BOND — 30 giugno 2014

Come generare reddito con le cedole di obbligazioni e i dividendi di azioni ed Etf

di Lorenzo Raffo

Tutti i titoli indicati in questa rubrica possono essere regolarmente acquistati anche in Italia. Se la vostra piattaforma di trading o la vostra banca non ne riconoscono gli Isin è perché il titolo o non è negoziato o non è censito da quell’intermediario, ma lo è da altri. Noi non forniamo indicazioni in materia, per motivi di correttezza, anche a chi lo chiede con insistenza. L’unico consiglio che vi diamo è: non arrendetevi! Molti nostri lettori hanno affrontato e risolto questo problema negli ultimi anni e mesi. I mercati sono già difficili e complessi di per se stessi. Non accettate che qualcuno ponga ostacoli alla vostra operatività. Ciò non esclude estrema prudenza e continue verifiche sui vostri investimenti in obbligazioni, così come in ogni altro prodotto finanziario.

 

Le riflessioni che riceviamo dai lettori sono ormai persistenti: 1°) non riesco ad acquistare alcuni titoli indicati nella rubrica settimanale del sito Internet di F Risparmio & Investimenti 2°) come posso ottenere rendimenti elevati, di fronte a una compressione al ribasso che non sembra avere fine.

Al primo aspetto rispondiamo nel box di apertura; il secondo lo soddisfiamo con una panoramica di titoli a elevato rendimento. Non solo bond, ma anche azioni ed Etf, perché ormai la ricerca deve estendersi a 360 gradi. Ecco allora una rassegna di 20 modi per garantirsi un rendimento lordo almeno del 6%. Con una variabile sottostante non trascurabile: quasi tutti questi strumenti sono espressi in valute diverse dall’euro. Quindi c’è il rischio cambio, da esaminare attentamente, sebbene l’attuale fase di indiscriminato rafforzamento dell’euro sia favorevole in tal senso. Il rischio però esiste e occorre tenerne conto.

QUINDICI BOND AD ALTO RENDIMENTO

Dal 10,7% al 6,3%: in mezzo c’è un mondo e inevitabilmente abbiamo effettuato solo una selezione di titoli più significativi e comunque con basso lotto minimo (salvo in due casi), quindici obbligazioni in un insieme di parecchie migliaia che soddisfano tale requisito. Quasi del tutto assente l’euro, schiacciato da rendimenti mediamente modestissimi e quasi del tutto generalizzata la diversificazione valutaria, con gli effetti che ciò comporta.

Landwirtsc. Rentenbank (banca di Stato Germania) Rating AAA / Bond tasso fisso  

Isin Valuta Scadenza Cedola /Prezzo Rendimento
XS0968465335 Real brasiliano 27/9/2017 8,86% / 94,8 10,7%

Fattori di rischio: 1) Cambio valutario real/euro – 2) Titolo quotato su varie Borse con sostanziali differenze di prezzo, segnale non sempre positivo – 3) Sulla valuta brasiliana si possono acquistare emissioni con aliquota fiscale al 12,5%

Fattori positivi: 1) Ottimo rating dell’emittente – 2) Titolo con pagamento cedole trimestrali – 3) Il rendimento consente di sostenere un eventuale indebolimento della valuta

Lotto minimo: 10.000 Real (= 3.336 euro)

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Banca Imi (filiale IntesaSanpaolo Italia) Rating BBB / Bond tasso fisso  

Isin Valuta Scadenza Cedola /Prezzo Rendimento
IT0004918410 Lira turca 19/4/2016 7,4% / 98,9 8,05%

Fattori di rischio: 1) Cambio valutario lira turca/euro – 2) Su tale divisa si possono acquistare emissioni con aliquota fiscale 12,5% – 3) 1,8 anni di vita residua può essere poco nel caso di indebolimenti della moneta turca, molto volatile negli ultimi tempi

Fattori positivi: 1) Titolo quotato al Mot e acquistabile con normali piattaforme di trading – 2) “Spread” limitato – 3) Bassa “duration” (1,7)

