BOND — 27 maggio 2014

Come generare reddito con le cedole di obbligazioni, fondi ed Etf

di Lorenzo Raffo

La prossima puntata della rubrica sarà pubblicata martedì 3 giugno

I mercati cambiano, ma la ricerca di rendimenti resta esasperata. Trovarli oggi con le sole obbligazioni diventa ogni giorno più difficile, se non incrementando i livelli di rischio. La compressione dei tassi di interesse e la corsa delle quotazioni deprimono gli “yield”. A fianco quindi della tradizionale analisi di nuove e vecchie emissioni e della segnalazione di occasioni (ce ne sono sempre) nell’ambito dei bond, allarghiamo la rubrica anche ad altri prodotti, che possono garantire un buon rendimento. Siamo sicuri di fare una scelta gradita ai nostri tanti affezionali lettori.

Superato lo scoglio delle elezioni europee, si avvicina ora quello del meeting della Bce in settimana. Comunque vada, è certo che la pressione sui rendimenti obbligazionari si accentuerà e l’esercizio di molte “call” riferite a obbligazioni “corporate” europee di ottimo rating ne è una dimostrazione. Chi è riuscito a comprare emissioni lanciate sul mercato da primarie società e banche soprattutto tedesche, francesi, olandesi e spagnole e un po’ meno italiane (perché la crisi ha colpito il nostro Paese in una fase successiva) subito dopo il crollo Lehman, con cedole anche dell’8-9%, e le ha tenute in portafoglio, si ritrova ad avere incassato negli anni rendimenti eccellenti e porta ora a casa ottimi profitti in conto capitale, perché gli esercizi delle “call” avvengono a prezzi elevati, anche se nettamente inferiori alle quotazioni raggiunte da tali bond nell’ultimo anno. Un’altra fase quindi si chiude. Nel contesto attuale ci sono ancora occasioni? Siamo andati a cercarle con il lanternino.

█ Un portafoglio con rendimento minimo del 4%

All’ITF di Rimini vari gestori – nel presentare le proprie novità – hanno ricordato come da frequenti indagini sui clienti finali il rendimento oggi preteso sia almeno del 4% lordo. Il che è possibile se si hanno in portafoglio vecchie emissioni ad alta cedola, ma quasi impossibile se si è partiti in tempi più recenti. E’ ancora ipotizzabile ottenere una simile “performance”? Ci abbiamo provato, ma certamente si tratta di bond quasi solo “high yield” o con scadenze molto lunghe.  Tutti i titoli hanno comunque lotto minimo di 1000 euro.

Isin Emittente Scadenza Cedola Prezzo / Yield
DE000A1TNA39 Rickmers (1) 11/6/2018 8,875% 103,5 / 7,8%
XS0191352847 Grecia 17/7/2034 5,2%   78,0 / 7,2%
XS0216072230 Fuerstenberg Perpetual 5,34%   93,0 / 5.7%
FR0010014845 PSA Treas. (3) 19/9/2033 6,0% 105,9 / 5,4%
XS0161100515 Telecom It. (4) 24/1/2033 7,75% 127 / 5,4%
DE000AB100A6 Air Berlin (5) 10/11/2015 8,5% 105 / 4,7%
ES0000012411 Spagna 30/7/2032 5,75% 126,5 / 4,0%

(1)  Compagnia marittima tedesca

(2)  Fuerstenberg Capital GmbH – titolo con “call” il 30/6/2015 – junior subordinato – quotazione riferita alla Borsa di Duesseldorf, con volumi modesti e “spread” ampi

(3)  Società finanziaria gruppo Psa Peugeot/Citroen – titolo quotato anche al Mot

(4)  Titolo senior quotato anche al Mot

(5)  Compagnia aerea tedesca

 

