Altro SOLO SUL WEB — 10 settembre 2014

Gli hedge fund hanno subìto l’incerto clima estivo che ha interessato non solo le condizioni atmosferiche ma anche i mercati finanziari. Dopo i temporali di fine luglio e dei primi 10 giorni di agosto, con perdite per i mercati azionari e obbligazionari corporate, l’industria degli hedge ha interamente recuperato ad agosto l’1% di performance persa a luglio. E ora? Giovanni Fulci, Banca MPS, esperto di investimenti alternativi fa il punto della situazione sul mondo hedge e spiega come il riaccumulo di posizioni abbia portato il beta, ossia la reattività rispetto al mercato azionario su livelli storicamente elevati.

L'estate "incerta" dei mercati finanziari e degli hedge fund Fonte: dell'autore su dati Bloomberg LP, HFR Asset Management LLC, Deutsche Bank Index Quant, Lyxor, Standard & Poor's

L’estate “incerta” dei mercati finanziari e degli hedge fund
Fonte: dell’autore su dati Bloomberg LP, HFR Asset Management LLC, Deutsche Bank Index Quant, Lyxor, Standard & Poor’s

Tabella

 

 

 

 

 

 

Contesto macro

Le nubi rappresentate dai rischi geopolitici (Medio Oriente, Ucraina/Russia), i    dubbi sulla crescita nell’area euro e i problemi del Banco Espirito Santo sono state dissipate con il potere della liquidità delle Banche centrali. Draghi ha dapprima reso noto a Jackson Hole che la Bce era pronta per ulteriori misure di stimolo monetario e poi ha effettivamente annunciato queste misure il 5 settembre scorso andando oltre le aspettative del mercato. La decisione della Bce di ridurre ulteriormente i tassi ufficiali ha esacerbato il rally dei tassi, che sui  titoli governativi sono arrivati a minimi storici assoluti. Con un tipico comportamento “buy the rumour, sell the news’ dal 5 settembre in poi si assiste a prese di profitto sia sulle azioni che sulle obbligazioni.

Orientamento portafogli

In questo contesto vi è una visione benevola sulla crescita tra i gestori di hedge fund che hanno in media riaccumulato posizioni nei portafogli, sebbene con riluttanza, dopo averle ridotte a fronte delle perdite di fine luglio/inizio agosto. Di conseguenza il beta (ossia la reattività) rispetto al mercato azionario è salito da 0,25 a 0,30, ossia se il mercato sale (scende) del 10% ci si può attendere che, in media, l’industria  guadagni (perda) il 3% (-3%). Questo livello di beta è storicamente elevato.

Opportunità per valutari e gestori sistematici

Dopo anni di sottoperformance i gestori valutari potrebbero avere davanti un ‘opportunity set’ positivo nei prossimi mesi. La volatilità sulle valute ha infatti toccato un minimo storico assoluto pari al 5% in luglio. Da questo livello è iniziato un trend di incremento della volatilità (ora al 6%-7%, durante la crisi del 2008 era arrivata al 20%-25%). Il possibile ritorno della volatilità sulle valute, se sostenuto, potrebbe beneficiare nei prossimi mesi i fondi specializzati su valute e quelli con una porzione di portafoglio dedicata al trading valutario come i global macro e i sistematici/Cta.

I gestori sistematici (cosiddetti Cta, che cavalcano i trend di medio termine del mercato) hanno mostrato ottime performance ad agosto perché avevano, e continuano a mantenere, posizioni lunghe sulle obbligazioni e sulle azioni. Molti di questi gestori hanno poi comprato dollari per vendere euro. La volontà della Banca centrale europea di indebolire l’euro gioca a favore di queste posizioni. Il maggior rischio per questi gestori è un rialzo dei tassi combinato a una discesa delle azioni.

Si era evidenziato in un precedente articolo a metà luglio che, dopo anni di sottoperformance, le strategie CTA/Managed Future suscitavano di nuovo interesse. Si rileva che i CTA sono stati la migliore strategia ad agosto. Si evidenziava nello stesso articolo che la strategia Convertible Arbitrage non era in generale attraente: nel successivo bimestre questa strategia è stata tra le peggiori.

Attenzione a Russia e Scozia

Alcuni gestori stanno guardando alla situazione in Russia per prendere posizione sui bonds (che rendono il 9%-10%) e sulla valuta appena vi sarà un miglioramento sul fronte geopolitico. Vi è preoccupazione per le conseguenze della possibile vittoria del ‘Sì’ nel referendum per l’indipendenza della Scozia, che si terrà il 18 settembre.

Il rischio di guidare guardando lo specchietto retrovisore

Ambienti di mercato benevoli come quello attuale non perdonano l’indulgere nella compiacenza. Poiché le performance sono originate dai rischi che si prendono, è di fondamentale importanza  capire se i modelli di rischio utilizzati dai portfolio manager sono troppo indulgenti nella stima dei rischi futuri. Dopo anni di mercati in crescita, e con volatilità bassa, gli eventi ‘estremi’ stanno uscendo dai radar dei modelli utilizzati per misurare i rischi dei portafogli, e quindi il rischio oggi stimato è in aggregato basso. Ciò avviene perché questi modelli si basano spesso su finestre temporali mobili di misurazione dei rischi che di solito guardano indietro fino a 1-3 anni. Ad esempio, l’ultimo evento nel quale si sono registrate perdite significative sui mercati è quello di agosto-settembre 2011. Questo evento, passati tre anni, non viene più misurato da molti modelli di rischio, con il pericolo di una sottostima delle potenziali perdite delle posizioni in portafoglio e delle loro più elevate correlazioni in fasi di stress dei mercati. E’ come guidare un’auto guardando solo lo specchietto retrovisore, escludendo che davanti a noi vi siano curve perché i precedenti 3 Km sono stati di rettilineo.

 

 

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Fondi hedge: le mosse dei gestori dopo le incertezze estive, 9.3 out of 10 based on 6 ratings

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