BOND — 21 luglio 2014

Foto febbre

Come generare reddito con le cedole di obbligazioni e i dividendi delle azioni

di Lorenzo Raffo

Non tutti i motivi che hanno fatto provare palpiti agli investitori negli ultimi giorni sono quelli in evidenza sui “mass media” generalisti. Ce ne sono anche altri e forse più preoccupanti, riferiti al fronte finanziario. Uno riguarda il quasi “default” di un governativo, certamente di terzo livello, ma pur sempre governativo: si tratta di Puerto Rico. Molti penseranno “ma chi se ne frega!”. Così non è, perché laggiù si nascondono tesori dell’economia statunitense. E i tentativi di salvare il salvabile lo dimostrano. Ma i bond dello Estado Libre Asociado de Puerto Rico crollano e di fatto non quotano più. Intanto dalla Grecia giungono voci (che tali restano) di una possibile seconda ristrutturazione del debito, relativamente questa volta ai cosiddetti creditori pubblici. Sempre in Europa poi c’è ancora confusione sulla situazione di Banco Espirito Santo. Una conferma? Il subordinato a tasso variabile con scadenza 21/12/2015, che in condizioni normali quoterebbe sui 99-100 si trova a essere scambiato sugli 83 euro, con “spread” fra denaro e lettera di 300 punti base. La vera preoccupazione è però sempre la stessa: il decennale Usa – che negli ultimi giorni è sceso sotto il 2,5% di rendimento – potrebbe (secondo previsioni di alcune banche Usa) a salire al 3% entro fine anno, anticipando nei fatti le decisioni della Fed. La lista dei motivi di tensione non finirebbe qui, ma a chi ci legge interessa ben altro. Oggi la rubrica propone così un portafoglio in difesa e varie occasioni di attacco per chi voglia scegliere l’una o l’altra strategia. In entrambi i casi ci sono alcuni titoli non acquistabili attraverso le piattaforme di trading, le quali evidenziano limiti enormi nel contesto obbligazionario. A ciascuno l’autonomia di trovarsi un canale alternativo: è solo questione di volerlo fare.

█ Più in difesa di così non si può andare!

Per chi non desideri correre rischi articoliamo una proposta di titoli a sicurezza totale, con cui passare non solo l’estate ma anche la possibile oscura seconda parte dell’anno e perfino periodi ben più lunghi, perché espone a indicizzazioni che – nella fase attuale di quasi deflazione e di tassi Bce ai minimi storici – proteggono in una prospettiva perfino di anni dai due maggiori motivi di inquietudine, ovvero improvvisi rialzi dell’inflazione e “duration”. Sono tutti titoli con basso lotto minimo.

Tipologia Emittente/Data Rating Isin Cedola attuale
Inflation linked Spagna 2024 BBB ES00000126A4 1,8% + inflation Eu
Inflation linked Germania 2030 AAA DE0001030559 0,5% + inflation Eu
Inflation linked Francia 2030 AA FR0011982776 0,7% + inflation Eu
Inflation linked Btp Italia 2020 BBB IT0005012783 1,65% + inflation It
Tasso variabile Bei 2018 AAA XS0484565709 0,225 (1)
Tasso variabile Bnp Par. 2019 A+ XS1069282827 0,75% (2)
Tasso variabile GE Cap. 2021 AA+ XS0254356057 0,43% (3)
Tasso variabile Daimler 2016 A- DE000A1TNK78 0,40 (4)

(1)  Euribor a 3 mesi +0,025% – (2) Euribor a 3 mesi + 0,55% – (3) Euribor a 3 mesi + 0,225% – (4) Euribor 3 mesi + 0,20%

 

█ Più all’attacco di così non si può andare!

Se i rendimenti allo quasi zero (oggi, ma chissà fra qualche anno?) non fanno al caso vostro, l’alternativa è di valutare una panoramica di obbligazioni con “yield” decisamente più elevati, capaci di alimentare qualche brivido.

