BOND — 20 ottobre 2014

Foto Btp Italia

E’ l’ultima puntata della rubrica “Bond & dintorni”. Da lunedì prossimo non sarà più pubblicata, a causa di altri impegni. Ringrazio i tanti lettori che mi hanno seguito e incoraggiato in quasi tre anni e mezzo di costanti aggiornamenti settimanali.

  Come generare reddito con le cedole delle obbligazioni e i dividendi degli Etf di Lorenzo Raffo Si riparte con il Btp Italia, ma in questa occasione è più difficile valutarne la validità, perché il quadro generale risulta diverso rispetto al passato. Sottoscrivibile da oggi attraverso il Mot da qualunque investitore privato, offre un rendimento minimo dell’1,15%, con tasso cedolare reale annuo definitivo fissato al termine del periodo di raccolta degli ordini di acquisto: non potrà essere minore dello stesso 1,15%. Si pensa che il risultato finale risulterà leggermente inferiore rispetto al Btp collocato nella scorsa primavera e con scadenza aprile 2020. Per la prima fase del periodo di collocamento, dal 20 al 22 ottobre salvo chiusura anticipata, il codice Isin del titolo è IT0005058901. La scadenza è quella del 27/10/2020 e quindi sarà il titolo più lungo nell’offerta dei Btp Italia. Ha senso acquistarlo? Ormai questa tipologia di titoli viene vista come soluzione per collocare la tanta liquidità presente in molte posizioni di piccoli e medi investitori, grazie soprattutto al vantaggio dell’aliquota fiscale al 12,5%. Attualmente l’indicizzazione all’inflazione ha davvero poco “appeal”, ma è pur certo che il rendimento minimo garantito collegato con il vantaggio fiscale costituisce un motivo di richiamo, soprattutto se la deflazione peggiorasse, perché comunque con il Btp Italia si ha un primo livello assicurato. E’ quindi una risposta idonea per istituzionali e investitori molto prudenti. Alternative? A chi sia un po’ più aggressivo consigliamo (e lo facciamo da tempo) di collocarsi su prodotti legati all’inflazione di altre aree, fuori euro, che hanno in alcuni casi rendimenti facciali modestissimi, talvolta addirittura “yield” negativi, ma movimenti di prezzo (al rialzo!) nettamente maggiori rispetto a quelli dei titoli di Stato italiani. Il “delta” inflazione fra la nostra area e quella di Paesi quali Usa, Australia, Neo Zelanda, Gran Bretagna e altri ancora è abissale. Quando l’economia ripartirà a livello mondiale, in quei contesti si verificherà un rimbalzo degli indici dei prezzi, come già avvenuto perfino quest’anno, pur in presenza di un contesto fiacco. Eppure! E’ pur vero che su una scadenza 2020 c’è da sperare che anche in Europa si riscontri un rilancio inflattivo nel medio termine. Da questo punto di vista c’è il vero valore del Btp Italia: la Bce parla di un obiettivo 2%, contro un – diciamo – 0% attuale nel nostro Paese. Se Draghi riuscisse nel suo intento sarebbe tutta manna a favore di tale titolo, cui vanno anche ascritti due ulteriori punti forti: una bassa volatilità delle quotazioni delle emissioni precedenti e il fatto di essere proposto in un momento difficile per i mercati. Ciò ha convinto il Tesoro a tenere leggermente più alta l’asticella del rendimento minimo garantito rispetto alla previsione iniziale di solo l’1%. L’OBBLIGAZIONE DELLA SETTIMANA Già più volte abbiamo segnalato in passato la validità dell’offerta dell’emittente governativo australiano, uno dei veri pochi tripla A rimasti sul mercato. Inevitabilmente poniamo quindi l’accento sulla nuova obbligazione Australia, dalle seguenti caratteristiche: valuta dollaro australiano, scadenza 21/4/2037, cedola 3,75%, lotto minimo 1000 AUD (sebbene l’emittente non lo precisi), ammontare di 7 miliardi di AUD e Isin AU000GSBG374. Caratteristica poco conosciuta è che ben il 70% del debito australiano appartiene a fondi pensione e Banche centrali. Indubbiamente il rischio tassi è elevatissimo su una scadenza 2037, ma qui si è in un forziere ben più solido rispetto a quasi tutti gli altri governativi. Per ora non si ha indicazione di prezzo sul secondario ed è possibile che l’esordio avvenga sotto la pari, ma monitorare quest’obbligazione è fondamentale per chi cerchi quel poco di sicurezza che c’è ancora in giro per il mondo. SOVRANNAZIONALI O “STATALI” AAA SULLE VALUTE ESOTICHE Continuiamo a segnalare anche oggi alcune riaperture di obbligazioni emesse da organizzazioni sovrannazionali o banche statali (AAA) in valute emergenti, un ritornello continuo, ma inevitabile nella fase attuale per chi cerchi rendimenti elevati (pur con l’inevitabile rischio cambio). Ecco le novità dell’ultima ottava: Bei (riapertura): valuta rand sudafricano, scadenza 21/12/2017, cedola 5,75%, lotto minimo 10.000 rand, ammontare di 2,85 miliardi di rand e Isin XS0875343591. Il titolo, quotato anche al nostro Mot, gira sui 96, con “yield” del 7,2%. KfW (riapertura): valuta real brasiliano, scadenza 15/12/2016, cedola 9,5%, lotto minimo 5.000 real, ammontare di 450 milioni di real e Isin XS0973219065. Il titolo, quotato su varie Borse europee, gira sui 93,3, con “yield” 9,7%. Inter-American Development Bank (IADB) (riapertura): valuta rupia, scadenza 2/9/2016, cedola 6,1%, lotto minimo 50.000 rupie, ammontare di 4 miliardi di rupie e Isin XS1101962618. Il titolo, quotato su varie Borse europee, ha prezzi differenti da piazza a piazza. La verifica della liquidità lo dà meglio piazzato sulla piattaforma Traxx, dove riporta una quotazione di 100,1, con “yield” 6,07%. I MIGLIORI RENDIMENTI SULLE DIECI VALUTE PIU’ AGGRESSIVE In una settimana con poche novità significative in termini di emissioni, riproponiamo la ricerca delle migliori occasioni sulle dieci valute preferite dagli obbligazionisti, perché caratterizzate da maggiore volatilità. I titoli prescelti sono tutti con buon livello di scambi e bassi lotti minimi. Rublo russo (1 EUR = RUB 52,31) Valuta fuori controllo, per le note vicende geopolitiche e la debolezza del petrolio. E’ ai minimi storici sull’euro.

