BOND — 07 settembre 2015

risk

di Lorenzo Raffo

L’hanno chiesto tanti lettori, prima e dopo le dichiarazioni di Draghi. Lui ha sostenuto che i tassi resteranno bassi in area euro ancora per tanto tempo: c’è chi dice addirittura per dieci anni! Impossibile prevedere in tal caso – cosa succederà a fondi pensioni, ecc. E allora la rivendicazione che giunge è: non vale la pena cercare un po’ di sprint (con inevitabile rischio) in più, per ottenere rendimenti globali decenti? Lo stanno facendo – d’altra parte – molti gestori, che scelgono questo percorso pur denominandolo sotto le più diverse designazioni. Sono in tanti d’altra parte a esprimere dubbi che il sistema finanziario possa convivere ancora con tassi a zero su un lunghissimo periodo. Ci sono alternative? Una strutturale consiste nel riposizionarsi oggi su portafogli misti: bond ad alto “yield” (e quindi a elevato rischio) e azioni – tanto più se i mercati continueranno a correggere pesantemente – con ottimi dividendi. E’ esattamente la strategia seguita dai professionisti del settore. Se sia realmente replicabile dal piccolo e medio investitore appare incerto, sia per la parte obbligazionaria sia per quella azionaria, penalizzata dal problema della doppia tassazione, nello Stato estero e in Italia, appunto per gli utili distribuiti.

Titoli fortemente sotto la pari, per motivi diversi

Dopo il report della settimana scorsa, in cui abbiamo analizzato le maggiori valute emergenti (e le minori? Lo chiedono molti lettori e a ciò risponderemo in una prossima puntata) ecco allora una “spudorata” analisi di bond con quotazioni attuali ben sotto la pari, e quindi con rendimenti super. Occorre comunque tenere presente che:

1°) si tratta di titoli riferiti a emittenti che oggi soffrono – per i motivi esposti – di crisi più o meno passeggere o espressi in valute crollate sotto il peso della crisi dei Paesi emergenti;

2°) sono trattati in parte su mercati regolamentati e in parte sull’“Otc”, ma rinunciare attualmente a operare in quest’ultimo ambito limita enormemente gli spazi di azione.

In sintesi si tratta di:

4 titoli quotati su Borsa Italiana – 2 titoli trattati su EuroTlx – 4 titoli trattati sull’“Otc”.

6 titoli a piccolo lotto minimo – 4 a elevato taglio minimo.

6 titoli in euro – 4 titoli in altre valute.

Fatte queste premesse (che significano: attenzione, sono bond per cuori forti), ecco una selezione che può soddisfare l’attuale sete di quel rischio in più, con cui si ottengono performance a doppia cifra.

1°) General Electric 6% in lire turche con scadenza 18/4/2017 (Isin XS0916811374), quotato su EuroTlx – lotto minimo 2.000 TRY

Andamento dei prezzi Titolo molto volatile, sceso anche ben sotto 90. Venerdì quotava sui 92,3 TRY in EuroTlx, ma sui 91,6 in Bloomberg e in varie piazze europee, con un rendimento del 12,1%
Settore attività L’emittente ha un ottimo rating (AA+) ed è una multinazionale statunitense, fondata nel 1892, attiva nel campo delle tecnologie e dei servizi
I motivi del calo La debolezza della valuta di riferimento, tema che si ritroverà anche per altri bond presi in considerazione in questo report, pure espressi in lire turche
Se ne uscirà? E cosa monitorare? Sì, presumibilmente dopo le nuove elezioni politiche, che si terranno il 1° novembre prossimo, conseguenza dell’impossibilità di formare un governo di coalizione post voto del 7 giugno scorso, in cui il partito di Erdogan aveva perso la maggioranza assoluta. Occorre monitorare il cambio: stabilizzazione solo dopo il ritorno sotto i 3 TRY contro euro

 

2°) Barclays 6,7% in peso messicani con scadenza 14/4/2016 (Isin IT0006719428), quotato su Borsa Italiana – lotto minimo 20.000 MXN

