BOND — 16 giugno 2014

Come generare reddito con obbligazioni e con altri strumenti finanziari

di Lorenzo Raffo

Un gruppetto a quattro in testa, composto da due velocisti e due scalatori: se fossimo a una gara di ciclismo si tratterebbe di una fuga molto strana, ma siano invece a un altro tipo di competizione, quello fra rendimenti di titoli di Stato. Può sembrare infatti strano ritrovare ben quattro decennali – di estrazione totalmente diversa – fianco a fianco in termini di rendimenti. La classifica dei “benchmark” governativi vede i seguenti piazzamenti:

1°) Stati Uniti con “yield” 2,60%

2°) Spagna con “yield” 2,66%

3°) Gran Bretagna con “yield” 2,75%

4°) Italia con “yield” 2,78%

In un fazzoletto si piazzano le due maggiori realtà finanziarie del sistema occidentale e i due Paesi vicini a un “default” solo pochi anni fa. I motivi di una simile situazione sono molteplici (l’avvicinarsi del rialzo dei tassi a Washington e Londra, la differenza di inflazione fra i vari Paesi, la ritrovata fiducia in Madrid e Roma, alcuni movimenti valutari, ecc.), ma la realtà per l’investitore è che oggi non sa più come e dove spostarsi. Lasciare le obbligazioni di Stato e rifugiarsi su altre “asset”? Apparentemente la risposta è positiva, se si cercano rendimenti, ma così facendo si aumenta inevitabilmente il livello di rischio. E allora? Vi proponiamo una strategia molto semplice, adatta sia al cassettista sia a chi opera con una certa velocità. Ecco in cosa consiste.

█ Meglio non vendere Btp e compagni, ma razionalizzarne le scadenze

Molti investitori detengono titoli di Stato a scadenza lunga, perché la compressione dei rendimenti ha interessato in passato soprattutto la parte corta. Pensano così di essersi costruiti una certa sicurezza, fidando sulle cedole (più alte) e trascurando i fattori di rischio. Che esistono, perché le promesse di Draghi di tassi bassi valgono per un certo periodo, ma poi si volatizzeranno. Esiste allora un modo intelligente di operare con i titoli di Stato: consiste nel distribuire il capitale disponibile per questa tipologia di obbligazioni su cinque scadenze. Per esempio 2016, 2018, 2020, 2022 e 2024. Si suddividono quindi le risorse su sei prodotti diversi, cinque a tasso fisso su ognuna delle scadenze e uno a tasso variabile sulla scadenza più lunga possibile. L’ultima opzione non sempre è fattibile, poiché non tutti i governativi esistono anche nella tipologia a tasso variabile, ma in Italia il problema non esiste, per la presenza dei Cct. Si può allora scegliere l’alternativa di un “inflation linked”, di recentissima emissione e con scadenza lunga. Poi che si fa? Qui intervengono tre diversi modi di operare:

cassettista prudente: per lui la strategia è semplice. Incassa le cedole (che, se vuole, reinveste sul variabile o sull’“inflation linked”) e a ogni scadenza ricolloca il capitale resosi disponibile su quella successiva: nel 2016 sul 2018 e così via. In questo modo ottiene una sempre maggiore ottimizzazione di rendimento in rapporto all’evoluzione dei mercati, assumendosi un rischio che si riduce con il passare del tempo.

cassettista dinamico: stessa strategia, ma le cedole (sempre se vuole) le piazza di anno in anno non sul variabile o sull’“inflation linked” ma sul titolo che ha il rendimento più alto e quindi il prezzo più basso.

trader: deve seguire con regolarità i prezzi delle varie scadenze e, all’insorgere di anomalie o pressioni sui prezzi, esegue una serie di arbitraggi, passando per esempio metà di ogni singolo investimento che ha corso di più su quello che ha corso meno, stabilendo – in base all’analisi dei trend precedenti – un delta prezzo massimo e minimo su cui scatta l’operazione. In alternativa c’è un metodo più semplice: calcolare un rendimento medio e verificare gli spostamenti. Proponiamo due esempi riferiti al Btp italiano e al Bonos spagnolo (tutti quotati sul Mot), con l’aggiunta di una variante più lunga per l’ultima emissione in termine di scadenza (2034 per il Btp e 2032 per il Bonos):