Lotto minimo: 3.000 Try (= 1.035 euro)

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Ebrd (European Bank for Recon. & Develop.) Rating AAA / Bond zero coupon

Isin Valuta Scadenza Cedola /Prezzo Rendimento
XS0085289428 Rand (Zar) 31/12/2020 0% / 60,8 7,9%

Fattori di rischio: 1) Cambio valutario rand sudafricano/euro – 2) Trattandosi di uno zero coupon effetti negativi da possibili tensioni sui tassi nel Paese della valuta di riferimento

Fattori positivi: 1) Rating dell’emittente – 2) Minore investimento iniziale, trattandosi di uno zero coupon – 3) Titolo privo di “call” – 4) Soggetto ad aliquota fiscale 12,5%

Lotto minimo: 50.000 Zar (= 3.458 euro)

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Ifc (World Bank) Rating AAA / Bond tasso fisso

Isin Valuta Scadenza Cedola /Prezzo Rendimento
XS0270642134 Rand (Zar) 1/11/2016 7,25% / 98,5 7,9%

Fattori di rischio: 1) Cambio valutario rand/euro – 2) Quotazione solo alla Deutsche Boerse – 3) L’emittente non è molto conosciuto, sebbene appartenga alla galassia World Bank – 4) Attenzione al cosiddetto disaggio, essendo stato emesso a 93,37, il che ha impatti fiscali

Fattori positivi: 1) “Duration” bassa (2,1) – 2) Avendo una vita residua modesta risente meno della volatilità dovuta a vari fattori – 3) “Spread” minimo – 4) Il titolo quota sulla media degli ultimi due anni

Lotto minimo: 10.000 Zar (= 691 euro)

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Kerling (settore chimico Europa) Rating B- / Bond tasso fisso “high yield”

Isin Valuta Scadenza Cedola /Prezzo Rendimento
XS0480857415 Euro 1/2/2017 10,62% / 106,6 7,8% (1)

Fattori di rischio: 1) Titolo vicino a una “call” (febbraio 2015): il rendimento indicato si riferisce alla scadenza 2017 – nel caso la “call” fosse esercitata (al prezzo di 102,656) il rendimento scenderebbe al 3,8% – 2) Rating basso, trattandosi di un’azienda esposta a una forte leva finanziaria

Fattori positivi: 1) Gruppo leader nel suo settore e in particolare in quello del Pvc – 2) Titolo molto liquido e trattato su varie Borse europee

Lotto minimo: 50.000 euro

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● Ibrd  (International Bank of Reconstruction) Rating AAA / Bond tasso fisso

Isin Valuta Scadenza Cedola /Prezzo Rendimento
XS0299049527 Lira turca 9/5/2017 13,62% / 114,1 7,8%

Fattori di rischio: 1) Cambio valutario lira turca/euro – 2) Si tratta comunque di un senior unsecured, cioè un livello sotto il senior secured – 3) Prezzo di acquisto molto sopra 100

Fattori positivi: 1) Ottimo il rating dell’emittente – 2) Titolo liquidissimo e scambiato su varie Borse – 3) Soggetto ad aliquota fiscale 12,5%

Lotto minimo: 1.000 Try (= 345 euro)

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● Bei  (Banca europea investimenti) Rating AAA / Bond tasso fisso

Isin Valuta Scadenza Cedola /Prezzo Rendimento
XS0303133564 Rublo russo 13/6/2017 6,75% / 97,6 7,6%

Fattori di rischio: 1) Cambio valutario rublo/euro – 2) Si tratta comunque di un senior unsecured, un livello sotto il senior secured

Fattori positivi: 1) Titolo molto liquido e abbastanza volatile nel prezzo; consente di godere di un parziale effetto leva dal variare della valuta in cui è espresso, il che non accade per tutti i titoli di tale tipo – 2) Soggetto ad aliquota fiscale 12,5%

Lotto minimo: 1.000 Rub (= 21,7 euro)

