BOND — 07 luglio 2014

inflazione

Come generare reddito con le cedole di obbligazioni e i dividendi di azioni ed Etf

di Lorenzo Raffo

Non fidatevi mai di nessuno, né dei grandi gestori né di noi estensori di rubriche, consigli e sparate varie sui “forum”! Ragionate solo con quello che vedete e in particolare con l’inesorabile verità dei prezzi di mercato. Tutto il resto non conta. Perché lo diciamo? Da mesi ci sentiamo raccontare che siamo in piena deflazione, in altre parole in un periodo di rallentamento dei prezzi. L’effetto dovrebbe essere una perdita di valore dei titoli “inflation linked”. Invece sta succedendo l’opposto. Tutto quanto è legato all’inflazione sale, in maniera apparentemente irrazionale. In realtà i motivi sono di natura soprattutto tecnica:

● i tassi di interesse a zero rendono appetibili anche le modeste cedole dei governativi “inflation linked”, ancor più interessanti in prospettiva per l’ancoraggio alla variazione dei prezzi. Rappresentano quindi un’ottima protezione sia nel breve sia nel medio termine. In altre parole c’è un matrimonio fra tasso reale e aspettative di inflazione, destinato magari a durare solo per qualche mese. E se durasse invece per periodi più lunghi?

● la corsa dei titoli di Stato euro periferici ha contribuito in parte alla spinta.

● gli istituzionali, che investono su lungo termine, devono rivolgere comunque a questi titoli parte delle proprie riserve.

L’effetto è sicuramente rilevante. Una prova la forniscono gli Etf obbligazionari legati ai titoli “inflation linked”. Hanno registrato ottime performance da inizio anno:

Amundi Euro Inflation +6,1%
DB X-Trackers Global Inflation Linked 1C +5,6%
DB X-Trackers Global Inflation Linked 5C +7,5%
DB X-Trackers Euro Inflation Linked +6,0%
iShares $ Tips +6,4%
iShares Eu Inflation Linked Govt Bond +4,2%
iShares Eur Inflation Bond +6,4%
Lyxor EuMts Inflation Linked +5,9%

 

Tutti quindi inevitabilmente al rialzo, con un’accentuazione di quelli global, cioè che pescano a livello mondiale. Intanto ecco cosa è successo ai titoli più significativi su scadenze a dieci anni (qualcosa più, qualcosa meno, con l’eccezione del Canada, che ha una scadenza al 2021) dei singoli Paesi? Queste le performance dal 1° gennaio:

Italia Btpi 15/9/2024 Euro (1) IT0005004426 +6,5% (120 giorni)
Francia Oati 25/7/2024 Euro FR0011427848 +7,6%
Spagna Eoes 30/11/2024 Euro (2) ES00000126A4 +4,1% (45 giorni)
Germania Brd 15/4/2023 Euro DE0001030542 +6,1%
Gran Bretagna Uk Tsy 22/3/2024 Sterlina GB00B85SFQ54 +2,1%
Usa Tips 15/1/2025 Us $ US912810FR42 +4,8%
Australia Ci 20/9/2025 Aud $ AU0000XCLWP8 +7,5%
Canada Cda Tips 1/12/2021 Cad $ CA135087UL60 +3,7%

(1) Emesso il 15/3/2014 – (2) Emesso il 20/5/2014

█ Due consigli e una strategia

E’ evidente che per una parte di queste emissioni c’è il rischio valuta, da prendere in considerazione ed eventualmente gestire con un conto nella divisa su cui si è esposti. Un secondo consiglio riguarda il vostro intermediario: se non vi acquista titoli “inflation linked” di governativi con rating altissimi (meglio di una cassaforte!), sbattete – gentilmente – la porta e cambiatelo!