Titolo italiano Rendimento lordo Titolo spagnolo Rendimento lordo
Btp 2016 (1/8) 0,66% Bonos 2016 (30/4) 0,58%
Btp 2018 (1/8) 1,19% Bonos 2018 (30/7) 1,09%
Btp 2020 (1/9) 1,83% Bonos 2020 (30/4) 1,55%
Btp 2022 (1/9) 2,47% Bonos 2022 (31/1) 2,13%
Btp 2024 (1/9) 2,89% Bonos 2024 (30/4) 2,66%
Btp 2034 (1/8) 3,72% Bonos 2032 (30/1) 3,41%

Rendimento medio Btp 2016-2024: 1,80%

Rendimento medio Btp 2016 – 2034: 1,97% (in questo caso escluso il 2024)

Rendimento medio Bonos 2016 – 2024: 1,60%

Rendimento medio Bonos 2016 – 2032: 1,75% (in questo caso escluso il 2024)

Valori al 13/6/2012

Con un’analisi per esempio settimanale di prezzi e rendimenti è possibile stabilire gli scostamenti rispetto alla posizione di partenza e – quando ciò sia conveniente – compiere degli arbitraggi. Analizzando per esempio i Btp 2016, 2020 e 2034 si osserva come, negli ultimi tre anni, vi siano state varie situazioni anomale: nel 2011 e 2012 per ben due volte la scadenza più lunga ha accentuato divari molto forti in negativo rispetto agli altri due, andando cioè sotto di prezzo; nel 2013 in varie occasioni le quotazioni si sono quasi sovrapposte; dall’ottobre 2013 si è avviato un corretto apprezzamento, ma proprio a maggio si è registrato una veloce inversione al ribasso soprattutto del 2034, durata poche sedute. Chi può escludere che tutto questo non si ripeta? Con la strategia descritta la capacità di reggere movimenti al ribasso è ammortizzata e anzi si può trasformare in occasione di miglioramento dei rendimenti.

NUOVE EMISSIONI CON PICCOLI LOTTI E CEDOLE DAL 4% IN SU

E’ inutile nascondersi dietro un dito. Il mercato obbligazionario diventa sempre più complesso (come d’altra parte quello azionario) e acquistare titoli con rendimenti sotto un certo livello è rischioso. Per tanti motivi, che non stiamo ad analizzare. E’ allora il caso di scegliere solo bond con cedole almeno medio-alte, ovvero dal 4% in su. Oggi lo stabiliamo come linea guida, per verificare cosa offre e in quale ambito il mercato delle nuove emissioni.

█ In dollari australiani ci si riesce anche con rating A, cedola 4%

La diversa situazione del mercato dei tassi australe consente di ottenere un 4% di cedola con un’ottima obbligazione a rating A, emessa dalla filiale KBC Ifima della banca olandese KBC. La prima si occupa solo di obbligazioni e nel corso del 2013 ne ha offerte sul mercato per un importo globale di 1,1 miliardi di euro, contro i 3,9 miliardi del 2012. Il motivo è presto spiegato: KBC ha minori esigenze di nuovi capitali, grazie anche al netto miglioramento del Tier 1 ratio, cresciuto dal 10,8% del 2009 al 15,8% del 2013. Il liquidity coverage ratio ha raggiunto l’anno scorso il 131%. Una banca solida quindi, che si è specializzata nell’emissione di bond anche in valute extra euro. La novità della settimana riguarda il dollaro australiano, con questa emissione “senior”: valuta AUD, cedola 4%, scadenza 24/6/2018, lotto minimo 2.000 AUD, ammontare di 20 milioni di AUD e Isin XS1021929077. Attenzione però: il prezzo di emissione è stato fissato a 101,5, con un rendimento del 3,556% e una “duration” di 3,48. In realtà l’emissione è del 28/2 e questa è una riapertura, ma il titolo finora non quotava al Lussemburgo per scarsa liquidità. Ora ci si augura che la situazione cambi. Valutazione: ottimo emittente, “ratio” buoni, margine sugli equivalenti titoli di Stato discreto, ma l’emissione è piccola e ci aspetta che cominci a quotare sul secondario.

►►►►►In AUD è ancora possibile ottenere un buon rendimento. Ecco come

Le migliori occasioni in AUD? Il quadro è molto articolato e presenta varie emissioni con rendimenti altissimi. Questa una panoramica di insieme.

► Downgradata da alcuni mesi, la Compagna australiana Quantas è scesa – come rating – a Ba2, cioè sotto l’“investment grade”, decisione dovuta alle incertezze sulla possibilità che la società onori il suo debito nel lungo periodo e aumenti i profitti nel competitivo mercato del trasporto aereo. Ciò non esclude che una nuova emissione “unsecured” dell’11/6 abbia riscosso un certo successo sul mercato (sebbene il lotto minimo sia di 500.000 AUD), salendo a 100,7 AUD (cedola 7,5% – scadenza 2021 – Isin AU3CB0221141).

