BOND — 24 marzo 2014

Esordi, trend e analisi

di Lorenzo Raffo

Per ora è solo un’indiscrezione. Dopo tante dichiarazioni – più o meno ufficiali – che i titoli di Stato resteranno all’aliquota 12,5% nel trattamento fiscale delle rendite finanziarie, arriva una voce: potrebbe rimanere al 12,5% per cedole e rimborsi, ma aumentare per il trading, cioè per le plusvalenze da acquisto e vendita durante la vita del bond, con realizzo di “capital gain”. In questo caso si passerebbe al 20 o addirittura al 26%. Abbiamo contattato alcuni intermediari leader e la risposta è stata unanime: non ne sappiamo nulla. La voce però continua a circolare e viene così motivata: la scelta servirebbe a stabilizzare i corsi dei titoli di Stato, riducendo quella che i politici chiamano “speculazione”. Vero o falso? “Boutade” di qualcuno che ci prova o tentativo di mettere le mani anche sui governativi, proteggendo solo “i nonnini e i loro Bot”? Staremo a vedere. Occorre comunque ricordare che finora la tassazione al 12,5% dei titoli di Stato deriva da uno strano compromesso. L’effettiva imposta è del 20% ma sul 62,5% dell’importo transato, da cui deriva appunto il 12,5%. Il tentativo di aumentare l’aliquota al 20% per il trading era già stata annunciata dal Governo Monti, che aveva poi rinunciato trovando il compromesso appena descritto. Ci riprovano?

█ Spostarsi sui titoli di Stato oppure no?

Durante l’ultima settimana il tiro al piccione è stato unanime. Visto che i titoli di Stato sono meno gravati da imposizioni fiscali, occorre spostare parte del proprio patrimonio in questa direzione. Punto esclamativo! Facile a dire, più difficile a fare. Di rendimenti elevati i cugini di mezzo mondo dei Btp ne offrono e più di quanto non si pensi. Si tratta però di obbligazioni di Paesi o ad alto rischio o inserite nella lista “black” o ancora peggio non acquistabili per la presenza di normative restrittive, che prevedono l’apertura di specifici conti deposito dedicati solo ai bond della singola nazione. E poi sorge naturale un’altra domanda: c’è da fidarsi di più di uno Stato e dei suoi debiti “monstre” (che nessuno certifica) o di una “corporate” magari quotata in Borsa e con un bilancio ufficiale? Ciascuno si dia la sua risposta. Comunque la situazione dei titoli di Stato è assai complessa. Rendimenti superiori al 7% sono possibili, ma riguardano Paesi come Ucraina, Venezuela, Bolivia, Turchia, Argentina, Russia, Sud Africa, Jamaica, Serbia, Indonesia, Ghana, Honduras e Ruanda più o meno nel turbinio di qualche scossone economico o politico.

Ecco allora una scelta di situazioni più chiare, ma con la precisazione che in certi casi alcuni Paesi, soprattutto centro e sudamericani, prevedono strane forme limitative alla vendita dei titoli di Stato, se espressi nelle proprie valute (niente di particolare; si tratta soprattutto di quantità bloccate, che non corrispondono ai lotti minimi). Meglio allora scegliere emissioni in dollari, per le quali non ci sono limitazioni e si opera su un’unica valuta. Per quanto riguarda la Cina molti intermediari non sono in grado di proporli, ma qualche “private” acquista titoli in yuan, presenti in alcuni portafogli di investitori italiani.

Ecco una selezione di alcune obbligazioni con rendimenti oltre il 5%:

Emittente Isin Scadenza Cedola-Valuta Prezzo-Yield
Messico MX0MGO0000D8 3/6/2027 7,5% – MXN 107,6 – 6,6%
Colombia XS0306322065 28/6/2027 9,85% – COP 129,6 – 6,4%
Panama US698299AT16 28/4/2034 8,125% – USD 125,2 – 6,0%
Brasile US105756BB58 20/1/2034 8,25% – USD 130,0 – 5,7%
Cina CND1000073G5 18/11/2063 (1) 5,31% – CNY 101,0 – 5,27%
Ungheria US445545AE60 29/3/2021 6,375% – USD 107,5 – 5,1%
Peru US715638AU64 14/3/2037 6,55% – USD 118,8 – 5,1%
Nuova Zelanda NZLGFDT004C1 15/5/2021 6,0% – NZD 105,5 – 5,1%

(1)  titolo che presenta qualche problema di liquidità e che – se acquistato – conviene mantenere in portafoglio, pur con una scadenza così lunga

█ Meglio puntare sulle valute! Alcune occasioni sono forse irripetibili

Se sui titoli di Stato i rendimenti sono buoni ma non eccezionali, considerando che i rischi emittente risultano maggiori di quanto non si creda, una situazione semplicemente anomala si sta aprendo sul fronte dei titoli in valuta. La corsa al ribasso di alcune di loro e l’indiscriminato rafforzamento dell’euro (dura minga! Non può durare! Lo sosteneva Ernesto Calindri in un simpatico Carosello dei tempi che furono: lo rifacciamo nostro) si accompagnano in alcuni casi a cadute verticali delle quotazioni di solidissime obbligazioni. Certo, c’è la variabile cambio, ma alcune valute sono arrivate – da un punto di vista grafico – ai massimi storici e gli “yield” di non pochi titoli sono strabilianti. Pur con la tagliola dell’imposta al 26%, rendimenti oltre il 10% sono oggi possibili solo su questo fronte. Ecco così alcune proposte riferite a due valute cadute ai minimi, rublo russo e real brasiliano.