La strategia? E’ adatta a ogni tipo di investitore e può dare ottimi rendimenti con rischi bassissimi. Consiste nel destinare un certo importo a uno o più titoli di questa tipologia e nel dividerlo in due, il che è più facile se si ha un conto deposito a doppia intestazione: con metà della cifra si acquista un’obbligazione più vicina possibile alla data di emissione (per non comprare inflazione antecedente) e la si tiene fino a scadenza; con l’altra metà si acquista la stessa obbligazione e la si vende – se il profitto lo giustifica – quando esce sul mercato una nuova e successiva emissione dello stesso tipo, su cui reinvestire il capitale liberatosi. Chi avesse realizzato questa strategia dal 2013 in poi porterebbe a casa ottimi rendimenti su entrambi i fronti, con un’operazione che richiede solo lo sforzo di verificare il susseguirsi delle nuove emissioni sul singolo Paese prescelto: semplicissimo farlo con l’Italia e la Francia, che propongono nuovi “inflation linked” con una certa regolarità, un po’ meno agevole con Germania e Gran Bretagna (quest’ultimo logicamente in sterline) e più complesso con Paesi come Usa, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa e Messico, per i quali si aggiunge la variabile valutaria.

█ Andare short di “duration” con rendimenti accettabili è ancora possibile?

Il consiglio ricorrente dei grandi gestori è di scegliere un orizzonte temporale corto (massimo due anni) per non subire impatti da aumenti dei tassi reali. Si dice ormai da più di un anno, ma chi avesse scelto questa strategia avrebbe portato a casa finora ben poco, salvo nel caso di alcuni tassi variabili bancari, che fino al 2012 giravano con prezzi nettamente sotto la pari e oggi sono saliti verso 100 o l’hanno anche superato. Il suggerimento persiste, ma quali risultati darebbe, se applicato ora? Abbiamo cercato sul Mot alcuni titoli, tutti in euro, che soddisfino tale requisito e garantiscano quanto meno rendimenti accettabili. Eccone una selezione:

Emittente Scadenza – Cedola Isin  Yield – Lotto min.
Dexia Crediop 7/3/2016 – 4,85% IT0004698178 2,97% – 1.000
BPM (1) 29/6/2015 – 1,26% XS0222841933 2,95% – 1.000
Veneto Banca 31/7/2015 – 4% XS0881547466 2,70% – 100.000
Veneto Banca 18/1/2016 – 4,25% XS0975935585 2,59% – 100.000
MPS 10/7/2015 – 7,25% XS0802005529 2,35% – 100.000
Unicredit (2) 1/2/2016 – 3,95% XS0241369577 2,10% – 50.000
Peugeot 30/3/2016 – 6,875% FR0011124544 1,98% – 1.000
Banco Popolare 28/1/2016 – 3,75% XS0880063994 1,73% – 100.000

(1)  Titolo subordinato a tasso variabile (2) Titolo subordinato

Il risultato? Alquanto deludente. Ma non poteva essere diversamente.

In relazione a scadenze molto corte segnaliamo l’esordio di un bond di Norddeutsche Landesbank Girozentrale, banca pubblica tedesca controllata dai Land della Sassonia (rating AAA), che ha toccato il limite dell’inverecondo con 200 milioni di emissione allo 0,2% su scadenza biennale, dal prezzo di sottoscrizione di 99,92 e dallo “yield” 0,24%, con cui si riescono a pagare appena le commissioni di intermediazione!

NUOVE EMISISONI A BASSI LOTTI MINIMI

█ Per fortuna che Oracle c’è! Mega emissione su cinque scadenze per due strategie

Le pluriemissioni possono interessare anche gli investitori italiani, finora piuttosto freddi nei confronti di operazioni che consentono di agire in maniera dinamica su bond scaglionati fra differenti scadenze, ma basati sullo stesso emittente. Iniziamo a valutare la nuova proposta di Oracle, gigante dell’informatica e leader nel campo dei software, società con una capitalizzazione di Borsa di 182 miliardi di dollari e un fatturato 2013 di 37 miliardi di dollari. Le cinque emissioni hanno le seguenti caratteristiche:

valuta USD, cedola 2,25%, scadenza 8/7/2019, lotto minimo 2.000 USD, ammontare di 2 miliardi di USD e Isin US68389XAX30. La “duration” è 4,7 e il prezzo di collocamento 99,89. Sul secondario è rimasto allineato a quest’ultimo.

valuta USD, cedola 2,8%, scadenza 8/7/2021, lotto minimo 2.000 USD, ammontare di 1,5 miliardi di USD e Isin US68389XBA28. La “duration” è 6,4 e il prezzo di collocamento 99,86. Sul secondario è sceso di poco.

