BOND — 16 marzo 2015

Interrogativo

Lorenzo Raffo

Draghi ha regalato alle obbligazioni più liquide in euro dai 6 ai 31 punti in percentuale di sovraperformance con le anticipazioni prima e l’applicazione poi del Quantitative Easing. E’ una stima possibile che emerge da quanto avvenuto nell’ultimo anno e soprattutto negli ultimi tre mesi a un portafoglio di riferimento. Possente l’effetto per i titoli di Stato italiani, con un +23,2% sulle quattro scadenze prese in considerazione (da +13 a +31%, a seconda delle vite residue), mentre più modesto lo è stato per corporate e bancari (da +1,2 a +16%), ma su questi ultimi due fronti la corsa era iniziata ben prima e in alcuni casi gli “yield” lasciavano poco spazio per consistenti restringimenti.

Il “boom” di domanda per l’emissione della CDP, che ha chiuso in netto anticipo rispetto alla data finale prevista inizialmente per il collocamento, conferma come gli obbligazionisti siano oggi a corto ora di cartucce, sebbene la scarsa tendenza degli italiani a internazionalizzare i portafogli li porti ad accettare rendimenti spesso equivalenti a quelli di un conto deposito.

Nell’ultima settimana si sono sentite varie voci di gestori professionali decretare che l’alternativa è sempre la stessa, puntare sul $. Ormai vicinissimo a quell’obiettivo della parità con l’euro, c’è chi sostiene che la raggiungerà entro qualche mese e chi invece la vede più vicina. E poi? Non sono pochi a credere – o sperare – che la discesa della nostra valuta proseguirà. Qualunque vaticinio sarebbe però azzardato. Per chi crede che il viaggio proseguirà questa rubrica propone due portafogli in $, uno riferito a titoli quotati su Borsa Italiana e uno estrapolato da un’analisi di cosa stanno mettendo in pancia i maggiori fondi specializzati nell’obbligazionario sul biglietto verde.

Attenzione tuttavia a un ragionamento che comincia a diffondersi fra gli operatori: ogni evoluzione dipende dalla politica dei tassi oltre Oceano.

Se aumentassero a breve, cioè già nel corso dell’estate (ipotesi poco probabile) i capitali uscirebbero dall’Europa e il dollaro si rafforzerebbe ulteriormente. Né Fed né Bce hanno interesse in tal senso, anche perché il Q.E. perderebbe vigore, con l’effetto che Draghi dovrebbe rivederlo.

Se aumentassero a fine anno o addirittura nel 2016 (ipotesi più probabile) il dollaro inizierebbe a breve una fase di stasi, anzi di arretramento, e alcuni vantaggi per l’Europa si attenuerebbero.

Conclusione: puntare o ripuntare sul dollaro può essere ancora interessante, solo se si è pronti a convivere con probabile volatilità del cambio. Per l’obbligazionista si impone allora una scelta: operare con titoli non troppo lunghi, dalle quotazioni vicine alla pari e “yield” almeno del 3-4%.

I “top” in $ – per scambi – quotati sulla Borsa di casa nostra

Hanno dominato la scena negli ultimi giorni in termini di scambi. Il mercato li compra e quindi meritano attenzione.

Emittente Isin Valuta/Scadenza/Cedola
Republic of Italy US465410BG26 USD    15/6/2033    5,375%
Prezzo   / Yield Eventuale “call” Rating  /  Lotto minimo
121,8        3,7% No BBB-            1.000

Con una “duration” di 12,3 è troppo esposto alla sensibilità sulla variazione dei tassi. Un buon punto di entrata (supporto) è sui 116, in assenza di pressioni rialziste da parte della Fed. Poco probabile che lo possa toccare nel breve termine.

