BOND — 20 aprile 2015

Greciadi Lorenzo Raffo

Ci trovate anche, con l’obbligazione della settimana, su Binck Tv Bond Markets, il nuovo canale in streaming di Binck Bank, in diretta ogni giovedì alle 15.00 e poi in differita sul sito della banca www.binck.it, su YouTube e su Finanzaonline Tv

 

Sta condizionando negativamente i mercati e monopolizzando l’attenzione dei mass media. Il caso Grecia porta i desk degli operatori professionali a non scartare più la possibilità che Atene debba dichiarare un default – “morbido” o no – e in seguito uscire dall’euro. Ci si prepara a una simile ipotesi, quotata – come percentuale di probabilità – a un 35-40% verso la metà della settimana scorsa e salita a oltre il 50% nel week-end. C’è modo per proteggersi? Dato che, in questa fase, è auspicabile che pochissimi investitori siano esposti sul debito greco, quali potrebbero essere le conseguenze di eventi traumatici con epicentro Atene?

  • indebolimento dell’euro, che qualcuno vede addirittura come possibile crollo, dopo le parole di Draghi sul pericolo di finire in acque inesplorate
  • pressione sui titoli di Stato dell’area mediterranea, sebbene attenuata dall’azione compensatrice della Bce. C’è chi dice che il ritardo del suo intervento abbia trovato origine proprio in una strategia pilotata di Quantitative Easing da una parte e di “espulsione” della Grecia dall’altra. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca!

La vera incognita, che oggi non si riesce a stimare, è la prima, quella di un’ulteriore caduta dell’euro. Vale la pena allora ipotizzare un portafoglio di difesa rispetto all’ipotesi Grexit. Ci siamo esercitati in tal senso, cercando titoli quotati in Italia (tutti, salvo due), con rapporto rischio/rendimento adeguato a una situazione complessa, come testimoniano le curve dei rendimenti dei titoli di Stato europei, che stanno dando brutti segnali. Al di là della Grecia questa proposta vale anche in una visione più ampia di possibili tensioni sui mercati del debito per altri motivi. Proprio quando si dava per finita l’epoca delle incertezze post Lehman, altri virus si avvicinano infatti al corpo ormai risanato della finanza globalizzata. Tornare a puntare su un po’ di sicurezza mista a stabilità non è male. Questa la nostra ipotesi, tutta in chiave euro ribassista.

Un portafoglio capace di sfidare possibili tensioni in area euro

► Titoli a tasso variabile in USD (indicati i valori delle cedole attuali)

General Electric (RISCHIOSITA’ BASSISSIMA) $ Libor + 0,20%

Emittente Isin Valuta/Scadenza/Cedola
General Electric US36962GU517 USD      8/1/2016    0,47%
Prezzo   / Yield Mercato su cui è trattato Rating  /  Lotto minimo
100,2         0,34% Borsa Italiana AA+              2.000

 

General Electric (RISCHIOSITA’ BASSA) $ Libor + 0,41%

Emittente Isin Valuta/Scadenza/Cedola
General Electric XS1042118288 USD      28/3/2020    0,68%
Prezzo   / Yield Mercato su cui è trattato Rating  /  Lotto minimo
98,3          1,07% EuroTlx AA+             1.000

 

Apple (RISCHIOSITA’ BASSA) $ Libor + 0,25%

Emittente Isin Valuta/Scadenza/Cedola
Apple US037833AG56 USD      3/5/2018    0,50%
Prezzo   / Yield Mercato su cui è trattato Rating  /  Lotto minimo
100,9        0,34% EuroTlx AA+               2.000

 

Verizon (RISCHIOSITA’ MEDIO BASSA) $ Libor + 1,75%

Emittente Isin Valuta/Scadenza/Cedola
Verizon US92343VBM54 USD      14/9/2018    2,02%
Prezzo   / Yield Mercato su cui è trattato Rating  /  Lotto minimo
101,9        1,44% Otc e Deutsche Boerse Baa1 (Moody’s)   2.000

