Altro — 19 agosto 2015

La diffusione di smartphone e tablet rende sempre più comuni “app”evolute di seconda generazione. Anche e soprattutto per la fruizione di servizi di mobile banking
di Marco Berton

Non è certo un segreto che gli italiani siano appassionati di tecnologia, applicativi mobili, smartphone e soprattutto di “App”, ossia delle applicazioni che è possibile installare su tablet o cellulari e che consentono di personalizzare il proprio dispositivo secondo gusti e preferenze personali.
Questa peculiarità del mercato domestico si conferma anche quando si parla di servizi bancari: i consumatori del Bel Paese si posizionano infatti tra i maggiori fruitori di “app” correlate al mondo dell’internet banking a livello globale. Lo conferma una recente ricerca effettuata da Kpmg che rivela una vera e propria rivoluzione digitale avveratasi negli ultimi anni grazie alla diffusione sempre più capillare degli smartphone: ben il 38% dei consumatori europei ha attualmente accesso a servizi bancari tramite dispositivi mobili. Ed è previsto che tale numero possa crescere sensibilmente, fino a raddoppiare entro la fine del 2019.
Se da un lato quindi il futuro della domanda di servizi bancari disponibili in mobilità è assolutamente florido, dall’altro anche l’offerta dovrà necessariamente adeguarsi per fornire uno standard qualitativo allineato alle attese dei consumatori.

Webank: come si crea la “Miglior App Finanza”
Clipboard03All’inizio del 2010, alcuni istituti hanno iniziato a diffondere le prime “app” di mobile banking. Allora erano disponibili solo applicazioni elementari, che raramente andavano al di là della semplice visualizzazione del saldo del conto corrente o degli ultimi movimenti effettuati. Ora, nell’era degli smartphone e dei tablet, la gestione e lo sviluppo di nuove “app” rappresenta un fattore chiave per il successo, probabilmente anche per la stessa sopravvivenza degli istituti bancari tradizionali.
In un report di inizio anno gli analisti di Of-Osservatorio finanziario sottolineano come tra tutti i conti online aperti in Italia ben il 7,7% venga già gestito via mobile ed il trend anche in questo caso appare in netta crescita. Proprio Of-Osservatorio finanziario ha introdotto da un paio di anni una classifica dedicata a questo mondo assegnando il premio “Miglior App Finanza”. Riconoscimento attribuito quest’anno a Webank, il servizio online di Banca Popolare di Milano, per le profonde innovazioni apportate dalla nuova applicazione per smartphone introdotta sul mercato italiano dalla metà dello scorso mese di febbraio.
Stefano Cioffi, responsabile commerciale di WeBank, intervistato da F Risparmio&Investimenti ha analizzato le caratteristiche di questo aggiornamento figlio di un processo di rinnovamento iniziato ormai da alcuni anni. La principale novità dell’applicazione 2015 riguarda l’introduzione di servizi volti a reinventare il modo di accesso alle funzionalità bancarie.
Con la nuova app, Webank trasforma ad esempio la lettura del saldo del conto rendendolo interattivo: è infatti sufficiente scuotere lo smartphone per visualizzarne l’aggiornamento in tempo reale. Nel solco dell’innovazione va anche la funzionalità del prelievo cardless, introdotta per la prima volta in Italia proprio da Webank, che consente al cliente di prelevare denaro contante dai bancomat senza l’utilizzo della carta, utilizzando un codice pin appositamente generato dall’applicativo.
Le funzionalità di utilizzo più frequente sono inoltre accessibili direttamente all’avvio dell’app, esclusivamente sul dispositivo certificato dal cliente. “Proprio grazie alla certificazione dell’app sul proprio telefono effettuata al primo accesso, ulteriore novità per il panorama italiano, nell’apposita area di prelogin è possibile effettuare tutta una serie di operazioni ricorrenti senza la necessità di ulteriori procedure di identificazione, agevolando l’intero processo in termini di accessibilità e di fruibilità complessiva” sottolinea Cioffi. Ma l’innovazione probabilmente più interessante è figlia della filosofia di fondo che ha ispirato la fase di progettazione, ossia quella di lasciare all’utente la possibilità di personalizzare l’interfaccia di utilizzo secondo le proprie specifiche preferenze. “L’idea è quella di non offrire attraverso l’app la totalità dei servizi disponibili come avveniva in passato, visto che gran parte sono sostanzialmente poco utilizzati in mobilità, ma di lasciare al cliente la possibilità di interagire selezionando solo le funzionalità che utilizza realmente”. Per rendere l’applicazione ancora più interattiva e accattivante anche nell’area privata, per ogni operazione è stata prevista la possibilità di inserire immagini, foto o commenti ai singoli movimenti e sono stati introdotti una serie di filtri evoluti per una più immediata ricerca delle operazioni effettuate.
“La nostra clientela – spiega Cioffi – ha mostrato un notevole apprezzamento della nuova “app”, passando, in pochi mesi dal lancio, da 9,2 accessi medi mensili per cliente a oltre 20 accessi medi e un aumento dell’operatività tra il 10% e il 15% rispetto alla versione precedente ”.
L’offerta app di Webank non riguarda i soli servizi bancari, ma si completa con l’applicazione T3, pensata per coloro che seguono ed operano in Borsa, consentendo l’accesso in mobilità alle piattaforme di trading del Gruppo: “La nostra app garantisce performance nel mondo del trading paragonabili a quelle di una piattaforma professionale in termini di sicurezza, controllo e funzionalità. E tutte le funzioni della nostra piattaforma T3 sono ora accessibili oltre che dal mondo Apple/Ios anche dai dispositivi Android”. Il tutto senza dimenticare uno dei concetti fondamentali per una realtà che vede protagonisti i risparmi: l’affidabilità. “La sicurezza delle nostre App è estremamente elevata e in aggiornamento permanente: lo sforzo del nostro comparto IT è massimo per adeguarsi in continuo ai massimi standard di sicurezza richiesti dal mercato”. Attualmente circa un terzo dell’intera clientela Webank accede regolarmente a servizi bancari tramite applicazioni mobile, con una predominanza a livello anagrafico della fascia di età compresa tra i 25 e i 45 anni. Clientela giovane e di giovani adulti quindi, anche se, contrariamente a quanto si potrebbe pensare ad un primo approccio, il canale mobile si sta diffondendo anche presso la clientela più matura, come peraltro testimoniato dai trend che si riscontrano su scala globale.