Emittente Scadenza Cedola – Lotto Prezzo – Yield Isin
Deutsche Bank 28/9/2015 6,40%   100000 95,8        11,5% XS0826266628

100.000 RUB = 1925 euro. Ci sono molti titoli di emittenti russi o comunque poco conosciuti con “yield” anche nettamente superiori, ma la migliore emissione occidentale – come rendimento – trattata su vari mercati è quella di Deutsche Bank. Lira turca (1 EUR = TRY 2,88) Resta nella fase di lateralità iniziata a maggio. Debolezza sopra 2,9 contro euro e segnale di forza sotto 2,8.

Emittente Scadenza Cedola – Lotto Prezzo – Yield Isin
Rabobank 16/7/2015 6,95%     10000 98,0        10,1% XS0802887603

Real brasiliano (1 EUR = BRL 3,15) Forte volatilità in previsione del secondo scrutinio delle Presidenziali del 26 ottobre. Sotto 3,05 contro euro segnale di forza.

Emittente Scadenza Cedola – Lotto Prezzo – Yield Isin
IFC WorldBank 29/1/2018 5,00%     10000 83,2        11,4% XS0878749745

Rupia indonesiana (1 EUR = IDR 15502) Lenta fase di miglioramento sull’euro, con alterne fasi di media volatilità.

Emittente Scadenza Cedola – Lotto Prezzo – Yield Isin
IADB 28/9/2015 4,20%     50 mil. 96,3          8,5% XS0825871873

50 milioni = 3237 euro Rupia indiana (1 EUR = INR 78,77) Prosegue il rafforzamento sull’euro e i margini di crescita sono ancora rilevanti.