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● Frontier  (telecomunicazioni Usa) Rating BB- / Bond tasso fisso “high yield”

Isin Valuta Scadenza Cedola /Prezzo Rendimento
US17453BAS07 Dollaro Usa 15/1/2027 7,875% / 104,7 7,4%

Fattori di rischio: 1) Cambio valutario dollaro/euro – 2) Società attiva in un settore a forte concorrenzialità – 3) Scadenza lunga – 4) “Spread” talvolta ampio, anche di oltre 100 p.b. – 5) Titolo senior unsecured

Fattori positivi: 1) Buona cedola, con lotto minimo basso – 2) Non è prevista alcuna “call” – 3) Titolo liquido sul mercato Otc

Lotto minimo: 1.000 Usd (= 732 euro)

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Dell  (computer Usa) Rating BB- / Bond tasso fisso “high yield”

Isin Valuta Scadenza Cedola /Prezzo Rendimento
US24702RAF82 Dollaro Usa 15/4/2038 6,5% / 92,8 7,3%

Fattori di rischio: 1) Titolo molto lungo – 2) Società che opera in un settore a forte concorrenza e costi di ricerca elevatissimi – 3) Call esercitabile dall’emittente a varie scadenze successive – 4) “Spread” elevato fra bid e ask – 5) Cambio valutario dollaro/euro

Fattori positivi: 1) E’ un titolo che quota ampiamente sotto la pari – 2) Si presta bene per acquisti su più fasi – 3) Si tratta di un bond “vecchio” con ottimi riferimenti grafici

Lotto minimo: 2.000 Usd (= 1465 euro)

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● Bei  (Banca europea investimenti) Rating AAA / Bond zero coupon

Isin Valuta Scadenza Cedola /Prezzo Rendimento
XS0213151920 Lira turca 2/3/2015 0% / 95,3 7,0%

Fattori di rischio: 1) Titolo molto vicino alla scadenza, il che può essere un difetto in presenza di un trend incerto della valuta, lasciando minori margini di operatività – 2) Investimento comunque rilevante in termini di capitale da impegnare, essendo vicino al prezzo di rimborso, il che fa perdere uno dei vantaggi propri degli zero coupon – 3) Cambio valutario lira turca/euro

Fattori positivi: 1) Il rating dell’emittente – 2) Titolo liquidissimo e scambiato su varie Borse 3) Soggetto ad aliquota fiscale 12,5%

Lotto minimo: 1.000 Try (= 345 euro)

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● Anglogold  (estrazione oro Sud Africa) Rating BB+ / Bond tasso fisso “high yield”

Isin Valuta Scadenza Cedola /Prezzo Rendimento
US03512TAB70 Dollaro Usa 15/4/2040 6,5% / 97 6,9%

Fattori di rischio: 1) Emittente fortemente correlato al mercato aurifero – 2) Il titolo ha dimostrato forte volatilità nel 2013, scendendo a un minimo di 74 Usd – 3) “Duration” molto elevata (12,4) – 4) “Call” esercitabile su varie scadenze successive – 5) Cambio valutario dollaro/euro

Fattori positivi: 1) All’attuale livello di prezzi consente ampi margini di operatività – 2) Lotto minimo modesto – 3) Quello che è il difetto di una forte correlazione al mercato aurifero diventa anche un “plus” – 4) La società ha aumentato la produzione di oro riducendo fortemente i costi estrattivi

Lotto minimo: 1.000 Usd (= 732 euro)

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● Ferro (trattamento materiali Usa) Rating Ba3 / Bond tasso fisso “high yield”

Isin Valuta Scadenza Cedola /Prezzo Rendimento
US315405AM23 Dollaro Usa 15/8/2018 7,875% / 103,6 6,9%

Fattori di rischio: 1) Cambio valutario dollaro/euro – 2) Titolo non sempre molto liquido – 3) Società con utili piuttosto modesti nel 2013, dopo un 2012 in rosso – 4) E’ un bond assai volatile in alcune fasi dei mercati

