BOND — 25 maggio 2015

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di Lorenzo Raffo

L’annuale evento dell’ITF di Rimini, ormai ridotto ai minimi come aree espositive rispetto agli ultimi anni, specchio di un cambiamento radicale nel mondo finanziario, ha riservato nel programma pochissimo spazio al settore obbligazionario. Ma quest’ultimo si è riscattato all’interno di tanti eventi formalmente riservati ad altri argomenti, con ampi dibattiti sulla complessità del momento. Con una spaccatura profonda fra le voci dei trader e quelle del risparmio gestito, su due temi: 1°) Bund è finita un’epoca? 2°) Come gestire i portafogli obbligazionari? Sul primo aspetto la domanda è stata chiara: il decennale tedesco tornerà verso il livello di rendimento zero o proseguirà nella fase di indebolimento? I trader – più prudenti nelle dichiarazioni – vedono un Bund in trend di allentamento, perché la fase dei tassi zero può durare ma non più di tanto, in quanto metterebbe altrimenti a rischio il sistema finanziario, strozzato da rendimenti marginalissimi. I gestori invece ritengono che l’azione della Bce, costretta nell’ambito del Q.E., ad acquistare dal mercato, riaccentuerà la pressione verso la crescita delle quotazioni dei governativi area euro. E il recente “sell off” allora? C’è chi dice che sia stato ispirato dalla stessa Bce, proprio per ritrovare “mercanzia” da comprare, e chi lo giustifica invece come una reazione tecnica, da sempre realizzatasi dopo sei-sette settimane dall’avvio di qualunque Q.E. in tutte le aree del mondo. Sull’aspetto invece della gestione dei portafogli – data per acquisita la totale contrapposizione fra fare da sé e affidarsi ai fondi – si è in sintesi trovata una certa condivisione sul fatto che ormai una gestione attiva è prerogativa imprescindibile, con una spaccatura invece sulle modalità di esecuzione. Della gestione attiva questo report è stato un precursore e in tal senso continuerà a ispirarsi, perché solo così si ottengono rendimenti, altrimenti compressi dall’attuale quadro dei tassi.

Incertezza, quindi: dati alla mano si può quantificare? Abbiamo cercato di farlo con un metodo molto pragmatico di confronto tra sei strumenti diversi fra loro, utili per analizzare il quadro attuale dei mercati.

Strumento Quotazione o “yield” Trend Segnale
Euro Bund Future Quotazione 153,9 Dall’8 maggio fase di lateralità, ma dal 28 aprile aumento della volatilità. Area di resistenze fra 154,6 e 156,2 Incertezza. Solo il superamento dei 154,6 e ancor più dei 156,2 porterebbe chiarezza, con una nuova fase rialzista
Bond US Treasury 10 anni Rendimento 2,20 % Da fine aprile è stata superata la quota 2% e da allora il decennale Usa si muove fra il 2,1 e il 2,2%. Oltre il 2,3-2,4% ci sarebbe più certezza sull’imminenza dell’aumento dei tassi da parte della Fed Incertezza, tanto più dopo la conferma dai verbali dell’ultima riunione Fed, secondo cui servirà ancora tempo prima di toccare al rialzo il costo del denaro
Inflazione area euro Valore 0% Di fatto l’area è uscita dalla deflazione, con un progressivo miglioramento negli ultimi mesi, complice il Q.E. di Draghi. Ma niente più! Incertezza: siamo lontani dagli obiettivi del Q.E. e ancor più se si considera che il valore medio dal 2000 in poi si è aggirato fra il 2 e il 3%
Etf iShares High Yield Bond (basato su indice Markit Iboox, che misura andamento delle obbligazioni specifiche in euro) Quotazione 108,9 Da inizio anno si muove fra 108 e 110,6, con un trend poco significativo. Il Q.E. ha avuto un impatto negativo Incertezza: c’è meno volatilità e – contrariamente a quanto si può pensare – ciò è motivo di indecisione per questo settore
Indice Bloomberg Emerging MarketLocal Currencies Sov.(governativi emergenti in valute locali) Quotazione 109 Attuale fase di lateralità, con quotazione fra 108 e poco più di 109 Stabilità: da ormai un anno l’indice non offre segnali significativi
Nostro portafoglio di riferimento (riferito a 5 titoli quotati sul Mot, con scadenze dal 2017 al 2033) Rendimento medio 1,3% Solo le scadenze lunghe (riferite a Generali 5,125% 2024 e Orange 8,125% 2033) hanno registrato movimenti ribassisti nel prezzo di una certa importanza durante le ultime settimane Stabilità: le due “duration” più elevate hanno fatto sentire il loro peso, ma il rendimento medio si è alzato di poco relativamente all’intero paniere