Emittente Isin Valuta/Scadenza/Cedola
 Mediobanca (Italia) IT0005056483 USD     2/10/2019    3%
Prezzo   / Yield Eventuale “call” Rating  /  Lotto minimo
100,8        2,3% No BBB-            2.000

Con una “duration” di 4,3 può essere acquistato solo sulla pari, ipotesi realistica perché il titolo si muove da gennaio in un trend ribassista.

Emittente Isin Valuta/Scadenza/Cedola
General Electric (Usa) XS1042118106 USD    28/3/2020   2,5%
Prezzo   / Yield Eventuale “call” Rating  /  Lotto minimo
97,8          2,8% No AA+              2.000

Quota sotto 100 e ha un rendimento dignitoso su una scadenza però lunga. Potrebbe scendere ancora molto nei prossimi anni.

C’è di meglio? Una soluzione sta in un tasso misto di Banca Imi:

Emittente Isin Valuta/Scadenza/Cedola
Banca Imi (Italia) IT0004966229 USD    18/10/2020   4% (1)
Prezzo   / Yield Eventuale “call” Rating  /  Lotto minimo
98             4,4% (1) No BBB-             2.000
  • Quest’obbligazione riconosce interessi, pagabili il 18 ottobre di ciascun anno fino a scadenza, pari a: tasso fisso 4% per le prime due cedole (da incassare ancora il 2015); in seguito tasso variabile indicizzato all’Usd Libor a 3 mesi, maggiorato di uno spread dell’1,00%.

E i “top” in $ secondo i maggiori fondi obbligazionari Usa: rendimenti dal 3 al 4%

Una nostra selezione dei cinque migliori fondi su bond corporate Usa dà questo verdetto riferito a titoli “investment grade” molto liquidi e comunque acquistabili senza difficoltà anche mediante intermediari italiani. Si tratta di titoli con prezzo o sotto o più vicino possibile alla pari, per ammortizzare al massimo un eventuale impatto negativo da rialzi dei tassi.

Emittente Isin Valuta/Scadenza/Cedola
GoldmanSachs (Banca Usa) US38141EC238 USD      8/7/2024    3,85%
Prezzo   / Yield Eventuale “call”/Tipologia Rating  /  Lotto minimo
103            3,5% No                          Senior A-                 2.000

 

Emittente Isin Valuta/Scadenza/Cedola
JP Morgan (Banca Usa) US46625HKC33 USD      23/1/2025   3,125%
Prezzo   / Yield Eventuale “call”/Tipologia Rating  /  Lotto minimo
97,5          3,5% No                          Senior A                  2.000

 

Emittente Isin Valuta/Scadenza/Cedola
B. of America (Banca Usa) US06051GFM69 USD      22/1/2025     4%
Prezzo   / Yield Eventuale “call”/Tipologia Rating  /  Lotto minimo
100            4% No                     Subordinato A-                 2.000

 

Emittente Isin Valuta/Scadenza/Cedola
Kinder Morgan (1) US49456BAE11 USD     1/12/2019      3,05%
Prezzo   / Yield Eventuale “call” Rating  /  Lotto minimo
100,3         3% No Baa3 (2)       1.000
  • Kinder Morgan è la più grande società di infrastrutture energetiche in America del Nord. Possiede 80.000 km di gasdotti e 180 terminal. (2) Rating di Moody’s. We own an interest in or operate approximately 80,000 miles of pipelines and 180 terminals.
Emittente Isin Valuta/Scadenza/Cedola
Apple (Informatica Usa) US037833BA77 USD       9/2/2045      3,45%
Prezzo   / Yield Eventuale “call” Rating  /  Lotto minimo
92              4% No AA+              2.000

 

In tutti i casi si tratta di titoli quotati alla Borsa di Francoforte.

Spulciando il secondario

Le nuove emissioni sono state tantissime in settimana, ma di significativo si è visto poco perché o i rendimenti sono ultrabassi o i lotti minimi esagerati. Ecco allora un’analisi di obbligazioni quotate sul secondario, cominciando da Borsa Italiana e da Tlx.

