BOND — 08 settembre 2014

 

shutterstock_86375947Come generare reddito con le cedole delle obbligazioni e i dividendi dei fondi

di Lorenzo Raffo

Draghi ha fatto il suo “compitone”, che andrà trasformato in azioni concrete nei prossimi mesi. Tutto questo servirà però a poco se i Governi dei Paesi più in crisi (con Italia e Francia in testa) continueranno a blaterare di riforme per ora vagamente ipotizzate solo a parole. Fra le quali il tema del debito pubblico non viene minimamente toccato. E’ evidente che in un contesto così oscuro investire diventa più complicato. Eppure proprio dal mondo delle obbligazioni qualche risposta giunge. Se è vero infatti che parte della strategia della Bce ha un obiettivo occulto di indebolire l’euro, l’unico modo facilmente accessibile di sfruttare una simile svolta sta nell’indirizzare parte dei portafogli nella direzione dei bond espressi in altre valute. Questa rubrica lo sostiene da mesi e chi ci ha seguito ha già riportato ottimi profitti in conto capitale. Per alcune emissioni a tasso fisso, uscite nell’ultimo anno, sono addirittura comprese nella forchetta fra il 10 e il 20%, soprattutto nel caso del dollaro Usa, dove al crescere delle quotazioni si è aggiunta la consistente rivalutazione in termini di divisa. E ora? Proseguire a manetta su questa strada? Un po’ di cautela si impone, poiché il calo dell’euro è stato troppo accentuato nelle ultime sedute e potrebbe portare a qualche delusione nel breve termine. Da un punto di vista strutturale certamente una svolta però è iniziata. I “media” americani hanno sottolineato come qualche analista veda addirittura il cambio euro/dollaro sulla parità entro alcuni anni. C’è da fidarsi?

█ Tornerà il su e giù sulle valute, occasione d’oro per gli obbligazionisti

Negli ultimi anni la direzionalità ha avuto – come trend globali – il sopravvento nel settore delle valute, con l’euro per lungo tempo rafforzatosi, annullando fino a qualche mese fa qualsiasi operatività nel campo delle obbligazioni in altre divise. Un analista di Lombard Odier spiega così quanto accaduto: “L’interventismo delle Banche centrali ha giocato un ruolo di stabilizzazione del mercato dei cambi, con flussi controciclici che hanno frenato la volatilità. Inoltre le incertezze delle economie sono state un freno nel definire le tendenze, talvolta contradditorie”. Da qualche mese però si avverte un’inversione e ciò interessa soprattutto l’euro, che si redimerà solo se scenderà rispetto ai rapporti di cambio di oggi. Attenzione però a credere che tutto sia semplice. Il ritorno della volatilità è dato per scontato: quindi direzionalità sì, ma con fasi e controfasi. E’ questa un’occasione per chi opera con le obbligazioni, che hanno “airbag” molto più solidi rispetto agli altri strumenti con cui si può investire nel settore valutario. La presenza della cedola e in alcune divise del “cedolone” consente di attenuare eventuali errori (se non madornali), mentre l’operatività può essere molto meno esasperata rispetto a chi si esercita con mercato “spot”, “future”, opzioni ed Etf di tale tipo. Si tratta di un altro mondo, adatto – pur con tante cautele – anche a chi non sia un investitore professionale. Come agire? Ci sono due strade, quella di un trading – pur non troppo stretto – e quella di un posizionamento strategico di medio periodo. Ecco alcuni suggerimenti per chi voglia percorrere l’una o l’altra via.