 

Citigroup (RISCHIOSITA’ MEDIO BASSA) $ Libor 3 mesi con “cap” e “floor”

Emittente Isin Valuta/Scadenza/Cedola
Citigroup XS1190302775 USD      18/2/2022    4% (*)
Prezzo   / Yield Mercato su cui è trattato Rating  /  Lotto minimo
99,65        4,12% (*) Borsa Italiana A-                   2.000

(*) Le obbligazioni pagano trimestralmente il 18 di febbraio, maggio, agosto e novembre di ogni anno fino a scadenza, cedole pari a: ● tasso fisso 4% per quelle dal 18 maggio 2015 e fino al 18 febbraio 2016; ● tasso variabile indicizzato Usd Libor a 3 mesi, con “floor” e “cap” rispettivamente pari a 1,3% e 4,0%, per le cedole in pagamento dal 18 maggio 2016 fino a scadenza.

 

► Titoli in NOK (corona norvegese): valuta deprezzata da crisi del prezzo del petrolio

Banca Imi (RISCHIOSITA’ MEDIO BASSA) tasso fisso

Emittente Isin Valuta/Scadenza/Cedola
Banca Imi IT0004990310 NOK      28/1/2019    3,55%
Prezzo   / Yield Mercato su cui è trattato Rating  /  Lotto minimo
103,9        2,4% Borsa Italiana BBB-              15.000

 

Total  (RISCHIOSITA’ MEDIO BASSA) tasso fisso

Emittente Isin Valuta/Scadenza/Cedola
Total XS0802940857 NOK     11/7/2016    2,25%
Prezzo   / Yield Mercato su cui è trattato Rating  /  Lotto minimo
101,1        1,3% Otc Aa1 (Moody’s)  10.000

 

► Titolo in CAD (dollaro canadese): valuta deprezzata da calo dei prezzi delle commodities

Banca Imi  (RISCHIOSITA’ MEDIO BASSA) tasso fisso

Emittente Isin Valuta/Scadenza/Cedola
Banca Imi IT0004977739 CAD    29/11/2029     4,0%
Prezzo   / Yield Mercato su cui è trattato Rating  /  Lotto minimo
106,5         2,5% Borsa Italiana BBB-             2.000

 

► Titolo in AUD (dollaro australiano): valuta deprezzata da calo dei prezzi delle commodities

Banca Imi  (RISCHIOSITA’ MEDIO BASSA) tasso fisso

Emittente Isin Valuta/Scadenza/Cedola
Banca Imi IT0005045221 AUD     8/9/2020     4,3%
Prezzo   / Yield Mercato su cui è trattato Rating  /  Lotto minimo
102,1        3,8% Borsa Italiana BBB-             2.000

 

Valutazione: i rischi qui si limitano solo a quello di cambio sulle valute prese in considerazione, ma il rapporto “risk reward” appare mediamente favorevole rispetto al quadro generale dei mercati. La concentrazione su emissioni di Imi dipende dall’elevata disponibilità di suoi bond in altre divise, quotati in Italia. Ora stanno entrando in scena anche altri gruppi bancari e quindi c’è la possibilità che, nel breve periodo, si riesca a ridurre l’impatto di una presenza cospicua nei portafogli di tale emittente, consentendo una maggiore diversificazione. Se l’euro dovesse subire ulteriori pressioni ribassiste occorre comunque puntare su alternative forti e soprattutto non esporsi al rischio tassi sul fronte dollaro, sebbene anche da questo punto di vista i mercati siano oggi alquanto incerti.

Btp Italia, cosa dice l’analisi tecnica

Due settimane fa abbiamo fornito un quadro di livelli tecnici dei vari Btp su tutte le scadenze, dal 2017 al 2046. Alcuni lettori ci hanno però chiesto: e i Btp Italia? Ecco lo scenario delle relative emissioni in circolazione, esclusa quella della settimana scorsa, che va in quotazione sul secondario da oggi, con le prime indicazioni riferite al mercato grigio non proprio ottimistiche, a causa in parte della coincidenza dell’accentuarsi della crisi greca.