Putin sotto accusa e ne risentono le “corporate” russe, i cui “yield” salgono

Le drammatiche vicende dell’aereo di Malaysia Airlines, abbattuto nei cieli dell’Ucraina, ha riaperto le tensioni geopolitiche e quindi anche commerciali fra Russia e occidente. Effetto immediato per alcune obbligazioni “corporate” di Mosca e dintorni. Il timore di sanzioni porta infatti a prevedere conseguenze negative per i loro fatturati e i bond ne risentono. Ecco cosa accade ad alcuni degli emittenti più significativi.

Gazprombank (banca controllata dal gigante petrolifero Gazprom): il titolo senior in euro al 4% di cedola, con scadenza 1/7/2019 e lotto minimo 100.000 euro (IsinXS1084024584), quotava venerdì sui 96,7 euro, con rendimento a scadenza 4,6%. In valute diverse dall’euro segnaliamo il subordinato 7,25% in dollari Usa, con scadenza 3/5/2019 (Isin XS0779213460), in forte discesa a 103,5, ma che potrebbe anche crollare sotto 100, come già avvenuto in primavera. Purtroppo ha il taglio minimo di 200.000 USD. Deciso il calo del subordinato Tier 2 in franchi svizzeri (5,125% – scadenza 13/5/2024 – Isin CH0229318099), sceso addirittura da 104 a 99,2 CHF, con forti scambi e “spread” in allargamento.

Rosneft (maggiore Compagnia petrolifera russa): la società ha un debito espresso in dollari e in rubli. Sul primo fronte segnaliamo il cortissimo 6,25% su scadenza 2/2/2015 (Isin XS0484208771), che quota sui 101,8 (“yield 2,3%). Sotto i 101, nel caso di peggioramento delle relazioni politiche, diventerebbe un’occasione quasi unica. Impatto anche su un altro titolo in USD: è il 7,25% 2/2/2020 (Isin XS0484209159), retrocesso in poche ore da 114 a 110 USD, con “yield” 5%.

Gazprom (specialista del settore gas): è stata toccata molto meno, visto che i suoi bond non hanno risentito della tempesta politica, nelle emissioni sia in euro sia in dollari, trattandosi di una società potenzialmente poco colpita dalle ritorsioni commerciali, visto l’importante ruolo svolto nelle relazioni con l’Europa.

Novatek (altro produttore di gas): le sue emissioni sono fra le più volatili in rapporto alle notizie geopolitiche. Il senior 6,604% scadenza 3/2/2021 in dollari Usa (Isin XS0588433267) da oltre un anno sale e scende. Ora si attesta sui 104,2 al mercato “Otc”, con “spread” di 100 punti base e un rendimento al 5,7%.

Valutazione: finora tutti gli emittente russi hanno sofferto solo per breve tempo dell’accentuazione delle tensioni internazionali, che poi regolarmente rientrano all’insorgere di qualche “casus belli” su altri fronti. E’ probabile che anche questa volta succeda lo stesso, perché l’occidente ha bisogno del petrolio e del gas di Putin. Sotto il profilo operativo consigliamo di verificare con attenzione gli “spread” denaro-lettera; le occasioni ci sono, ma i broker spesso le sfruttano a proprio vantaggio. Il consiglio è di impostare un prezzo e di non cedere a controparti poco generose. Torniamo sul problema di sempre: le obbligazioni sono un mondo meraviglioso, con cui si guadagna tanto, a condizione di reperire un fornitore di servizi (banca, sim o altro) che vi fornisca un servizio reale!