► Venerdì da record per il bond Manutencoop 8,5% agosto 2020 in euro (Isin XS0808635352) a lotto 100.0000, con scambi improvvisamente esplosi su ExtraMot Pro, più come controvalore che come numero di transazioni di un bond che quota notevolmente sotto la pari. Concentrati nel pomeriggio, lasciano intendere che mani forti stanno accumulando. Da gennaio il titolo registra un lento incremento di prezzo dopo la caduta dell’autunno e si colloca ormai sugli 89, con “yield” 11,6% e volatilità in incremento. C’è una “call” il 31/7/2016 ed è possibile che si vada a esercitarla. Da un punto di vista puramente grafico esistono margini perché il trend prosegua.

► Da domani 17 marzo vanno in quotazione su EuroMot tre titoli in euro di Stato dell’Irlanda (Irish Treasuries), tutti con lotto minimo 1 che analizziamo: si tratta del 4,5% 18/4/2020 (Isin IE0034074488), del 3,9% 20/3/2023 (Isin IE00B4S3JD47) e del 5,4% 13/3/2025 (Isin IE00B4TV0D44). Il primo prezza già su varie Borse europee, con quotazioni abbastanza allineate, sostanzialmente su 121,5, con “yield” 0,24%, insignificante se si considera che la “duration” si aggira sui 4,5. Nel luglio 2011 era sceso a 54,5, per risalire a 100 nel novembre 2012. Il secondo si colloca sui 126 con “yield” 0,6% e “duration” 6,9 e il terzo infine si piazza fra 144 e 145, a seconda delle piazze, con “yield” 0,77% e “duration” 9. In questi casi l’effetto Q.E. c’è stato ma soprattutto si è sentito l’impatto dell’uscita dell’Irlanda dalla crisi. I tre titoli meritano alcun interesse nel breve termine.  

► Sembra essersi stabilizzato il trend del titolo Intek 2020 5% di cui abbiamo più volte scritto nelle scorse settimane. Con un micro lotto minimo di 108, si muove sui 104,5 e segna una certa costanza di scambi, sebbene prevalentemente di modesto importo. Per ora si identifica un primo supporto grafico sui 104,2/104,3, ma in presenza di fattori esterni una caduta sui 104 potrebbe rivelarsi interessante occasione di acquisto. Significativo il fatto che i contratti siano molto frazionati, a conferma di una presenza di piccoli e medi investitori.

► Su EuroTlx ampiamente sotto la pari si muove l’Unicredit Fixed Floater 13/9/2017, con cedola ormai a tasso variabile indicizzato all’Euribor a 3 mesi e lotto minimo 1000 euro (Isin IT0004750615), che si muove sui 97,6, con “yield” 1%. L’attuale cedola trimestrale è dello 0,082%, un’inezia. In questo caso l’interesse – per investitori molto prudenti – sta nel colpire il più basso possibile sul prezzo di acquisto. Un obiettivo sotto i 97, in presenza di tensioni sui mercati, è realistico, quotazione d’altra parte toccata varie volte a febbraio. Occorre naturalmente tenere presente che con titoli sotto la pari si deve mettere in conto anche la tassazione sulla plusvalenza fra prezzo pagato e prezzo di rimborso, nel caso si vada a scadenza.   

► RCI Bank è l’istituto finanziario del gruppo Renault e ha un rating BBB. Nel suo paniere obbligazionario, caratterizzato quasi soltanto da piccoli lotti di entrata segnaliamo un tasso variabile a scadenza corta 12/1/2017, con indicizzazione Euribor 3 mesi + 0,45% (Isin XS1075471265) e lotto 1000, che attualmente paga lo 0,75% annuo, con frequenza trimestrale di stacco cedola. Gira sui 100,7 al Mot e la segnaliamo perché si caratterizza per movimenti molto rapidi all’insù e all’ingiù, con possibili puntate nel primo caso a 101,1 e nel secondo a 100,5. Rischio bassissimo e potenzialità di extrarendimento ponendo ordini a revoca nel caso si operi con piattaforme online. Si tratta di un titolo abbastanza anomalo fra i tassi variabili perché caratterizzato da una certa volatilità (fra il 2,4 e il 3% negli ultimi mesi). 