 

Dei sei strumenti presi a riferimento quattro confermano un quadro di incertezza o di precarietà che dir si voglia. I due timori fondamentali restano Grecia, con la possibilità che si prenda altro tempo, e aumento dei tassi Fed, che potrebbe scivolare al 2016. In questa fase tutto è sospeso e ne risente soprattutto il Bund tedesco, da una parte spinto al ribasso dalla necessità di rendimenti dei mercati e dall’altra sostenuto dalla paura degli stessi di qualche terremoto, targato soprattutto Atene, con le notizie delle ultime ore che aggravano il quadro.

Una domanda ricorrente: ho 20.000 oppure 50.000 euro. Che ne faccio?

E’ un quesito quasi da bar, che regolarmente viene però formulato anche agli operatori professionali del risparmio. Abbiamo ipotizzato due portafogli, uno molto prudente e l’altro più aggressivo, dentro il quale pescare per costruire una mini posizione adatta a chiunque disponga di un simile capitale. Tutti i titoli sono quotati o su Borsa Italiana o su EuroTlx, salvo i Buoni Postali, che hanno i loro canali distributivi.

Cinque ipotesi (in euro) per una risposta prudente a chi cerca rendimento nel tempo

Emittente Isin Tipologia Scadenza Cedola Yield   Lotto
Cassa Dep. Prestiti IT0005090995 Tasso misto 20/03/2022 1,75% (1) 1,66%      1000
Btp Italia IT0005105843 Inflation 20/04/2023 0,50% (2) 0,50%      1000
Cassa Dep. Prestiti / Poste Buoni FP J48 Inflation 10 anni da sottoscrizione Crescenti (3) (3)                50
Unicredit IT0005043234 Variabile Cap&Floor 30/09/2019 1,1% (4) 1,1%      10000
Banco Popolare IT0004889165 Variabile 27/2/2018 1,8% (5) 1,6%        1000

(1)Tasso fisso 1,75% fino al 20/3/2017 e poi variabile Euribor 3 mesi + 0,50% – (2) Calcolo della cedola semestrale, indicizzata all’inflazione italiana (escluso tabacchi); rivalutazione del capitale semestrale in base all’inflazione italiana, applicata al valore nominale acquistato e corrisposta unitamente alla cedola; rimborso del capitale in unica soluzione al valore nominale non rivalutato – (3) decennale, protegge l’investimento dal crescere del costo della vita, con il capitale investito che si apprezza secondo le variazioni dell’indice Istat Foi: i tassi fissi minimi garantiti vengono applicati al capitale, rivalutato a partire dal primo anno, e sono pari allo 0,10% dal 1° al 4° anno, allo 0,25% dal 5° all’8° anno, allo 0,50% dal 9° al 10° anno; il rendimento non è quindi calcolabile – (4) indicizzata Euribor, con livello minimo compreso fra “floor” 1,1% e “cap” 4% – (5) indicizzata Euribor 3 mesi + 1,80%.