█ Seguire i movimenti delle divise può rendere, purché con una precisa strategia

Cominciamo da chi si voglia collocare sulla linea del trading di bond. Lo può fare attuando alcune previse linee di condotta:

► specializzarsi su una o due valute al massimo, da seguire giornalmente per chi ha tempo o settimanalmente per chi ha altri impegni; è comunque inopportuno rivolgersi in maniera generalizzata a molte divise;

► puntare su una o due obbligazioni per ciascuna delle valute prescelte (di seguito una selezione di emissioni significative e mediamente a basso rischio, la stessa consigliata a chi preferisce non puntare sul trading), molto liquide, con elevato rating e soprattutto a bassa “duration”. Occorre infatti eliminare i pericoli di “spread” e di qualità del credito, che deve essere alta;

► preferibile scegliere bond quotati sul Mot o comunque su Borse primarie, per poter accedere facilmente ai dati di mercato mediante i relativi siti Internet.

► frazionare il capitale destinato a tale trading in diverse quote, per poter mediare nel caso il mercato vada contro; la parola mediare è sempre sconsigliabile, ma in questo caso la si può suggerire, proprio per le caratteristiche delle obbligazioni.

► non esagerare con l’operatività, la quale va impostata sulla macrovolatilità dei cambi, che un’analisi tecnica abbastanza semplice consente di seguire, grazie a una conoscenza anche solo delle regole di base.

Se tutto questo non vi convince ecco allora un altro modo di investire, più direzionale. E’ opportuno comunque ricordare che l’investimento in bond in valuta richiede rigore e maggiori verifiche rispetto alle obbligazioni in euro.  

█ Un portafoglio prudente (pur a rischio cambio), per chi non vuole fare trading

Investire sulle valute ha un senso ma ci sono due incertezze: la prima – evidente a tutti – è la direzione sfavorevole del cambio, rischio che attualmente sembra meno rilevante rispetto al passato nel caso dell’euro. La seconda – più complessa – riguarda le politiche monetarie dei Paesi sulle cui divise si investe: qui si apre un dilemma, perché prevedere oggi cosa succederà ai tassi di interesse di Usa, Turchia, Russia, Norvegia o Gran Bretagna è davvero impossibile. Ecco allora che proponiamo un portafoglio prudente, cioè a bassa “duration” espresso in divise diverse dall’euro. In questo modo una parte almeno delle incertezze viene raffreddata. I rendimenti certamente scendono, nel caso di alcune divise, riaprendo la solita diatriba se sui bond in valuta sia meglio esporsi sulle scadenze corte o su quelle lunghe. Un tema che non si può di certo trattare in questa sede. Oggi andiamo comunque sul corto.

Dollaro Usa

Emittente Scadenza/Lotto Cedola – Yield Isin Quotazione
Merck 18/5/16 / 2000 0,70% – 0,55% US58933YAD76 Deutsche Borse
Philip Morris 16/5/16 / 2000 2,50% – 0,60% US718172AJ81 Deutsche Borse
Walt Disney 16/8/16 / 2000 1,35% – 0,64% US25468PCM68 Deutsche Borse
AT&T 15/8/16 / 2000 2,40% – 0,82% US00206RAY80 Deutsche Borse
Rep. of Italy 25/1/16 / 100000 4,75% – 0,84% US465410BQ08 Mot Italia
Pfizer 15/1/17 / 2000 0,90% – 0,88% US717081DD29 Deutsche Borse
Daimler 15/9/16 / 150000 2,62% – 1,00% USU2339CAR98 Deutsche Borse
Orange 14/9/16 / 2000 2,75% – 1,20% US35177PAV94 Deutsche Borse
Unicredit 13/10/15 / 100000 5,18% – 2,80% XS0524202610 Deutsche Borse
Rep. Croatia 27/4/17 / 200000 6,25% – 3,06% XS0776179656 Lussemburgo
RCC (1) 15/6/16 / 1000 7,25% – 3,20% US780153AR35 Deutsche Borse

(1)  Royal Caribbean Cruises

Corona norvegese

Emittente Scadenza/Lotto Cedola – Yield Isin Quotazione
Bnp Paribas 9/3/16 / 10000 4,62% – 2,74% XS0582604798 Lussemburgo
Volkswagen 22/8/17 / 10000 2,00% – 2,00% XS1101833991 Stoccarda

