BOND — 19 ottobre 2015

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di Lorenzo Raffo

Sono proprio da amare? In un periodo certamente poco prodigo di nuove emissioni, quelle che indichiamo possono riscuotere l’interesse di un vasto pubblico di investitori, anche perché con caratteristiche notevolmente diverse fra loro.

1°) Tasso variabile in sterline della Bei (BASSA RISCHIOSITA’)

Se si esclude il fattore valutario, con una sterlina in indebolimento da inizio agosto sull’euro, ormai lontana da 0,70 e tendenzialmente proiettata verso 0,75, il collocarsi su un titolo Bei molto liquido e a tasso variabile in GBP rappresenta un modo per puntare al tanto atteso rialzo del costo del denaro da parte della Boe. Si prevedeva per il 5 novembre, ma non ci sarà, complice il taglio delle previsioni sull’inflazione 2015 allo 0,3% (rispetto al precedente 0,6%), dato più basso da quando è iniziata la serie dei rilevamenti nel 1989. Appuntamento rinviato quindi al 2016. Il titolo, in realtà una riapertura, quota già da tempo su Tlx e ha una struttura semplice: valuta GBP, scadenza 17/2/2020, tasso variabile 3 mesi Libor GBP + 0,25%, importo 2,85 miliardi di GBP, taglio minimo 1.000 GBP e Isin XS1031001198. Nella fase attuale paga una cedola dello 0,835% e quota sui 100,3, ma si può – secondo indicazioni di altre Borse – trattare sui 100,2. Valutazione: c’è poco da dire. Peccato che in Italia scambi poco, ma in prospettiva è un interessante strumento per affrontare il rialzo dei tassi GBP.

2°) Tasso fisso e poi variabile con “cap” in euro di Goldman (BASSA RISCHIOSITA’)

Verrà quotato su Tlx, ma l’importo non è molto elevato, il che nell’attuale fase può costituire l’unico motivo di incertezza. La struttura tuttavia del nuovo tasso misto di Goldman Sachs, in sottoscrizione attraverso la rete Unicredit e di altre banche, appare adeguata a chi non voglia correre rischi sul fronte tassi: valuta EUR, scadenza 22/10/2025, tasso fisso 2%, con cedole semestrali pagabili i giorni 22 aprile e 22 ottobre di ogni anno, dal 22 aprile 2016 fino al 22 ottobre 2018 e successivamente tasso variabile indicizzato Euribor a 6 mesi, espresso su base annuale, con un valore massimo (cap) pari al 6,00%, pagabile i giorni 22 aprile e 22 ottobre di ogni anno, dal 22 aprile 2019 e fino al 22 ottobre 2025, importo 250 milioni di EUR, taglio minimo 1.000 EUR e Isin XS1291167226. Valutazione: attenzione alle commissioni di collocamento del 3,26%, molto elevate, e che portano a dover considerare il titolo solo dopo la quotazione su Tlx, di cui non si conosce la data, sebbene il collocamento termini oggi 19 ottobre.  Rendimenti? Nel caso più negativo, ipotizzando – per il calcolo della prima cedola variabile – che l’Euribor 6 mesi sia pari allo 0,038% (fixing del 07/09/2015) e si mantenga costante per tutta la vita del titolo, quello effettivo annuo lordo a scadenza sarebbe pari allo 0,640% in regime di capitalizzazione composta. Su dieci anni di vita i tassi si muoveranno certamente ben oltre il livello attuale.

3°) Tasso fisso (5,625%) in euro di BHP ma con lotto 100.000 (MEDIA RISCHIOSITA’)

Ottima la reazione del mercato alla pluriemissione in tre valute (euro – dollaro Usa e sterlina) proposta dal gigante delle commodities BHP Billiton. Si tratta di un perpetual con “call” nel 2024 a 100. Nel caso quest’ultima non fosse esercitata, si passerebbe a un tasso variabile indicizzato ai tassi Euribor 12 mesi + “spread” 4,8%. Magari avvenisse! Le obbligazioni in dollari e in sterline lanciate nella stessa operazione rendono di più, ma (logicamente) comportano il rischio cambio. Quella in euro appare la migliore in assoluto, pur con il limite del “taglione” 100.000: valuta EUR, scadenza 22/10/2079, tasso fisso 5,625%, importo 750 milioni di EUR, taglio minimo 100.000 EUR e Isin XS1309436910. Ottimi movimenti sul secondario, con la quotazione salita a 102,5. Valutazione: BHP Billiton è la maggiore società mineraria al mondo, creata nel 2001 dalla fusione della società australiana Broken Hill Proprietary Company con l’inglese Billiton. Nella fase attuale risente in Borsa del calo di quotazione delle materie prime e gira sui minimi dal 2008, con un “cash flow” in ribasso del 25% rispetto allo scorso anno.

4°) Riapertura (sui minimi) del 9,125% in lire turche di Bei (ALTA RISCHIOSITA’)

Come spesso accade la Bei ha incrementato l’importo dell’emissione 2020, già quotata su Borsa Italiana, e riferita alla lira turca, raddoppiandola, in un momento in cui il TRY registra un leggero rafforzamento sull’euro, dopo i minimi assoluti toccati a metà settembre. Il bond è certamente interessante come flusso cedolare, considerando che le possibilità di una sostanziale ulteriore caduta della divisa appaiono oggi marginali. Il titolo è così strutturato: valuta TRY, scadenza 7/10/2020, tasso fisso 9,125%, importo 200 milioni di TRY, taglio minimo 1.000 TRY e Isin XS1224031903. Il titolo quota attualmente sui 96, poco lontano dai valori più bassi registrati proprio nelle ultime settimane. Valutazione: chi non sia esposto sulla lira turca può sfruttare un’occasione interessate, sebbene si preveda ancora volatilità sul cambio con l’euro.

 

Il presente documento non costituisce sollecitazione all’investimento e contiene informazioni giornalistiche a esclusivo scopo divulgativo

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