Una vecchia conoscenza tedesca garantisce ancora il 7,5%

La società opera nel settore del trasporto marittimo ed è una delle porta bandiere della flotta tedesca, con un’attività diversificata che si estende dalla gestione di proprie navi (in totale 17) al chartering e a tutti i servizi di supporto. Si tratta di Rickmers, di cui abbiamo più volte scritto in passato, seguendone le varie evoluzioni in relazione al suo bond 8,875% con scadenza 11/6/2018 (Isin DE000A1TNA39), dalla capitalizzazione di 200 milioni di euro, titolo molto liquido. Presente su varie Borse tedesche, quota fra 104,5 e 105, con “yield” medio del 7,5%. Da qualche settimana ha iniziato una fase di ripiegamento, che potrebbe riportarlo sui 102. Il lotto minimo è di 1.000 euro, perché a Berlino e dintorni non si teme di lavorare con il “retail”! Valutazione: il mercato ha finora premiato l’investimento in questa società, il cui quadro finanziario appare stabile. I “ratio” del bond sono ottimi e i problemi maggiori vengono da un mercato del trasporto marittimo ancora debole. Il settore è un po’ scosso negli ultimi tempi dalle complesse vicende della ristrutturazione del debito della statunitense Overseas Shipholding, che sembrerebbe però non colpire gli obbligazionisti.  

Cedoloni, cedoloni…dall’emittente brasiliano in dollari

“Yield” superiori al 10% con la forza di un’economia emergente, quella del Brasile. Capita poche volte di trovare occasioni così succulente, sebbene con livelli di rischio inevitabilmente rilevanti. La società è General Shopping e possiede oltre 260.000 mq di aree coperte destinate a centri commerciali, per un totale di 16 strutture, collocate in varie città del Paese. Due le emissioni disponibili, senza rating:

valuta dollaro Usa, cedola 10%, perpetual subordinato con prima “call” 9/11/2015 a 100, lotto minimo 2.000 Usd, ammontare di 200 milioni di Usd e Isin USG3812BAB65. Il titolo quota sui 94,2, con uno “yield” del 14,9% e “duration” di 1,2.

valuta dollaro Usa, cedola 12%, perpetual subordinato con prima “call” 20/3/2017 a 100, lotto minimo 2.000 Usd, ammontare di 150 milioni di Usd e Isin USG3812TAA90. Il titolo quota sui 92,5, con uno “yield” del 15,5% e “duration” di 2,3.

Valutazione: perché questi titoli girano ben sotto 100? Fonti brasiliane riferiscono di un ottimo tasso di occupazione dei centri commerciali di General Shopping (quasi 97%), ma di un debito del gruppo di oltre 1000 miliardi di dollari, ampiamente compensato dagli attivi immobiliari, che sono di circa due volte. Il fattore di maggiore debolezza sta nel rapporto di cambio fra real e dollaro. Si tratta quindi di bond altamente speculativi, su cui – se si vuole investire (mercato Otc) in una visione prevalente di trading – conviene scegliere il primo, per poi – in caso di esercizio della “call” – switciare sul secondo.  

Qui il rischio sta solo nella divisa… vista però in rafforzamento sull’euro

Da tempo questa rubrica segnala una certa coincidenza di vedute dei grandi gestori sulla solidità del peso messicano, che potrebbe rafforzarsi sull’euro, seguendo l’onda di consolidamento del dollaro Usa. Dopo un anno (maggio 2013 – maggio 2014) di progressivo indebolimento (da 15,67 a 18,3 contro euro) è iniziato un processo inverso e ora la divisa si colloca sui 17,52, rispetto al “top” del settembre 2008 di 14,7. Non è certo una valuta da sprint e proprio per questo viene consigliata in un’ottica di abbinamento fra rendimento cedolare e rinvigorimento della moneta. I bond in Mxn sono tanti, ma quelli più interessanti hanno lotto minimo di 2 milioni (circa 114.000 euro). Siamo andati a cercare qualcosa di più accessibile e che possa proteggere su vari aspetti. La risposta viene da un bond Bei zero coupon: valuta peso messicano, cedola 0%, scadenza 1/9/2015, lotto minimo 10.000 Mxn (= 570 euro), ammontare di 1 miliardo di Mxn e Isin XS0228330576. Con una vita residua di 1,1 anni, si compra sui 97 e ha un modesto “spread” denaro-lettera. Ne consegue un mini “yield” del 2,6% più i margini di rafforzamento del peso. Se ciò non avvenisse, le possibilità di guadagno sono compresse, ma non ci sono rischi né di emittente (AAA) né di “duration”, sebbene esista la spinosa gestione dell’aspetto fiscale dei zero coupon, su cui il disaggio d’emissione è talvolta sfavorevole. E’ pur vero che questo bond è sottoposto a tassazione al 12,5%. Valutazione: un’alternativa? L’International Finance Corp (di World Bank), con cedola 6% e scadenza 2016 (Isin XS0583056691), che gira sui 104,6 Mxn, a “yield” 2,7%, non sempre liquidissimo. Ha lotto 10.000 ed è pure sottoposto ad aliquota 12,5%. E i titoli di Stato messicani? Hanno rendimenti quasi da Bund! La nostra ricerca comunque proseguirà.