valuta USD, cedola 3,4%, scadenza 8/7/2024, lotto minimo 2.000 USD, ammontare di 2 miliardi di USD e Isin US68389XAU90. La “duration” è 8,6 e il prezzo di collocamento  99,77. Sul secondario è sceso sui 99,2.

valuta USD, cedola 4,3%, scadenza 8/7/2034, lotto minimo 2.000 USD, ammontare di 1,75 miliardi di USD e Isin US68389XAV73 . La “duration” è 13,6 e il prezzo di collocamento 99,96. Sul secondario ha registrato un andamento abbastanza anomalo, con un’apertura di “spread” e con la quotazione in vendita salita leggermente sopra 100.

valuta USD, cedola 4,5%, scadenza 8/7/2044, lotto minimo 2.000 USD, ammontare di 1 miliardo di USD e Isin US68389XAW56. La “duration” è 16,7 e il prezzo di collocamento 99,951. Sul secondario la quotazione anche in questo caso si è aperta, con i venditori posizionati di poco sopra 100.

Si può pensare oggi di acquistare titoli in USD con “duration” mediamente poco favorevoli e scadenze anche lunghissime? La riposta è evidentemente negativa, salvo che si adottino particolari strategie, cui la penta emissione di Oracle si presta. Sono quelle di ● effettuare arbitraggi fra diverse scadenze in funzione dell’andamento delle quotazioni, passando per esempio da un titolo all’altro quando lo “spread” fra loro si è allargato troppo oppure all’opposto si è ristretto eccessivamente (operazione di cui abbiamo già scritto più volte in passato); ● acquistare tutte le scadenze e tenerle in portafoglio, trasferendo a ogni rimborso il relativo capitale sull’obbligazione successiva. Per la prima strategia i bond Oracle si adattano bene (per esempio il quinquennale e il decennale), mentre per la seconda hanno tempistiche troppo lunghe, anche nel caso delle più corte e potrebbero subire sostanziosi cali delle quotazioni nell’arco dei prossimi dodici mesi, sulla pressione di un aumento dei tassi di riferimento Fed. Si sono registrate altre pluriemessioni più utili a tale scopo, ma Oracle ha comunque il vantaggio di un alto rating (A+ di Fitch), preceduta solo da Microsoft nel settore dell’informatica. Attualmente negli Usa ci sono ancora tre “corporate” a massimo rating (AAA): sono appunto Microsoft, Johnson & Johnson ed Exxon-Mobil, mentre Automatic Data Processing  è stata di recente downgradata ad AA.

Valutazione: i cinque Oracle sono collocati sulla fascia bassa dei rendimenti. Le incerte partenze non appaiono allettanti, ma l’emittente è di alto livello, una certezza destinata a restare tale per un lungo periodo, facendo parte del ristretto gruppo dei quasi “monopolisti” dell’informatica, posizione di forza difficile da scalzare. I bond risentiranno del rialzo dei tassi Fed (questo tornado mille volte annunciato e mille volte rinviato, che arricchisce solo chi sa!), ma si basano su fondamentali sanissimi e – se gestiti bene – sono capaci di proteggere da scossoni dei mercati. Il problema sta proprio nel saperli maneggiare nel tempo. Le due strategie proposte consentono di farlo, sebbene solo la prima consentirà extrarendimenti elevati, come le tensioni di esordio già lasciano intravvedere.

█ Con Goldman divario netto (tutto da sfruttare) fra cedola e “duration” in USD

Mondo finanziario e un rating peggiore (A di Fitch e A- di S&P) rispetto a Oracle: la banca statunitense Goldman Sachs è un emittente piuttosto anomalo, come un po’ tutte le consorelle d’oltre Oceano.  Comunque esce sul mercato con una doppietta, che rende meglio sulla scadenza decennale rispetto a quella trentennale. Si tratta di un posizionamento che potrebbe registrare tensioni in certe situazioni di andamento della curva dei tassi primari. Questa la struttura dei bond:

valuta USD, cedola 3,85%, scadenza 8/7/2024, lotto minimo 2.000 USD, ammontare di 2,25 miliardi di USD e Isin US38141EC238 . La “duration” è 8,4 e il prezzo di collocamento 99,79. Sul secondario è sceso leggermente.

valuta USD, cedola 4,8%, scadenza 8/7/2044, lotto minimo 2.000 USD, ammontare di 1,75 miliardi di USD e Isin US38141EC311. La “duration” è 16,15 e il prezzo di collocamento 99,38. Sul secondario è sceso sotto i 99.

