BOND — 30 novembre 2015

privateequity-mslarge_600x400

di Lorenzo Raffo

Questa rubrica è un servizio ai lettori di F Risparmio & Investimenti. Accettiamo di vedere che in molti ce la “cannibalizzano” su forum e siti finanziari, ma almeno pretendiamo che sia pubblicato il nome del sito, pur trascurando quello dell’autore. Grazie!

Il prossimo report sarà pubblicato martedì 8 dicembre

In una settimana contraddistinta in Italia dai crack di CariFe, Banca Marche, CariChieti e Popolare dell’Etruria e dalle polemiche per una pessima gestione dell’intera vicenda, fra l’altro trattata con i guanti dai grandi ”mass media”, è proprio il sistema creditizio a essere protagonista di primo piano sul fronte delle nuove emissioni. Si tratta comunque di realtà sottoposte al complesso controllo della Bce (cui F Risparmio & Investimenti dedica un’ampia inchiesta nel numero di dicembre) e quindi a potenziale rischio assolutamente marginale.

NUOVE EMISSIONI

Proprio in tema bancario un consiglio: in queste settimane si vedono molte novità immesse sul primario, ma spesso dai modestissimi importi. Di fronte alle incertezze future sul fronte tassi gli istituti diversificano al massimo, con tassi fissi, tassi variabili e tassi misti, per ammortizzare eventuali scosse. In molti casi si tratta di micro operazioni, con importi di decine di milioni di euro. Il livello minimo accettabile è invece di almeno 150/200 milioni. Con in più la certezza della quotazione su mercati regolamentati. Purtroppo in molti casi si legge invece sui prospetti la seguente frase: “non è prevista la richiesta di ammissione delle obbligazioni alla quotazione ufficiale in alcun mercato regolamentato né l’emittente agirà in qualità di internalizzatore sistematico per quelle di propria emissione”. In questi casi meglio astenersi!

Ecco ora i più significativi esordi della settimana.

1°) Nel tasso misto la novità maggiore è di Banco Popolare

PICCOLO TAGLIO E QUOTAZIONE SU TLX

Domina la struttura del tasso misto, su cui si sono ormai impegnati quasi tutti gli istituti di credito italiani. Tocca adesso a Banco Popolare, con un bond che sarà quotato su Tlx entro tre mesi dalla chiusura del collocamento. Questa l’ossatura: valuta EUR, scadenza 30/12/2020, tasso misto con prima parte fissa al 2,4% (cedole trimestrali pagabili i giorni 30 marzo, 30 giugno, 30 settembre e 30 dicembre di ogni anno, dal 30 marzo 2016 fino al 30 dicembre 2017) e successivamente a tasso variabile indicizzato Euribor a 3 mesi, espresso su base annuale e aumentato di un margine pari allo 0,25%, con valore massimo (cap) pari al 4,00%, (cedole trimestrali pagabili i giorni 30 marzo, 30 giugno, 30 settembre e 30 dicembre di ogni anno, dal 30 marzo 2018 fino al 30 dicembre 2020), importo 500 milioni di EUR, taglio minimo 1.000 EUR e Isin IT0005144677. Attenzione ai costi previsti per il collocamento, molto alti e pari al 3,65%. Valutazione: prima di tutto sarà meglio prendere in considerazione il titolo solo a collocamento avvenuto (periodo dell’operazione: dal 24 novembre al 23 dicembre compreso, salvo proroga o chiusura anticipata senza preavviso). Inoltre c’è da analizzare la parte variabile, il cui “spread” è davvero modesto. Di qui al 2017 ne passerà comunque di acqua sotto i ponti e un 1,77% netto può costituire per alcuni investitori una discreta soluzione transitoria.