█ I Btp Italia evidenziano qualche debolezza. Ecco come muoversi

Segnali di affaticamento: i Btp Italia hanno confermato una certa insicurezza negli ultimi giorni, con i prezzi in alcuni casi leggermente in discesa e comunque volatili. In realtà il problema è di quantità scambiate, in calo rispetto a pochi mesi fa. L’aliquota fiscale agevolata non sembra portare vantaggi al titolo di Stato “inflation linked”, colpito dal troppo rumore sulla deflazione strisciante. Questa la situazione (dati riferiti al Mot) dei sei titoli in circolazione:

Btp Italia 26/3/2016 (cedola 2,45% + inflazione / rendimento al netto 12,5% = 0,70%): da inizio mese il trend è altalenante (prezzo attuale 103,2 euro). Lo è ancora di più considerando anche giugno. Contratti e controvalori sono in netta diminuzione. Per chi voglia comprare prezzo consigliato: 102,1 – Per chi voglia vendere prezzo consigliato 103,4 euro.

Btp Italia 11/6/2016 (cedola 3,55% + inflazione / rendimento al netto 12,5% = 0,74%): mese all’insegna di una volatilità media, inferiore rispetto a quella di maggio e giugno (prezzo attuale 105,5 euro). Il trend dell’ultimo periodo è di lento ribasso. Volumi in calo. Per chi voglia comprare prezzo consigliato: 103,8 – Per chi voglia vendere prezzo consigliato 105,8 euro.

Btp Italia 22/10/2016 (cedola 2,55% + inflazione / rendimento al netto 12,5% = 0,90%): volatilità abbastanza elevata e i volumi stanno scendendo rispetto ai massimi di aprile (prezzo attuale 104,1 euro). Da giugno è in lateralità. Per chi voglia comprare prezzo consigliato: 102,9 – Per chi voglia vendere prezzo consigliato 104,3 euro.

Btp Italia 22/4/2017 (cedola 2,25% + inflazione / rendimento al netto 12,5% = 0,89%): sul breve periodo è uno dei titoli più stabili (prezzo attuale 104,0 euro). Ha subito una forte compressione al ribasso a maggio, da cui si è velocemente ripreso. Contratti abbastanza stabili ma controvalori in discesa. Per chi voglia comprare prezzo consigliato: 102,7 – Per chi voglia vendere prezzo consigliato 104,2 euro.

Btp Italia 12/11/2017 (cedola 2,15% + inflazione / rendimento al netto 12,5% = 1,02%): anche in questo caso si registra una certa lateralità dopo un forte ribasso a maggio, da cui si è ripreso in poco tempo (prezzo attuale 104,1 euro). Negli ultimi giorni i controvalori sono saliti. Per chi voglia comprare prezzo consigliato: 102,8 – Per chi voglia vendere prezzo consigliato 104,25 euro.

Btp Italia 23/4/2020 (cedola 1,65% + inflazione / rendimento al netto 12,5% = 1,34%): è il più attivo sul fronte dei prezzi, che nelle ultime settimane sono saliti (prezzo attuale 102,4 euro). I controvalori si stanno alzando. Per chi voglia comprare prezzo consigliato: 101,8 – Per chi voglia vendere prezzo consigliato 103 euro.

