FONDI & C — 23 giugno 2015

a cura di Thomas J. Marthaler, Portfolio Manager – Global Investment Grade Fixed Income di Neuberger Berman

Con l’arrivo dell’estate, è atteso un aumento delle presenze nei parchi divertimento. Ma gli investitori non devono far altro che tenere d’occhio i mercati finanziari per avere la loro dose di brivido. Un esempio emblematico recente è la corsa sull’ottovolante del mercato obbligazionario globale. All’inizio di giugno il rendimento del Treasury americano a 10 anni era del 2,12%. Al 10 giugno era aumentato al 2,50%, per tornare al 2,32% il 17 giugno, giorno in cui la Fed ha concluso il suo ultimo meeting. I tassi più alti non sono stati un’esclusiva degli Usa ma si sono verificati anche in Europa e Giappone prima di un recupero di parte delle perdite.

Quali sono i fattori che guidano questo movimento? In parte è dovuto alle aspettative mutevoli verso l’economia globale ed al mercato che reagisce in modo eccessivo ai dati in arrivo. Guardando indietro, la crescita negli Usa ed in molti altri Paesi sviluppati è stata debole all’inizio dell’anno, portando ad un rally in molti mercati obbligazionari governativi. Ad alimentare il rally c’è anche stato il programma di allentamento monetario della Bce. Questo squilibrio tecnico ha spinto il rendimento del bund tedesco in territorio negativo in alcune parti della curva. Aggiungiamoci anche i periodici “flight to quality” causati da problematiche geopolitiche (come la crisi del debito in Grecia) ed avremo la ricetta per rendimenti in discesa. Più recentemente i dati economici negli Usa, Europa e Giappone hanno spesso sorpreso al rialzo. Riteniamo che il mercato abbia compreso di essere andato oltre ed i tassi sono stati svenduti velocemente, solo per arretrare quando si sono spinti troppo in alto.

Vediamo il recente ritracciamento dei rendimenti come più coerente con le tendenze globali sottostanti. Le paure di deflazione sono diminuite ed allo stesso tempo i tassi di interesse dei mercati sviluppati stanno prezzando una maggiorazione più realistica di inflazione. Nel complesso, i mercati dei tassi di interesse stanno cominciando a muoversi in linea con le nostre attese, poiché abbiamo stimato il valore di mercato per il Treasury a 10 anni tra 2,75% e 2,95% fin dallo scorso anno. Inoltre, la stima media della Fed per il tasso di interesse dei fondi federali si è mosso verso il basso ed è ora a 1,625% a fine 2016, rispetto al 1,875% di marzo. Questo dato è più allineato con le nostre previsioni e quelle del mercato più in generale.

 

Storicamente, periodi di tassi in risalita improvvisa tendono ad avere vita breve e, finora, sembra che la storia si stia ripetendo. Ciò non significa che siamo fuori pericolo in termini di volatilità sui mercati. È probabile che la crescita globale e le previsioni di inflazione che sorprendono verso il rialzo o il ribasso diano impulso alla volatilità, così come accadrebbe nel caso in cui le banche centrali globali facessero passi falsi. La situazione in Grecia rimane fluida e potrebbe avere conseguenze globali, nonostante ci sembra probabile che a prevalere saranno, in ultima istanza, le teste meno calde.

Nonostante le rotazioni di mercato possano essere destabilizzanti, le consideriamo come opportunità per gli investitori del reddito fisso per capitalizzare su temporanei errori di valutazione relativi al prezzo. Negli Usa la volatilità potrebbe richiedere una strategia sottopesata o corta sul Treasury mentre, in altre occasioni, potrebbe voler dire sovrappesare o andare lunghi sul Treasury. Potrebbe essere anche prudente adattare strategicamente le allocazioni tra settori a vario spread. In Europa potrebbe essere saggio usare scambi relative value sottopesando o andando corti sull’Europa core rispetto all’Europa periferica. In altre situazioni potrebbe risultare benefico il sovrappeso sull’Europa core. Guardando al mercato del credito, i fondamentali rimangono positivi e gli spread attuali sono generalmente in linea con le nostre previsioni. Ciò potrebbe generare del rendimento addizionale.

In conclusione, riteniamo che i mesi estivi siano ben lontani dall’essere rilassanti per gli investitori. Ma non è sempre detto che periodi di mercato volatile siano da temere, dato che spesso generano un flusso costante di opportunità di investimento. Inoltre, le paure sui tassi ci paiono esagerate, poiché ci aspettiamo si facciano moderatamente più presenti nel corso dei prossimi 12 mesi.

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