Valutazione: già dai “ratio” si capisce quanto sia anomala la scelta di collocarsi su questa curva di rendimenti: con una “duration” maggiore del 92%, il trentennale offre un rendimento superiore solo del 24%. Ciò determinerà forti scostamenti nel tempo delle quotazioni sul secondario, consentendo facili arbitraggi da una all’altra scadenza, agevolati anche da quel taglio minimo di 2.000 USD, ulteriore sorpresa dell’operazione di Goldman Sachs.   

█ L’austriaca in euro riconosce il 4,875% a cinque anni. Ne vale la pena?

Il trend si consolida. Le società specializzate in campo immobiliare, soprattutto dell’area tedesca, continuano a emettere obbligazioni, ma sono ora soprattutto le grandi. UBM Realitaetenentwicklung AG è austriaca ed è stata fondata nel 1873. Da allora ha sviluppato continuamente il suo business, con un patrimonio di 2,5 milioni di metri quadri, suddivisi fra centro ed est europeo. E’ quotata alla Borsa di Vienna, con una modesta capitalizzazione di 120 milioni di euro, ma garantisce un buon “dividend yield” (3,1%). Il titolo ha un andamento costante e negli ultimi dieci anni si è mosso in un “range” piuttosto ristretto, fra l’altro senza drammatici “drawdown”. L’emissione, che è presente alle Borse di Vienna e Francoforte, ha queste caratteristiche: valuta euro, cedola 4,875%, scadenza 9/7/2019, denominazione e lotto minimo 500 euro, ammontare di 160 milioni di euro e Isin AT0000A185Y1. 420 punti base sull’equivalente “midswap” governativo non sono pochi, ma il bond sul secondario non si è mosso, attestandosi a Francoforte a 100,2, sebbene con buoni volumi e uno “spread” di 0,20. Valutazione: il titolo è privo di rating e riferito a un settore sotto pressione, ma il rapporto rendimento-rischio può essere basso per posizioni marginali (qualche migliaia di euro?), considerando comunque la cedola più che dignitosa. Non abbiamo comunque reperito dati di bilancio della società. Negli stessi giorni la tedesca Deutsche Annington Finance B.V (rating BBB), controllata da Deutsche Annington Immobilien SE, ha proposto un 2,125% su scadenza 2022 (Isin DE000A1ZLUN1), con lotto minimo 1000 euro: la distanza è abissale fra le due proposte e alla fine ci si domanda: qual è in concreto la più rischiosa?

█ Ancora la rupia indonesiana, con un tripla A al 7,25% e aliquota 12,5%

Corre o non corre? La valuta indonesiana sembrava volersi risvegliare dal fortissimo indebolimento sull’euro, partito a metà del 2013. Dopo aver toccato il massimo storico a 16.839 il 30 dicembre scorso (contro il minimo di 10.867 del marzo 2006), era rimbalzata a 15.580 ad aprile e il movimento risultava così netto da far pensare a una reale inversione di tendenza. In realtà falsa, perché poi la valuta è entrata in un canale di nuovo ribassista e si colloca ora a 16.091 contro euro. Comunque è certo che il rapporto di cambio appare forzato, per diversi motivi. In una situazione così esasperata sorprende l’interesse di vari emittenti per una divisa che nel medio-lungo termine ha più possibilità di rafforzarsi che di indebolirsi, soprattutto nei confronti dell’euro. La banca sovranazionale a supporto delle economie centro e sud americane Inter-American Development Bank (IADB), a rating AAA e favorita in Italia dall’aliquota fiscale 12,5% per le rendite finanziarie relative a sue obbligazioni, ha riaperto l’emissione in rupie, così strutturata: valuta IDR, cedola 7,25%, scadenza 17/7/2017, lotto minimo 10 milioni di IDR (equivalenti a 617 euro), ammontare di 1,35 trilioni di IDR e Isin XS1078781496. Il titolo quota sui 99,25. Valutazione: il titolo è in IDR, ma paga le cedole in dollari, perché espresso nominalmente in tale divisa, il che può essere doppiamente conveniente nel caso di un indebolimento strutturale dell’euro. Una scadenza a tre anni appare abbastanza conveniente ed è consigliabile rispetto a quelle più corte di altre emissioni in rupia indonesiana.