Cinque ipotesi per una risposta aggressiva a chi cerca rendimento nel tempo

Emittente Isin Tipologia Scadenza Cedola Yield   Lotto
Bei (in lire turche) XS0995130712 T. fisso in valuta 25/7/2019 8,5% 9,3%     1000
Bei (in rand sudafricani) XS1179347999 T. fisso in valuta 28/2/2023 7,25% 8,5%     5000
Banca Imi (in rubli russi) IT0004938129 T. fisso in valuta 28/6/2016 8,3% 7,4%   60000
BNP (in peso messicani) IT0006731605 T.fisso in valuta 2/2/2020 4,5% 4,7%   25000
Portogallo (in $ Usa) XS1085735899 T.fisso in valuta 15/10/2024 5,125% 4,3%    1000

I lotti sono espressi nelle relative valute

Se il primo portafoglio copre da ogni livello di rischio (credito – aumento tassi – inflazione) il secondo espone invece sul fronte del cambio valutario e in alcuni casi della “duration”, cioè di variazione delle quotazioni in rapporto all’andamento dei tassi nel Paese cui si riferisce la valuta di espressione. Si tratta di due risposte contrapposte, che non escludono la formazione di un portafoglio di compromesso, che peschi un po’ nel primo e un po’ nel secondo.

LE NUOVE EMISSIONI DELLA SETTIMANA

► La Bei va corta sulla rupia indonesiana – La scelta di non offrire emissioni lunghe su questa divisa è abbastanza generalizzata presso gli emittenti e viene riproposta anche da Bei (rating AAA e aliquota fiscale 12,5% in Italia) per la sua nuova obbligazione in IDR, così strutturata: valuta IDR, scadenza 1/6/2017, tasso fisso 8,35%, importo 524 miliardi di IDR, taglio minimo 10 milioni IDR (equivalenti a 682 euro) e Isin XS1238078551. Questa rubrica ha cominciato a sollecitare l’attenzione degli investitori sulla rupia indonesiana già due anni fa, quando il cambio sull’euro girava oltre 16.000. Da allora è iniziata una fase di rafforzamento, che avviene però con veloci correzioni, quale quella in corso dal 13 aprile, occasione interessante per chi non avesse ancora scelto di puntare su questa (pur volatile) moneta asiatica.

► Con un capitale micro ci si fa lo zero coupon in rand – Non si sa se questo titolo verrà quotato su Borsa Italiana, ma finora lo è su quelle tedesche. Va citato perché dimostra come le obbligazioni assumano connotati talvolta impensabili e si trasformino in ottima occasione di investimento anche per chi dispone di poco capitale. Si tratta infatti di uno zero coupon di World Bank in rand sudafricani su scadenza lunghissima, che parte da una quotazione di 17,5, equivalente a un importo minimo di 133 euro. La struttura è questa: valuta ZAR, scadenza 29/5/2035, tasso zero coupon, importo 1 miliardo di ZAR, taglio minimo 10.000 ZAR e Isin XS1238805102. World Bank ha rating AAA e gode di tassazione agevolata al 12,5% in Italia. L’obbligazione, se acquistata nella fase attuale, ha il vantaggio di subire in maniera marginale l’elevata “duration” (20), che si farà invece sentire con il passare degli anni. Questo fattore e il rischio cambio sono le incognite di un bond adatto per esempio a chi voglia crearsi una prima o una seconda pensione in proprio, tramite differenti versamenti nel tempo con piccoli investimenti, basandosi su una valuta aggressiva. Certamente ciò sarà possibile solo se il titolo verrà quotato su Borsa Italiana.

► L’alternativa – sempre in rand – è di Bei e dà una cedola dell’8,5% – Si allungano le scadenze nelle valute emergenti, il che trova opinioni discordi: c’è infatti chi ritiene che sia sempre meglio preferire bond corti e chi invece punta sui lunghi. La Bei comunque rientra in scena nella valuta sudafricana ampliando le dimensioni dell’emissione al 2024, già presente su Borsa Italiana perché emessa lo scorso anno, con scambi mensili abbastanza buoni. Il fatto interessante è che il titolo quota attualmente sui 100 e quindi la riapertura lo rende ancor più interessante per chi voglia operare in rand. La struttura è la seguente: valuta ZAR, scadenza 17/9/2024, tasso fisso 8,5%, importo 3 miliardi di ZAR, taglio minimo 10.000 ZAR e Isin XS1110395933.