E allora che fare? I tassi inflattivi ai minimi non invogliano a considerare come realmente protettivi i Btp Italia, su cui bisogna agire dinamicamente, per realizzare plusvalenze importanti nell’incrementare il rendimento a scadenza dell’investimento, soprattutto nel caso delle scadenze più corte. Queste le strategie ipotizzabili:

Investitore prudente Vendere oggi con buone plusvalenze (pur perdendo il premio fedeltà, nel caso se ne abbia il diritto) e attendere nuove emissioni da sottoscrivere in fase di lancio.
Investitore medio Spostarsi dalle scadenze corte a quella 2020 o anticipare un incremento dell’inflazione europea rispetto a quella italiana. In questo caso i Btp€i si addicono molto bene, ma solo per le scadenze 2035 e 2041, le cui quotazioni sono inferiori in media a quelle dei Btp Italia.
Investitore aggressivo Puntare decisamente sull’inflazione straniera mediante i titoli di Stato di tale tipo dei Paesi più esposti: per esempio Gran Bretagna, Australia e Usa (facendosi carco del rischio valuta), oppure operando mediante Etf o fondi specifici, in quest’ultimo caso riferiti soprattutto ai Paesi emergenti. Un po’ di Btp Italia 2020 possono restare in portafoglio.

 

NUOVE EMISSIONI A BASSO TAGLIO

E ora una selezione di titoli esordienti, con caratteristiche differenti:

Emittente Isin Valuta Scadenza-Cedola Lotto / Rating
Westpac XS1090369353 $ Canada 31/7/2019 – 2,25% 2.000 / Aa2
Rentenbank XS1047849093 $ Usa 24/3/2021 – 2,37% 1.000 / AAA
Rentenbank XS1089927781 $ Canada 23/7/2021 – 2,25% 1.000 / AAA
KfW XS0943420231 $ N. Zelanda 14/6/2018 – 3,75% 1.000 / AAA
KfW XS0864257349 Lira Turchia 4/8/2016 – 5% 1.000 / AAA
KfW XS1087815483 Euro 22/7/2019 – 0,37% 1.000 / AAA
Bei XS0984173624 Rand S. Africa 15/1/2020 – 7,5% 5.000 / AAA
Bei XS1090019370 Rand  S. Africa 29/6/2022 / 8,37% 5.000 / AAA
Bei XS1089985557 $ N. Zelanda 30/7/2020 / 4,62%
  1. 000 / AAA
BayernLB DE000BLB2VJ6 Euro 1/8/2022 / 1,6% 1.000 / A+
BayernLB DE000BLB2UZ2 Euro 13/8/2029 / 2,3% 1.000 / A+
BayernLB DE000BLB2UR9 Euro 24/7/2034 / 2,65% 1.000 / A+

 

█ Cinque anni a tasso variabile con Imi

Le banche italiane hanno ripreso a emettere tassi variabili, però a condizioni spesso deludenti per il breve e medio periodo. Banca Imi (IntesaSanpaolo) entra in scena con quest’obbligazione senior: valuta euro, cedola t.v. indicizzata a Euribor 3 mesi + 0,75%, scadenza 31/7/2019, lotto minimo 10.000 euro, ammontare di 100 milioni di euro e Isin IT0005029134. La stessa banca comunica: “ammettendo che tutte e venti le cedole variabili fossero pari allo 0,2405% del valore nominale (Euribor 3 mesi rilevato il 19/06/2014, maggiorato dello spread e diviso per 4, numero delle cedole annue) il rendimento effettivo annuo lordo risulterebbe dello 0,965% (0,714% p.a. al netto dell’imposta sostitutiva del 26%). Valutazione: si tratta di un titolo da monitorare sul secondario, nella speranza di un deciso calo di quotazione sotto 100. Il bond verrà ammesso al DomesticMot. La commissione di collocamento sarà pari al 2,52% del valore nominale.

█ Unicredit ripropone invece un tasso misto, cioè fisso e poi variabile

L’altro gruppo leader italiano segue una strada già tracciata negli ultimi mesi, ovvero quella di un bond senior a tasso misto (prima fisso e poi variabile). Così la struttura: valuta euro, cedola fissa 1,5% fino al 30/9/2016 e poi variabile indicizzata all’Euribor a 3 mesi + “spread” 0,51%, scadenza 30/12/2019, lotto minimo 10.000 euro, ammontare di 500 milioni di euro e Isin IT0005030736. L’ipotesi di rendimento minimo – in presenza di una costanza di valore dell’Euribor allo 0,211% rilevato il 24 giugno 2014 – sarebbe dell’1,038% lordo annuo. Le commissioni riconosciute per il collocamento ammontano allo 0,20%. Valutazione: tempi grami per gli investitori, ma forse anche per gli emittenti.