2°) Molto corto (triennale) il misto di MPS, con parte fissa al 3%

PICCOLO TAGLIO E QUOTAZIONE SU TLX

Soddisfa i requisisti di cui si è detto sopra il nuovo Monte dei Paschi di Siena in collocamento fino all’11 dicembre, di tipo a tasso misto, con la caratteristica di una vita piuttosto corta rispetto alla media delle altre obbligazioni proposte negli ultimi tempi: valuta EUR, scadenza 14/12/2018, tasso misto con la prima parte a cedola fissa (3%) per un anno e poi variabile indicizzata Euribor 6 mesi + 0,85%, importo 175 milioni di EUR, taglio minimo 1.000 EUR e Isin IT0005142580. Il titolo sarà quotato su Tlx e non ci sono commissioni di collocamento, ma evidentemente potrebbero essere state “nascoste” nella quantificazione dello “spread” riferito alla parte variabile. Valutazione: in regime di capitalizzazione composta il rendimento lordo ipotizzabile – al permanere delle attuali condizioni di tassi – sarebbe dell’1,59% e quello netto dell’1,17%. Ecco il perché della scadenza corta: MPS va sul sicuro e rischia un possibile rialzo dell’Euribor 6 mesi solo nella parte finale della vita residua del bond.

3°) Struttura complessa (inverse floater) in $ sul Mot da parte di Bnp Paribas

PICCOLO TAGLIO E QUOTAZIONE SU BORSA ITALIANA

La banca francese (rating A+), molto attiva in Italia sul fronte delle nuove emissioni quotate al Mot, è entrata in scena dal 25 novembre scorso con una novità che va analizzata attentamente: valuta USD, scadenza 25/11/2023, tasso misto, con prima parte a tasso fisso (5,5% per le cedole in pagamento fino al 25/11/2016) e seconda parte strutturata (5,50% meno 2 volte USD Libor 6M, con un “floor” pari allo 0% per le restanti cedole in pagamento fino alla scadenza), importo 50 milioni USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin XS1319787153. Il 27 scorso il valore del Libor 6 mesi era dello 0,6539%. Nelle condizioni attuali ne deriverebbe un rendimento per la parte variabile del 4,192% lordo. In un passato non lontano il Libor ha però raggiunti livelli anche di oltre il 4%, il che significherebbe che scatterebbe il “floor” dello 0%. Valutazione: impossibile prevedere l’andamento dell’USD Libor 6 mesi. Questa è quindi un’obbligazione da gestire con estrema attenzione in rapporto all’andamento dei tassi. Non ci si fidi dell’attraente cedola fissa per un anno, perché la quotazione risentirà subito della parte strutturata, che è prevalente sull’intera vita residua.

4°) Il Btp€i con otto anni alla scadenza ricollocato a 119,6. Meglio il lungo

PICCOLO TAGLIO E QUOTAZIONE SU BORSA ITALIANA

Guerra all’ultimo sangue sul fronte dei Btp indicizzati all’inflazione europea, che traggono vantaggio non certo dalle previsioni di aumento del costo della vita quanto dai tassi primari a zero e dalle prospettive di un Q.E. 2 della BCE. In settimana si è avuta una riapertura significativa della scadenza 2023 (Isin IT0004243512), a cedola 2,6% e coefficiente di indicizzazione a 1,14116. Con un prezzo di aggiudicazione a 119,61, si allinea quasi ai massimi assoluti storici e non lascia spazio per un rendimento dal solo flusso cedolare. Tutte le prospettive si rivolgono quindi alla variabile del costo vita, dai margini modestissimi nel breve e forse anche medio periodo. Si diceva di una guerra fra i Btp€i, che trova riscontro anche in volumi talvolta anomali sul secondario. L’unica alternativa consiste nel puntare sulla giovane emissione 2032 (Isin IT0005138828), a cedola 1,25%, in forte rimbalzo nelle ultime settimane, con quotazione ormai sopra i 106 euro.

