SOLO SUL WEB — 10 febbraio 2015

a cura di Gianpaolo Nodari, Amministratore Delegato di J Lamarck

È raro assistere ad innovazioni reali e allo sviluppo di attività o settori ma, quando questi si presentano, gli investitori dovrebbero essere già “a bordo” invece di cercare di inseguirne il trend.
Probabilmente acquistare una fotocamera Kodak nel 2007 al posto dello smartphone Apple sembrava una buona scelta a chi era propenso a seguire trend consolidati più che anticiparli. Oggi, allo stesso modo, la biotecnologia può essere considerata da alcuni come una semplice moda, destinata a passare col tempo, mentre riteniamo vada intesa come un cambiamento fondamentale nella cura delle malattie, con un impatto reale sulla vita di milioni di persone, forse anche la nostra.

L’immunoterapia, ad esempio, ha rivoluzionato completamente l’approccio alla cura del cancro perché, invece di introdurre farmaci nel nostro corpo, stimola la reazione spontanea del nostro organismo nel combattere la malattia. I nuovi farmaci “immunoterapici” intervengono contrastando i meccanismi usati dalle cellule tumorali per combattere la reazione spontanea del soggetto. La stimolazione del sistema immunitario non è una novità, se pensiamo che Edward Jenner produsse il primo vaccino basato su questo principio alla fine del 18° secolo. Tuttavia, l’immunoterapia come trattamento contro il cancro è relativamente recente dato che il primo farmaco della classe, il Rituximab, è stato approvato nel 1997. Osservare dalla giusta prospettiva questo particolare passaggio storico è essenziale per un investitore che vuole stare al passo con i tempi e seguire la performance del mercato nel lungo termine.

Negli ultimi anni, l’andamento positivo del comparto Selectra Sicav – J. Lamarck Biotech, che a breve debutterà sul segmento ETFPlus di Borsa Italiana, ha portato molti investitori a concludere che tutto il valore sia già stato espresso o che vi sia una bolla nel settore che aspetta solo di esplodere.
Questo perché è molto difficile per un investitore che non abbia una perfetta conoscenza del mercato valutare il grado di crescita che resta ancora da esprimere quando un’attività od un settore registrano un progresso così significativo. L’immunoterapia, per riprendere l’esempio precedente, è un caso emblematico da questo punto di vista. Una visione a breve termine del fenomeno può dare l’impressione che il settore biotech sia sopravvalutato ma probabilmente siamo soltanto agli inizi. Per un investimento a lungo termine ciò che conta è stimare il valore dei prezzi tra 5 o 10 anni, quando il fatturato del comparto sarà quintuplicato o decuplicato rispetto ai livelli attuali.

La spesa farmaceutica globale raggiungerà infatti il record di 1.000 miliardi di dollari nel 2014, guidata dai prezzi dei nuovi trattamenti come Sovaldi di Gilead Sciences per l’epatite C o altri nuovi farmaci antitumorali. Più precisamente, secondo quanto riporta il rapporto dell’istituto IMS Healthcare Informatics, il totale della spesa per farmaci ammonterà quest’anno a 1.060 miliardi di dollari, un aumento del 7% rispetto ai livelli del 2013. Il rapporto indica anche un rallentamento nell’introduzione di farmaci generici (più economici rispetto ai farmaci di marca) poiché, oggi, risulta molto più difficile “copiare” un farmaco biotech. Il rapporto IMS prevede anche un aumento della spesa che arriverà, entro il 2018, a 1.300 miliardi di dollari grazie all’arrivo sul mercato di nuove terapie biologiche innovative.

I farmaci per l’epatite C ed i farmaci antitumorali aggiungeranno circa 200 miliardi di dollari di spesa totale nei prossimi tre anni, mentre per la cura del diabete si aggiungeranno altri 78 miliardi dollari, portando il fatturato totale di farmaci biotech, che oggi ammonta a 100 miliardi, a circa 400 miliardi di dollari nel 2018 per raggiungere poi i 550-600 miliardi nel 2020.

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