese è esportatore – rappresenterà il probabile motivo di inversione dell’attuale trend ribassista per la moneta.

LE NUOVE EMISSIONI DELLA SETTIMANA

Molte e più interessanti di quanto non sia avvenuto nell’ultima parte del 2015.

Arrivano da oggi sul Mot due emissioni in dollari ad altissimo rating:

1°) KfW (rating AAA), valuta USD, scadenza 6/2/2019, tasso fisso 1,5%, importo 5 miliardi di USD, taglio minimo 1.000 USD e Isin US500769GV07. Già quotato da alcuni giorni su alcune Borse estere, è salito in poco tempo a 100,4.

2°) BEI (rating AAA), valuta USD, scadenza 15/3/2021, tasso fisso 2%, importo 4,5 miliardi di USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin US298785HA77. Ancora più consistente il balzo in questo caso, con un livello segnalato sui 101,3.

Per chi sia interessato a collocarsi su un titolo da puro parcheggio di liquidità con un buon rating esordisce sull’ExtraMot un Daimler/Mercedes dalle seguenti caratteristiche: (rating A-), valuta EUR, scadenza 12/1/2021, tasso fisso 0,875%, importo 1 miliardo di EUR, taglio minimo 1.000 EUR e Isin DE000A169G07. Sulle Borse tedesche, dove è già quotato, quota sui 99,88 ma con una volatilità non trascurabile.

– Société Generale ha quotato su Borsa Italiana due nuove obbligazioni a tasso misto, una in dollari Usa e l’altra in euro. Della seconda abbiamo scritto la settimana scorsa, ma l’informazione data (relativa a prime indiscrezioni) non era corretta. Ecco allora la struttura di entrambe:

1°) titolo senior (rating A) – valuta EUR, scadenza 4/1/2028, tasso misto, con prima parte a tasso fisso 3,50% per le cedole in pagamento dal 4/04/2016 fino al 4/01/2018 incluso e poi a tasso variabile indicizzato Euribor a 3 mesi, maggiorato di uno spread pari allo 0,25% e con un “cap” al 3,50%, per le restanti cedole fino a scadenza, importo 60 milioni di EUR, taglio minimo 2.000 EUR e Isin XS1236574627. Il titolo è partito bene sul secondario, salendo a 100,76 venerdì in chiusura, con scambi però modesti.

2°) titolo senior (rating A) – valuta USD, scadenza 4/1/2028, tasso misto, con prima parte a tasso fisso 5,00% per le cedole in pagamento dal 4/04/2016 fino al 4/01/2019 incluso e poi tasso variabile indicizzato Libor USD tasso a 3 mesi, maggiorato di uno spread pari allo 0,25% e con “cap” pari al 5,00%, per le restanti cedole fino a scadenza, importo 80 milioni di USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin XS1236580517. In questo caso si è registrata una maggiore volatilità, con il titolo salito sopra 100 e poi sceso sui 99,5 e infine risalito sui 99,9 venerdì in chiusura.

Una novità molto interessante per chi voglia puntare sul renminbi cinese, dopo i movimenti degli ultimi mesi, è un’emissione di EBRD (rating AAA), con fiscalità ridotta in Italia (12,5%) e piccolo taglio, difficilmente riscontrabile sulla valuta asiatica, dove le obbligazioni corporate hanno sempre lotto 1 milione di CNY (= 139.000 euro). Queste le caratteristiche: valuta CNY, scadenza 19/1/2018, tasso fisso 4,4%, importo 160 milioni di CNY, taglio minimo 100.000 CNY (=13.910 euro) e Isin XS1346754622. L’importo iniziale è basso ma verrà certamente aumentato. Naturalmente è quotato sull’“Otc”. Non si hanno ancora indicazioni di prezzo sul secondario.

Per investitori attivi con forti importi segnaliamo una novità di Telecom Italia, quotata sull’ “Otc”: senior unsecured (rating BB+), valuta EUR, scadenza 19/1/2024, tasso fisso 3,625%, importo 750 milioni di EUR, taglio minimo 100.000 EUR e Isin XS1347748607. Il mercato l’ha punito con una discesa sotto la pari, sebbene si tratti di prime indicazioni riferite solo a una piattaforma di trading tedesca.

Ha davvero deluso il peso messicano, che negli ultimi due anni è stato molte volte indicato come valuta dalle ottime potenzialità. Invece è sceso e torna ora sui minimi storici rispetto all’euro, toccando nuovamente quota 20. Un’occasione? Nel tracollo dei rapporti di cambio delle divise emergenti diventa quasi impossibile fare previsioni. Comunque per chi voglia operare in peso ecco la nuova Bei, trattata sull’“Otc” (almeno inizialmente): valuta MXN, scadenza 19/1/2021, tasso fisso 4,75%, importo 1 miliardo di MXN, taglio minimo 10.000 MXN e Isin XS1342860167. In Italia gode naturalmente dell’aliquota fiscale ridotta (12,5%).

Il colosso delle bevande alcoliche e in particolare della birra Anheuser-Busch InBev (rating A-) ha collocato sul mercato obbligazionario americano bond per un valore di 46 miliardi di dollari, ammontare nettamente superiore ai 30 miliardi originariamente preventivati: si tratta della maggiore pluriemissione di tutti i tempi ed è destinata all’acquisizione da oltre 100 miliardi di dollari della concorrente SabMiller. Sul fronte dei tassi fissi si sono avute ben sei obbligazioni, con scadenze differenti. Segnaliamo le due più lunghe, che saranno certamente le più volatili:

1°) valuta USD, scadenza 1/2/2036, tasso fisso 4,7%, importo 6 miliardi di USD, taglio minimo 1.000 USD e Isin US035242AM81. La “duration” è di 13,1.

2°) valuta USD, scadenza 1/2/2046, tasso fisso 4,9%, importo 11 miliardi di USD, taglio minimo 1.000 USD e Isin US035242AN64. La “duration” è di 16.

Ci sarà da divertirsi con emissioni, trattate sull’“Otc”, così liquide e fortemente sensibili al fattore tassi! Dei bond davvero da monitorare con continuità.

 

Il presente documento non costituisce sollecitazione all’investimento e contiene informazioni giornalistiche a esclusivo scopo divulgativo.

 

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Bond: ● Analisi dei mercati ● E se la Fed ci ripensasse! ● Rand, che fare? ● Le novità della settimana, 8.9 out of 10 based on 7 ratings

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