Fattori positivi: 1) “Duration” bassa (3,5) – 2) Non è prevista una “call” – 3) Lotto minimo modesto – 4) Società quotata in Borsa (Nyse); se ne possono facilmente seguire tutte le vicende finanziarie

Lotto minimo: 2.000 Usd (= 1.465 euro)

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● Bnp Paribas  (istituto di credito Francia) Rating A+ / Bond tasso fisso

Isin Valuta Scadenza Cedola /Prezzo Rendimento
FR0010533026 Sterlina GB perpetual 7,436% / 110,8 6,7%

Fattori di rischio: 1) C’è una “call” il 23/10/2017 (se non esercitata il titolo si trasforma in tasso variabile Libor £ 3m + 1,85%) – 2) Cambio valutario sterlina/euro – 3) Si tratta di un subordinato – 4) Titolo che in talune situazioni di mercato tende ad aprire lo “spread” (attualmente si aggira sui 90 punti base)

Fattori positivi: 1) Bond molto trattato dagli istituzionali – 2) Ha buoni margini per affrontare eventuali fasi di debolezza della sterlina, dopo il rafforzamento sull’euro degli ultimi mesi – 3) E’ possibile una correzione della quotazione: si può mettere un ordine a revoca sui 107/108

Lotto minimo: 50.000 Gbp (= 62.400 euro)

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● Bpce  (istituto di credito Francia) Rating A / Bond tasso fisso

Isin Valuta Scadenza Cedola /Prezzo Rendimento
FR0010279208 Dollaro Usa perpetual 6,75% / 100,9 6,6%

Fattori di rischio: 1) “Duration” molto elevata (13,5) a scadenza naturale – 2) Titolo fortemente esposto a situazioni di difficoltà sul fronte del credito bancario – 3) Cambio valutario dollaro/euro – 4) Non è prevista una “call” a premio: può essere genericamente esercitata a ogni pagamento di cedola a 100 – 5) Titolo subordinato Tier 1

Fattori positivi: 1) Prezzo poco superiore a 100 (sebbene ci sia il rischio “call) – 2) Basso lotto minimo e comunque la banca ha altri perpetual su cui eventualmente fare “switch” in caso dell’esercizio di “call” – 3) Bond trattato su varie Borse

Lotto minimo: 2.000 Usd (= 1.465 euro)

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● Bei (Banca Europea investimenti) Rating AAA / Bond tasso fisso

Isin Valuta Scadenza Cedola /Prezzo Rendimento
XS0544798167 Rand (Zar) 6/10/2015 7% / 100,6 6,3%

Fattori di rischio: 1) Cambio valutario rand/euro – 2) Trattandosi di una scadenza corta non lascia molti margini nel caso di indebolimento della valuta di espressione

Fattori positivi: 1) “Duration” bassissima, avendo una vita residua di 1,27 anni – 2) “Spread” molto ridotto – 3) Titolo quotato anche al Mot e quindi acquistabile con qualsiasi piattaforma di trading

Lotto minimo: 5.000 Zar (= 345 euro)

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QUATTRO AZIONI AD ALTO DIVIDENDO

 

Siamo andate a cercarle in Svizzera, per due motivi: 1°) si tratta di aziende che operano in un contesto indiscutibilmente stabile; 2°) consentono di stabilizzare il flusso dei pagamenti – in rapporto al cambio – utilizzando un conto in valuta, anche operando dall’Italia oltre che dalla Confederazione, dove molti nostri concittadini lavorano e detengono risparmi.

● Swiss Re (settore assicurativo)

Isin Valuta Prezzo Dividendo Rendimento
CH0126881561 Franco svizzero 79,5 8 (22/4/2014) 10,0%

3 franchi nel 2012, 7,5 nel 2013 e ben 8 quest’anno (3,85 come ordinario e 4,15 come straordinario, grazie all’ottimo andamento del business) sono risultati eccezionali, che collocano la società ai vertici della classifica in Europa. Naturalmente il dividendo distribuito il prossimo anno potrebbe essere solo l’ordinario. Quindi il rendimento è riferito a quanto fissato per il 2013.