Andamento dei prezzi Su Borsa Italiana è un titolo poco liquido e conviene quindi ricorrere all’“Otc”. Attenzione allo “spread” denaro/lettera, molto aperto nelle condizioni attuali di mercato. Come prezzo di riferimento si consideri 96,5 MXN, con rendimento su base annua (sebbene la scadenza sia più corta) del 13,4%; Borsa Italiana indica una quotazione superiore. Più liquido, ma meno interessante come rendimento, è il Société Generale 3,75% 2018, sempre in MXN, pure quotato su Borsa Italiana (Isin XS1119130489)
Settore attività Primaria banca inglese
I motivi del calo La debolezza della valuta di riferimento, a sua volta trascinata nel vortice dei ribassi delle divise emergenti. Il crollo a 18/19 MXN contro euro non è giustificato dai fondamentali dell’economia messicana
Se ne uscirà? E cosa monitorare? La ripresa statunitense è un elemento di traino per il Messico, che non riesce però a far emergere il suo ruolo nel contesto internazionale. Monitorare il cambio: sotto i 18,5 dovrebbe riavviarsi una fase di rafforzamento della moneta sull’euro. Ci siamo quasi!

 

3°) Bei 8,5% in lire turche con scadenza 25/7/2019 (Isin XS0995130712), quotato su Borsa Italiana – lotto minimo 1.000 TRY

Andamento dei prezzi Da gennaio è stato un calo continuo, con oltre dieci punti persi. Ora il titolo quota sui 92,8 TRY e si colloca sui minimi storici, con rendimento 10,8%
Settore attività Inutile precisare che la Bei (rating AAA) è la Banca Europa degli Investimenti: eroga prestiti a condizioni favorevoli per progetti che sostengono obiettivi dell’Unione Europea. Circa il 90% viene assegnato all’interno dei 28 Stati membri
I motivi del calo La debolezza della valuta di riferimento, come già ricordato nel caso del primo titolo preso in considerazione, il General Electric
Se ne uscirà? E cosa monitorare? Stesso ritornello: sì, ma solo dopo che la Turchia avrà un Governo stabile. Occorre monitorare il cambio: stabilizzazione dopo il rientro sotto i 3 TRY contro euro

 

4°) Repubblica Grecia 3,375% in euro con scadenza 17/7/2017 (Isin GR0110029312), quotato su Borsa Italiana ed EuroTlx – lotto minimo 1.000 euro

Andamento dei prezzi Un po’ di Grecia non si poteva non mettere sotto osservazione. Il titolo 2017 era sceso sui 59 a luglio, poi momentaneamente sospeso, per rimbalzare – dopo l’ennesimo piano di salvataggio concordato con Bruxelles. Ora quota sugli 88,3 euro, con rendimento 10,6%. Tornerà a 100 prima della scadenza? Sarà realmente rimborsato? Ottimisti e pessimisti si spartiscono la scena
Settore attività E’ noto a tutti in questo caso
I motivi del calo Anche da tale punto di vista sarebbero parole superflue, perché il caso Grecia ha avuto gli “onori” della cronaca per mesi
Se ne uscirà? E cosa monitorare? L’abbiamo detto: ottimisti e pessimisti si dividono la scena. La rincorsa del titolo è stata forse eccessiva e un livello di stabilizzazione si verificherà solo al ritorno sopra quota 93 euro

 

5°) KfW 5% in lire turche con scadenza 16/1/2017 (Isin XS0875628165), quotato su Borsa Italiana – lotto minimo 1.000 TRY

Andamento dei prezzi Ancora un titolo in lire turche, perché tutti quelli in tale valuta stanno subendo forti pressioni al ribasso. Nel caso del KfW la quotazione è scesa sui 90, per assestarsi la scorsa settimana a circa 92 TRY sul mercato “Otc”, consigliabile rispetto agli scarsi scambi presenti a Borsa Italiana. Il rendimento risulta dell’11,7%
Settore attività Banca tedesca, controllata per l’80% dallo Stato e per il 20% da vari Lander. Gode di rating AAA
I motivi del calo Ancora una volta è la situazione turca a penalizzare le quotazioni di un titolo presente in molti fondi specializzati nell’obbligazionario dei Paesi emergenti
Se ne uscirà? E cosa monitorare? Anche in questo caso ripetiamo quanto già detto: se ne uscirà solo dopo che la Turchia avrà un Governo stabile. Occorre monitorare il cambio: stabilizzazione dopo il ritorno sotto i 3 TRY contro euro

