SOLO SUL WEB — 08 settembre 2015

Il risparmio gestito è un settore caratterizzato da una forte presenza maschile. Solo il 20% dei gestori è donna. Una recente ricerca di State Street cerca di comprendere se un tocco di rosa in più possa migliorare il ritorno per gli investitori.
L’universo femminile nell’industria dell’investimento è davvero ristretto. Ogni dieci gestori solo due sono donne, il 20%. La percentuale aumenta al 34% se si estende l’analisi a intermediari e consulenti e al 46% se si prendono in considerazione i regolatori. Secondo la ricerca svolta da State Street su un campione di 864 investitori professionali in diciannove paesi, questo “sbilanciamento” di genere potrebbe ripercuotersi sui ritorni dell’investimento. Una conseguenza delle differenze di funzionamento del cervello di uomini e donne che porta a processi decisionali differenti.

shutterstock_108327083Le donne guardano al lungo termine

Uno dei risultati più interessanti della ricerca riguarda gli obiettivi e il successo. Che caratteristiche hanno i primi e cosa significa il secondo rispettivamente per un uomo e per una donna? “Le donne tendono ad avere obiettivi su orizzonti temporali più lunghi – spiega lo studio di State Street – e misurano il loro successo relativamente ai traguardi di lungo termine di tutta l’organizzazione per cui lavorano. Inoltre, quando devono scegliere un fornitore di prodotti di investimento le donne prestano attenzione al livello di affidabilità e alla reputazione. Gli uomini mettono al primo posto la performance passata”.

L’abilità è nella capacità di comprensione
Le donne hanno più capacità di comprensione degli uomini. Può essere uno stereotipo e non si dovrebbe mai fare di tutta l’erba un fascio. Tuttavia la domanda posta dagli analisti di State Street al campione di intervistati aveva uno scopo ben preciso. Capire che cosa significa essere bravi per le due metà del mondo. Mentre per gli uomini il giudizio positivo è legato alla capacità di generare ritorni corretti per il rischio più elevati, per le donne l’abilità viene dimostrata dalla capacità di comprendere il mercato, le informazioni e i rischi. “Ovviamente – precisano i ricercatori – il giudice ultimo è l’investitore e non sempre un risk-adjusted return più elevato significa successo per il cliente, in special modo se il benchmark produce risultati negativi. Le due differenti prospettive sono complementari e potrebbero funzionare in sinergia”.

Quando il gioco si fa duro…
Altre ricerche hanno messo in luce le qualità dell’investimento al femminile. Gli esperti di State Street citano uno studio del 2002 (Judy F. Graham, Edward J. Stendardi, Joan K.Myers, Mark Graham: Gender differences in investment strategies: an information processing perspective”). Secondo questa pubblicazione i ritorni degli investitori professionali donna rimangono costanti anche in fasi di incremento della complessità decisionale, a differenza di quanto accade per gli uomini. “Un risultato da tenere in considerazione per le società di gestione, in particolar modo in un momento in cui le condizioni macroeconomiche e gli scenari di regolamentazione diventano sempre più incerti e complicati” – spiegano i ricercatori di State Street. I quali precisano che i risultati dell’analisi non vogliono portare a decidere chi tra le due metà del mondo sia più bravo ma evidenziare “lo spostamento degli investitori da una cultura del vincere ad ogni costo a una più allineata con gli obiettivi di lungo periodo”. Chiudere il gap di genere che esiste nell’industria del risparmio gestito permetterà di fare grandi passi avanti nell’allinearsi con la nuova realtà.

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Redazione Finanza.com

(1) Reader Comment

  1. ma quante vaccate sono scritte? perchè mai di default una donna dovrebbe fare meglio di un uomo? è la moda imperante la parità nelle presenze in qualunque lavoro? ci sono lavori dove le caratteristiche maschili sono più adatte, altre in cui lo sono quelle femminili. è un problema così immenso?

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