TITOLI DI STATO “CORE” E NON “CORE” IN FORTE COMPRESSIONE

C’è chi sostiene che sarà la prossima bolla a scoppiare. Quella delle emissioni dei governativi di Paesi emergenti è in effetti una tendenza intensificatasi nell’arco degli ultimi mesi, della quale non sempre si tiene conto relativamente ai rischi reali. In settimana si sono registrate parecchie novità in tale ambito, oltre che in quello dell’area “core”.

► Macedonia (rating BB): valuta euro, cedola 3,975%, scadenza 24/7/2024, lotto minimo 2.000 euro, ammontare di 500 milioni di euro e Isin XS1087984164. Con “duration” 8,4, ha un margine rispetto a un equivalente tripla A di solo il 2,7%. Valutazione: 3 (da 1 a 10).

► Sud Africa (rating BBB): valuta euro, cedola 3,75%, scadenza 24/7/2026, lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 500 milioni di euro e Isin XS1090107159 . Con “duration” 9,9, ha un margine rispetto a un equivalente tripla A di quasi il 2%, davvero modesto. Valutazione: 2 (da 1 a 10).

► Sud Africa (rating BBB): valuta dollaro Usa, cedola 5,375%, scadenza 24/7/2044, lotto minimo 200.000 dollari, ammontare di 1 miliardo di dollari e Isin US836205AS32. Con “duration” 15, ha un margine rispetto a un equivalente tripla A del 4,3%. Valutazione: 1 (da 1 a 10).

► Costa d’Avorio (rating B1 di Moody’s): valuta dollaro Usa, cedola 5,375%, scadenza 23/7/2024, lotto minimo 100.000 dollari, ammontare di 750.000 milioni di dollari e Isin XS1089413089. Con “duration” 7,8, ha un margine rispetto a un equivalente tripla A del 4,2%. Valutazione: 2 (da 1 a 10).

► Spagna (rating BBB): ha collocato titoli per un totale di 3,166 miliardi di euro, con tassi al minimo storico per la scadenza a 3 anni, scesa allo 0,692% dal precedente 0,876%. Offerti anche due titoli sulle scadenze 2022 e 2032. Il primo ha spuntato un rendimento del 2,091% mentre il Bono scadenza 2032 è stato collocato con un rendimento lordo del 3,503%. Valutazione: 4 (da 1 a 10).

► Francia (rating AA): l’Agenzia del Tesoro ha piazzato 8,462 miliardi in titoli a medio lungo termine: 3,912 miliardi di euro in Oat con scadenza novembre 2016, a rendimento medio allo 0,09%; 1,330 miliardi di euro in Oat con scadenza aprile 2018 a rendimento 0,22%; 3,940 miliardi di euro in Oat con scadenza novembre 2019, a rendimento 0,55%. Valutazione: 2 (da 1 a 10).

► Grecia (rating B-): emessi 1,625 miliardi di bond a tre mesi, a un tasso dell’1,75%, in calo rispetto all’asta precedente (tasso 1,80%). Valutazione: 2 (da 1 a 10).

NUOVE EMISSIONI AD ALTO TAGLIO

█ “Secured”  e subordinato per il leader della locazione di attrezzature

Quando un emittente si propone con una certa ripetitività sul mercato, occorre essere prudenti. Il nome Loxam (rating B) è già stato citato da questa rubrica negli ultimi mesi. Si riferisce a una società francese specializzata in locazione di attrezzature (carrelli elevatori, escavatori, gru, ecc), attivo in vari Paesi europei. Per sua stessa dichiarazione si definisce leader del settore nel continente e il fatturato si aggira (dati 2013) sugli 805 milioni di euro, leggermente sotto gli 828 dell’anno precedente. La proposta di due nuovi bond è così articolata:

titolo senior “secured”: valuta euro, cedola 4,875%, scadenza 23/7/2021, lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 400 milioni di euro e Isin XS1089828450. Con “duration” 6, è rimasto ancorato a 100 nella quotazione sul secondario.

titolo senior subordinato: valuta euro, cedola 7%, scadenza 23/7/2022, lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 250 milioni di euro e Isin XS1089828880. Con “duration” 6,3, è rimasto vicino a 100 nella quotazione sul secondario.

