BOND — 20 luglio 2015

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di Lorenzo Raffo

 

Questo report presenta ogni settimana una rassegna di bond già in circolazione messisi in luce nelle ultime sedute dei mercati. E in più una sintesi delle nuove emissioni più significative.

► Il “future” sul Btp fa un 8 a 2 e ora lotta con la media mobile a 100 sedute

Movimento decisamente rialzista per il contratto di riferimento dei titoli di Stato italiani, il cui quadro tecnico conferma un trend positivo nelle ultime dieci sedute, delle quali otto si sono chiuse con candele verdi e solo due con candele rosse. Tutti gli indicatori attestano che la mini tempesta da Grecia è in corso di spegnimento, ma attenzione perché il valore di quotazione si sta avvicinando alla media mobile a 100 sedute, area in cui si potrebbe verificare una certa volatilità. Il decennale italiano sembra comunque bene impostato.

DAL MERCATO SECONDARIO

► L’Euribor 3 m. resta negativo, ma c’è chi lo dà all’insù. Il migliore t.v. per seguirlo

Fra i titoli più interessanti sul secondario segnaliamo ancora una volta il subordinato Tier 2 tasso variabile in euro di Unicredit, emesso il 3/3/2015, con scadenza 3/5/2025, che riconosce l’Euribor a 3 mesi con margine 2,75% annuo (Isin IT0005087116), quotato su EuroTlx, a lotto 10.000. Si muove sui 101,5, con minimo e massimo compresi fra 101 e 102. La penalizzazione di un Euribor a 3 mesi di poco negativo si fa certamente sentire, ma attenzione perché l’avvio di un movimento al rialzo di quest’ultimo – sebbene non significativo – è possibile nei prossimi mesi. Un vero aumento avverrà presumibilmente dal 2017, benché tensioni sul fronte dei tassi Usa potrebbero ribaltarsi – pur con toni smorzati – anche di qua dell’Atlantico. Il t.v. di Unicredit costituisce un ottimo strumento per ammortizzare impatti sulla “duration” dei portafogli obbligazionari, grazie pure a un buon livello di scambi.

► Rialzo dei tassi Usa: fra poco lentamente si parte. Vari modi per anticiparlo

Sette anni per uscire dall’anormalità e chissà quanti ancora per entrare in una vera normalità: la Fed statunitense ha finalmente ufficializzato che, entro fine anno, avvierà il rialzo dei tassi, sebbene in maniera molto graduale. Il tormentone degli ultimi dodici-diciotto mesi sta quindi per finire, sebbene tante cose non siano ancora chiare. Ecco qualche modo per affrontare questo mutamento:

1°) Per chi non vuole rischiare: bond tasso variabile Credit Suisse (rating A), quotato sul Mot, non è molto scambiato; offre il Libor 3 mesi “flat”, cioè senza margine aggiuntivo, ma con un “floor”. Questa la struttura: valuta USD, scadenza 31/10/2019, tasso variabile pagato trimestralmente in via posticipata il 31 gennaio, 30 aprile, 31 luglio e 31 ottobre di ciascun anno, indicizzato al tasso USD Libor a 3 mesi, con minimo garantito (“floor”) pari all’1,55% e “cap” pari al 10% per tutte le date di pagamento fino al 31 luglio 2016 inclusa e al 4,25% per quelle dal 31 ottobre 2016 fino a scadenza, importo 50 milioni di USD, taglio minimo 1.000 USD e Isin XS1093338082 . Il titolo scambia sui 98,5, con una discreta volatilità.

2°) Per chi cerca un po’ di spunto in più: bond tasso variabile Verizon (rating BBB+), quotato sul mercato Otc, ha un margine più interessante rispetto a molti altri t.v. in Usd. L’emittente è uno dei leader del settore telecomunicazioni d’oltre Oceano. Questa la struttura: valuta USD, scadenza 17/6/2019, tasso variabile Libor 3 mesi + 0,77%, importo 500 milioni USD, taglio minimo 2.000 USD, Isin US92343VCA08. Il titolo quota attualmente alla pari, ma nei mesi scorsi era salito anche sui 102.