► Poi ci sono dei perpetual bancari con cedole elevatissime, ma con “call” non troppo lontane. Meglio evitarli.

► Con un taglio accettabile segnaliamo un emittente quasi sconosciuto in Europa. Si tratta di Incitec Pivot, società australiana attiva nel campo degli esplosivi per impieghi civili e dei fertilizzanti, abbastanza globalizzata, disponendo di impianti anche in Asia e in America. Il suo bond (rating BBB), quotato sull’Otc e presente sulla piattaforma Xtrakter, ha queste caratteristiche: valuta AUD, cedola 5,75%, scadenza 21/2/2019, lotto minimo 10.000 AUD, ammontare di 200 milioni di AUD e Isin AU3CB0212652. Quota attualmente sui 100,5, con “yield” del 5,6%, ma alcune piattaforme lo collocano più in alto (verso 102). Valutazione: è preferibile puntare su una corporate dal business solido e ben identificabile o su una finanziaria, banca o altro che sia? Entrambe le opzioni sono possibili in Aud, con rendimenti più che soddisfacenti (ma pur sempre con il rischio cambio).

█ In real brasiliani si va ben sopra, con una cedola addirittura del 10,5%

In questa fase di bassi tassi in Europa, l’alternativa brasiliana (ne abbiamo già scritto più volte) ha un indiscutibile “appeal”. In settimana il ruolo di attaccante l’ha svolto la banca tedesca di Stato KfW (rating AAA), con la riapertura di un’emissione ad altissima cedola. Eccone la struttura: valuta real brasiliano, cedola 10,5%, scadenza 14/12/2017, lotto minimo 5.000 real, ammontare di 265 milioni di real e Isin XS1014862731. Il titolo è quotato al Lussemburgo, a Francoforte e in altre Borse tedesche, con un’ottima liquidità e la possibilità (almeno sulla carta) di arbitraggi fra diverse piazze, ma il prezzo di sottoscrizione è stato di 102,035, che sul secondario non ha retto, scendendo sui 101,4. Valutazione: il grafico testimonia di un’elevata volatilità ed ecco che – oltre a “yield” del 9,96% e “duration” di 2,97 (“ratio” fantastici) – si aggiunge la rapidità di movimento del prezzo. Vale quindi la pena puntarlo come ottimo titolo per un trading piuttosto rapido, giustificato dalle veloci variazioni di prezzo e da una vita residua non eccessiva (3,5 anni).

minimo storico: 99,15

massimo storico: 102,3

quotazione media prevalente: fra 100,25 e 101

supporti: 99,15 – 100 – 100,25 – 101,7

resistenza: 101,7

da acquistare nella fascia 100 – 101, dopo conferma di un rimbalzo da 100

quotazione attuale: 101,4, in fase di lateralità

esposizione a movimenti dei tassi brasiliani: medio-bassa

esposizione al rischio cambio: medio-alta

█ In rupie indiane, moneta in pieno “rush”, confronto a due

Negli ultimi mesi si è assistito di nuovo a un interesse per la rupia indiana, che si sta rafforzando nettamente sull’euro, dopo le difficoltà di metà 2013, un vero e proprio crollo (in poco tempo è passato da 1 EUR = 70 INR a 1 EUR = 90 INR, con uno “spike” a 92). Una situazione anomala, che sta rientrando, dopo i risultati delle elezioni politiche e l’avvio di una strategia economica più liberale. Attenzione davvero all’India, che potrebbe costituire la sorpresa del 2014. Ora la rupia si muove sugli 80,9 e al momento in cui rompesse la barriera degli 80, graficamente c’è da attendersi un miglioramento fino ai 70/72, cioè un ritorno alle quotazioni ante crisi. Non sono molti gli emittenti che si occupano di questa valuta e che lo facciano con lotto minimi interessanti. World Bank è obbligata a essere presente per motivi strategici di copertura delle diverse divise. Rientra ora in posizione, così come l’ha fatto a gennaio Inter-American, banca internazionale a supporto delle economie sud americane, che aveva emesso un interessante bond in tale valuta, di cui ricordiamo le caratteristiche, per consentire un confronto diretto. Entrambe le emissioni hanno il vantaggio di essere soggette a imposta 12,5% in Italia, trattandosi di organizzazioni internazionali e di disporre di rating AAA.