Sui mercati esteri segnaliamo due occasioni interessanti.

► Per esempio a Francoforte si mettono in luce i titoli della Compagnia aerea Air Berlin, che ha appena confermato l’accordo di “code sharing” con Etihad. Fra i suoi bond indichiamo in particolare il cortissimo 10/11/2015 con cedola 8,5% e lotto minimo 1000 (Isin DE000AB100A6), che quota sui 103,4 e garantisce un rendimento a scadenza del 3,3% con “duration” 0,6. Un azzardo minimo.

► Per chi sia più propenso al rischio ecco un bond in dollari Usa subordinato junior di American Express a cedola 5,2% e lotto minimo 1000 USD (Isin US025816BJ74), con “call” il 15/11/2019. Nel caso quest’ultima non venisse esercitata si trasformerebbe in un tasso variabile US 3 months + 3,428%. Il rating è BB+. Considerando che attualmente quota a Francoforte sui 100,7, con “spread” fra denaro e lettera di circa 50 punti si ottiene uno “yield” fino alla “call” del 5,15%. Da febbraio il titolo è in trend discendente, che potrebbe trovare un assestamento di breve-medio periodo sulla pari. Qui siamo nell’“high yield” con una buona cedola, grazie alla quale si possono sfidare tempeste da Fed, ma pur sempre di “high yield” si tratta.

Le novità della settimana

► L’Etf per bond sovrani oltre i 25 anni: l’emittente Lyxor ha annunciato un nuovo Etf, che per ora è quotato a Parigi, ma che potrebbe arrivare a Milano entro qualche mese. Si tratta dell’Ultra Long Duration Euro Govt Ftse MTS 25+Y (Isin FR0012538148), con riferimento all’indice Ftse MTS Eurozone Government Bond IG 25Y+, composto di titoli con durate superiori ai 25 anni, emessi dai governi dei Paesi membri dell’eurozona, a rating creditizio “investment grade” e con circolante minimo di 2 miliardi di euro. Finora Lyxor è stato presente sul mercato italiano con l’Etf Euromots 15+Y investment grade (Isin FR0010481093), riferito a titoli di debito denominati in euro emessi da governi di Stati membri dell’Unione monetaria europea per un importo di almeno 2 miliardi di euro, quotati sui mercati MTS e con scadenza superiore a 15 anni. Sotto molti profili quest’ultimo è preferibile, perché lascia maggiore spazio sulle “duration”. Il problema è che la sua rincorsa degli ultimi mesi appare quasi eccessiva, grazie al Q.E., con una performance a 30 giorni del 5,8%. Un trend quasi esagerato, che potrebbe essere giunto a conclusione. Per ora quindi guardare ma non toccare!

► Lotti 100.000 per tre emissioni italiane che occorre quanto meno prendere in considerazione:

Autostrada Brescia Verona Padova (rating BBB-): valuta euro, scadenza 30/3/2020, tasso fisso 2,375%, ammontare di 600 milioni di EUR, taglio minimo 100.000 EUR e Isin XS1205716720.

Banco Popolare Vicenza (rating BB): valuta euro, scadenza 20/3/2020, tasso fisso 2,75%, ammontare di 750 milioni di EUR, taglio minimo 100.000 EUR e Isin XS1205644047. Titolo senior.

Credem (rating BBB): valuta euro, scadenza 13/3/2025, tasso fisso 3,125%, ammontare di 220 milioni di EUR, taglio minimo 100.000 EUR e Isin XS1199020295. Titolo covered bond, quotato al Lussemburgo.