 

Sterlina inglese

Emittente Scadenza/Lotto Cedola – Yield Isin Quotazione
Heineken 10/3/15 / 1000 7,25% – 2,24% XS0416081296 Deutsche Borse
Bei 7/9/16 / 1000 4,87% – 2,22% XS0274987873 Mot Italia
Volkswagen 15/12/16 / 1000 1,25% – 2,04% XS0910489904 Deutsche Borse
Ing Bank 23/12/16 / 1000 3,87% – 2,00% XS0721807716 Deutsche Borse

 

Rublo russo

Emittente Scadenza/Lotto Cedola – Yield Isin Quotazione
DeutscheBank 28/9/15 / 100000 6,40% – 11,0% XS0826266628 Otc (liq. media)
Rabobank 25/5/17 / 50000 6,68% – 9,7% XS0849405773 Otc (liq. media)
World Bank 2/9/16 / 50000 6,00% – 8,7% XS0971146096 Lussemburgo
Bei 30/9/16 / 50000 6,50% – 8,5% XS0544309908 Lussemburgo
Banca Imi 28/6/16 / 60000 8,30% – 4,3% IT0004938129 Mot Italia

 

Lira turca

Emittente Scadenza/Lotto Cedola – Yield Isin Quotazione
Ebrd 27/10/16 / 10000 5,13% – 8,9% XS0834479403 Deutsche Borse
Banca Imi 19/4/16 / 3000 7,40% – 8,6% IT0004918410 Mot Italia
Ibrd 9/5/17 / 1000 13,62% – 8,3% XS0299049527 Deutsche Borse
KfW 16/1/17 / 1000 5,00% – 8,1% XS0875628165 Lussemburgo
Bei 25/1/16 / 1000 7,25% – 7,8% XS0580501210 Mot Italia

 

Dollaro canadese

Emittente Scadenza/Lotto Cedola – Yield Isin Quotazione
Ford Credit 21/11/16 / 1000 2,63% – 2,0% CA34527ABE97 Otc (liq. Alta)
Rabobank 28/3/17 / 1000 4,40% – 2,0% CA749770AK99 Deutsche Borse

 

Dollaro australiano

Emittente Scadenza/Lotto Cedola – Yield Isin Quotazione
Ebrd 30/1/15 / 1000 0,5% – 3,6% XS0160733001 Otc (liq. Alta)
Gen. Electric 17/2/17 / 1000 5,75% – 3,3% XS0747381928 Deutsche Borse
Bnp Paribas 25/5/16 / 1000 7,00% – 3,3% AU3CB0176295 Deutsche Borse
KfW 10/8/17 / 1000 3,75% – 2,9% AU0000KFWHV4 Deutsche Borse

 

Peso messicano

Emittente Scadenza/Lotto Cedola – Yield Isin Quotazione
Rabobank 24/1/17 / 1000 8,75% – 3,7% XS0253959307 Lussemburgo
Ibrd 17/11/15 / 1000 4,62% – 2,7% XS0557996526 Lussemburgo

 

Rupia indiana

Emittente Scadenza/Lotto Cedola – Yield Isin Quotazione
Ebrd 18/2/15 / 100000 7,65% – 7,2% XS1029172605 Stoccarda

 

Rembimbi cinese

Emittente Scadenza/Lotto Cedola – Yield Isin Quotazione
Ford Motor 26/3/15 / 1 milione 4,87% – 3,9% XS0717183015 Deutsche Borse
Renault 11/4/16 / 1 milione 4,65% – 3,8% FR0011459874 Deutsche Borse
Veolia 28/6/17 / 1 milione 4,50% – 3,5% FR0011278571 Deutsche Borse
Unilever 27/2/17 / 1 milione 2,95% – 2,6% XS1038295850 Deutsche Borse

I titoli in renminbi sono tutti a elevato taglio (1 milione CNY = 125.000 euro)

NUOVE EMISSIONI CON PICCOLI TAGLI

█ Il tema è d’obbligo: le valute. Iniziamo proprio dalle novità su questo fronte

Inevitabilmente, visto quanto appena detto, occorre iniziare con le novità nelle valute diverse dall’euro. Ecco le più significative.