Scadenza  Isin Prezzo M 30 M 100 Trend
Marzo 2016 IT0004806888 102,08 102,30 102,45
Giugno 2016 IT0004821432 104,05 104,27 104,35
Ottobre 2016 IT0004863608 103,94 103,95 103,78
Aprile 2017 IT0004917958 104,24 103,88 103,85
Novembre 2017 IT0004969207 104,74 104,70 104,46
Aprile 2020 IT0005012783 106,36 106,34 105,14
Ottobre 2020 IT0005058919 104,60 105,03 103,56

Prezzi di chiusura venerdì 17 aprile – La spiegazione: M 30 = media mobile a 30 sedute. M 100 = media mobile a 100 sedute. II trend si riferisce all’andamento dell’ultimo mese. In sintesi: ● se prezzo sopra M 30 segnale di forza; ● se prezzo sotto M30 e sopra M 100 segnale di debolezza; ● se prezzo sotto M 100 avvio di inversione ribassista.

Valutazione: il quadro appare contradditorio e complesso.

Il marzo 2016 (cedola 2,45%) ha una volatilità media dell’1,3% ed è ormai entrato nell’area di riadeguamento prezzo verso quello di rimborso. Non ha più “appeal”.

Il giugno 2016 (cedola 3,55%) ha una volatilità addirittura inferiore (1,16%) e risulta anch’esso in avvicinamento al prezzo di rimborso. Da tempo ha perso “appeal”.

Volatilità bassa (1,20%) anche per l’ottobre 2016 (cedola 2,55%), che evidenzia difficoltà a tornare sopra quota 104; se superata ci sarebbe spazio per puntate fino a 104,3/104,35.

Nel caso dell’aprile 2017 (cedola 2,25%) la volatilità sale all’1,75%, con un supporto sui 102,8 e un punto di arrivo massimo sui 104,5. Dallo scorso novembre si muove in maniera abbastanza decorrelata rispetto agli altri Btp Italia. Appare come uno dei migliori per trading di breve periodo.

Bene anche per il trading il novembre 2017 (cedola 2,15%), la cui volatilità si assesta oltre il 2%. Si notano movimenti abbastanza rapidi, con livelli minimi di 103 e punti di arrivo sui 105.

L’aprile 2020 (cedola 1,65%) registra una volatilità ancora maggiore (3,3%), sebbene con trend abbastanza scontati dopo lo “sprint” degli ultimi mesi, dovuto quasi solo all’effetto Q.E.; al momento attuale appare poco adatto per trading, sebbene si possano identificare livelli di supporto a 105 e di resistenza a 107,5, testati però di fatto una sola volta.

L’ottobre 2020 (cedola 1,25%) ha una volatilità alta (3,7%) per essere un Btp Italia, ma risulta piuttosto anomalo nei movimenti, con un trend ribassista iniziato da marzo. E’ un’emissione però recente e che non fornisce ancora un quadro grafico sufficientemente chiaro. La media mobile a 30 sedute non lo sostiene più da alcune settimane.

LE NUOVE EMISSIONI DELLA SETTIMANA

►DI INTERESSE ELEVATO◄

Da Bnp Paribas in collocamento diretto tramite Mot una tasso misto in $

Da oggi inizia il collocamento diretto sul Mot di Borsa Italiana di una nuova obbligazione in dollari di Bnp Paribas, dalle seguenti caratteristiche: valuta dollaro Usa, scadenza 27/4/2023, tasso misto con prima parte fisso 4% per le cedole in pagamento dal 27 luglio 2015 e fino al 27 aprile 2017 e seconda parte a tasso variabile indicizzato al Libor  3 mesi, maggiorato di uno spread dell’1,50% per le restanti cedole fino a scadenza, importo 100 milioni di USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin XS1218967377. Il collocamento si chiuderà il 22 aprile, salvo anticipo. Valutazione: le strutture miste si stanno sempre più diffondendo e disporne una in dollari nell’attuale fase può essere interessante in termini di rendimento sia per la parte fissa sia per quella variabile, ma attenzione – naturalmente – al fattore cambio nel lungo termine.