Arriva l’Apple Watch, ed è corsa alle App
icona_appAtteso da mesi, agognato da molti, l’ultimo oggetto della famiglia Apple ha fatto il suo debutto nel mercato italiano a fine giugno. Un oggetto che sembra destinato a replicare il successo registrato dagli ultimi prodotti lanciati dall’azienda di Cupertino diventando un vero e proprio “must to have” per i patiti di tecnologia. Le banche, specialmente quelle più attive nelle applicazioni online non sono certo state alla finestra anticipando l’uscita dell’Apple Watch e mettendo su Applestore le relative applicazioni per il banking online. Tra le più attive Banca Popolare Milano che attraverso le parole di Luca Gasparini, Responsabile Multi Channel Banking di Banca Popolare di Milano, ha sottolineato come BPM sia “tra le prime Istituzioni finanziarie, sia a livello internazionale che domestico, a offrire questa opportunità. Si tratta di un ulteriore passo avanti che conferma l’impegno costante e continuo del Gruppo Bpm a proseguire sul cammino dell’innovazione, valorizzando le competenze e l’eccellenza di Webank”.

Obbligazioni OTC, si allarga l’offerta BPM
Saldo-SmileOffrire un maggior grado di profondità del mercato rimanendo, però, sempre all’interno di una gamma di prodotti sufficientemente liquidi. E’ questa la filosofia di fondo che ha convinto i responsabili di Banca Popolare di Milano a rivedere i criteri di filtraggio delle obbligazioni OTC (Over The Counter, ossia gli strumenti finanziari negoziabili anche se quotati su mercati non regolamentati) negoziabili sulla propria piattaforma web. “Dai primi giorni di luglio abbiamo di fatto raddoppiato il numero di obbligazioni negoziabili. Le obbligazioni OTC raggiungono ora quota 4.500, che sommate ai bond quotati su mercati regolamentati portano a circa 7 mila gli strumenti obbligazionari su cui è possibile negoziare”, ha sottolineato Davide Ferretti, Responsabile Investimenti e Trading Webank. Questa revisione si è resa necessaria per venire incontro alle mutate esigenze degli investitori. “Ora è possibile accedere ad emissioni caratterizzate da minori restrizioni in termini di outstanding e soprattutto di valuta sottostante, consentendo una diversificazione dei portafogli ancora più efficace. Il tutto sempre all’interno di un ambiente che garantisce un’efficace best execution dinamica degli ordini della clientela”.

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