Minestra riscaldata? Un po’ sì, perché di questi bond abbiamo già scritto varie volte in passato e oggi rappresentano – assieme a una vasta gamma di mini bond tedeschi, belgi e anche spagnoli, l’unica soluzione per garantirsi almeno un 4% di rendimento per emissioni in euro. Con rischi però di “duration” più che di emittente, viste le scadenze molto lunghe di tutti, salvo per Rickmers e AirBerlin. Molte altre occasioni sono tuttavia presenti anche in altre fasce di obbligazioni, in valute diverse dall’euro (e quindi con  incognita cambio). Ciò avviene in particolare per:

● governativi emergenti in dollari

● governativi emergenti in valute locali (spesso vincolati nell’acquisto da parte del “retail” italiano)

high yield in sterline

● high yield in dollari

● titoli corporate in valute emergenti (anche di emittenti con ottimo rating).  

 

Si tratta di un mondo vasto, nel quale le opportunità ci sono, come segnaliamo di volta in volta. Per esempio negli ultimi mesi molte nuove emissioni in valute emergenti (di cui abbiamo ampiamente scritto) hanno reso tantissimo, sempre che si siano acquistate nella fase di estrema debolezza delle relative valute rispetto all’euro. Vediamo un po’ di bond quotati sul secondario su alcuni di questi fronti, con livelli rischio/rendimento differenti.

Titoli governativi emergenti in dollari Usa (acquistabili sul mercato Otc) RISCHIO MEDIO-BASSO

Isin Emittente Scadenza Cedola Prezzo / Yield
US105756AP53 Brasile (1) 17/8/2040 11,0% 112,4 / 9,7%
USY20721AE96 Indonesia (2) 12/10/2035 8,5% 134,8 / 5,6%
US900123AW05 Turchia (3) 5/2/2025 7,375% 121,2 / 4,8%

(1)  Lotto minimo 1000 $

(2)  Lotto minimo 100.000 $

(3)  Lotto minimo 2000 $

Questa è solo una selezione dell’enorme offerta di bond governativi in dollari ad altissimo rendimento (anche oltre il 10%), ma con rischio emittente più elevato: è il caso, oltre che di Ucraina e Venezuela, di Libano, Equador, Guatemala, Repubblica Domenicana, Pakistan, Bahrain, ecc.

Titoli ad alto e medio rendimento in sterline (acquistabili sul mercato Otc) RISCHIO MEDIOBASSO

Isin Emittente Scadenza Cedola Prezzo / Yield
XS0464803765 Virgin Media (1) 15/10/2019 8,875% 106,8 / 7,2%
XS0159013142 Tesco (2) 13/1/2033 5,5% 105,4 / 5,0%
XS0158715713 Vodafone (3) 26/11/2032 5,9% 118,0 / 4,4%

(1)  Operatore Internet – televisivo e telefonia mobile – lotto minimo 50.000 £

(2)  Gruppo specializzato nella grande distribuzione – lotto minimo 1000 £

(3)  Lotto minino 1000 £

 

Titoli high yield in dollari Usa a elevato rendimento (acquistabili sul mercato Otc) RISCHIO ALTISSIMO

Le possibilità di scelta sono esponenziali, data la quantità di emissioni degli ultimi anni e questa è una selezione di titoli più speculativi.

Isin Emittente Scadenza Cedola Prezzo / Yield
US76972KAC36 Logan (1) 15/10/2017 10,75% 80 / 19,9%
XS0553088708 Avangardco (2) 29/10/2015 10,0% 94 / 15,4%
USP19189AA04 Camposol (3) 2/2/2017 9,875% 102,5 / 9,0%

(1)  Logan’s Roadhouse Inc – settore ristorazione negli Usa – rating B3/B- / lotto minimo 2000 $ – “call” 15/10/2014 – prezzo riferito alla piattaforma Xtrakter – titolo non sempre liquido

(2)  Avangardco Investments – socialità specializzata nella produzione di uova in Ucraina, con esportazione in Russia e in vari Paesi asiatici – “call” 29/10/2015 – lotto minimo 100.000 $ – prezzo riferito alla piattaforma Xtrakter – titolo liquido con “spread” fra “bid” 92 e “ask” 96

(3)  Azienda agricola peruviana, maggiore esportatore mondiale di asparagi e grande produttore di avocado – “call” 1/2/2015 – lotto minimo 2.000 $ – prezzo riferito alla piattaforma Xtrakter – titolo liquido.