 

6°) AirBerlin 8,5% in euro con scadenza 10/11/2015 (Isin DE000AB100A6), quotato su Deutsche Boerse – lotto minimo 1.000 euro

Andamento dei prezzi Un caso da manuale: su e giù, anche violentemente, sebbene la vita residua sia ormai modestissima. L’attuale quotazione si aggira sui 98,6/98,7 euro: certamente non si è molto sotto la pari, cui il titolo verrà rimborsato, ma – ormai prossimo alla scadenza – è come acquistare un 2017 sotto 90. Il passato? Conta poco. Comunque si è trattato di un bond sempre molto volatile
Settore attività Compagnia aerea “low cost”, seconda per importanza in Germania e settima in Europa. Una quota (29%) del suo capitale è controllata da Etihad Airways
I motivi del calo I risultati gestionali del secondo trimestre sono stati negativi, con una perdita di 16 milioni di euro, ma il fatturato è ammontato a oltre 1 miliardi di euro. In realtà il problema è l’indebitamento del gruppo
Se ne uscirà? E cosa monitorare? Due mesi di vita residua sono un’inezia. Appare improbabile un mancato rimborso, ma il mercato non ne è certo al 100%. Qui più che monitorare c’è da fare gli scongiuri!

 

7°) Abengoa 8,5% in euro con scadenza 31/3/2016 (Isin XS0498817542), quotato anche alla Deutsche Boerse – lotto minimo 50.000 euro

Andamento dei prezzi Agosto caldissimo, con le quotazioni scese da poco sopra 100 a 60. Poi un rimbalzo fino a 90 e successivo crollo ai 60,5 di venerdì scorso. Volatilità al top per una “duration” di soli 0,53. Inutile (data l’instabilità) indicare un rendimento, comunque elevatissimo
Settore attività Società spagnola attiva nel campo delle energie pulite e delle infrastrutture, con una buona diversificazione sui mercati mondiali
I motivi del calo E’ previsto un aumento di capitale per rimborsare alcune emissioni obbligazionarie, fra cui la 8,5% 2016. Il “cash flow” è crollato dagli 1,4 miliardi di euro del 2014 agli attuali 800 milioni di euro. Il tutto è la conseguenza del ribasso del prezzo del petrolio. L’ultima caduta delle quotazioni sarebbe dovuta alla notizia che alcune banche internazionali non aderirebbero all’aumento di capitale da 650 milioni di euro prossimo a essere attuato
Se ne uscirà? E cosa monitorare? Decisiva la vicenda dell’aumento di capitale. Difficilmente la Spagna potrebbe permettersi un “default”. Probabile un salvataggio incrociato; comunque la vicenda troverà una soluzione nei prossimi giorni. Da monitorare il titolo azionario (Borsa di Madrid), che attualmente quota sugli 1,6 euro, contro i 4,8 euro dell’autunno scorso. Un ritorno sopra i 2,1 euro sarebbe un primo segnale di avvio di normalizzazione. Contrastanti le opinioni degli analisti, che si dividono fra “strong buy” e “strong sell”. In sintesi? Booh!

 

8°) CGG 5,875% in euro con scadenza 15/5/2020 (Isin XS1061175607), quotato anche alla Deutsche Boerse e alla Borsa del Lussemburgo – lotto minimo 100.000 euro