World Bank: valuta rupia indiana, cedola 6%, scadenza 20/12/2016, lotto minimo 50.000 INR (619 euro), ammontare di 2 miliardi di INR e Isin XS1078730584. Il prezzo di emissione è stato di 99,93.

Inter-American: valuta rupia indiana, cedola 7,125%, scadenza 24/7/2015, lotto minimo 50.000 INR (619 euro), ammontare di 1 miliardo di INR e Isin XS1016451699. Il titolo quota sui 100,7, con “yield” sotto il 7%.

Valutazione: il nuovo World Bank non riesce a battere l’Inter-American, che fra l’altro garantisce una buona liquidità, con uno “spread” sul secondario di 40 punti base.

 █ Anche sulla rupia indonesiana i margini ci sono, grazie a una cedola del 7,25%

E’ evidente come ormai i rendimenti si trovino sulle altre valute, visto che quelli in euro sono ai minimi storici. Così diventano attuali perfino divise scarsamente prese in considerazione in passato. Per esempio la rupia indonesiana, riferita a un’economia forte e in continua espansione. Ma il suo rapporto contro euro è attualmente sui minimi storici, il che spinge a prenderla in considerazione. Se si considera che l’euro viaggiava all’inizio 2006 fra 10.800 e 11.000 IDR e che oggi si attesta a quasi 16.000, è chiaro come si sia registrato un crollo della divisa indonesiana, per vari motivi (minori esportazioni di materie prime, fuga di capitali e disavanzo delle partite correnti). Il tutto deriva dal fatto che le riserve di materie prime dell’Indonesia collocano il Paese al sesto posto a livello mondiale e che il calo di domanda, soprattutto dalla Cina, ha avuto un pesante effetto. Dall’inizio del 2014 si è registrato un leggero rafforzamento della rupia, ma il percorso sarà ancora lungo. Inter-American, di cui abbiano scritto anche in riferimento alla rupia indiana, ha emesso in settimana un nuovo bond in IDR: valuta rupia indonesiana, cedola 7,25%, scadenza 17/7/2017, lotto minimo 10.000.000 IDR (624 euro), ammontare di 500 miliardi di IDR e Isin XS1078781496. Emesso a 99,985, il titolo è leggermente sceso sul secondario. Valutazione: tutti gli indicatori grafici portano a prendere in considerazione questo titolo, il cui emittente è molto solido, con in più il favorevole aspetto dell’aliquota fiscale al 12,5%, trattandosi di organizzazione internazionale.

█ In dollari Usa, finiti i tempi dei “cedoloni”, proseguono quelli dal 5 al 7%

Il mercato delle emissioni in valuta verde non ha dato grandi segnali di attivismo nelle ultime settimane, ma di novità con cedole interessanti se ne sono viste alcune. Sono titoli quotati anche su Borse europee e quindi trattabili senza difficoltà sul mercato Otc.

Advanced Micro Devices: valuta dollaro Usa, cedola 7%, scadenza 1/7/2024, lotto minimo 2.000 USD, ammontare di 500 milioni di USD e Isin USU00775AF09 . Il titolo quota alla tedesca Deutsche Boerse e sulla piattaforma Xtrakter. Le prime indicazioni di contrattazione sul secondario sono discordi, ma questo bond si dovrebbe acquistare sui 102,8, con “duration” 7,4. La società opera nel settore dei microprocessori e ha attività in tutto il mondo. E’ quotata al Nyse con sigla AMD.

Polymer Group: valuta dollaro Usa cedola 6,875%, scadenza 1/6/2019, lotto minimo 1.000 USD, ammontare di 210 milioni di USD e Isin USU73139AD66. Il titolo quota anche alla Borsa di Berlino. Le prime indicazioni di contrattazione sul secondario portano a un prezzo di 101,1, con “yield” 6,71%. La società opera nel settore dei materiali per l’igiene e la salute (quali pannolini, salviettine, biancheria intima, salvaslip, speciali lenzuola, camici, accessori medici, ecc). Non è quotata in Borsa.

Actavis: valuta dollaro Usa, cedola 4,85%, scadenza 15/6/2044, lotto minimo 2.000 USD, ammontare di 1,5 miliardi di USD e Isin USL0037UAD92. Il titolo è trattato sulla piattaforma Xtrakter. Le prime indicazioni di contrattazione sul secondario indicano un prezzo di 98,7. Si tratta di un gruppo farmaceutico di rilevanti dimensioni internazionali, presente sia nei medicinali generici sia in quelli altamente specialistici. La società è quotata al Nyse con sigla ACT.