█ Doppio esordio tripla A sul $ australiano, uno con aliquota al 12,5% e uno al 26%

Non si può che festeggiare l’esordio a ritmo abbastanza celere di emissioni di banche sovranazionali, che regalano (chissà fino a quando?) l’aliquota fiscale al 12,5%. Sulla divisa australiana debutta African Development Bank (AFDB), il cui rating è tripla A. Di fatto ciò spiazza le tante concorrenti finanziarie e “corporate” che hanno scelto tale valuta, al punto che converrebbe effettuare uno “switch”, considerando la differenza in percentuale del peso fiscale di oltre il 100%. La struttura del bond è la seguente: valuta AUD, cedola 4%, scadenza 10/1/2025, lotto minimo 1.000 AUD, ammontare di 125 milioni di AUD e Isin AU3CB0222370. Un’altra emissione alla portata di tutti è proposta da Landwirtschaftliche Rentenbank, banca tedesca specializzata nel settore agricolo, di cui abbiamo già più volte scritto in passato. In questo caso però l’aliquota fiscale è la nuova al 26%. Così la struttura del bond: valuta AUD, cedola 4,25%, scadenza 9/1/2025, lotto minimo 10.000 AUD, ammontare di 200 milioni di AUD e Isin AU3CB0222362. Valutazione: in entrambi i casi le scadenze lunghe comportano elevati valori di “duration” (8,7 per African Development Bank e 8,6 per Landwirtschaftliche Rentenbank), considerando anche che l’Australia è una delle piazze finanziarie più soggette a variazioni dei tassi primari, oggi al 2,5%, con inflazione al 2,9%. Certo è uno dei Paesi con il più basso debito pubblico del mondo, ma se si vuole scegliere questo mercato – e quindi la relativa valuta – meglio collocarsi su un tasso variabile o ancor più su un “inflation linked” governativo.

█ Rabobank sceglie il dollaro neozelandese, che forse ha già corso troppo

Da mesi segnaliamo questo dollaro e chi ha seguito i nostri consigli porta ora a casa interessanti plusvalenze su alcune dei bond emessi da un anno in qua. Il passaggio dal massimo di 1,72 contro gli attuali 1,55 è avvenuto progressivamente, con un canale pulito, soprattutto dall’inizio del 2014 in poi. Oggi l’NZD è poco lontano dai minimi storici di 1,50 (agosto 2012). Entra quindi in un’area in cui gli alleggerimenti sono consigliabili, almeno dal punto di vista grafico. Proprio in questi giorni è uscita sulla valuta australe l’olandese Rabobank (rating AA- di S&P), con un bond quotato al Lussemburgo, dalle seguenti caratteristiche: valuta NZD, cedola 5,375%, scadenza 16/12/2019, lotto minimo 1.000 NZD, ammontare di 100 milioni di NZD e Isin XS1085776067. Valutazione: per ora è solo una segnalazione. Prima di entrare sull’NZD, per chi sia rimasto fuori, occorre attendere indicazioni chiare sul proseguimento del trend della valuta, che appare un po’ troppo forte sull’euro, tanto più considerando il momento favorevole di quest’ultimo.

█ La Russia in due modi, o come emittente o come valuta. Cosa scegliere?