 

● BCV  Banque Cantonale Vaudoise (settore bancario)

Isin Valuta Prezzo Dividendo Rendimento
CH0015251710 Franco svizzero 484,5 32 (8/5/2014) 6,6%

Un titolo molto stabile dal 2010 in poi, grazie anche a una costanza di dividendi che lo pone ai vertici del settore bancario. Così quest’azione sembra quasi un titolo obbligazionario dall’ottima cedola e perfino con volatilità minore.

 

● Zurich Insurance Group  (settore assicurativo)

Isin Valuta Prezzo Dividendo Rendimento
CH0011075394 Franco svizzero 268,6 17 (2/4/2014) 6,3%

Uscito dalla crisi del 2008-2009, il gruppo assicurativo ha ricominciato a pagare regolarmente elevati dividendi. Da quattro anni versa 17 Chf nel mese di aprile e il trend del titolo ne ha risentito positivamente, sebbene si muova da qualche tempo in una fascia piuttosto ristretta di quotazioni, fra 230 e 270 franchi.

 

● Schweiter Technologies (settore macchinari per il tessile)

Isin Valuta Prezzo Dividendo Rendimento
CH0010754924 Franco svizzero 639 40 (14/5/2014) 6,2%

Il dividendo ha continuato a crescere negli ultimi anni, passando da poco meno di 10 a ben 40 franchi. Utili netti, Ebidta ed Ebit restano elevati. A fianco della tradizionale attività nel settore del macchinario per il tessile si è andato sviluppando il business dei materiali compositi, impiegati nell’edilizia e in altri comparti.

 

INFINE UN ETF AZIONARIO CON DIVIDENDO, CHE COPRE TUTTO IL MONDO

E’ riuscito a garantire un buon rendimento nel tempo: l’Etf Db X-Trackers Stoxx Global Select Dividend 100 (quotato a Milano con Isin LU0292096186) ha distribuito 1,30 euro nel 2010, 1,10 euro nel 2011, 0,95 euro nel 2012 e 1,02 euro nel 2013. Il “dividend yield” è variato molto e ha anche superato il 6%. A inizio anno era del 4,48% basandosi su quanto pagato il 31/7 dello scorso anno. Per ora non si conosce ancora quanto sarà versato a fine luglio, ma nel frattempo questo Etf ha corso molto, raggiungendo i 25,75 euro. E’ probabile quindi che si scenderà sotto il 4%, risultato comunque più che soddisfacente per questa categoria di prodotti finanziari; in presenza tuttavia di una consistente correzione dei mercati il rapporto potrebbe diventare molto più favorevole. La particolarità consiste nel rappresentare uno strumento che copre i 100 titoli di tutto il mondo con più elevato dividendo, compresi nel Dow Jones Stoxx Global 1800 Index.  E’ quindi un prodotto da cassettista, su cui puntare in presenza di una quotazione più favorevole rispetto all’attuale, massimo storico dall’esordio sul mercato. La scelta dei 100 titoli coperti avviene in base al “pay out”, che deve soddisfare alcuni precisi requisiti. Da inizio anno la “performance” registrata è risultata del 13,3%, le commissioni annue ammontano allo 0,5% e gli scambi mensili risultano abbastanza costanti, con un valore variante da 200 a 400 contratti.

LE NUOVE EMISSIONI DELLA SETTIMANA

Se si dovesse trarre un segnale dai rendimenti delle nuove emissioni degli ultimi giorni dovremmo dire che qualcosa sta cambiando sui mercati. Molte infatti hanno offerto cedole di un certo interesse (sul 4% circa), sebbene con lotto minino a 100.000. Siamo andati così a spiluccare gli esordi più significativi, naturalmente in termini di “yield”.