5°) Un esotico che è tutt’altro che tale: la Cina con Isin HK al 3,29% in yuan

GRANDE TAGLIO E QUOTAZIONE SULL’OTC

Tutte le disinformazioni fatte circolare negli ultimi tempi sull’emittente Cina, accusata di avere un buco spaventoso sulle spalle, sono quanto di meno corretto si possa sostenere. Il suo debito pubblico – attestato da autorevoli fonti internazionali al 41% rispetto al Pil – non ha infatti nulla a che vedere con i deficit delle varie province locali nonché delle società pubbliche. E la conferma viene dallo stesso rating di S&P, attestato all’AA-, non molto inferiore rispetto all’AA+ degli Usa. L’emittente Pechino va quindi preso in considerazione, sebbene finora ci fosse l’ostacolo che i suoi bond non potevano essere trattati nemmeno sull’“Otc”, a causa di restrizioni normative. Con l’Isin invece HK il problema non dovrebbe più sussistere e l’hanno confermato alcuni primari broker. Vale allora prendere in considerazione la nuova emissione valuta CNY, scadenza 30/11/2018, tasso fisso 3,29%, importo 7 miliardi CNY, lotto minimo 500.000 CNY e Isin HK0000274107. Attenzione a una segnalazione che attribuisce al bond la caratteristica di “private placement”, cioè di emissione per particolari clienti. Il fatto però che sia quotato su alcune piattaforme smentisce questa limitazione. Valutazione: lo ammettiamo! C’è incertezza – al momento attuale – sulla facilità di trattarlo. Dipende molto dalI’intermediario utilizzato. I Mof, sigla di identificazione dei titoli di Stato cinesi, se con Isin HK hanno di solito presentato lotti minimi molto bassi. In questo caso i 500.000 CNY equivalgono invece a circa 74.000 euro.

NUOVE E RELATIVAMENTE NUOVE EMISSIONI

1°) Un po’ di cedoloni non fanno proprio male (visti i tempi). Con tutti i se e i ma…

Ecco una rassegna di esordienti o da poco esorditi titoli con rendimenti cedolari decisamente significativi. Sono tutti trattati sull’“Otc” e appartengono in parte al contesto di minibond e perpetual. Comportano rischi inevitabilmente maggiori, ma molti lettori ce lo chiedono.

Metalcorp Group (società olandese fondata nel 2003 e specializzata nel trading di metalli e minerali – è priva di rating): valuta EUR, scadenza 27/6/2018, tasso fisso 8,75%, importo 30 milioni EUR, lotto minimo 1.000 EUR e Isin DE000A1HLTD2. Rendimento attuale: 9,8%. Mercato “Otc”, quotazione su Deutsche Boerse.

Ekosem-Agrar (società tedesca attiva in campo agricolo in Russia, con circa 200.000 ettari di coltivazioni – è priva di rating): valuta EUR, scadenza 7/12/2018, tasso fisso 8,5%, importo 78 milioni EUR, lotto minimo 1.000 EUR e Isin DE000A1R0RZ5. Rendimento attuale: 10,7%. Mercato “Otc”, quotazione su varie Borse tedesche e numerose piattaforme.

Solvay Finance (gruppo belga operante nel settore chimico, farmaceutico e delle materie plastiche – rating BBB-): titolo subordinato junior, valuta EUR, scadenza perpetual con prima “call” nel 2029, tasso fisso 5,869%, importo 500 milioni EUR, lotto minimo 100.000 EUR e Isin XS1323897725. Rendimento attuale: 5,7%. Mercato “Otc”.

Team Health (provider Usa di servizi nel settore clinico/ospedaliero – rating B): titolo senior unsecured, valuta USD, scadenza 15/12/2023 con “call” nel 2018 a 105,4, tasso fisso 7,25%, importo 545 milioni USD, lotto minimo 2.000 USD e Isin USU87685AC40. Rendimento attuale: non ci sono ancora indicazioni dal secondario, poiché il titolo quoterà da metà dicembre. Mercato “Otc”.

Ally Financial (gruppo Usa specializzato in servizi bancari “online” e nel supporto finanziario nel comparto auto): titolo subordinato, valuta USD, scadenza 20/11/2025, tasso fisso 5,75%, importo 750 milioni USD, lotto minimo 2.000 USD e Isin US02005NBF69. Rendimento attuale: non ci sono ancora indicazioni dal secondario, poiché il titolo quoterà in settimana. Mercato “Otc”.

RIFACCIAMO IL QUADRO DI ALCUNI BOND AD ALTO “YIELD”SUL SECONDARIO

A inizio settembre è stata effettuata un’analisi di alcuni titoli con elevato rendimento. Nel frattempo la situazione è cambiata (e in alcuni casi anche molto). Ecco il quadro aggiornato.