 

NUOVE EMISSIONI CON PICCOLO LOTTO MINIMO

 

█ Confronto a quattro sull’AUD, valuta molto discussa nelle ultime settimane

Graficamente si potrebbe identificare un perfetto testa e spalle in formazione dell’euro rispetto al dollaro australiano (AUD). E’ il momento di entrare? Due fattori lo fanno credere: tale tipo di figura di solito prelude un’inversione, in questo caso ribassista; la resistenza degli 1,56 euro su Aud ha retto nel tentativo di rafforzamento della nostra valuta. Alcuni analisti inoltre reputano svalutata la divisa australe. E’ indubbio che dal 24 gennaio è iniziato un rafforzamento, comunque non molto accentuato; un livello decisivo è rappresentato da 1 EUR = 1,40 AUD, che è però ancora lontano (cambio attuale 1,48). E’ pur vero che per chi opera con obbligazioni c’è il punto forte di tagli minimi modesti, che consentono quindi di programmare acquisti a vari livelli. Ecco perché oggi analizziamo tutte assieme quattro nuove emissioni in AUD, su scadenze 2018-2019.

Abu Dhabi Commercial Bank: valuta dollaro australiano, cedola 4,75%, scadenza 28/5/2019, lotto minimo 10.000 AUD, ammontare di 250 milioni di AUD e Isin AU3CB0221414. Titolo scambiato su alcune Borse europee, con buona liquidità. (1)

Bei: valuta dollaro australiano, cedola 3,25%, scadenza 30/5/2018, lotto minimo 1.000 AUD, ammontare di 700 milioni di AUD e Isin AU3CB0221406. (2)

Export Development Bank: valuta dollaro australiano, cedola 3,5%, scadenza 5/6/2019, lotto minimo 1.000 AUD, ammontare di 400 milioni di AUD e Isin AU3CB0221448. Titolo quotato soprattutto sullo Xtrakter tedesco, ma anche su altre Borse europee, con ottima liquidità. Attenzione: alcune piattaforme lo danno con lotto minimo 200.000 AUD, ma dovrebbe trattarsi di un errore. (3)

KBC Ifima: valuta dollaro australiano, cedola 4%, scadenza 4/6/2018, lotto minimo 2.000 AUD, ammontare di 20 milioni di AUD e Isin XS1064035386. Titolo per ora non scambiato, data anche l’esiguità dell’importo. Il prezzo indicato di 101,5 è quello di sottoscrizione. Probabile incremento dell’importo nei prossimi mesi. (4)

I ratio a confronto

  Duration Prezzo/Yield

al 26/5            

Rating S&P
(1) 4,5 99 / 4,98% A
(2) 3,8 99,4 / 3,40% AAA
(3) 4,6 99,7 / 3,57% AAA
(4) 3,8 101,5 / 3,6% A

 

Valutazione: se si esclude il KBC Ifima, per ora titolo un po’ “fantasma”, occorre tenere conto del fatto che la Banca Centrale australiana potrebbe essere fra le prime ad aumentare i tassi (quello attuale è al 2,5%): quindi l’AUD va visto in una strategia di breve termine e comunque con ”duration” bassa. Pur rendendo di meno, il Bei appare il più tranquillo, sebbene risulti scambiato solo sullo Swiss Exchange e ciò è un po’ poco. Per una posizione da cassettista l’Abu Dhabi Commercial Bank premia invece in termini di rendimento, con un buon “gap” rispetto agli altri, ma non soddisfa i presupposti iniziali. 