Emittente Scadenza Cedola – Lotto Prezzo – Yield Isin
IFC WorldBank 10/6/2021 8,25%     10000 108,7        7,2% US45950VDB99

Peso messicano (1 EUR = MXN 17,31) E’ una specie di “micro dollaro”, con movimenti però più accentuati. Sotto i 17 dovrebbe proseguire il rafforzamento sull’euro.   

Emittente Scadenza Cedola – Lotto Prezzo – Yield Isin
IADB 5/12/2024 7,5%         1000 116,8        5,2% XS0300626479

100.000 = 5.766 euro Dollaro neo zelandese (1 EUR = NZD 1,61) Da luglio è iniziata una fase di debolezza, che l’ha riportato indietro sull’euro, ma la fascia di oscillazione resta modesta.

Emittente Scadenza Cedola – Lotto Prezzo – Yield Isin
Banca Imi 8/9/2019 5,2%         2000 100,2        5,1% IT0005045247

  Dollaro australiano (1 EUR = AUD 1,46) Nelle ultime settimane debolezza sull’euro, che potrebbe proseguire, ma il sottostante economico è uno dei più solidi del mondo.  

Emittente Scadenza Cedola – Lotto Prezzo – Yield Isin
GoldmanSachs 8/9/2021 4,7%       10000 99,5          5,4% AU3CB0223741

  Dollaro canadese (1 EUR = CAD 1,44) Da inizio anno si sta rafforzando sull’euro, pur con qualche incertezza nelle ultime settimane.

Emittente Scadenza Cedola – Lotto Prezzo – Yield Isin
Bell Telephone 16/3/2035 6,1%         1000 113,6        5,1% CA07813ZAT18

Rand sudafricano (1 EUR = ZAR 14,20) Lento rafforzamento sull’euro, sebbene ancora a livelli storicamente molto bassi.

Emittente Scadenza Cedola – Lotto Prezzo – Yield Isin
ING 16/8/2023 8,25%     10000 92,5          9,8% XS0963375158

DINTORNI: SOTTO OSSERVAZIONE UN ETF HIGH YIELD MA SHORT DURATION I bond high yield rappresentano un mondo a parte, su cui pochi investitori puntano, per vari timori. L’alternativa è allora – inevitabilmente – di scegliere la strada degli Etf. Su Borsa Italiana ve ne sono quotati vari, fra i quali prendiamo in considerazione l’iShares $ Short Duration High Yield (Isin IE00BCRY6003), riferito a un indice che misura la performance di un paniere di obbligazioni corporate “sub-investment grade” denominate in Usd, emesse da società di mercati sviluppati. Nell’indice sono inclusi solamente bond a tasso fisso o step-up con flusso cedolare predefinito. Alla data di ribilanciamento mensile, per essere inclusa nell’indice, un’obbligazione deve avere le seguenti caratteristiche: ● rating medio “sub-investment grade” da parte delle tre principali agenzie di rating; ● scadenza residua compresa tra 6 mesi e 5 anni per i bond non ancora inclusi nell’indice e tra 0 e 5 anni per i bond già compresi nell’indice; ● scadenza all’emissione compresa tra 1 e 15 anni. Il livello degli scambi è abbastanza buono, con una continuità giornaliera di contratti e inoltre questo Etf distribuisce un dividendo in dollari. Per ora lo storico è molto ridotto, poiché l’esordio è avvenuto sul mercato a inizio anno: il 21 maggio sono stati pagati 2,0616 USD, con un rendimento a quella data del 2,7%. Da agosto le quotazioni sono cresciute notevolmente da 74 euro agli oltre 80 euro di inizio ottobre, cui ha fatto seguito una forte correzione, con successivo mini rimbalzo. La scelta della short duration incide logicamente sulla selezione dei bond, ma la struttura si adatta a investitori dal profilo mediamente prudente, che intendano inserire in portafoglio – in alcune fasi dei mercati – una componente di rischio non eccessivo. Lorenzo Raffo

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Bond & dintorni: Btp Italia, questa volta conviene davvero? I migliori rendimenti sulle dieci valute più irruenti. Un Etf sugli high yield a bassa “duration” in dollari, 8.9 out of 10 based on 15 ratings

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