Valutazione: si tratta di “high yield” non esasperati, interessanti nell’attuale fase di trasformazione dei mercati se acquistati alla pari e preferibilmente portati a scadenza (salvo logicamente l’Actavis, la cui “duration” è di 16).  

█ Con l’Uruguay si ha un 5,1% fino al 2050

Tornare a investire sui titoli di Stato emergenti, sia in dollaro sia in valute locali. E’ il consiglio della settimana da parte di alcuni autorevoli gestori. Viene quindi a fagiolo la nuova emissione della Repubblica dell’Uruguay in dollari. Il rating è BBB- da parte di Standard & Poor’s, ma il Paese vive una situazione abbastanza complessa, con un tasso d’interesse al 9,25% e un tasso di inflazione al 9,2%. La nuova esposizione in dollari appare quindi favorevole per il Tesoro locale, poiché la cedola è solo del 5,1%. Queste le caratteristiche: valuta dollaro Usa, cedola 5,1%, scadenza 18/6/2050, lotto minimo 1.000 USD, ammontare di 2 miliardi di USD e Isin US760942BA98. E’ uno dei pochi titoli uruguayani a quotare sotto 100, perché molti altri hanno registrato un netto rimbalzo negli ultimi anni. Per esempio il 7,625% scadenza 2017, sempre in USD, dall’Isin US917288AX09, quota 115,5 USD (alla Borsa di Montevideo), ma scambia poco. Il 7% 2019 (Isin XS0167137834), in euro, si tratta invece a 121,5 EUR con “yield” 2,4%. Valutazione: il mercato sembra non voler quotare il rischio Paese (riferito alla situazione economica generale) e premia questo emittente, assimilandolo ai Paesi occidentali in termini di rendimenti.

NUOVE EMISSIONI CON GRANDI LOTTI E CEDOLE DAL 4% IN SU

█ L’olandese dei supermercati è l’unica degna di essere segnalata

Tante emissioni a taglio elevato e a mini cedola. Se le incassano gli istituzionali, che un giorno o l’altro pagheranno caro queste scelte. Nel frattempo di cedoloni si sono visti solo quelli di due bond dell’olandese Hema Bondco, società controllata dal fondo di investimento Lion Capital e attiva nel settore della grande distribuzione, con presenza anche in altri Paesi europei. Sono così strutturati:

valuta euro, cedola 6,25%, scadenza 15/6/2019, lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 315 milioni di euro e Isin XS1075833860. Titolo “senior secured”, con una “call” prevista nel 2016 a 103,125. Sul secondario è già salito in poche ore a quasi 103. Il rating è B+.

valuta euro, cedola 8,5%, scadenza 15/12/2019, lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 115 milioni di euro e Isin XS1075845526. Titolo “senior unsecured”, con “call” prevista nel 2016 a 104,25. Sul secondario è pure salito in poche ore a quasi 103. Il rating è B-.

Valutazione: “high yield” a tutti gli effetti, con un punto interrogativo: non siamo riusciti a trovare report di case di affari su questa società. L’operazione serve a rimborsare debiti finanziari, ma la stessa stampa olandese non ha fornito informazioni specifiche.   

SUCCEDE ANCHE QUESTO…

● Il ministro delle finanze della Gran Bretagna ha annunciato l’emissione di bond “sukuk”, cioè conformi ai dettami della religione mussulmana. Nulla si sa in relazione alle caratteristiche, ma l’importo si aggirerà sui 200 milioni di sterline.

Ryanair si è dimostrata avara anche in termini di obbligazioni: la sua prima emissione con scadenza 2021 e in euro ha una cedola dell’1,875%; il prezzo di sottoscrizione è risultato di 99,9, con taglio 100.000.

● L’agenzia di rating Fitch ha confermato il rating AA+ della Francia con outlook stabile, poiché valuta che il Paese abbia rischi di finanziamento bassi, grazie a una scadenza media del debito di sette anni, costi di raccolta modesti e una solida flessibilità finanziaria. Il giudizio è apparso a qualcuno un po’ troppo generoso.

Unicredit ha comunicato che, nell’ambito dell’offerta pubblica volontaria di riacquisto parziale di alcuni propri prestiti obbligazionari, il valore dei titoli conferiti è stato di 2,533 miliardi di euro.

● Standard & Poor’s ha confermato il rating della Repubblica popolare cinese AA-/A-1 con “outlook” stabile.