█ KfW riapre in real brasiliani, ma su scadenza a due anni. Il titolo è sul MOT

Elevato il rendimento della riapertura nella valuta brasiliana da parte della banca tedesca di Stato KfW, che punta però sul breve termine: questa scelta ha il vantaggio per l’investitore, che non disponga di minusvalenze fiscali, di subire un minore impatto da plusvalenze rispetto ad altri bond dalle quotazioni nettamente inferiori, sempre in real. Eccone le caratteristiche: valuta real brasiliano, cedola 6%, scadenza 15/3/2016, lotto minimo 5.000 real, ammontare di 1,4 miliardi di real e Isin XS0875150871. La riapertura è avvenuta a 94,025, ma la quotazione ufficiale al Mot è leggermente superiore. Valutazione: si tratta di un titolo da seguire con grande attenzione, per vari fattori: è acquistabile mediante qualsiasi canale (comprese le piattaforme di trading), si dimostra molto volatile, con un “range” attuale 92,2-95, ma soprattutto permette di cavalcare bene i movimenti della valuta di espressione, aggiungendo il moltiplicatore della ridotta vita residua. Consente trading ripetitivi (anche quattro-cinque al mese) e ha una reattività simile a quella di un’azione molto volatile. Attenzione allo “spread” fra denaro e lettera, in allargamento in alcune fasi delle sedute.

█ Per chi investe in Svizzera (e non teme un CHF debole) il Credit Agricole è AAA

Un “covered bond” di Credit Agricole Home Loan, società collegata al gruppo bancario francese, con rating AAA, in franchi svizzeri: è il triangolo della sicurezza, con il solo difetto di una cedola molto bassa (1,125%). Si adatta bene quindi a chi voglia parcheggiare liquidità partendo da un conto situato oltralpe. Il solo fattore di incertezza riguarda un’eventuale rialzo dei tassi da parte della Banca Centrale elvetica, ipotesi per ora irrealistica. Le caratteristiche sono le seguenti: valuta franco svizzero, cedola 1,125%, scadenza 5/6/2024, lotto minimo 5.000 CHF, ammontare di 200 milioni di CHF e Isin CH0243273759. Lo “spread” è di solo 8 punti base sopra il midswap governativo svizzero: davvero poca cosa, ma oggi i “covered bond” sono visti – come solidità – al livello dei titoli di Stato. Valutazione: per il parcheggio di liquidità si adatta bene, ma niente di più, perché la scadenza decennale potrebbe costituire un problema nel medio-lungo termine.

█ Sempre in franchi Julius Baer prezza 350 milioni di un perpetual

Decisamente più redditizio il perpetual della banca Julius Baer, di cui non si conoscono però alcune caratteristiche riferite alla subordinazione Tier 1. I documenti in nostro possesso parlano dell’assenza di una “call”, ma la cosa appare irrealistica. Le caratteristiche sono le seguenti: valuta franco svizzero, cedola 4,25% e successivamente tasso variabile legato all’Irs 5 anni in CHF (quindi una “call” c’è!), scadenza perpetual, lotto minimo 5.000 CHF, ammontare di 350 milioni di CHF e Isin CH0240109600. Il titolo sarà quotato a Zurigo ed è stato emesso a 101, con 376 punti base di “spread” sul midswap governativo elvetico. Valutazione: il titolo non ha ancora prezzato e l’assenza di alcune caratteristiche sulla subordinazione impedisce di analizzarlo nel rapporto rischio-rendimento. Comunque in CHF si tratta di una buona cedola.