Rand sudafricano

Continua il rafforzamento di questa moneta sull’euro, con il superamento di quota 14, ma il canale è sempre molto “morbido”. La novità della settimana è una riapertura:

Bei (rating AAA): cedola 6,75%, scadenza 15/9/2017, lotto minimo 5.000 ZAR, ammontare di 400 milioni di ZAR e Isin XS0994434487. Il prezzo di “re-offer” è stato di 99,1195.

Dollaro neozelandese

E’ stato uno dei primi a rafforzarsi nei confronti dell’euro, sebbene il precedente processo di indebolimento non fosse stato accentuato. Mediamente volatile, può essere inserito nelle divise forti del contesto internazionale, non proprio un “rifugio” – tipo franco svizzero – ma una moneta comunque a basso rischio. Tre le novità degli ultimi giorni su questo fronte:

Bnp Paribas (rating A+): cedola 5%, scadenza 12/9/2018, lotto minimo 2.000 NZD, ammontare di 25 milioni di NZD e Isin XS1090394385. Attenzione: è una piccola emissione, che avrà probabilmente riaperture successive. Per ora quota sul secondario a 99,7.

Bei (rating AAA): cedola 4,25%, scadenza 10/9/2018, lotto minimo 1.000 NZD, ammontare di 125 milioni di NZD e Isin XS1107496439. Anche questo titolo è partito sotto 100, assestandosi sui 99,4.

National Australia Bank (rating AA-): cedola 5,125%, scadenza 15/9/2020, lotto minimo 5.000 NZD, ammontare di 100 milioni di NZD e Isin XS1108346757. Situazione identica per la quotazione sul secondario, ferma sui 99,4.

█ In euro ineluttabilmente i tassi vanno al minimo…

L’effetto della riduzione dei tassi in sostanza a zero da parte della Bce si traduce immediatamente in un impatto al ribasso delle cedole delle emissioni di importanti “corporate”, che solo alcuni anni fa erano costrette a concedere anche più del 5%. Segnaliamo per tutti un caso significativo:

Lufthansa (rating Ba1 di Moody’s): cedola 1,125%, scadenza 12/9/2019, lotto minimo 1.000 euro, ammontare di 500 milioni di euro e Isin XS1109110251. Il prezzo di emissione è stato di 99,556.

█ …ma c’è anche chi offre cedole più che decenti

Una società familiare finlandese, Ahlstrom Corporation, specialista nel settore dei materiali costruiti con speciali fibre, si è presentata sul mercato con una nuova emissione priva di rating, piuttosto piccola, ma che ha caratteristiche interessanti in un momento complesso quale l’attuale. Eccone la struttura: valuta euro, cedola 4,125%, scadenza 15/9/2019, lotto minimo 1.000 euro, ammontare di 100 milioni di euro e Isin FI4000108501. Offerta a 99,832, ha uno “spread” di 370 b.p. sull’equivalente mid-swap governativo finnico, con “duration” 4,6. La società ha di recente annunciato un nuovo piano strategico che punta al 2020, con un maggiore focus sui megatrend ambientali e una politica commerciale più globalizzata. La crisi ha tuttavia colpito Ahlstrom, con una riduzione del giro d’affari e un leggero incremento delle perdite (15,4 milioni di euro dopo le tasse) su un fatturato di poco superiore a 1 miliardo di euro. La società è già presente sul mercato obbligazionario con un’emissione 10/11/2015 al 4,5%, che di fatto ha sempre girato fra i 103,2 e i 103,8, con uno “yield” attuale dell’1,7%.