Rublo: ai minimi storici dal 2005 (svalutazione del 38,5%). Alcuni analisti ritengono che la caduta possa proseguire, ma altri stimano invece spazi di rivalutazione nei prossimi due anni. Gli indicatori tecnici risultano ancora impostati su uno “strong sell” e le previsioni “orso” prevalgono, ma i rischi di tensioni sul fronte della bilancia dei pagamenti sono molto bassi e il debito pubblico sotto controllo. Si registrano tuttavia apprensioni sul fronte inflattivo. Il cambio potrebbe tendere verso i 45,5/46,5 contro euro rispetto agli attuali 50. Inquietudini nel caso di conflitto con l’Ucraina. In tal caso il rublo crollerebbe ulteriormente.

Real: ai minimi storici dal 2008, poco lontano da uno “spike” a 3,4 toccato durante la crisi Lehman. Da alcune settimane si registra una fase di lateralità, compresa fra 3,2 e 3,3. Gli indicatori tecnici sono molto contrastati: alcuni sono neutrali, altri per un “buy” e altri per un “sell”. I giudizi degli analisti di valute sono altrettanto incerti, con una spartizione quasi al 50% fra chi prevede un rialzo e chi un ribasso rispetto all’euro.

Ed ecco alcuni titoli ad altissimo rendimento sulle due valute:

Rublo (taglio espresso in valuta di origine)

Emittente           Isin Scadenza Cedola – Taglio Prezzo-Yield
Deutsche Bank XS0826266628 28/9/2015 6,4%-100.000 94,3 – 11%
Deustche Bank XS0814624531 13/9/2017 7,17%-200.000 91,7 – 10,4%
Rabobank XS0864370829 22/1/2019 6,1%-200.000 86,4 – 9,9%
Caterpillar XS0868348987 20/12/2015 7,5%-5 milioni 96,4 – 9,3%

100.000 rubli = 2.000 euro – 200.000 rubli = 4.000 euro – 5 milioni rubli = 100.000 euro

Real (taglio espresso in valuta di origine)

Emittente           Isin Scadenza Cedola – Taglio Prezzo-Yield
Landw Bank (1) XS1029239792 22/2/2017 9,25%-10.000 85 – 16,4%
Santander US05966UAR59 18/3/2016 8%-300.000 92,9 – 12,5%
KfW (2) XS0973219065 15/12/2016 9.5%-5.000 97,6 – 10,3%
Bei XS0876113373 25/1/2016 6%-5.000 93,1 – 10,1%

(1)  Landwirtschaftliche Rentenbank (rating AAA) – banca garantita dallo Stato tedesco

(2)  Kreditanstalt fur Wiederaufbau (rating AAA) – banca garantita dallo Stato tedesco

5.000 real = 1.560 euro – 10.000 real = 3.120 euro – 300.000 real = 93.610 euro

█ Confronto diretto: Fiat-VW, la cedola è quasi identica, la struttura diversa

4,75 e 4,625%: per offrirlo Fiat e Volkswagen immettono sul mercato due obbligazioni differenti come struttura. Nel primo caso si tratta di una senior e nel secondo di una subordinata perpetual. Il che è lo specchio del diverso peso finanziario dei due emittenti. Eccone le caratteristiche:

Fiat Finance & Trade Ltd: valuta euro, cedola 4,75% (3,51% al netto del prelievo fiscale, già calcolato al 26%), scadenza 22/3/2021, lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 1 miliardo di euro e Isin XS1048568452 . Il rating è BB- e il titolo (senior unsecured) ha riconosciuto un premio rispetto al tasso midswap sulla stessa scadenza di 339,8 punti. La quotazione avverrà alla Borsa irlandese

Volkswagen: valuta euro, cedola 4,625% (3,44% al netto del prelievo fiscale, già calcolato al 26%), scadenza perpetual con “call” nel 2026 (se non esercitata, trasformazione in tasso variabile indicizzato allo swap a 12 anni + 296,7 b.p), lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 1,75 miliardi di euro e Isin XS1048428442. E’ stato emesso a 98,876, ma il mercato l’ha ritrovato immediatamente sopra 100 e più precisamente a 100,25. Nessun “fenomeno” si vanti quindi, sui vari forum, di averlo già acquistato e rivenduto! Bloomberg lo colloca più basso rispetto alle Borse tedesche, ma comunque sempre sopra 100. Si tratta di uno “junior subordinato” con rating tripla B.