La banca è russa ed è una vecchia conoscenza di chi si occupa di obbligazioni. Si tratta di VTB Capital, specializzata in “investment banking”. Molte volte ne abbiamo già scritto. Offre un nuovo bond, in franchi svizzeri, che ha caratteristiche di rendimento assai elevato per tale divisa: valuta franco svizzero, cedola 5% fino al 24/10/2019 e poi tasso variabile legato allo swap CHF a 5 anni + 4,64%, scadenza 24/10/2024, lotto minimo 5.000 CHF, ammontare di 350 milioni di CHF e Isin CH0248531110 . Sarà quotato alla Borsa di Zurigo. L’alternativa – sempre in chiave russa – è di puntare al rublo attraverso una nuova emissione di International Bank for Reconstruction & Development (IBRD), conosciuta anche come Birs e braccio finanziario della World Bank (rating AAA). In questo caso quindi l’aliquota fiscale è al 12,5%. Il bond è così strutturato: valuta rublo, cedola 7,625%, scadenza 11/3/2016, lotto minimo 50.000 rubli, ammontare di 685 milioni di rubli e Isin XS1086151419. Il prezzo di emissione è di 101,692 e il titolo sarà quotato alla Borsa del Lussemburgo. Valutazione: il confronto ha un senso solo fortuito. Dipende dalla contemporaneità di esordio di due prodotti completamente diversi e sotto certi sensi alternativi. Fortemente speculativo il primo (rating BBB-) e molto più cautelativo il secondo. Su entrambi c’è il rischio valuta, che si inverte: prudenziale il primo, temerario il secondo. Del franco svizzero c’è poco da dire, se non che resta fermo sugli 1,215 contro euro. Il rafforzamento del rublo sta rallentando, ma il grafico della valuta contro euro evidenzia un canale di consolidamento che prosegue da metà marzo. Solo sotto il livello di 45 troverà però una definitiva conferma di trend. La formula mista tasso fisso + variabile del bond di Vtb potrebbe costituire un argomento interessante nel medio termine.

NUOVE EMISSIONI AD ALTI LOTTI MINIMI

Breve rassegna di alcune emissioni più significative annunciate in settimana:

Emittente Scadenza – Cedola Isin  “Yield” – Valuta
Titan Global 10/7/2019 – 4,25% XS1086071146 4,25% – Euro
Lloyds Bank 9/12/2018 – 2,75% XS1085282652 2,8% – Sterlina
Robert Bosch 11/7/2039 – 2,95% XS1084874533 3,0% – Euro
Türkiye Garanti B 8/7/2019 – 3,375% XS1084838496 3,5% – Euro
Landshypotek B 18/9/2019 – 1,72% SE0006117339 1,7% – Sek
Vasakronan 8/7/2019 – 1,94% SE0006117388 1,94% – Sek
NRW.Bank 15/12/2017 – 0,875% XS0925581265 1,83% – Sterlina
ArcelorMittal 6/7/2020 – 2,875% XS1084568762 3,02% – Euro
Morrison 4/7/2029 – 4,75% XS1083226321 4,99% – Sterlina

 

█ Capita poche volte di trovare un tasso variabile così remunerativo

La società è inglese e produce surgelati, con un fatturato di 1,7 miliardi di euro e prospettive di raddoppio entro cinque anni. Si tratta di Iglo Foods, ma il suo marchio commerciale è Findus per il mercato italiano. Aveva annunciato l’esodio di due obbligazioni, una tasso fisso e una tasso variabile, ma alla fine ha optato per la seconda soluzione, accumulandovi l’intero importo inizialmente previsto da dividere sulla coppia. Queste le caratteristiche: valuta euro, cedola tasso variabile Euribor a 3 mesi + 4,5%, scadenza 15/6/2020, lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 500 milioni di euro e Isin XS1084587390. Sia l’emittente sia l’obbligazione hanno il rating B2 di Moody’s. Valutazione: la società è controllata dal fondo private equity Permira, che l’aveva acquistata nel 2006 da Unilever. I piani di sviluppo sono ambiziosi, lo “spread” significativo per un tasso variabile, ma l’ostacolo sta ancora una volta nel lotto minimo. Purtroppo non ci sono riferimenti per altre emissioni già sul mercato e quindi il ruolo di apripista per questo bond potrebbe un po’ raffreddare l’interesse del mercato, anche perché Iglo Foods non è molto conosciuta dagli investitori. 

SUCCEDE ANCHE….

