BOND — 25 ottobre 2015

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di Lorenzo Raffo

Mentre si ricomincia a sentire una pressione al rialzo per i titoli di Stato dell’area Bce, con le scadenze corte che tornano a registrare rendimenti negativi, sull’onda di un possibile Q.E. 2, il fronte delle nuove emissioni evidenzia qua e là novità significative, sebbene il panorama globale sia ancora caratterizzato da scarso attivismo. Ecco comunque quelle che abbiamo valutato come le migliori dell’ultima settimana.

1°) Credit Suisse sbarca sui tassi misti e propone un’emissione particolare

La posizione al top della classifica delle nuove emissioni spetta a un bond in euro di Credit Suisse (London Branch Yield Securities), attualmente collocata attraverso la rete Unicredit e di altre banche, ma che andrà poi quotata su EuroTlx. Risulta abbastanza anomala rispetto alla media delle altre tasso misto annunciate negli ultimi tempi. Ha infatti la parte fissa iniziale con una cedola mediamente elevata e una parte variabile con un “floor” più contenuto. Eccone le caratteristiche: valuta EUR, scadenza 26/11/2025, tasso fisso 3,5%, con cedole semestrali pagabili i giorni 26 maggio e 26 novembre di ogni anno, dal 26 maggio 2016 fino al 26 novembre 2017, e in seguito tasso variabile indicizzato Euribor a 6 mesi, con il massimo (cap) pari al 4,00%, con cedole pagabili i giorni 26 maggio e 26 novembre di ogni anno, dal 26 maggio 2018 e fino al 26 novembre 2025, importo 300 milioni di EUR, taglio minimo 1.000 EUR e Isin XS1280111961. Attenzione alle elevate commissioni di collocamento del 2,5%, che portano a consigliare un eventuale acquisto solo sul secondario, sebbene la quotazione su EuroTlx non sarà immediata. Valutazione: Il titolo dovrebbe essere liquido e si indirizza a una fascia molto prudente di investitori, con il solo rischio emittente, in questo caso limitato.

2°) Generali torna sul fronte subordinati, a lotto 100.000. E questa volta dà il 5,5%

Una cedola fissa in euro del 5,5% è molto attraente nei tempi attuali. La offre Assicurazioni Generali, che torna sulla scena dei subordinati, questa volta però con una scadenza a 32 anni, abbastanza anomala, di cui si annuncia la quotazione a Lussemburgo. Eccone la struttura: valuta EUR, scadenza 27/17/2047, tasso fisso 5,5%, importo 1,25 miliardi di euro, taglio minimo 100.000 euro e Isin XS1311440082. Ha una “call” a 12 anni, abbastanza lunga, tale da consentire di mantenere la posizione in portafoglio senza eccessive preoccupazioni.  Per ora si hanno indicazioni di quotazione da alcune piattaforme specialiste per operatori professionali: si aggira sui 102,3, con uno “spread” denaro/lettera molto contenuto. Attenzione però perché nelle prime battute lo si è visto anche oltre 103. Il rendimento attuale alla “call” è quindi di circa il 5,2% lordo (netto 3,85%). Valutazione: è il caso di fare un confronto con un titolo di cui abbiamo scritto tante volte in passato, ovvero il 10,125% scadenza 2042 della stessa Assicurazioni Generali, pure con lotto 100.000. Anche in questo caso si tratta di un subordinato, con “call” 13/7/2022, che prezza sui 132,9 euro, come “mid” di diverse quotazioni. Il suo “yield” alla “call” è del 4,4%, quindi nettamente più basso rispetto al nuovo 2047. Fra l’altro il 2042 si sta rivelando molto volatile, con quotazioni che da 145,6 di maggio sono scese a 129 di fine settembre, per poi recuperare.

3°) World Bank in real brasiliani sale all’11,5% di cedola

Il real brasiliano desta valutazioni discordanti, con alcuni analisti ormai convinti del segnale “buy” e altri invece ancora prudenti. Certamente per gli obbligazionisti rappresenta un motivo di incertezza in più l’esordio di un’emissione di International Finance Corporation (World Bank – rating AAA) ad altissima cedola in tale valuta, fra l’altro caratterizzata da aliquota fiscale 12,5%. E’ così strutturata: valuta BRL, scadenza 30/10/2020, tasso fisso 11,5%, importo 100 milioni di BRL, taglio minimo 5.000 BRL e Isin XS1313203298. Si tratta per ora di un esordio non accompagnato da una quotazione sul secondario, sebbene a giorni dovrebbe esordire su Deutsche Borse, il che ne favorirebbe la diffusione. Valutazione: 1°) il nuovo titolo si inserisce ai vertici della classifica delle cedole di bond in real. E’ preceduto da alcune emissioni dello Stato brasiliano, non acquistabili però in Italia. 2°) sulla stessa lunghezza d’onda si posiziona un Morgan Stanley su scadenza 2020 e con cedola 11,5% (Isin US61747WAA71), che attualmente quota sui 96, con uno “spread” di 250 punti base. 3°) proprio quest’ultima obbligazione lascia intendere che anche l’IFC potrebbe scendere sotto i 100 nella fase iniziale, sebbene si avvantaggi di un rating più altro. 4°) la liquidità dell’IFC è per ora modesta, data il basso importo, ma certamente migliorerà in futuro con incrementi di importo, come già avvenuto per l’emissione 11% in rubli (Isin XS1170061078).

4°) Il tasso variabile in $ ha il vantaggio di un’aliquota al 12,5%

E’ un po’ una chicca per specialisti del dollaro. Chi voglia cavalcare il futuro rialzo dei tassi della Fed trova in questa nuova emissione un aspetto interessante: essendo emessa da un’organizzazione internazionale, gode di aliquota fiscale 12,5%, che – considerando i rendimenti oggi bassissimi – rappresenta motivo di richiamo. L’ha lanciata IADB (Inter-American Development Bank) ed è così strutturata: valuta USD, scadenza 16/1/2018, tasso variabile Libor 3 mesi + 0,06%, importo 500 milioni di USD; lotto minimo 1000 USD e Isin US45818WBG06. Per ora non prezza ancora, ma ne è prevista la quotazione sulla Deutsche Borse.

5°) Per 50 anni con la Regina al tasso del 2,5% (naturalmente in sterline)

Tocca alla Gran Bretagna seguire la strada delle emissioni con durata 50 anni, che già hanno avuto un certo successo presso altri governativi (per esempio la Spagna con un 2064, l’Austria con un 2062, il dimenticatissimo – per istituzionali – Italy 2062 “inflation linked” e vari bond della Cina, quotati solo sul mercato interno di Pechino). Londra ha lanciato una grossa operazione sulla scadenza 2065, destinata ai fondi pensione, sebbene il taglio di entrata sia assolutamente da “retail”: valuta GBP, scadenza 22/7/2065, tasso fisso 2,5%, importo 4,75 miliardi di GBP, taglio minimo 1 GBP e Isin GB00BYYMZX75. Il titolo è quotato su varie Borse europee, ma il riferimento più interessante viene naturalmente dal London Stock Exchange, dove si è mosso salendo a 100,5, per poi scendere a 99 GBP. Valutazione: quando lo ritroveremo a 70, complici i rialzi dei tassi, lo si potrà prendere in considerazione. Per ora resta soltanto un bond con “duration” 29, da acquistare esclusivamente per trading sulla valuta inglese, ai massimi della volatilità da marzo in poi.   

 

Il presente documento non costituisce sollecitazione all’investimento e contiene informazioni giornalistiche a esclusivo scopo divulgativo.

 

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