► Due “miste” Banca Imi per chi vuol correre con i tassi Usa e inglesi – Prosegue il trend dei tassi misti, che nell’attuale fase rappresentano una certa sicurezza per il piccolo e medio investitore, anche perché si tratta di bond quotati su Borsa Italiana. Ne annuncia una nuova serie Banca Imi, riferendosi al dollaro statunitense e alla sterlina inglese, potenzialmente le più interessanti nella fase attuale, poiché saranno le prime a registrare un incremento dei tassi di interesse. Analizziamole in dettaglio:

Banca IMI Collezione Tasso Misto Dollaro USA serie II di nominali 260 milioni di dollari statunitensi con scadenza 14 maggio 2022: Isin IT0005114365 – i primi due anni tasso fisso 3,6% e poi tasso variabile indicizzato Us Libor 3 mesi + 0,5% – lotto minimo 2.000 Usd. Il titolo sarà quotato su Borsa Italiana. La parte fissa – riferita agli anni 2016 e 2017 – risulta allineata a quelle che sono le previsioni di tassi negli Usa nel prossimo biennio, con una crescita probabile al 2% entro il 2016 e al 3-3,5% entro il 2017. Un po’ più deludente la parte variabile, che con uno “spread” 0,50% di fatto si traduce in un quasi “flat” sul Libor. E’ sulla parte lunga quindi che sorgono incertezze. Il prezzo di emissione è di 99,66.

Banca IMI Collezione Tasso Misto Sterlina Inglese serie I di nominali 180 milioni di sterline inglesi con scadenza 14 maggio 2022: Isin IT0005114357 – i primi due anni tasso fisso 3,3% e poi tasso variabile indicizzato Gbp Libor 3 mesi + 0,5% – lotto minimo 1.000 Gbp. Il titolo sarà quotato su Borsa Italiana. Fare previsioni sui tassi britannici è più difficile, perché il quadro risulta contradditorio. Le pressioni rialziste sono note da tempo, ma il panorama generale dell’economia non è dei migliori, con molti indicatori negativi. Da notare poi che il valore del tasso medio di interesse è sempre stato elevato oltre Manica fino alla crisi del 2009 e comunque superiore al 4%. Poi la riduzione agli attuali 0,5%, minimo storico. Il prezzo di emissione è di 99,63.

► E due “miste” BNP Paribas per chi vuole cavalcare AUD e NZD – Il primo aspetto significativo riguarda il fatto che queste due obbligazioni possono essere acquistate direttamente in collocamento su Borsa Italiana, con periodo di offerta 25/5 – 29/5, quindi da oggi fino a venerdì, attraverso la propria piattaforma o la propria banca, prassi che comincia a diffondersi e semplifica certamente la vita in fase di lancio per il piccolo e medio investitore. BNP amplia la gamma dei tassi misti, puntando questa volta su dollaro australiano e dollaro neozelandese.