NUOVE EMISSIONI CON GRANDE LOTTO MINIMO

█ La specialista danese dei mutui parte con un’operazione al 2036 con cedola 4%

Il mondo immobiliare danese ha sue caratteristiche particolari. Lo dimostra il solidissimo gruppo Nykredit Realkredit, società finanziaria che si occupa di vari servizi al consumatore, ma che ha proprio nei mutui immobiliari uno dei settori più importanti, con una quota di mercato di oltre il 40%. Inevitabilmente è un importante emittente di obbligazioni, che godono del rating A. L’ultima novità ha le seguenti caratteristiche: valuta euro, cedola 4%, scadenza 3/6/2036, lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 600 milioni di euro e Isin XS1073143932. Il titolo sarà quotato in Irlanda e il suo prezzo di sottoscrizione fissato in 99,994. Valutazione: l’emittente è ottimo. Sarebbe stato consigliabile prendere subito posizione se il titolo fosse stato in corone danesi, dato l’esiguo numero di obbligazioni in tale valuta presenti sul mercato. In tal caso anche il taglio 100.000 non doveva costituire (per chi se lo può permettere) un ostacolo. Perché? Ci sono vari titoli “covered bond” in DKK dell’emittente, fra l’altro con caratteristiche interessanti, ma assolutamente illiquidi, in quanto detenuti soprattutto da fondi pensione e cittadini danesi.

█ Bene la cedola (6,375%) e la “call”, ma il perpetual di Groupama va studiato

Rientra finalmente in scena un’emissione perpetual non finanziaria, dopo un periodo piuttosto povero di proposte di tale tipo. La propone il gruppo assicurativo francese Groupama. Il rating di Fitch è BB, due “notch” sotto il valore della società per i titoli a lungo termine senior (BBB-). Si tratta di un’emissione subordinata, sottoposta a un complesso sistema di parametri finanziari, che – se non soddisfatti – portano al rinvio del pagamento della cedola su base cumulativa. Di fatto si ha un’offerta di scambio dei precedenti titoli subordinati, emessi nel 2005 e nel 2007. La “call” prevista è al 2024, con trasformazione da tasso fisso in tasso variabile (euribor a 3 mesi + 577 basis point), nel caso di non esercizio. Eccone la struttura: valuta euro, cedola 6,375%, scadenza perpetual con “call” a 10 anni, lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 1,1 miliardi di euro e Isin FR0011896513. Il titolo sarà quotato all’Euronext di Parigi. Valutazione: il bond è partito subito sul secondario, salendo a 102,9, con uno “spread” modesto e ha anche toccato i 103.  Ci sono controparti che lo espongono leggermente sotto e per chi volesse acquistarlo un prezzo di 102,75 appare ipotizzabile, specialmente se l’effetto Le Pen sulle elezioni europee portasse a un calo delle quotazioni dei titoli finanziari francesi. Non disponiamo comunque del regolamento di emissione, con cui valutare i parametri di subordinazione.  

█ La Croazia non va oltre il 4%, ma ha il vantaggio del 12,5% di aliquota fiscale

Un governativo BB (S&P) per istituzionali, ma che può essere acquistato anche dalla clientela retail, cui interessa la minore tassazione fiscale. Con un premio di 270 punti base rispetto al midswap, non brilla per un eccessivo rendimento: tuttavia potrebbe diventare abbastanza liquido nel medio termine, dopo la fase iniziale di “spremitura” da parte dei 375 investitori che l’hanno fatto proprio. Questa l’impostazione: valuta euro, cedola 3,875%, scadenza 30/5/2022, lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 1,25 miliardi di euro e Isin XS1028953989. Quotato al Lussemburgo, il titolo è stato collocato in sottoscrizione a 99,044, ma lì è rimasto sul secondario proprio per la scelta di un lotto 100.000, penalizzante per un governativo in euro. Valutazione: una “duration” 7 e un margine rispetto a un tripla A sempre in euro di solo il 2,59% sono “ratio” poco appetibili. Ecco perché il secondario non l’ha premiato e il titolo potrebbe diventare interessante solo con una caduta delle quotazioni sotto il livello di 92 (“yield” lordo del 5,12%) e ancor più sotto 90 (“yield” 5,45%). L’interesse per i titoli di Stato della nuova Europa dell’est è in calo, ma la Croazia presenta un debito/pil (55,5%) nettamente migliore rispetto perfino a molte nazioni della vecchia Europa. I fondamentali sono buoni; tuttavia il titolo ha un rapporto rendimento/”duration” poco allettante e – in presenza di un rialzo dei tassi in area euro – potrebbe soffrire parecchio.