► In dollari Usa due emissioni con lotti minimi bassi:

Avis Budget Car (rating BB-): valuta dollaro Usa, scadenza 15/3/2025, tasso fisso 5,25%, ammontare di 375 milioni di USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin USU05375AN77. Il titolo è quotato alla Borsa di Berlino.

Reliance Intermediate Holdings (rating Ba2 di Moody’s): valuta dollaro Usa, scadenza 1/4/2023, tasso fisso 6,5%, ammontare di 375 milioni di USD, taglio minimo 2.000 USD e Isin USC78144AB50. Società canadese specializzata nel noleggio di impianti di condizionamento e riscaldamento. Il titolo non sarà quotato e tratterà solo sul mercato “Otc”.

Sul fronte dei titoli governativi

Spagna: ha collocato 4,52 miliardi di euro in Bonos, con rendimenti in netto ribasso. Nel dettaglio sono stati assegnati 0,910 miliardi su scadenza 2020, con rendimento medio allo 0,386% in calo dallo 0,517% dell’asta precedente, 0,975 miliardi su scadenza 2022, con rendimento allo 0,637% dall’1,147% precedente, e infine 2,634 miliardi su scadenza 2025, con rendimento all’1,023% dal precedente 1,616%.

Le domande degli obbligazionisti

► Persa l’occasione del nuovo bond in yuan di Banca Intesa, riservato a investitori istituzionali esteri e comprato quasi soltanto da quelli asiatici, alcuni lettori ci chiedono se esistano titoli nella valuta cinese a basso taglio. Ce ne sono molti riferiti a emittenti locali, impossibili da acquistare in Italia. Due sul mercato “Otc” che segnaliamo sono pertanto:

Emittente Scadenza Cedola/Rating Taglio/Rendimento Isin
Rabobank 20/9/2015 3,25%   /   AA- 10.000 yuan/   3,6% XS0831025431
IFC World B. 24/9/2019 3,1%     /   AAA 150.000 yuan/ 3,6% XS1111687684

 

Rabobank è uscita di nuovo in settimana su questa valuta, ma con taglio 1 milione di Cny (ecco comunque l’Isin XS1205587733).

► E’ il caso di tornare sui bond della brasiliana Petrobras, trattati sull’“Otc” ed espressi in dollari, con cedole molto elevate? Lo chiede un lettore. La situazione della società è delicata, a causa soprattutto di alcuni scandali che hanno coinvolto i vertici e del calo del prezzo del petrolio. Le obbligazioni hanno risentito pesantemente di tutto questo, ma hanno retto di fronte a voci di default e quant’altro. La 2019 cedola 7,875% (Isin US71645WAN11) è scesa sui 100 e lì naviga. Il consiglio che diamo è di seguire il titolo azionario Petrobras, quotato come Adr al Nyse (sigla PBR): dall’inizio del 2010 continua a calare, essendo passato da oltre 40 Usd a poco più di 5 Usd. Solo sopra i 10 Usd e con trend decisamente rialzista si registreranno segnali di forza e quindi conferme di una maggiore tranquillità anche in campo obbligazionario.

► Infine c’è interesse su che fine ha fatto l’Unicredit subordinato Tier II valuta euro, scadenza 3/5/2025, tasso variabile indicizzato all’Euribor a 3 mesi + 2,75% annuo, ammontare di 2,5 miliardi di EUR, taglio minimo 10.000 EUR e Isin IT0005087116 di cui abbiamo scritto il 23 febbraio. Se n’è persa ogni traccia perché, per il periodo iniziale di tre mesi il bond è riservato alla clientela della banca milanese. Dopo di che dovrebbe andare in quotazione su EuroTlx.

 

Il presente documento non costituisce sollecitazione all’investimento e contiene informazioni giornalistiche a esclusivo scopo informativo

 

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Bond: puntare ancora al $? I migliori sul Mot e quelli preferiti dai fondi. In più le occasioni in euro sul secondario e le novità della settimana, 10.0 out of 10 based on 2 ratings

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