BNP Paribas Arbitrage Issuance BV tasso misto in dollari australiani di nominale massimo 100 milioni di AUD con scadenza 3/6/2023: Isin XS1235187306 – i primi due anni tasso fisso 6% e nei sei anni successivi sono previste cedole variabili a un tasso annuale pari a Euribor 3 mesi + 2%. Il taglio minimo è di 2.000 AUD e la data di emissione il 3/6/2015. Qui la struttura è complessa, poiché al fattore misto (fisso + variabile) si aggiunge l’indicizzazione all’Euribor e non al 3 mesi AUD, il che significa che si opera da metà 2017 con i tassi europei agendo con la valuta australiana. Difficile prevedere oggi cosa potrà accadere, ma storicamente i tassi australiani sono sempre stati molto più elevati rispetto a quelli di casa nostra: dal 2000 in poi si sono mossi da un massimo del 7% agli attuali 2%, che è il minimo storico dal 1990 a oggi. Vediamo di fare qualche confronto: sulla parte fissa (6%) il titolo si colloca – se acquistato a 100, prezzo di sottoscrizione – ben sopra il rendimento medio attuale delle altre obbligazioni presenti al Mot, che si situa sul 3,7%, poiché tutte le quotazioni viaggiano sopra la pari. Per la parte variabile c’è qualcosa di disponibile su altre Borse europee e molto sull’“Otc”, riferito a obbligazioni soprattutto bancarie locali con ottimi “spread” e tutte indicizzate al 3 mesi AUD. Valutazione: il titolo ha un rendimento iniziale, per la parte fissa, assai elevato, mentre solleva perplessità per la parte variabile, perché se è vero che l’indicizzazione in euro con due punti di “spread” è rilevante, resta l’incertezza del rapporto di cambio, che potrebbe mangiarselo almeno in parte. E’ un prodotto quindi da vagliare più in una visione di trading di breve e medio periodo che di investimento di lungo, considerando anche la variabile valutaria, oggi favorevole, poiché il dollaro australiano è in un trend di progressivo – sebbene lento – rafforzamento sull’euro.

BNP Paribas Arbitrage Issuance BV tasso misto in dollari neozelandesi di nominale massimo 100 milioni di NZD con scadenza 3/6/2023: Isin XS1235201735 – i primi due anni tasso fisso 6% e nei sei anni successivi sono previste cedole variabili a un tasso annuale pari a Euribor 3 mesi + 3%. Il taglio minimo è di 2.000 NZD e la data di emissione il 3/6/2015. Stessa situazione del bond in AUD. Il confronto con quanto quotato sul Mot per la parte fissa vede un vantaggio rispetto a due delle tre emissioni disponibili, che hanno rendimenti attualizzati rispettivi al 4,5% e al 4%. C’è però anche un’altra tasso misto in NZD, quella di Imi scadenza 2019: tasso fisso 5,90% per le cedole in pagamento il 13 marzo 2015 e 2016; tasso variabile indicizzato NZD BB (Bank Bills) 3M, maggiorato di uno “spread” 0,75%, per le cedole in pagamento il 13 marzo 2017, 2018 e 2019. Questo titolo quota attualmente sui 99. Di fatto è un bond diverso rispetto al nuovo BNP, proprio per l’aspetto indicizzazione. Il tasso di interesse attuale neozelandese è del 3,5% ed è vicino ai minimi storici dal 1990 a oggi, in quanto aggiratosi, come media, sul 7%. Valutazione: se la parte fissa è più che soddisfacente, quella variabile presenta – come nel caso precedente – l’incertezza della convenienza fra Euribor – pur con ottimo “spread” – e fattore cambio. Anche in questo caso lo vediamo come uno strumento più di trading che di investimento di lungo periodo e la conferma viene proprio dall’Imi 2019, molto “ballerino”, con una volatilità media negli ultimi sei mesi del 14%. Certo è che uno “spread” sull’Euribor di ben 3 punti è tanto e allora ci si potrebbe immaginare – per chi sia più fantasioso – di sfruttarlo come tasso variabile a elevato rendimento in euro, proteggendosi nel cambio sull’NZD utilizzando un Etf, disponibile a Borsa Italiana.

► Da oggi su ExtraMot un tasso variabile targato Ubs – Puntare su un tasso variabile a scadenza 2017 può sembrare alquanto inopportuno, ma il mercato offre anche questo, con un’emissione della svizzera UBS così strutturata: valuta EUR, scadenza 15/5/2017, tasso variabile Euribor 3 mesi + 0,28%, importo 2,5 miliardi di EUR, taglio minimo 100.000 EUR e Isin XS1232125259. L’utilizzo? Solo per un parcheggio di liquidità.