█ In euro Hellenic Petroleum sale al 6,25%

E’ una conoscenza per gli obbligazionisti affezionati di “high yield” europei, perché accredita cedole elevate. Si tratta della società petrolifera ellenica H.P., maggiore raffineria del Paese, quotata anche alla Borsa di Atene, dove registra un’elevata volatilità. Da settembre dello scorso anno il titolo ha quasi dimezzato la sua quotazione, perché alle prese con il rifinanziamento del debito. L’emissione senior ha le seguenti caratteristiche: valuta euro, cedola 6,25%%, scadenza 4/7/2019, lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 325 milioni di euro e Isin XS1083287547. Con una “duration” di 4,4, garantisce un elevato margine rispetto a un bond AAA su scadenza equivalente. Valutazione: basandosi sull’andamento dell’8% 2017, emesso a maggio dell’anno scorso, che quota a 107,6 euro, con “yield” 5,1%, il mercato non teme per questo gruppo nell’ambito obbligazionario, mentre esprime tensioni sul fronte azionario. Attenzione però al fatto che si tratta della seconda emissione nell’arco di soli due mesi.

█ Wind ritorna, ma si limita al 4% in euro su scadenza 2020

La società telefonica, un’altra vecchia conoscenza dell’high yield” europeo, si è rifinanziata con una grossa operazione, lontana dai rendimenti di soli pochi anni fa: nel 2009 pagava l’11,75% su scadenza 2017, con un titolo molto volatile, ora posizionato sui 104, ma con una “call” imminente. Questa volta la cedola è di un terzo! Così la struttura: valuta euro, cedola 4%, scadenza 15/7/2020, lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 2,1 miliardi di euro e Isin XS1082636876. Il rating è BB- e la “duration” di 5,4. Valutazione: inevitabilmente il nuovo bond è sembrato incerto nelle battute iniziali, con un prezzo mossosi molto, se si considera che è passato da 99,8 a 100,3 nell’arco di poche ore, ma con uno “spread” in allargamento. Per chi volesse fare trading ecco un’obbligazione volatile, ma che ha una “call” fra due anni. In parallelo Wind ha anche emesso in dollari Usa al 4,75% su scadenza 2020, con lotto minimo di 200.000 USD.

█ Total conferma la scelta delle valute australi, puntando sullo NZD

Un emittente particolare quello francese. La sua strategia di forte diversificazione valutaria non trova smentite e probabilmente rende bene alle casse della leader petrolifera d’oltralpe. Già presente con due emissioni in dollari neozelandesi, ormai vicine alla scadenza, Total ci riprova, con questo bond senior: valuta dollaro neozelandese, cedola 5%, scadenza 1/7/2019, lotto minimo 2.000 NZD, ammontare di 100 milioni di NZD e Isin XS1082457604. Emesso a 99,784, si è mosso poco sul secondario, scendendo a 99,5. Valutazione: ha appeal un 5% in NZD? Gli “yield” attuali variano dal 7,3% al 3,4%, ma sulla scadenza 2019 non si ha una grande disponibilità di emissioni concorrenti. Ci sono un Westpac 2019 con “yield” 5,2% e il governativo New Zealand sul 2020 con il 4,2%. Quindi l’emittente AA- Total sembra allineata e consente di posizionarsi sul dollaro australe con una buona offerta, ma attenzione alla valuta, che si è molto rafforzata nell’ultimo anno, passando da 1 EUR = 1,72 NZD all’attuale 1 EUR = 1,55 NZD, poco lontano dai massimi storici.