Un pò sopra come cedola si colloca Dic Asset AG, immobiliarista tedesco, la cui emissione non appartiene al settore dei minibond, perché strutturata con ammontare di 125 milioni, che la porta ai vertici – come dimensioni – rispetto alle altre proposte del comparto. Questa la struttura: valuta euro, cedola 4,625%, scadenza 8/9/2019, lotto minimo 1.000 euro, ammontare di 125 milioni di euro e Isin DE000A12T648. La “duration” di 4,6 è allineata alla cedola e questo fatto risulta positivo. I profitti ante imposte della società sono stati nel primo semestre 2014 di 23,6 milioni di euro, contro i 23,1 dell’equivalente periodo 2013. L’utile netto risulta di 4 milioni di euro, su un fatturato annuo di oltre 120 milioni di euro. Il business è incentrato sia sulla vendita sia sull’affitto di immobili soprattutto in conto terzi.

Valutazione: i piccoli-medi collocamenti europei a 1000 euro di taglio sono certamente un fatto positivo. Si riferiscono a realtà quasi del tutto sconosciute in Italia e di cui occorre monitorare i business, ma nell’attuale situazione dei mercati consentono un rapporto rischio/rendimento abbastanza accettabile.

█ In $ riemette l’Ontario, con rating Aa2 (Moody’s) e prelievo fiscale 12,5%

La provincia canadese dell’Ontario ha preferito il dollaro Usa per un’emissione certamente molto solida da ben 2 miliardi di $, che ha vari elementi a suo favore. Eccone le caratteristiche: valuta dollaro Usa, cedola 2,5%, scadenza 10/9/2021, lotto minimo 5.000 $, ammontare di 2 miliardi di $ e Isin US683234C630. Il prezzo di sottoscrizione è di 99,675, ma non ci sono ancora tracce di quotazione sul secondario. Valutazione: la “duration” (6,45) è elevata rispetto al rendimento cedolare e di fatto sconsiglia di collocarsi su un titolo che subirà forti penalizzazioni da un aumento dei tassi Usa. Ci sono però indiscutibili punti forti: la solidità dell’emittente, la liquidità del titolo, la scelta di quotarlo anche in Europa (Borsa del Lussemburgo) e soprattutto il fatto di essere soggetto a un prelievo fiscale del 12,5% in Italia (trattandosi di amministrazione locale, assimilata al debito governativo).

TITOLI DI STATO

█ Gli Usa escono con il tanto atteso tasso variabile in dollari, su scadenza 2016

Ne avevamo anticipato l’esordio circa un anno fa ed ecco finalmente che arrivano sul mercato i tassi variabili dell’emittente governativo Usa. Che potrebbero essere un ottimo collocamento per operazioni di breve periodo in presenza di rialzo dei tassi oltre Oceano e di rafforzamento del dollaro sull’euro. Il lancio è avvenuto timidamente a fine luglio, ma ora trova progressive riaperture e raggiunge l’ammontare “monstre” di 28 miliardi di dollari.  Queste le caratteristiche: valuta dollaro Usa, cedola variabile indicizzata al T-Bill a 13 settimane + 0,07%, scadenza 31/7/2016, lotto minimo 100 USD, ammontare di 28 miliardi di USD e Isin US912828WV86. Per ora in Europa si trovano abbozzi di quotazione sulla piattaforma inglese Xtrakter, ma probabilmente nei prossimi mesi il tasso variabile Usa arriverà anche su Borse regolamentate. Valutazione: sul secondario il titolo risulta molto stabile, muovendosi fra 100 e 100,1. E’ inevitabile che sia così e proprio per questo motivo appare un ottimo strumento per chi voglia cavalcare l’aumento dei tassi oltre Oceano, facendo però attenzione al rapporto euro-dollaro, perché i margini di rendimento sono in questa fase ridottissimi, visto che la cedola attuale è dello 0,10%. L’impatto cambio è quindi decisivo. 