Andamento dei prezzi Già nell’autunno 2014 il titolo aveva attraversato una fase di fiacchezza, per poi tornare oltre 100. Da inizio luglio un nuovo crollo, con una discesa ai 72,4 euro di venerdì scorso, con rendimento 14,6%
Settore attività Azienda francese specializzata nell’ecografia del sottosuolo per individuare giacimenti petroliferi. A settembre ha annunciato una profonda ristrutturazione organizzativa
I motivi del calo Il calo del prezzo del greggio e gli effetti che ciò implica per le aziende cosiddette “para-petrolifere”. Tutte ne hanno risentito, come conferma in Italia il caso Saipem
Se ne uscirà? E cosa monitorare? Su questo emittente abbiamo più volte indicato in passato come preferibile l’esposizione sulla 7,75% 2017 in dollari Usa (Isin US204386AK24), fra l’altro con lotto 1000, perché le condizioni di “cash flow” ne garantirebbero il rimborso. Oggi gira sugli 80 USD. La riorganizzazione della società in atto dovrebbe essere molto pesante, ma è presto per anticiparne i possibili effetti. Da monitorare il titolo azionario (Borsa di Parigi), sceso dai 25 euro del 2012 agli attuali 4 euro. Una stabilizzazione dei corsi e un successivo rimbalzo sopra gli 8 euro costituiranno un definitivo segnale per investire su questa società e sui suoi bond

 

9°) Petrobras 4,75% in euro con scadenza 14/1/2025 (Isin XS0982711714), quotato anche su EuroTlx – lotto minimo 100.000 euro

Andamento dei prezzi L’obbligazione è trattata in molte Borse e piattaforme europee, con prezzo – venerdì scorso – allineato sugli 83 euro e un rendimento del 7,2%. Da novembre 2014 ha fatto segnare un forte calo, scendendo – nell’arco di poche settimane – da 107 alle quotazioni attuali
Settore attività Compagnia petrolifera brasiliana, specializzata in ricerca, estrazione, raffinazione, trasporto e commercializzazione di carburanti. E’ controllata dallo Stato
I motivi del calo Sia il crollo del petrolio sia vicende nazionali – ormai note anche in Europa: dall’aprile del 2014 i suoi vertici sono coinvolti in uno scandalo di ampie dimensioni, relativo a deviazioni illecite di fondi pubblici e tangenti, in cui sono implicati molti politici nazionali. Forte impatto inoltre sui profitti della società dalla debolezza del real nei confronti del dollaro
Se ne uscirà? E cosa monitorare? La difficile situazione economica del Paese – entrato in recessione – rende ancor più complessa la vicenda di Petrobras, che è comunque un gigante. Il contesto è peggiorato negli ultimi giorni, per una serie di scioperi dei dipendenti. Molti fattori coincidenti deprimono il quadro generale, ma un “default” di Petrobras sarebbe il “default” del Brasile. Da monitorare il titolo azionario, nella versione quotata a Wall Street, attualmente sceso a 5,2 Usd. Il ritorno sopra i 10 Usd rappresenterebbe un segnale di rilancio della società

 

10°) Nyrstar 8,5% in euro con scadenza 15/9/2019 (Isin XS1107268564), quotato sulla Borsa del Lussemburgo e su varie piattaforme – lotto minimo 100.000 euro

Andamento dei prezzi E’ sceso sui 93,2 euro, mentre ad aprile si collocava sui 108. L’emissione è del settembre 2014 ed è servita a consentire il rimborso di una precedente (a piccolo taglio), di cui abbiamo più volte scritto in passato. L’attuale rendimento è del 10,8%
Settore attività Azienda mineraria belga specializzata soprattutto nello zinco. Dispone di impianti di estrazione e fusione in Europa, America, Cina e Australia. Il 15% della società è detenuto dal gigante svizzero Trafigura, terza maggiore “trading house” del mondo
I motivi del calo Inevitabile: lo zinco – così come altre “commodities” trattate dalla società – in forte calo. Inoltre è in atto la complessa ristrutturazione di una controllata finlandese. Il recente cambio dei vertici dell’azienda ha rappresentato un motivo di incertezza in più
Se ne uscirà? E cosa monitorare? Il “cash flow” per azione dell’azienda scende nel 2015. Ma le prospettive per il 2016 sono buone. Molti “ratio” risultano idonei e l’opinione degli analisti è assai favorevole (9 su 14 dicono “strong buy”). Monitorare il titolo azionario, quotato a Bruxelles: oggi si colloca sui 2,27 euro. Sopra i 2,8 si registrerà un segnale di forza

 

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Bond: loro, dieci un po’ in euro e un po’ in altre valute, con prezzi (spudoratamente) sotto 100, per dare pepe ai portafogli, 9.0 out of 10 based on 5 ratings

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