█ I CoCo di Deutsche Bank consentono di operare su tre valute, ma stanno fermi

Nel complesso fronte dei Contingent Convertible bond entra in scena anche la tedesca Deutsche Bank, che proprio di recente ha esercitato la “call” su perpetual abbastanza trattati anche dagli investitori italiani. La nuova operazione ha riscosso un rilevante successo, più di quanto ci si attendesse e ha consentito alla banca di ridurre il livello degli interessi pagati. Si tratta di Tier1 che svolgeranno un ruolo di cuscino nel caso la componente primaria del patrimonio bancario scendesse sotto il 5,125%, contro l’8,3 del 2013. In tal caso il capitale delle tre obbligazioni “junior subordinated” sarebbe trasformato in azioni. L’operazione, la prima del genere per la banca tedesca, permetterà all’istituto di migliorare il ‘levarege ratio’ di 24 punti base dall’attuale 2,5%.

La tranche denominata in euro è “callable” dopo 8 anni. Questa la struttura: valuta euro, cedola 6%, se “call” non esercitata trasformazione in tasso variabile, scadenza perpetual, lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 1,75 miliardi di euro e Isin DE000DB7XHP3. Sul secondario il titolo è rimasto poco lontano dalla pari, salendo a 100,3.

La tranche denominata in dollari Usa, è “callable” dopo 6 anni. Questa la struttura: valuta dollaro Usa, cedola 6,25%, se “call” non esercitata trasformazione in tasso variabile legata al Libor a 12 mesi, scadenza perpetual, lotto minimo 200.000 USD, ammontare di 1,25 miliardi di euro e Isin XS1071551474. Sul secondario il titolo è salito a 100,9.

La tranche denominata in sterline, è “callable” dopo 12 anni. Questa la struttura: valuta sterlina, cedola 7,125%, se “call” non esercitata trasformazione in tasso variabile, scadenza perpetual, lotto minimo 100.000 GBP, ammontare di 650 milioni di sterline e Isin XS1071551391. Sul secondario il titolo è salito a 100,1.

Valutazione: i movimenti sul secondario sono stati marginali, il che può sorprendere, ma dipende in parte dall’attuale fase di ricapitalizzazione della banca, attuata con varie polemiche e tante indiscrezioni, non sempre benevoli. Dal punto di vista tecnico l’attuale distanza fra il Tier 1 ratio e quello di esercizio dell’opzione CoCo non è poi rilevante.

UN TITOLO DA TRADING

█ La società di Stato indonesiana Pertamina conquista il rating BBB e rende bene

La ricerca esasperata di titoli dai buoni rendimenti allontana ormai l’occhio dell’investitore di casa nostra dai titoli domestici (intesi come area euro) e lo trascina in terre lontane. Questa settimana segnaliamo un emittente davvero particolare. Si tratta della società indonesiana Pertamina, che si è vista migliorare il rating da parte di Fitch, con un “upgrading” a BBB ed è stata equiparata allo Stato di Giacarta, perché si tratta di una controllata pubblica attiva nel campo dell’energia. Pertamina presenta un deficit di bilancio, ma il 50% delle sue vendite è finanziato dallo stesso Governo, al fine di calmierare i prezzi dei prodotti petroliferi venduti al consumatore finale. E’ probabile che nel medio termini i sussidi si riducano; la società intende comunque sviluppare le aree di business e il supporto dello Stato non mancherà. Passiamo ai bond, di cui Pertamina è un buon emittente in dollari Usa. Fra i vari segnaliamo un titolo interessante per un trading di medio periodo. Eccone le caratteristiche: valuta dollaro Usa, cedola 6,5%, scadenza 27/5/2041, lotto minimo 200.000 USD, ammontare di 500 milioni di USD e Isin USY7138AAB62. Naturalmente il bond, emesso nel 2011, è trattabile sul mercato Otc. Gli aspetti interessanti riguardano la rilevante volatilità, con un’impostazione grafica così strutturata:

Quotazione attuale 101,4 USD
Resistenza 1°) 105 USD

2°) 112 USD

Supporto Fra 90 e 92 USD
Yield attuale 6,3%
Trend attuale rialzo

 

Valutazione: titolo altamente speculativo con movimenti abbastanza regolari nel tempo. Nel settembre 2013 ha toccato il minimo sugli 82 USD e da allora ha rimbalzato violentemente fino a tutto ottobre. Poi si è indebolito per rimbalzare fino agli attuali livelli di 101-102, da cui potrebbe proseguire un trend di crescita. Certamente il lotto minimo di 200.000 USD è un handicap pesante.