█ Super “high yield” argentina, la specialista del latte concede il 12,625% in USD

Tecnicamente parlando è una vera occasione: cedola elevatissima, “duration” di quasi un terzo rispetto allo “yield” su una durata di sette anni. L’obbligazione della società argentina Mastellone Hermanos risente però proprio della sua nazionalità, visto l’attuale quadro contrastato del debito pubblico e dell’economia di Buenos Aires. Un rating esiste (B- di Fitch) e il titolo viene trattato sul mercato “Otc”. Queste le caratteristiche: valuta dollaro Usa, cedola 12,625%%, scadenza 3/7/2021, lotto minimo 1.000 USD, ammontare di 200 milioni di USD e Isin USP6460MAJ38. Si tratta di un gruppo produttore di latte, di cui disponiamo un bilancio solo al 2012 (ed era comunque in rosso). Il debito a fine 2013 assommava a 230 milioni di dollari e la stessa Fitch ammette, in un suo report, che la situazione della società è fortemente condizionata dai trend dell’economia argentina. Un’ultima annotazione riguarda la “call”: è prevista il 3/7/2018 a 106,31 USD. Valutazione: di fronte alle mille incognite di un emittente emergente e sconosciuto ai più, non resta che valutare l’andamento di altre sue obbligazioni. La “step up” 2018 oggi quota 97 USD, ma nel settembre scorso era scesa a 72. Altre hanno scambi molto modesti. Il problema è proprio questo: più che sulla solidità del gruppo occorre, in un caso simile, preoccuparsi della liquidita del bond, relativamente alla quale esprimiamo alcuni dubbi.

█ Il subordinato di Aviva si ferma al 3,875% su scadenza 2044

E’ la sesta più grande compagnia assicurativa del mondo, con una presenza in vari continenti: la britannica Aviva Plc rianima il settore del debito subordinato e perpetual con un’emissione in euro, dalla cedola poco lontana dal 4%. Questa la struttura: valuta euro, cedola 3,875%%, scadenza 3/7/2044, ma con “call” a dieci anni (se non esercitata il titolo si trasforma in un variabile indicizzato all’Euribor a 12 mesi), lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 700 milioni di euro e Isin XS1083986718. Il rating è BBB (S&P) e il titolo è stato emesso a 99,699. Non ci sono ancora indicazioni di prezzo sul secondario. Valutazione: attendendo il mercato, non resta che dire: beati i tempi in cui i subordinati garantivano cedole dal 6 all’8% e oltre. Torneranno?

█ La portoghese Parpública concede un po’ meno, ma al 2021

Parpública – Participações Públicas è una specie di Cassa Depositi e Prestiti in salsa portoghese. Gestisce infatti varie partecipazioni pubbliche ed è quindi garantita dallo Stato. Moody’s le affida il rating Ba2 e la sua nuova emissione obbligazionaria ha raccolto un certo interesse, pur con il limite dei 100.000 euro di lotto minimo. Eccone le caratteristiche: valuta euro, cedola 3,75%, scadenza 5/7/2021, lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 600 milioni di euro e Isin PTPETUOM0018. Il titolo sarà quotato alla Deutsche Boerse e non prevede “call”. Il prezzo di emissione è stato di 99,34. Valutazione: l’emittente è visto come un’alternativa ai titoli di Stato portoghesi, con rendimenti leggermente superiori.   

█ Sulla rupia indonesiana arriva la Bei

Nelle settimane scorse abbiamo scritto di nuove emissioni nella valuta indonesiana e a sorpresa esce la Bei, con un nuovo titolo espresso in tale divisa: valuta rupia indonesiana, cedola 7,2%%, scadenza 9/7/2019, lotto minimo 100 milioni di rupie (= 6.088 euro), ammontare di 2,54 trilioni di rupie e Isin XS1083298072. Il titolo sarà quotato alla Borsa del Lussemburgo. Valutazione: iniziamo con il dire che in questo caso si paga l’aliquota fiscale al 12,5%. Proseguiamo con il segnalare che alcune fonti informative riportano di un lotto minimo di 1 miliardo di rupie (il che contrasterebbe con la politica Bei di bassi tagli). Concludiamo segnalando che la rupia resta ai minimi storici rispetto all’euro, malgrado un tentativo di rafforzamento nelle ultime settimane, che poi è andato ad annullarsi.

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► Questa notizia non è di fonte nostra, ma la riprendiamo dall’agenzia Radiocor. Apre una porta interessante nel trading obbligazionario.