█ 50 anni per la Spagna con cedola 4%

Il Tesoro spagnolo ha prezzato un Bono a 50 anni con rating Baa2 di Moody’s. Queste le caratteristiche: valuta euro, cedola 4%, scadenza 31/10/2064, lotto minimo 1000 euro, ammontare di 1 miliardo di euro e Isin ES00000126D8. Un simile allungamento del debito è un buon segnale per l’emittente e lo dimostra il fatto che sul secondario il prezzo sia subito salito a ben 102,8 contro i 100 di sottoscrizione. Da segnalare la scelta del pagamento annuale della cedola, abbastanza anomala per un titolo di Stato.

NUOVE EMISSIONI CON GRANDI TAGLI

█ L’emittente non è chiaro (in realtà è Swiss Re) ma il rendimento equilibrato se…

Nel complesso mondo della finanza capita di tutto. In questo caso non è chiaro chi sia l’emittente di una nuova emissione in dollari, che alcune fonti identificano come Swiss Re, società assicurativa svizzera, e altre come Cloverie, che in realtà è una sua controllata irlandese. Salvo questo aspetto, alcune caratteristiche dell’emissione sono interessanti, sebbene il lotto minimo sia elevatissimo. Ecco le caratteristiche del bond:  valuta dollaro Usa, cedola 4,5%, scadenza 11/9/2044, lotto minimo 200.000 $, ammontare di 500 milioni di $ e Isin XS1108784510.Il titolo ha una “call” fra dieci anni, dopo di che – se non rimborsato – si trasformerà in un tasso variabile legato al Libor a 12 mesi + 2,908%. Si tratta di un subordinato, con rating A3 di Moody’s. Per ora non si hanno indicazioni dal mercato secondario. Valutazione: collocarsi oggi al 4,5% sul dollaro può essere rischioso per un tasso fisso, ancor più subordinato, ma c’è un aspetto da prendere in considerazione: le previsioni di una politica monetaria Fed poco restrittiva nei prossimi anni stanno facendosi largo oltre Oceano. I tassi potrebbero salire più lentamente di quanto si crede. In presenza quindi di un assestamento sul secondario sotto i 95, questa novità di Cloverie-Swiss Re ha potenzialità di assicurare un 5% lordo per dieci anni, prospettiva tutto sommato più che dignitosa.

█ Fiat torna in scena riaprendo il 4,75% al 2022, che a certe condizioni può piacere

La ricerca di capitali freschi ha portato Fiat Finance and Trade a riaprire la sua emissione per istituzionali, quotata anche al Mot di casa nostra, che aveva ottenuto un certo successo in fase di lancio, ma che ha poi dimostrato un’elevata volatilità. La riapertura è avvenuta a 103,265, mentre sul secondario il titolo quota sopra 104. Queste le caratteristiche: valuta euro, cedola 4,75%, scadenza 15/7/2022, lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 1,35 miliardi di euro e Isin XS1088515207.Il rating è BB e la “duration” di 6,7 nettamente superiore rispetto al rendimento attuale del 4%. Valutazione: oggi uno “yield” 4% in euro non è poco, ma il bond ha dimostrato di subire gli impatti di eventuali notizie negative provenienti dal mercato. Ad agosto è sceso a 101 e un possibile scivolamento sotto 100 potrebbe non essere escluso nel medio termine. La liquidità è abbastanza buona, con uno “spread” contenuto, ma probabilmente in condizioni di “stress” si allargherebbe di molto. Il titolo va quindi tenuto sotto osservazione, in un’ottica 100 e anche sotto, che vorrebbe dire un rendimento netto del 3,5%.