OBIETTIVO 5% ANNUO DI CEDOLA PER IL FONDO MULTI-ASSET DI BLACKROCK

Che ci sia una domanda di cedole costanti è noto e lo dimostra l’attenzione rivolta alle obbligazioni. Per il 31% degli investitori italiani è questo l’obiettivo primario da perseguire nella gestione del proprio patrimonio. Da tempo i gestori di fondi si adattano a tale richiesta, ma talvolta ciò comporta problemi, nel senso che la distribuzione delle cedole può essere superiore alla redditività del portafoglio sottostante e rappresentare di fatto un rimborso parziale del valore delle quote. Per questo motivo occorre verificare con costanza cosa avviene sia al flusso cedolare sia al capitale investito.

Fatta tale precisazione, è anche il caso di segnalare come ormai un fondo specializzato per esempio in obbligazioni abbia raggiunto un limite di redditività oltre il quale è difficile andare, perché i prezzi delle emissioni sono ai massimi storici. Ecco allora che i gestori studiano soluzioni alternative, pur basando parte dei portafogli in bond. E’ il caso di BlackRock, che con il BGF Global Multi Asset Income Fund, per sua stessa affermazione, “mira a generare un reddito stabile e diversificato, senza rinunciare all’apprezzamento del capitale nel lungo termine”. Ciò si traduce in termini concreti in un dividendo su base annua dal 4 al 6% (si può quindi parlare di un 5% come valore medio, al lordo delle commissioni) investendo in azioni, obbligazioni, prodotti finanziari del mercato immobiliare e materie prime, oltre alle opzioni per bilanciare i rischi. Il Global Multi Asset acquista prodotti gestiti, Etf e singoli titoli, cercando di gestire attivamente i rapporti tra le diverse classi. Al 31 dicembre 2013 il fondo aveva generato un rendimento da dividendo del 5,4%, mentre la quotazione nel 2014 è cresciuta del 2,5%.

Isin LU0784385501 Global Multi-Asset Income Fund Class E5G EUR Hedged (con copertura euro)

Frequenza distribuzione: trimestrale

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Lorenzo Raffo

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Bond & dintorni – portafogli dal 4 al 10%, un fondo al 5% e tante novità ad alto rendimento, 8.2 out of 10 based on 12 ratings

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Lorenzo Raffo

(3) Readers Comments

  1. ciao Lorenzo
    ti volevo segnalare che il titolo US105756AP53 Brasile (1) 17/8/2040 11,0% 112,4 / 9,7%
    ha una call a partire dal 17/8/15 e quindi nel caso di richiamo (i prezzi già scontano un richiamo) il rendimento sarebbe dello 0.30% circa.

  2. Per prima cosa grazie per questa utilissima e intelligente rubrica. Anni luce migliore di qualunque altra rubrica similare disponibile in italiano.

    Ora anch’io vorrei un parere aggiuntivo sul titolo Brasile 2040. Si’ c’e’ una possibilita’ di call a 100 ad agosto 2015 che il prezzo sconta in pieno (E’ chiaro che ci sia un motivo per cui rende cosi’ tanto). Ma siamo cosi’ sicuri che la call verra’ esercitata? Non penso che fra un anno il Brasile riuscirebbe ad ottenere un tasso cosi’ piu’ basso. I costi di una nuova emissione sono elevati e a esercitare la call di certo non si diventa simpatici agli investitori…

  3. Gentilissimo Lorenzo,

    Ci daresti una tua opinion sul titolo del Brasile?

    F

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