“Un gruppo di una decina di banche di Wall Street, fra cui Goldman Sachs e JpMorgan Chase, lancerà il prossimo mese, in partnership con Tradeweb, una nuova piattaforma per il trading dei corporate bond americani, allo scopo di aumentare sensibilmente la liquidità in un mercato del valore complessivo di oltre 10 mila miliardi di dollari. Secondo quanto riporta Financial Times, con il lancio della nuova piattaforma, le banche mirano a rispondere alle lamentele dei compratori di bond che da tempo denunciano un calo della liquidità del mercato, a causa della riduzione nel numero delle dealer bank, il che significa che è difficile eseguire grosse compravendite senza impattare sul prezzo. Tradeweb, controllata da Thomson Reuters e da un gruppo di banche, al momento ospita sulla propria piattaforma compravendite di bond sovrani, di cartolarizzazioni di mutui e di derivati fra grossi investitori e dealer. Come ha spiegato di recente in un discorso la presidente della Sec, Mary Jo White, il mercato dei corporate bond rimane altamente decentralizzato e avviene primariamente attraverso dealers; quindi i costi di intermediazione sono molto più difficili da valutare rispetto ad altri mercati maggiormente trasparenti. La White ha anche auspicato l’introduzione di nuove tecnologie per il trading, che permettano di aumentare la trasparenza nel mercato dei bond e consentano agli investitori di accedere a un maggior numero di prezzi elettronici in modo simile a quanto già avviene per le azioni”.

LE OPINIONI DEI GESTORI

Michael Spinks, Co-Head of Multi-Asset di Investec Asset Management, spiega in un suo studio perché è probabile che assisteremo a una divergenza in termini di performance tra comparto obbligazionario e azionario nei prossimi mesi e delinea dove si vedono opportunità d’investimento multi-asset.

“Le aspettative in merito a un rialzo dei tassi d’interesse hanno fallito, nonostante alcuni dati economici positivi abbiano sorpreso i mercati. Questo perché l’inflazione è stata tenuta sotto controllo, nonostante i dati in miglioramento dell’economia, mantenendo così un tetto sulle previsioni dei tassi. Tuttavia ci aspettiamo di vedere aumenti nel corso dell’anno. La mancanza di movimento sui tassi negli scorsi otto anni ha cambiato il comportamento dei mercati e, se dovessero verificarsi evoluzioni, ci sarebbero due importanti implicazioni. La prima riguarda i mercati obbligazionari in settori come l’high-yield, dove gli investitori sono alla ricerca di reddito e hanno ampliato lo spettro del rischio. A nostro avviso, una variazione del prezzo degli asset privi di rischio e quindi un maggiore rendimento degli stessi influenzeranno il prezzo dei bond high yield, in particolare nel momento attuale in cui i fondamentali di questi asset si stanno indebolendo. In secondo luogo, riteniamo che i mercati azionari potrebbero subire conseguenze in positivo, visto che l‘aumento dei tassi di interesse dovrebbe avvenire in un contesto di prospettive di crescita più costante. Questo può portare a un divario tra la performance di obbligazioni e azioni. Inoltre, la volatilità dei mercati è diminuita grazie all’intervento delle Banche centrali, spingendo il mercato a sovraprezzare i titoli obbligazionari in base al futuro andamento dei tassi di interesse. Riteniamo così che la volatilità sia destinata ad aumentare. Il nostro posizionamento di portafoglio si è intanto evoluto nel corso dell’anno, conservando un’ampia esposizione agli attivi legati alla crescita e in particolare alle azioni. A questo, data l’attuale fase del ciclo e i ridotti margini di premio per il rischio disponibili, abbiamo aggiunto una serie di opportunità selezionate sulla base di nostre valutazioni. In particolare, nei mercati emergenti, abbiamo aumentato l’esposizione al debito del Brasile e l’esposizione valutaria ad altri mercati emergenti, come il Messico e l’India, mentre sull’azionario abbiamo incrementato la presenza nel settore energetico”.

Lorenzo Raffo

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