█ La svedese Volvo conferma la sua propensione per i tassi variabili

E’ una vecchia conoscenza degli investitori in tassi variabili e non poteva non approfittare della situazione anomala presente sul mercato per ripresentarsi. Si tratta del costruttore svedese di camion AB Volvo, attivo tramite la filiale Volvo Treasury, che immette sul mercato questo bond: valuta euro, cedola variabile 3 mesi Euribor + 47 bp, scadenza 11/9/2017, lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 300 milioni di euro e Isin XS1107638832. Il rating è Baa2 di Moody’s.

█ Co.co bancari (Unicredit e Santander) sul mercato: eccone le caratteristiche

Li avevamo annunciati la scorsa settimane e ora sono una realtà. I Co.co bancari, una categoria che oggi garantisce elevati rendimenti, ma con rischi inevitabilmente maggiori, stanno piacendo sia agli emittenti sia agli acquirenti. Tutti i dettagli delle due emissioni di Unicredit e Santander sono stati svelati:

Unicredit: valuta euro, cedola 6,75%, scadenza perpetual Additional Tier 1 con opzione “call” il 10/9/2021, lotto minimo 200.000 euro, ammontare di 1 miliardo di euro e Isin XS1107890847. Il “trigger”, cioè il livello di ratio common equity Tier 1 al quale scatterebbe la conversione in azioni, è stato fissato al 5,125%. Attualmente esso si colloca al 10,4%, ma scende al 9,4% applicando integralmente quanto previsto da Basilea 3. Sul secondario il titolo è partito quotando leggermente sopra 100 e collocandosi venerdì in chiusura sui 100,8. Il titolo è quotato al Lussemburgo.

Santander: valuta euro, cedola 6,25%, scadenza perpetual Additional Tier 1 con opzione “call” l’11/9/2021, lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 1,5 miliardi di euro e Isin XS1107291541. Il “trigger”, cioè il livello di ratio common equity Tier 1 al quale scatterebbe la conversione in azioni, è stato fissato al 5,125%, come per Unicredit. Attualmente si colloca al 10,6%. Sul secondario il titolo ha avviato le contrattazioni leggermente sotto 100, per chiudere venerdì a 99,5.

Valutazione: i mercati hanno un’opinione diversa, premiando Unicredit, ma molti fattori portano invece a preferite il Santander: taglio della metà (100.000 contro 200.000 euro), maggiore liquidità, quotato su varie Borse (la principale quella irlandese) e Tier 1 oggi leggermente superiore. Collocarsi sui Co.co è un rischio elevato e molti preferiscono puntare sui fondi specializzati, rinunciando però a cedole significative. La prossima novità dovrebbe toccare all’inglese Hsbc, che sta pianificando emissioni di tale tipo in dollari e forse anche in euro.

DINTORNI: QUESTA VOLTA TOCCA A UN FONDO IMMOBILIARE

In pochi se ne sono accorti, ma a Piazza Affari è quotato un fondo chiuso che dà una rilevantissima cedola – una delle più elevate sull’intero panorama dei prodotti presenti  – strutturato intorno al business per eccellenza, quello immobiliare. Quest’anno ha distribuito 100 euro al lordo dell’imposizione fiscale e nel 2013 ne ha assegnati 87,5 euro. Si tratta di QF Amundi Re Europa (Isin IT0001476412) , che attualmente quota sui 1.141 euro e garantisce quindi un “dividend yield” dell’8,7%.Il fondo investe prevalentemente in immobilinon residenziali messi a reddito del contesto europeo, quindi con un impatto crisi meno forte rispetto a quanto avverrebbe se si riferisse al solo mercato italiano. Lo stacco dei dividendi avviene ogni sei mesi e naturalmente è il frutto degli affitti, relativi a 13 immobili. Secondo alcuni analisti il fondo ha un vantaggio “nascosto”, ovvero uno sconto di quasi il 50% rispetto al NAV. Ciò non esclude che da maggio la quotazione abbia iniziato una fase discendente: il massimo dell’anno è stato infatti toccato il 15/5 a 1.297 euro, contro un minimo del giugno 2012 di 599 euro.

Lorenzo Raffo

 

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