3°) Per andarci indirettamente con gli “high yield”: tre bond “Otc” cortissimi a elevato rendimento. Questo è un modo per sfruttare il possibile rafforzamento del dollaro sull’euro, conseguenza del rialzo dei tassi, sebbene non ci siano prospettive di balzi rilevanti, proprio perché la Fed procederà gradualmente. L’abbinata cedolone con dollaro più forte potrebbe però portare buoni risultati entro dodici-quindici mesi, quindi in concomitanza con il rimborso. Ecco i tre titoli, tutti “high yield”:

Emittente JC Penney (catena della grande distribuzione Usa – rating Caa1 di Moody’s): valuta USD, scadenza 15/8/2016, tasso fisso 7,65%, importo 200 milioni USD, taglio minimo 1.000 USD, Isin US708160BJ44. Il titolo senior è trattato alla Borsa tedesca, dove quota sui 102,3, con rendimento a scadenza 5,4%. E’ un bond storicamente ad alta volatilità, che sta però avvicinandosi al rimborso.

Emittente Marfrig (multinazionale brasiliana, maggiore produttore mondiale di carni – rating B2 di Moody’s): valuta USD, scadenza 16/11/2016, tasso fisso 9,625%, importo 375 milioni USD, taglio minimo 2.000 USD, Isin USG5814RAA61. Il titolo è trattato su varie Borse europee. Alla Deutsche Boerse quota sui 104,5, con rendimento a scadenza 6,1%. E’ un titolo ad alta volatilità, che anch’esso sta avvicinandosi al rimborso.

Emittente USG (azienda statunitense produttrice di materiali edili – rating B1 di Moody’s): valuta USD, scadenza 15/11/2016, tasso fisso 6,3%, importo 500 milioni USD, taglio minimo 1.000 USD, Isin US903293AR91. Il titolo è trattato su varie Borse europee. Alla Deutsche Boerse quota sui 103,5, con rendimento a scadenza 3,6%. E’ un titolo a bassa volatilità, prossimo al rimborso.

4°) Infine con una strategia più rischiosa, acquistando un Etp short a leva sui Treasuries Usa. Ciò è possibile grazie alla quotazione su Borsa Italiana di “cloni” strutturati basati sui “future”. Nel caso specifico va segnalato l’Etp Boost Us Treasuries 10 years 3x Short Daily (Isin IE00BKS8QT65). Di fatto replica su base giornaliera il triplo della performance inversa dell’indice Bnp Paribas Us Treasury Note 10 years “future”, con valuta sottostante in euro e logicamente quella di negoziazione pure in euro.  Il rialzo dei tassi comporterà un trend negativo per le quotazioni dei titoli di Stato decennali Usa e perciò, di rimbalzo, un corso positivo per questo Etp. Che scambia mediamente bene a Borsa Italiana, con movimenti abbastanza rabbiosi negli ultimi tempi. Consigli operativi: lavorando con medie mobili veloci (a 10 e 20 sedute) si corre il rischio di una serie di segnali di entrata e uscita troppo nervosi. E’ consigliabile quindi agire con medie più lunghe (per esempio a 25 e 50 sedute), ma soprattutto con il supporto dell’oscillatore Macd, di cui sono fornite quasi tutte le piattaforme di analisi tecnica a supporto del trading.

In relazione a quest’ultima strategia evidenziamo che intanto arrivano anche su Borsa Italiana i primi Etp a leva 5 short su “future” obbligazionari. Sono proposti da Boost/WisdomTree e replicano gli indici che danno esposizione ai rendimenti derivanti da “future” Treasury a 10 anni, “future” Btp a 10 anni e “future” Bund a 10 anni. Gli Etp sul reddito fisso a leva 5 short sono strutturati per replicare il movimento giornaliero a leva quinta dell’indice benchmark di riferimento. Per esempio, se il BNP Paribas Long Btp “future” index dovesse scendere del 2% in un giorno, il “5BTS” salirebbe del 10% nella stessa seduta (al netto di commissioni e aggiustamenti). Al contrario, se il BNP Paribas Long Btp index “future” aumentasse del 2% in un giorno, il “5BTS” scenderebbe del 10%. Da segnalare che entrano in scena anche gli ETP valutari Long USD Short EUR e Short USD Long EUR, con leva quattro, che si affiancano all’offerta esistente di ETP EUR / USD a leva cinque di Boost, dando agli investitori una scelta più ampia per posizionarsi al rialzo o al ribasso sul dollaro americano rispetto all’euro. Questi gli Isin:

Boost Btp 10 years short x5: IE00BYNXNS22 

Boost Bund 10 years short x5: IE00BYNXPH56

Boost Us Treasuries 10 years short x5: IE00BYNXPJ70

Boost Long Usd Short Eur x4: IE00BYNXPK85

Boost Short Usd Long Eur x4: IE00BYNXPM00   

 ► Sfruttare il 12,5% di tassazione sugli Ebrd non sempre va bene. Ecco perché

La domanda che viene posta è spesso la stessa. Quali sono i titoli di organizzazioni sovranazionali consigliabili per godere dell’aliquota fiscale ridotta al 12,5%, prevista per titoli di Stato e assimilati? Su EuroTlx sono quotati vari titoli dell’emittente Ebrd (European Bank for Reconstruction and Development), a rating AAA, soprattutto in dollari Usa, lire turche e rand sudafricani. Quale l’opzione migliore?

Da evitare Perché
● Titoli in Usd Sono a tasso fisso, con cedole modeste e rendimenti micro
● Titoli in Zar Sono di tipo zero coupon con scadenze lunghe (2020 e 2027)
Da preferire Perché
In Zar al 2017 È pure uno zero coupon, ma con vita residua corta (rischio cambio)
Titoli in Try Hanno un buon rapporto rischio/rendimento (l’incognita è il cambio)

 

I tre da scegliere

Se si è interessati a sfruttare il vantaggio fiscale dell’aliquota 12,5% su questo emittente, ecco le tre opzioni preferibili.

1°) Ebrd Zero coupon 07/04/2017 in rand sudafricano (Isin XS0074789339): venerdì prezzo di chiusura 89,5 – rendimento 6,7% – lotto minimo 5000 ZAR. Punto forte: la liquidità, perché si tratta di una grossa emissione, negoziata su molte Borse europee e – oltre a Tlx – anche sul Mot.

2°) Ebrd 8% 11/10/2018 in lire turche (Isin XS0978719572): venerdì prezzo di chiusura 95,5 – rendimento 9,7% – lotto minimo 5000 TRY. Punto forte: ha una scadenza poco più che triennale, con la quale ci sono margini per sfruttare eventuali rimbalzi della lira turca sull’euro. E’ quotato anche sul Mot.

3°) Ebrd 5.25% 28/02/2017 in lire turche (Isin XS0894522795): venerdì prezzo di chiusura 92,5 – rendimento 9% – lotto minimo 1000 TRY. Punto forte: altro titolo presente su molte Borse europee, dove fra l’altro quota leggermente sopra rispetto alla piazza italiana.

DAL MERCATO PRIMARIO: LE SEI MIGLIORI NOVITA’ DELLA SETTIMANA

1°) Il renminbi diventa finalmente popolare – come taglio – grazie a World Bank

Da anni si consiglia spesso agli investitori di collocarsi sulla valuta cinese, ma l’ostacolo del quasi generalizzato taglio a 1 milione di CNY ha bloccato la diffusione di tali bond sul mercato italiano. Ora ci sono novità che vanno finalmente in direzione opposta. La più interessante riguarda World Bank (rating AAA), che fra l’altro gode di aliquota fiscale 12,5%. La sua novità è la seguente: valuta CNY, scadenza 23/7/2018, tasso fisso 3,25%, importo 600 milioni CNY, taglio minimo 10.000 CNY e Isin XS1264499846. Il problema è rappresentato dalle modeste dimensioni (per ora) dell’operazione, ma World Bank è il classico emittente che opera con successive riaperture, il che è prevedibile anche in questo caso. Negli ultimi giorni si è pure proposta su tale valuta la francese Société Generale, con un’obbligazione però a taglio alto: valuta CNY, scadenza 24/7/2020, tasso fisso 4,2%, importo 100 milioni CNY, taglio minimo 1 milione di CNY e Isin XS1101902044. Inevitabile anche in questo caso la riapertura a breve termine. Attenzione nel caso dell’emissione World Bank, perché su alcune piattaforme il titolo è denominato come IBRD. Per ora non se ne sa nulla in relazione a una quotazione in Italia. Va quindi trattato sull’“Otc”.

La valuta: il renminbi continua a rafforzarsi sull’euro, malgrado la fase incerta in atto da metà marzo.  