█ Un po’ di tensione sui bond bancari

Dopo un venerdì piuttosto nero per le banche italiane in Borsa, l’obbligazionario si pone qualche interrogativo sulla tenuta di istituti assai attivi nel settore. Da noi non c’è ancora nulla di preoccupante, ma il profit warning dell’austriaca Erste Bank, per l’aumento di rettifiche sui crediti in alcuni Paesi dell’est europeo, e soprattutto le difficoltà del gruppo portoghese Espirito Santo, con il collegato Banco Espirito Santo, hanno portato ad alcuni cali di quotazione per i bond lunghi e per quelli subordinati. L’estate potrebbe registrare altre tensioni su quest’ultimo fronte e ipotizzare alleggerimenti per chi sia molto esposto è consigliabile, anche perché quasi tutti i titoli hanno corso, acquistati da chi cerca rendimenti elevati. Gli “stress test” della Bce sono un altro aspetto da prendere in considerazione. Per ora si tratta di vicende scollegate fra loro, ma proprio la violenta reazione di venerdì in Borsa deve far meditare. Così come deve tenere in allerta chi è rimasto fuori dal settore: è possibile che in autunno ci siano occasioni di nuovo interessanti nel campo dei subordinati bancari. Mettere un po’ di liquidità da parte potrebbe essere una scelta azzeccata.

█ I dintorni questa volta riguardano le nuove convertibili italiane

Promettono tanto ma garantiscono poco in termini di mercato. Le nuove convertibili italiane, lanciate in concomitanza con le elative azioni, offrono certamente cedole significative, ma – come avviene per i “minibond” – presentano grossi problemi di liquidità e di “spread” fra denaro e lettera. La strategia di fondo è intelligente: garantire per alcuni anni un flusso cedolare di rilievo e poi prevedere la conversione in titoli azionari di società che ci si augura nel frattempo si siano apprezzate. Il problema sta però nelle dimensioni di tali operazioni, con importi marginali, in presenza di un mercato nazionale molto restio verso novità così rilevanti. Investire oggi su questi bond è una vera sfida, che inizia dall’acquisto per terminare in conversioni in alcuni casi non ben definite. Ecco comunque una panoramica delle emissioni già presenti su Borsa Italiana.

Emittente Scadenza – Cedola Isin  Scambi
Agronomia 24/6/2019 – 8% IT0005013559 Modestissimi

Ogni obbligazione convertibile presentata per la conversione dà diritto a sottoscrivere 800 azioni Agronomia S.p.A. di nuova emissione – Produttore di confezioni di insalate pronte per la grande distribuzione

 

Emittente Scadenza – Cedola Isin  Scambi
Energy Lab 20/5/2019 – 7% IT0005023004 Modesti

Ogni obbligazione convertibile presentata per la conversione dà diritto a sottoscrivere 47 azioni Energy Lab di nuova emissione – Società attiva nel settore delle energie rinnovabili

 

Emittente Scadenza – Cedola Isin  Scambi
Enertronica 30/10/2016 – 7,5% IT0005013344 Modesti

Ogni obbligazione convertibile presentata per la conversione dà diritto a sottoscrivere 900 azioni Enertronica – Società attiva nel settore delle energie rinnovabili

 

Emittente Scadenza – Cedola Isin  Scambi
Frendy Energy 31/12/2018 – zero coupon IT0004966344 Modesti

I criteri di determinazione della conversione sono parametrati al valore di quotazione delle relative azioni della società – Società che progetta, realizza e gestisce centrali idroelettriche di piccole dimensioni

 

Emittente Scadenza – Cedola Isin  Scambi
Sacom 22/12/2018 – 7,5% IT0004982119 Modestissimi

Il rapporto di conversione non è fisso ma dipende da una formula che prende in considerazione i risultati aziendali del gruppo – Società attiva nella fabbricazione e distribuzione di prodotti per la nutrizione e la cura delle piante

 

Emittente Scadenza – Cedola Isin  Scambi
True Energy W. 11/10/2018 – 6% IT0006727934 Modesti

Ogni obbligazione convertibile presentata per la conversione dà diritto a sottoscrivere 62 azioni True Energy Wind di nuova emissione – Società attiva nel settore delle energie rinnovabili e in particolare nel mini eolico

 

Lorenzo Raffo

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Bond & dintorni: altro che deflazione! Corrono i titoli “inflation linked”, un trend da sfruttare. Con un metodo semplice. E le novità della settimana., 9.9 out of 10 based on 7 ratings

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