► Quante novità in dollari! Con “duration” elevatissime – Il mercato sta schiacciando le quotazioni dei titoli trentennali Usa presenti sul mercato, anche con ottimi rating (per esempio Apple e Microsoft). Ciò non esclude che gli esordi continuino e vadano visti proprio in una visione futura. Segnatevi questi Isin e fra uno o due anni acquistateli, quando gli “yield” – complice l’incremento dei tassi – saranno aumentati e forse di molto. Per ora ne segnaliamo le loro caratteristiche:

McDonald’s Corporation (rating A-): valuta USD, scadenza 26/5/2045, tasso fisso 4,6%, importo 600 milioni di USD, taglio minimo 1.000 USD e Isin US58013MEV28. Il titolo sarà trattato sull’“Otc”. La “duration” assomma a 16,6 e il bond sul secondario è partito leggermente sopra la pari. Inutile specificare chi sia McDonald’s.

International Paper (rating BBB): valuta USD, scadenza 15/9/2046, tasso fisso 5,15%, importo 700 milioni di USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin US460146CN10. Il titolo sarà trattato sull’“Otc”. La “duration” assomma a 15,8 e il bond sul secondario è partito leggermente sopra la pari. L’azienda è una multinazionale specializzata nella produzione di carte non patinate, imballaggi industriali e per prodotti di consumo, imballaggi in cartone ondulato e cartoncini patinati e non patinati. E’ attiva anche in Italia.

Comcast (rating A-): valuta USD, scadenza 15/8/2045, tasso fisso 4,6%, importo 1,7 miliardi di USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin US20030NBQ34. Il titolo sarà trattato sull’“Otc”. La “duration” assomma a 16,6 e il bond sul secondario è partito nettamente sopra la pari attestandosi a quasi 102. Comcast Corporation è il maggiore operatore via cavo degli Stati Uniti e una delle principali leader mediatiche del mondo, dopo l’acquisto nel gennaio 2011 della maggioranza del gruppo multimediale internazionale NBCUniversal. La sua attività consiste principalmente nella fornitura di servizi di tv via cavo, internet e di digital phone ed è presente sul mercato americano con il marchio Xfinity.

Siemens Financieringsmaatschappij NV (rating A-): valuta USD, scadenza 27/5/2045, tasso fisso 4,4%, importo 1,75 miliardi di USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin USN82008AF50. Il titolo sarà trattato sull’“Otc”. La “duration” assomma a 16,9 e il bond sul secondario è partito leggermente sopra la pari. L’emittente è una società finanziaria del gruppo tedesco Siemens.

Qualcomm (rating A-): valuta USD, scadenza 20/5/2045, tasso fisso 4,8%, importo 1,5 miliardi di USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin US747525AK99. Il titolo sarà trattato sull’“Otc”. La “duration” assomma a 16,5 e il bond sul secondario è partito leggermente sopra la pari. Qualcomm è, per vendite, tra i maggiori produttori mondiali di semiconduttori.

