INCHIESTA — 27 novembre 2014

Foto portafoglio 600

FERMI TUTTI, QUESTA NON È UNA RAPINA!
MA SI PUÒ FAR DI MEGLIO

di Sandra Riccio

Occorre riconoscerlo.
I gestori family in filiale si danno parecchio da fare per cercare di capire che  tipo di investitore hanno davanti.
Un primo breve check-up è di rito.
Poi però le soluzioni proposte
non sempre sono le più adatte alle vere esigenze del risparmiatore.
Più che altro sembrano orientate a margini di guadagno più alti oltre che agli obiettivi di raccolta.
E questo nonostante la pressione della Banca d’Italia e la direttiva Mifid che impongono obiettivi commerciali, di prodotto o di bilancio
degli istituti che non vadano a scapito dei risparmiatori. Del resto, per sostenere il conto economico,  che soffre a causa dei bassi tassi d’interesse, gli istituti di credito sono costretti a puntare sempre di più su servizi come la vendita
di prodotti più redditizi per la banca anche nelle filiali sparse su tutto il territorio.

Per capire cosa succede nel dietro le quinte della consulenza bancaria abbiamo verificato sul campo che cosa propongono in questo momento i maggiori istituti di credito a chi si avvicina per la prima volta a un loro sportello.
Per questo siamo stati nelle filiali di Milano di IntesaSanpaolo, Unicredit, Mps, Bnl e Banca Popolare di Milano.

Il nostro obiettivo?

Mettere a frutto un gruzzolo di 50mila euro con strumenti semplici, senza rischio e alla portata di tutti. Il risultato? Tanti consigli di acquisto per le obbligazioni della banca, per i fondi comuni come pure per le polizze vita, per i piani di accumulo e persino per vecchi arnesi come i buoni risparmio o per strumenti datati come i conti deposito. In quasi tutti i casi ci è stata richiesta l’apertura del conto corrente e quindi di diventare nuovi clienti, con tutti i costi legati a un nuovo rapporto di conto. L’antico vizietto di guardare soprattutto al proprio tornaconto sembra ancora ben radicato. Di contro un solo istituto ci ha suggerito la sottoscrizione del Btp Italia (in collocamento nei giorni in cui abbiamo svolto l’inchiesta), uno strumento estraneo al paniere dei prodotti della banca e per di più dalle basse commissioni ma che è pensato proprio per i risparmiatori più prudenti. Con un rendimento sì basso (1,15% lordo annuo)
ma quasi sempre più alto di quanto offerto dalle soluzioni che ci sono state mostrate durante i vari colloqui.

La versione integrale dell’articolo è presente sul mensile F-Risparmio&Investimenti di Novembre

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Cosa offrono le banche a chi ha 50.000 euro da investire, 1.5 out of 10 based on 2 ratings

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