2°) Il tasso misto (Euribor 6 mesi) di Goldman ha un “cap” ma più che accettabile

Nell’attuale fase certamente complessa dei mercati ecco una proposta prudenziale, che può adattarsi a tante tipologie di obbligazionisti. Proviene da Goldman Sachs, che attraverso canali bancari “retail”, propone fino al 7 agosto il collocamento di un tasso misto in euro così strutturato: valuta EUR, scadenza 12/8/2025, tasso misto con prima parte a tasso fisso del 2,80% pagabile i giorni 12 febbraio e 12 agosto di ogni anno, a partire dal 12 febbraio 2016 fino al 12 agosto 2017, e successivamente tasso variabile determinato in ragione dell’Euribor a 6 mesi, espresso su base annuale, con valore massimo (“cap”) pari al 5,50%, pagabile i giorni 12 febbraio e 12 agosto di ogni anno, a partire dal 12 febbraio 2018 e fino al 12 agosto 2025, importo 250 milioni di EUR, taglio minimo 1.000 EUR e Isin XS1252389983. Il titolo verrà quotato su EuroTlx entro tre mesi dalla fine del collocamento. Oggi un “cap” al 5,5% è più che accettabile. Magari ci si arrivasse!

3°) 0,85% di margine per il tasso variabile di Banca Imi

Più classica la proposta della controllata di Banca Intesa, che ha in collocamento, con data di emissione 28 luglio, questo bond: valuta EUR, scadenza 28/7/2020, tasso variabile indicizzato Euribor 3 mesi + margine 0,85%, importo 150 milioni di EUR, taglio minimo 10.000 EUR e Isin XS1252215485. In tale caso la quotazione avverrà al mercato irlandese.

4°) In peso messicano, al 12,5% di aliquota fiscale, IADB va al 4,25%

Ancora una volta ecco un’emissione di Inter American Development Bank, organizzazione sovranazionale che gode di rating tripla A e di aliquota fiscale 12,5% in Italia. La sua nuova obbligazione è espressa in peso messicani: valuta MXN, scadenza 22/7/2020, tasso fisso 4,25%, importo 800 milioni di MXN, taglio minimo 10.000 MXN e Isin XS1260668212. Con “duration” 4,6 consente di affrontare senza grandi difficoltà eventuali rialzi dei tassi da parte della Banca centrale messicana, sebbene l’emittente governativo locale proponga una larga gamma di bond di vario tipo, con rendimenti anche più elevati.

La valuta: il peso messicano si sta dimostrando molto più volatile sull’euro rispetto alle previsioni di inizio anno, benché vari analisti confermino che è una delle migliori valute – nella fase attuale – per chi punta a investimenti obbligazionari in divisa.

5°) Un altro tasso variabile, questa volta in sterline, con rating massimo

Oltre all’area dollaro resta pure in tensione il fronte britannico per quanto riguarda un possibile rialzo dei tassi, previsto da tempo e finora mai concretizzatosi. L’autunno però potrebbe essere la volta buona, sebbene l’aver travalicato la quota 0,70 contro euro costituisca un possibile punto di arrivo per la sterlina, salvo eventi traumatici. In settimana si è avuta la riapertura di una vecchia emissione di Bei (rating AAA), ideale cavallo di battaglia per chi voglia cavalcare movimenti sul fronte londinese, anche perché quotata su EuroTlx: valuta GBP, scadenza 17/2/2020, tasso variabile indicizzato sul Gbp Libor + 0,25%, importo 500 milioni di GBP, taglio minimo 1.000 GBP e Isin XS1031001198.

6°) Per chi vuole sfidare la Fed c’è un titolo al 6,834% in Usd, su scadenza 40 anni!

Charter Communications Operating LLC è una holding Usa con attività nel settore televisivo sia analogico sia digitale, settore comunemente noto per essere un rilevante emittente di bond “high yield”. Di solito la scadenza massima delle pluriemissioni è quella trentennale, ma nel caso di Charter si è arrivati a proporre un 2055, così strutturato: valuta USD, scadenza 23/10/2055, tasso fisso 6,834%, importo 500 milioni di USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin USU16109AJ65. Il titolo è trattato sull’“Otc”, sebbene sia presente su varie Borse europee. E’ piaciuto al mercato, giacché il prezzo è salito nell’arco solo di poche ore, dopo la quotazione, a oltre 102,5, fra l’altro con “spread” abbastanza modesto.

 

Il presente documento non costituisce sollecitazione all’investimento e contiene informazioni giornalistiche a esclusivo scopo divulgativo

 

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Bond: ● Sul secondario portafogli per anticipare i rialzi dei tassi e per beneficiare dell’aliquota 12,5% ● Sul primario le sei migliori novità della settimana, 9.0 out of 10 based on 3 ratings

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