► Altre emissioni

  • Cdp Reti ha effettuato il collocamento di un prestito obbligazionario a tasso fisso, non subordinato e non assistito da garanzie, del valore nominale di 750 milioni (richieste per 2 miliardi). Le obbligazioni – che saranno quotate presso la Borsa di Dublino – sono riservate a investitori istituzionali, hanno una durata di 7 anni, cedola annuale pari all’1,875%, con prezzo di emissione a 99,909%.
  • La Spagna ha collocato un totale di 5,5 miliardi di euro in Bonos. Nel dettaglio sono stati assegnati: 3,525 miliardi della scadenza 2018 con rendimento medio a 0,246% in crescita rispetto all’asta precedente; 1,353 miliardi della scadenza 2020, con rendimento a 0,656% rispetto a 0,549% di aprile; 0,630 miliardi di euro della scadenza 2030, con rendimento al 2,311%.
  • La Francia ha piazzato bond a breve termine: 2,990 miliardi di euro a 3 mesi con rendimento negativo, pari a -0,181% e 1,597 miliardi di euro a 6 mesi con rendimento negativo a -0,175%. A qualcuno piace perdere!
  • Anche il Portogallo raccoglie denaro con tassi negativi. Nell’ultima asta di titoli a breve termine ha rastrellato complessivamente 1,5 miliardi di euro. I titoli a 6 mesi, 300 milioni di euro, sono stati assegnati con rendimento a scadenza pari a -0,002%, rispetto allo 0,047% della precedente asta; i titoli a 12 mesi, pari a 1,2 miliardi di euro, sono stati conferiti con rendimento a scadenza pari a +0,021%, rispetto allo 0,015 della precedente asta.
  • E’ partita un’operazione di buyback da 80 milioni di euro sul bond 2020, cedola 8,5%, di Manutencoop, collocato nell’estate del 2013 per l’importo di 425 milioni di euro.
  • La Banca Mondiale ha annunciato una nuova soluzione di investimento studiata per gli investitori italiani: si tratta dell’obbligazione Green Growth 07/2023 in dollari Usa e con lotto minimo di 2000 USD (Isin XS1233613188), legata a un indice azionario che permette agli investitori di beneficiare del potenziale di crescita dei mercati azionari e, al contempo, di sostenere progetti finanziati dalla Banca Mondiale con un impatto positivo sull’ambiente. È la prima iniziativa di questo tipo che la Banca Mondiale promuove in Italia per la clientela retail. L’obbligazione è offerta agli investitori dal 18 maggio 2015 e paga una cedola fissa 1,75% nei primi due anni e una cedola indicizzata legata alla potenziale crescita dell’indice azionario “Ethical Europe Equity Index” successivamente e fino a scadenza. L’indice è composto da azioni di trenta aziende europee, selezionate in base a un’analisi condotta da Vigeo, agenzia di rating indipendente specializzata in tematiche ambientali e sociali. La loro selezione viene seguita anche da Forum Ethibel, società di consulenza indipendente belga che valuta e verifica la sostenibilità, l’etica e i parametri di responsabilità sociale delle imprese.

► E infine il nuovo Etf intelligente per la liquidità

Il problema interessa soprattutto gli istituzionali, ma coinvolge – sebbene in misura minore – medi e grandi investitori, che spesso detengono tanta liquidità non remunerata. Ecco allora che Lyxor, maggiore gestore di Etf in Italia, propone uno strumento studiato appositamente per tale fascia di clientela. Si tratta di Smart Cash (Isin LU1190417599), il cui obiettivo è di assicurare un rendimento pari all’Eonia + 15/20 bps, quindi uno 0,15 – 0,20% l’anno, al netto dei costi. Troppo poco? Meglio certamente degli “yield” negativi attuali di tanti titoli di Stato corti e di quello zero dei tradizionali depositi di liquidità. Ciò viene ottenuto grazie alla crescita costante del capitale investito sulla base del rateo di interesse che di giorno in giorno si accumula mediante l’esposizione a contratti e strumenti monetari. Nel caso i tassi di interesse aumentassero la validità di questo Etf diventerebbe più significativa. Importante anche la scelta di offrire un differenziale denaro-lettera di solo lo 0,001%. Smart Cash sta per essere quotato su Borsa Italiana, con lotto minimo di investimento di 1.000 euro.

Il presente documento non costituisce sollecitazione all’investimento e contiene informazioni giornalistiche a esclusivo scopo divulgativo

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Bond: ● Una bussola per capire i mercati ● Investire 20.000 o 50.000 euro, due proposte di portafoglio ● Le nuove emissioni della settimana, 7.9 out of 10 based on 11 ratings

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