SOLO SUL WEB — 18 novembre 2015

a cura di Alessandro Picchioni, Presidente e Direttore investimenti di WoodPecker Capital

Già dai primi anni ’80 in tutti i Paesi occidentali al venir meno del contributo alla crescita economica da parte della ricostruzione post-bellica, quindi lo sviluppo di infrastrutture, crescevano i consumi privati: nel 2014 la spesa per i consumi personali ha contribuito per quasi il 70% del PIL negli Usa ed addirittura per il 76% nell’UE. Quando la spesa privata dei Paesi occidentali ha subito una battuta d’arresto con la crisi finanziaria del 2008-2009, in suo soccorso si sono prodigate la FED, la BCE, la BOE e la BOJ che hanno inondato di liquidità le banche per consentire un approdo finale al settore privato.

Il disegno complessivo delle banche centrali è quello di contrastare il pericolo che si ripetano crisi come quella post-Lehman, perché potrebbero minare alla base il sistema capitalistico. In soccorso del capitalismo e della sua perpetrazione, insieme alla liquidità delle banche, arriva il protagonista assoluto della civiltà contemporanea: la moltitudine.

La moltitudine del 2015 è connessa sui social network, parla, lavora e ordina beni e servizi a distanze una volta inimmaginabili ma la moltitudine è anche un corpo in movimento che ha la necessità di continuare a muoversi. L’efficienza energetica, internet, la creazione di nuovi modelli di business nel trasporto aereo, la Uber-izzazione dell’economia, specialmente nei settori del trasporto locale e della ricezione turistica, hanno contribuito al collasso dei costi di trasporto a livello planetario. Questo grande corpo globale si muove ora con facilità e frequentemente, facendo rimbalzare i suoi singoli componenti da un angolo all’altro della Terra, con le ovvie benefiche ripercussioni sull’economia globale.

Nel 2014 si calcola che nel mondo gli arrivi di turisti internazionali siano stati pari a 1,135 miliardi di persone e si prevede che possano arrivare quasi a 2 miliardi prima del 2030 (fonte UNWTO). Sempre nel 2014 il contributo totale (diretto, indiretto e indotto) del settore turistico sul PIL mondiale è stato pari al 9,8% (fonte WTTC) ma si prevede che cresca più degli altri settori nei prossimi 15 anni. Inoltre, con l’affermazione della “sharing economy” e delle prestazioni d’opera su base individuale, questi dati ufficiali potrebbero essere stimati per difetto e nascondere parte del contributo reale del settore turistico alla crescita del PIL globale.

La moltitudine è l’elemento che garantisce la sopravvivenza del sistema capitalistico ed è proprio per questo che viene presa di mira dall’Isis: riuscire a paralizzarla significherebbe essenzialmente uccidere la società moderna, si vivrebbe in un mondo in cui non esistono gli Stati come li conosciamo oggi e in cui molto probabilmente regnerebbero indisturbati paura, anarchia, caos e morte.

Non c’è dubbio si tratti di una battaglia terribilmente moderna ma c’è una chance che questa guerra del terrore possa essere vinta? O si giungerà alla paralisi della moltitudine? Al blocco dei commerci? Alla paralisi del capitale? Siamo convinti di no e sarà ancora una volta l’intuizione darwiniana a venirci in soccorso: la nostra salvezza verrà dalla voglia di vivere di ciascun individuo, da quegli stessi meccanismi di autoconservazione e di sopravvivenza del genere umano studiati da Darwin. Il singolo potrà a tratti provare paura ma non rinuncerà mai alla vita e troverà forme di adattamento fisico e psicologico per riuscire a condurre un’esistenza il più possibile normale.

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I fatti di Parigi e la guerra alla “moltitudine” economica, 6.0 out of 10 based on 1 rating

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