La tripla A tedesca in real va sulla scadenza corta

Inseriamo questa nuova emissione, quotata sull’“Otc” e presente su alcune Borse europee, nella categoria a interesse elevato, perché alcune sue caratteristiche la differenziano dalla media delle obbligazioni espresse nella valuta di riferimento, il real brasiliano. La propone KfW, banca di Stato tedesca con rating AAA ma sottoposta ad aliquota fiscale 26%: valuta real brasiliano, scadenza 23/5/2017, tasso fisso 9,75%, importo 150 milioni di BRL, taglio minimo 5.000 BRL e Isin XS1020328024. Una scadenza così corta può essere favorevole, perché potrebbe godere di maggiore effetto spinta da una rivalutazione del real in previsione delle Olimpiadi 2016, ipotesi avanzata da alcuni economisti, soprattutto in Brasile.

Una bella cedola del 7% – ma sul mercato “Otc” – in $ per una rating B

 High yield, un mercato che oggi piace ai gestori, ma anche ai nostri Lettori, che chiedono spesso informazioni su bond Usa di tale categoria. Ecco allora una nuova emissione (con rating B di S&P), proposta da Concordia Healthcare, società farmaceutica d’oltre Oceano con un business stabile e che ha il vantaggio di una quotazione alla Borsa canadese, dove ha performato molto bene nell’ultimo anno, con un balzo del 331%! L’obbligazione è così strutturata: valuta dollaro Usa, scadenza 15/4/2023, tasso fisso 7%, importo 75 milioni di USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin USC26215AA88. Il titolo sarà quotato sull’“Otc”.

Anche in Europa c’è chi dà il 7%, ancora fra gli “high yield”, con taglio 100.000

La spagnola Abengoa, società specializzata nel settore energetico, è una vecchia conoscenza di chi pratica gli “high yield” europei. Le precedenti emissioni infatti sono abbastanza seguite da chi non si rassegna ai bassi tassi attuali del mercato, sebbene abbiano registrato qualche scossone nel corso del 2014. La nuova obbligazione (rating B2 di Moody’s) ha queste caratteristiche: valuta euro, scadenza 15/4/2020, tasso fisso 7%, importo 375 milioni di EUR, taglio minimo 100.000 EUR e Isin XS1219438592. Con una “duration” di 4,3 e un margine di circa il 7,8% rispetto a un bond AAA, appare collocata correttamente, ma il mercato secondario sembra ancora un po’ scosso dalle vicende recenti e l’ha prezzata sui 98/98,2, sebbene leggermente in rialzo rispetto all’interessante prezzo di collocamento di 97,95.

La Bei riapre la 7,5% in rand con scadenza 2020

Riapertura per European Investment Bank, meglio conosciuta come Bei, in rand, valuta inserita in un trend di rafforzamento sull’euro, sebbene ancora vicina ai minimi di gennaio. Il “re-offer” riguarda la 7,5%, abbastanza diffusa anche nei portafogli italiani, perché quotata su EuroTlx.  Queste le caratteristiche: valuta rand, scadenza 10/9/2020, tasso fisso 7,5%, importo 1,5 miliardi di ZAR, taglio minimo 5.000 ZAR e Isin XS1105947714. Sulla piattaforma italiana il titolo quota attualmente sui 98,6, con un rendimento lordo a scadenza del 7,75%.