General Electric 6% in lire turche con scadenza 18/4/2017 (Isin XS0916811374), quotato su EuroTlx – lotto minimo 2.000 TRY Quotazione il 27/11: incremento a 93,7 TRY, con il rendimento che scende al 10,8% rispetto al precedente 12,1% La situazione: il rafforzamento della lira turca non è stato inficiato dagli avvenimenti politici degli ultimi giorni. Sui 3 TRY contro euro probabile fase di lateralità
Barclays 6,7% in peso messicani con scadenza 14/4/2016 (Isin IT0006719428), quotato su Borsa Italiana – lotto minimo 20.000 MXN Quotazione il 27/11: scende sui 95,8 MXN, ma gli scambi latitano. La situazione: la scadenza molto corta e la quotazione decisamente sotto la pari consentono un rendimento alle stelle. L’MXN continua a essere poco considerato in Italia
Bei 8,5% in lire turche con scadenza 25/7/2019 (Isin XS0995130712), quotato su Borsa Italiana – lotto minimo 1.000 TRY Quotazione il 27/11: anche in questo caso – come il General Electric – leggero aumento del prezzo, che si colloca sui 93,9 TRY La situazione: vale il giudizio espresso per il GE. In questo caso la scadenza più lunga offre maggiori margini
Repubblica Grecia 3,375% in euro con scadenza 17/7/2017 (Isin GR0110029312), quotato su Borsa Italiana ed EuroTlx – lotto minimo 1.000 euro Quotazione il 27/11: deciso rimbalzo, con uno scatto a 95,2 euro e un rendimento che scende al 6,6% rispetto al 10,6% della precedente rilevazione La situazione: complici vari fattori, il quadro greco migliora. Oggi c’è di peggio di cui preoccuparsi sui mercati, ma l’ottimismo è un po’ esagerato
KfW 5% in lire turche con scadenza 16/1/2017 (Isin XS0875628165), quotato su Borsa Italiana – lotto minimo 1.000 TRY Quotazione il 27/11: anche in questo caso leggero miglioramento, con la quotazione che sale a 93,6 TRY contro i precedenti 92 La situazione: lo “yield” al 12,7% resta elevatissimo e naturalmente è extra fattore cambio
AirBerlin 8,25% in euro con scadenza 19/4/2018 (Isin DE000AB100B4), quotato su Deutsche Boerse – lotto minimo 1.000 euro Quotazione il 27/11: al posto del precedente 2015, ormai rimborsato, ecco l’emissione successiva, che quota sui 101,5, con una volatilità altrettanto elevata La situazione: titolo da maneggiare con prudenza e da prendere in considerazione solo su forti correzioni. Non è il caso attuale
Abengoa 8,5% in euro con scadenza 31/3/2016 (Isin XS0498817542), quotato anche alla Deutsche Boerse – lotto minimo 50.000 euro Quotazione il 27/11: ve lo avevamo detto che qui si volava. Il titolo è crollato a 22 euro, su voci di “default”. Rendimento? Stellare, logicamente (ma sulla carta!) La situazione: sarà “default” o no? E più probabile una ristrutturazione del debito, perché il titolo è nelle mani anche di tanti piccoli risparmiatori spagnoli
CGG 5,875% in euro con scadenza 15/5/2020 (Isin XS1061175607), quotato anche alla Deutsche Boerse e alla Borsa del Lussemburgo – lotto minimo 100.000 euro Quotazione il 27/11: dai 72 euro precedenti è sceso a 67,5, ma la liquidità latita. Eppure la società ha avviato una profonda ristrutturazione. La situazione: il vero problema riguarda gli scambi, quasi assente su alcune piazze. E lo “spread” denaro/lettera ne risente inevitabilmente
Petrobras 4,75% in euro con scadenza 14/1/2025 (Isin XS0982711714), quotato anche su EuroTlx – lotto minimo 100.000 euro Quotazione il 27/11: scende a 76,5 euro, contro i precedenti 83 euro e il rendimento sale all’8,6% La situazione: il quadro molto complesso della società e del Brasile si riflette sulle quotazioni di uno dei titoli più lunghi dell’emittente

 

Il presente documento non costituisce sollecitazione all’investimento e contiene informazioni giornalistiche a esclusivo scopo divulgativo.

 

 

 

 

 

 

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 8.7/10 (6 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: +6 (from 6 votes)
Bond: risveglio del primario (23/27 novembre), con le banche, ma non solo, in primo piano. E poi tanti titoli ad alto rendimento, 8.7 out of 10 based on 6 ratings

Share

About Author

Lorenzo Raffo

(0) Readers Comments

Lascia un commento