UnipolSai Assicurazioni ha reso noto che è stata collocata un’emissione obbligazionaria subordinata perpetua, rivolta a investitori istituzionali, per un importo nominale complessivo di 750 milioni di euro. La cedola è del 5,75% su scadenza giugno 2024. Se a tale data la “call” non sarà esercitata, il bond si trasformerà in variabile, con indicizzazione all’Euribor a 3 mesi maggiorato di 518 bp.

● Aft, agenzia del debito francese, ha annunciato l’esordio di un nuovo titolo di Stato indicizzato all’inflazione della zona euro, a 15 anni.

● Sul fronte dei minibond italiani la società Primi sui Motori, quotata sul mercato AIM Italia, e attiva nei servizi di posizionamento sui motori di ricerca, ha avvisato che è stato chiuso il collocamento del prestito obbligazionario PSM 7% 2014-2017 (Isin IT0005022303), la cui emissione era stata deliberata dal Consiglio di amministrazione il 15 aprile scorso.

ETF AZIONARI A DISTRIBUZIONE DI DIVIDENDI

A CONFRONTO DIRETTO SE SI PUNTA SULL’EUROPA

 

Emittente DB
Denominazione Euro Stoxx Select Dividend 30
Isin LU0292095535
Dividendi 2013 0,69 € (25/7/2013)
Dividendi 2014 / Prezzo 13/6/2014 Non ancora staccato / 19,55 €
Performance da 1/1/2014 +16,6%
Livello contratti mensili Modesto
Prezzo minimo anno 16,55 €
Prezzo massimo anno 19,67 €
Commissioni annue (Ter) 0,30%

 

Emittente iShares
Denominazione Euro Dividend
Isin IE00B0M62S72
Dividendi 2013 0,7565 € (4 stacchi)
Dividendi 2014 / Prezzo 13/6/2014 0,3577 € (finora 2 stacchi) / 20,425 €
Performance da 1/1/2014 +14,7%
Livello contratti mensili Medio
Prezzo minimo anno 17,30 €
Prezzo massimo anno 20,53 €
Commissioni annue (Ter) 0,40%

 

Emittente iShares
Denominazione Stoxx Europe Select Dividend 30
Isin DE0002635299
Dividendi 2013 0,88482 € (3 stacchi)
Dividendi 2014 / Prezzo 13/6/2014 0,20712 € (finora 2 stacchi) / 16,55 €
Performance da 1/1/2014 +13,6%
Livello contratti mensili Medio
Prezzo minimo anno 14,315 €
Prezzo massimo anno 16,57 €
Commissioni annue (Ter) 0,32%

 

Emittente Lyxor
Denominazione Stoxx Europe Select Dividend 30
Isin FR0010378604
Dividendi 2013 0,68 € (2 stacchi)
Dividendi 2014 / Prezzo 13/6/2014 Non ancora staccato / 16,57 €
Performance da 1/1/2014 +15,2%
Livello contratti mensili Medio
Prezzo minimo anno 14,21 €
Prezzo massimo anno 16,86 €
Commissioni annue (Ter) 0,30%

 

Emittente SPDR
Denominazione Euro Dividend Aristocrats
Isin IE00B5M1WJ87
Dividendi 2013 0,7003 € (2 stacchi)
Dividendi 2014 / Prezzo 13/6/2014 0,0493 € (finora 1 stacco) / 20,885 €
Performance da 1/1/2014 +8,85%
Livello contratti mensili Medio
Prezzo minimo anno 18,38 €
Prezzo massimo anno 21,09 €
Commissioni annue (Ter) 0,30%

 

Lorenzo Raffo

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Bond & dintorni: Btp al 2,8%? Una strategia per evitare autogoal. In più tutte le novità con cedole sopra il 4%. E gli Etf azionari con dividendi, 7.9 out of 10 based on 11 ratings

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Lorenzo Raffo

(1) Reader Comment

  1. Mi piace molto l’ETF Stoxx Europe Select Dividend 30, FR0010378604 . Mi sono accorto che pero’ le cedole scontano ritenute al 41% per residenti italiani:15% ritenuta francesce (l’ISIN e’ FR…) 26% di ritenuta italiana.

    1) E’ cosi’ anche per gli ETF emessi in altri paesi? per esempio IE00B5M1WJ87 o LU0292095535?
    2) Meglio la stessa strategia ma ad accumulo, cosi’ eventuale capital gains si compensano con le cedole accumulate al momento della vendita. Esistono ETF a strategia “DIVIDEND” ma accumulo?

    F

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