►DI INTERESSE MEDIO◄

Due subordinati perpetual tedeschi con piccolo taglio

Sull’onda dei vari perpetual subordinati emessi negli ultimi mesi da parte soprattutto di società tedesche entra in scena anche Rwe (rating Baa1 di Moody’s), leader del settore elettrico, con sede a Essen. Tramite le sue controllate, distribuisce energia a oltre 120 milioni di clienti, principalmente in Europa e Nord America. Ha immesso sul mercato due obbligazioni di tale tipo con scadenza 2075.

valuta euro, scadenza 21/4/2075, tasso fisso 2,75%, importo 700 milioni di EUR, taglio minimo 1.000 EUR e Isin XS1219498141. Prevede una “call” nel 2022, quando si trasformerebbe in tasso variabile nel caso di non esercizio. Sul secondario il titolo è partito collocandosi prima sotto la pari e scendendo poi sui 98,2. La sua quotazione avviene logicamente su varie Borse tedesche.

valuta euro, scadenza 21/4/2075, tasso fisso 3,5%, importo 550 milioni di EUR, taglio minimo 1.000 EUR e Isin XS1219499032. Prevede una “call” nel 2027, quando si trasformerebbe in tasso variabile nel caso di non esercizio. Sul secondario il titolo si è piazzato sui 99,5, con “spread” denaro/lettera molto contenuto.

Valutazione: da segnalare che Rwe sceglie la strada del piccolo taglio, al contrario di molti altri emittenti di debito subordinato. E’ il caso di ricordare che i titoli di quest’ultimo tipo prevedono clausole particolari nel caso di default dell’emittente, con rimborso condizionato solo dopo che siano state risarcite passività rispetto, per esempio, a fornitori e detentori di debito senior.

Intesa Sanpaolo torna in scena con un tasso variabile e un subordinato

Settimana ricca di novità per Intesa Sanpaolo, che ha annunciato due nuove emissioni:

categoria senior, valuta euro, scadenza 6/5/2020, tasso variabile indicizzato Euribor 3 mesi + 0,30%, importo 100 milioni di EUR, taglio minimo 10.000 EUR e Isin IT0005093262. La data di godimento è il prossimo 6 maggio. Ipotizzando che il tasso Euribor a 3 mesi, rilevato in data 17 marzo 2015 e pari a 0,025%, rimanesse costante per tutta la durata del prestito obbligazionario, il rendimento effettivo annuo lordo a scadenza del titolo, calcolato in regime di capitalizzazione composta, sarebbe pari a 0,32% (0,24% al netto dell’imposta sostitutiva del 26%). I tassi nel frattempo saranno certamente aumentati!

categoria subordinato Tier 2, valuta euro, scadenza 23/4/2025, tasso fisso 2,855%, importo 500 milioni di EUR, taglio minimo 100.000 EUR e Isin XS1222597905. Un titolo per operatori del risparmio gestito.

La strutturata di Goldman Sachs punta sul petrolio. Se ci fosse un mega rimbalzo…

Poche volte abbiamo preso in considerazioni obbligazioni strutturate, ma in questo caso facciamo un’eccezione, poiché si tratta di un titolo indicizzato all’S&P GSCI Crude Oil Index Excess Return, indice che permette di ottenere un’esposizione priva di leva ai contratti future sul West Texas Intermediate (WTI) e replica l’andamento degli investimenti nel mercato petrolifero. Emessa da Goldman Sachs, verrà quotata su EuroTlx. Eccone le caratteristiche: valuta dollaro Usa, scadenza 19/5/2022, tasso misto, con tre cedole annuali lorde del 2,2% e pagabili il 19 maggio di ogni anno, dal 2016 fino al 2018; poi quattro cedole annuali lorde del 5% pagabili il 19 maggio di ogni anno, dal 2019 fino al 2022, a condizione che si verifichi la condizione di seguito precisata, perché altrimenti non sarà corrisposta alcuna cedola, importo 150 milioni di USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin XS1210360456. Qual è la condizione? Che l’S&P GSCI Crude Oil ER (alla data di ogni rilevazione: 13/5/2019 – 12/5/2020 – 12/5/2021 e 12/5/2022) sia maggiore o uguale al 105% S&P GSCI Crude Oil ER (alla data di rilevazione dell’indice, ovvero il 19/5/2015). Valutazione: il periodo iniziale al 2,2% è modesto, ma quello successivo al 5% appare abbastanza interessante, considerando che l’indice sul Wti è attualmente ai minimi storici dal 2008. Attenzione però alla valuta dollaro. Una strutturata di questo tipo va tenuta fino a scadenza e di qui al 2022 il dollaro avrà fatto chissà quanti alti e bassi. Una domanda infine: perché non puntare in alternativa su un Etf esposto a titoli azionari del settore?