Valutazione: il 7,375% scadenza 2020, emesso nel 2013, ha corso molto sul secondario, salendo ben oltre 110, per poi ritracciare proprio nelle ultime settimane, in relazione alle voci dell’esordio delle due nuove emissioni. Purtroppo la società non è quotata in Borsa e quindi mancano indicazioni aggiornate sulla situazione patrimoniale. Comunque si tratta di “high yield”, con il senior “secured” più equilibrato nel rapporto rischio/rendimento.

█ Una selezione degli altri

Ecco una scelta di titoli esordienti, con caratteristiche differenti:

Emittente Isin Valuta Scadenza/Cedola Lotto
Admiral Group XS1090334050 Sterlina (1) 2024 / 5,5% 100.000
Europcar Fin. XS1028950704 Euro 2021 / 5,125% 100.000
Talanx Ag DE000TLX2102 Euro 2026 / 2,5% 100.000
Boc Aviation XS1089175639 $ Usa 2020 / 5,375% 200.000
Rolta Americas USU77583AA79 $ Usa 2019 / 8,875% 200.000

(1)  Subordinato Tier 2, con rating A- (Fitch)

DINTORNI: OGGI TOCCA AI DIVIDENDI DI UN’AZIONE EMERGENTE

Non ci si scoraggi. La si può acquistare tranquillamente con qualunque piattaforma di trading, perché quotata anche a Wall Street sotto forma di Adr (American depositary receipt al Nyse), formalmente certificato, ma in realtà azione che rappresenta un certo numero di titoli quotati su altre Borse e soprattutto di Paesi emergenti, naturalmente espressa in dollari Usa. Si tratta di Petrobras, gigante brasiliano del settore petrolifero. In realtà gli Adr quotati sono due: il PBR (azione normale) e il PBR.A (azione privilegiata), in quest’ultimo caso senza diritti di voto nell’assemblea degli azionisti, con priorità in presenza di operazioni sul capitale e con un dividendo minimo prefissato. Il tutto dipende dalle normative brasiliane, che stabiliscono limitazioni specifiche per le due tipologie. Qual è meglio comprare? La PBRA.A, poiché il Governo di Brasilia detiene la maggioranza del capitale di Petrobras e quindi i diritti di voto non sono decisivi. I rendimenti da dividendi sono però diversi: 4,05% per la PBR.A (al prezzo attuale di 18,35 $) e 4,35% per la PBR (alla quotazione attuale di 17,08 $). In effetti l’importo distribuito è identico (0,48$), ma il prezzo più elevato della PBR.A abbassa inevitabilmente il “dividend yield”. Un 4% può apparire modesto nel panorama globale dei dividendi. Si tratta solo di uno dei fattori per cui Petrobras piace agli analisti. La società è stata penalizzata negli ultimi anni ed è ben lontana dai massimi di 60$ del 2008. Ha forti margini di crescita, sia grazie alle potenzialità di business (c’è chi prevede che entro dieci anni diventerà la maggiore Compagnia petrolifera del mondo, grazie a un piano di acquisizioni) sia perché – nel caso alle prossime elezioni presidenziali del 5 ottobre l’attuale leader Dilma Rousseff fosse battuta – si aprirebbero prospettive di una parziale privatizzazione del gruppo. Petrobras è anche un ottimo emittente di obbligazioni “high yield”.

Lorenzo Raffo

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Bond & dintorni: settimana da brividi. Un portafoglio in difesa e varie opportunità di trading. E poi: Btp Italia, che farne? Infine le nuove emissioni, 9.8 out of 10 based on 9 ratings

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