FONDI & C — 20 ottobre 2014

di Arnoldo Valsangiacomo, membro del consiglio di amministrazione di ETHENEA Independent Investors S.A. e gestore di portafoglio degli Ethna Funds. 

“Le banche centrali hanno portato i tassi d’interesse su livelli praticamente nulli e in questo contesto l’attrattiva dei dividendi ha continuato ad aumentare, al punto che per molti investitori le cedole azionarie hanno preso il posto dei pagamenti d’interessi che in passato si ottenevano dai mercati obbligazionari”.

Dal  1985 oltre il 60% degli utili degli azionisti deriva dal reinvestimento dei dividendi e il resto proviene dalla crescita degli utili e dall’incremento del rapporto prezzo/utili: noi riteniamo che nei prossimi anni la distribuzione dei dividendi continuerà ad aumentare in modo costante e nel 2015 soltanto in Europa le società distribuiranno ai loro investitori più di 300 miliardi di euro”.

Naturalmente non tutti i titoli ad alto dividendo sono uguali. I dividend yield superiori al 6% nel settore delle telecomunicazioni e al 5,7% in quello petrolifero appaiono interessanti ma è comunque necessaria prudenza. Non sempre i rendimenti interessanti superiori al 5% sono coperti dagli utili stimati. Il settore delle telecomunicazioni distribuisce già dividendi più elevati rispetto al reddito che genera. Inoltre, le società dei settori delle telecomunicazioni e delle utilities effettuano ingenti investimenti, che potrebbero mettere sotto pressione i dividendi elevati. Nel settore petrolifero e gas gli investimenti vengono ridotti, il che pone i dividendi su un terreno più sicuro: tuttavia un netto calo del prezzo del petrolio potrebbe mandare all’aria i piani degli investitori. D’altro canto, le compagnie assicurative distribuiscono meno del 50% degli utili, ciononostante il dividend yield è superiore al 5,5.

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Azioni ad alto dividendo? Non sono tutte uguali. Ecco i settori più sicuri, 3.0 out of 10 based on 3 ratings

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