Per chi sia interessato alla sicurezza quasi al 100% c’è la Bei in Nok

Abbinare una tripla A con una valuta solida, quale la corona norvegese, sebbene attualmente indebolita rispetto all’euro dalle vicende petrolifere, è una scelta che consente di affrontare possibili tempeste future nell’ambito europeo, come d’altra parte abbiamo già ipotizzato nel portafoglio Grecia. Bei (AAA) riapre la sua emissione in Nok, così strutturata: valuta corona norvegese, scadenza 15/5/2020, tasso fisso 1,125%, importo 1,5 miliardi di NOK, taglio minimo 10.000 NOK e Isin XS1195588915. Riaperta a 99,25, è rimasta agli stessi livelli sul mercato secondario.

INFINE QUATTRO OCCASIONI SUL SECONDARIO

Una seconda risposta ai lettori che ci chiedono di evidenziare occasioni sul mercato secondario. Dopo quella della settimana scorsa ecco un’altra proposta di quattro bond con rendimenti ancora elevati.

PETROBRAS (Brasile) (RISCHIOSITA’ MEDIO ALTA RELATIVA ALL’EMITTENTE)

Emittente Isin Valuta/Scadenza/Cedola
Petrobras Global Finance US71645WAU53 USD     6/2/2017     3,5%
Prezzo   / Yield Mercato / Aliquota fiscale Rating  /  Lotto minimo
98             4,6% Otc                  26% Ba2 (Moody’s)  2.000 USD

 

IBRD WORLD BANK (RISCHIOSITA’ MEDIA, RELATIVA SOLO ALLA VALUTA)

Emittente Isin Valuta/Scadenza/Cedola
IBRD XS0799515449 RUB     5/72017     6,25%
Prezzo   / Yield Mercato / Aliquota fiscale Rating  /  Lotto minimo
91             10,7% Otc                  12,5% AAA            50.000 RUB

 

SEARS (Usa) (RISCHIOSITA’ MEDIO ALTA, RELATIVA ALL’EMITTENTE)

Emittente Isin Valuta/Scadenza/Cedola
Sears Holdings US812350AE65 USD    15/10/2018   6,625%
Prezzo   / Yield Mercato / Aliquota fiscale Rating  /  Lotto minimo
96,4            8% Otc                  26% Caa3          1.000 USD
  • Grande distribuzione commerciale con i marchi Sears e Kmart

VALE (Brasile) (RISCHIOSITA’ MEDIO ALTA, RELATIVA AL PAESE D’ORIGINE)

Emittente Isin Valuta/Scadenza/Cedola
Vale Overseas US91911TAM53 USD    11/1/2022   4,375%
Prezzo   / Yield Mercato / Aliquota fiscale Rating  /  Lotto minimo
96,4            5% Otc                  26% Baa2 (Moody’s) 2.000 USD
  • Società specializzata in estrazione mineraria

 

Il presente documento non costituisce sollecitazione all’investimento e contiene informazioni giornalistiche a esclusivo scopo divulgativo

 

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Bond: ● Grecia bye bye? Un portafoglio per proteggersi ● Btp Italia, i livelli da seguire ● Le migliori nuove emissioni della settimana ● Quattro occasioni sul secondario, 9.7 out of 10 based on 6 ratings

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Lorenzo Raffo

(1) Reader Comment

  1. Attenzione che il nuovo BNP è indicizzato a Euribor, non al Libor, c’è un errore.

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