Valutazione: Fiat è presente sul mercato con scadenze più corte, dai rendimenti che si aggirano dal 2,7 al 4,3%. Su una quotazione di 101 il nuovo 2021 cala al 4,56%. E’ possibile una discesa anche al 4,4%, ma non si dovrebbe assistere a scossoni al rialzo del prezzo, finora riferito al mercato Otc. Il gruppo – ormai conosciuto con la sigla FCA – non emette debito subordinato perché dovrebbe – in tal caso riconoscere – rendimenti almeno del 7-8%.

La prima considerazione per il titolo VW riguarda il fatto che è stato emesso in Olanda, dove le normative sul debito subordinato sono meno restringenti rispetto alla Germania. Pur con la sua notevole liquidità, è rimasto stabile sul secondario a 100,6. Attualmente questo emittente dispone di quattro bond perpetual (assieme al 4,625% è appena stato proposto anche un 3,75% con “call” più corta nel 2021), ma il prodigio è il 5,125% lanciato lo scorso anno. Noi lo avevamo sconsigliato (sbagliando!), perché arrivava in una fase di incertezza sui tassi. Il mercato l’ha invece acquistato a larghe mani e ora quota sui 109. Fra l’altro aveva un taglio di 1000 euro. Per il 4,625% scendere a 100 – su tensioni dei mercati – potrebbe essere realistico. Occorre ricordare che se il debito subordinato di VW è BBB, quello “senior” è A- (S&P).

█ Confronto diretto: meglio Bei o KfW in lire turche?

Riapertura in lire turche per due emittenti di primo piano (entrambi con rating AAA), la super conosciuta Bei e la banca tedesca (di Stato) KfW, che hanno entrambe riaperto emissioni in lira turca.

KfW – valuta lira turca, cedola 7,75%, scadenza 3/2/2016, lotto minimo 1.000 TRY, ammontare di 250 milioni di TRY e Isin XS0585517245. Prezzo di sottoscrizione a 95,598, prezzo di mercato a 95,45, “yield” 10,6%, “duration” 1,8.

Bei – valuta lira turca, cedola 9,25%, scadenza 20/7/2018, lotto minimo 1.000 TRY, ammontare di 700 milioni di TRY e Isin XS0648456167. Prezzo di sottoscrizione a 94,85, prezzo di mercato a 93,7, “yield” 11,1%, “duration” 3,5.

Valutazione: la lira turca è ancora a rischio, a causa dei fattori politici. I rendimenti sono tuttavia molto elevati e fra le due riemissioni è preferibile la Bei, perché più liquida, con un prezzo inferiore e un rendimento maggiore su scadenza a quattro anni.

█ Confronto diretto: in dollari Usa sfida a tre con cedole a cavallo del 5%

Qui siamo vicini agli “high yield”, ma con rendimenti non al “top” (in settimana si sono anche visti dei 9 e 11%, un po’ rischiosi per la natura degli emittenti). Il raffronto riguarda tre obbligazioni, quotate sul mercato Otc, di grandi società direttamente o indirettamente coinvolte nel business immobiliare.

KB Home (rating B): valuta USD, cedola 4,75%, scadenza 15/5/2019, lotto minimo 1.000 USD, ammontare di 400 milioni di USD e Isin US48666KAU34. Prezzo di sottoscrizione a 100, prezzo di mercato a 100,2, “yield” 4,7%, “duration” 4,2.

Kennedy Wilson (rating BB-): valuta USD, cedola 5,875%, scadenza 1/4/2024, lotto minimo 2.000 USD, ammontare di 300 milioni di USD e Isin US489399AG06. Prezzo di sottoscrizione a 99, prezzo di mercato a 99,5, “yield” 5,9%, “duration” 7,4.

United Rentals N.A. (rating BB-): valuta USD, cedola 5,75%, scadenza 15/11/2024, lotto minimo 2.000 USD, ammontare di 850 milioni di USD e Isin US911365BB94. Prezzo di sottoscrizione a 100, prezzo di mercato a 100, “yield” 5,75%, “duration” 8,1.

KB Home è uno dei maggiori costruttori immobiliari negli Usa: dall’anno della fondazione, nel 1957, ha realizzato più di mezzo milione di abitazioni individuali. Il bond è stato proposto in concomitanza con una Ipo di 6,9 milioni di azioni.

Kennedy Wilson è una società californiana pure attiva in campo immobiliare, con una forte diversificazione geografica: opera infatti anche in Europa e Asia. Ha un’attività molto variegata.

United Rentals è la maggiore compagnia del mondo nella locazione di equipaggiamenti per i più diversi settori. Si tratta soprattutto di attrezzature per i comparti di costruzioni civili, movimentazione e attività industriali.

Valutazione: la potenza di fuoco dei tre emittenti è rilevante: Il bond meno esposto direttamente nel sempre rischioso comparto immobiliare è United Rentals, che fra l’altro assicura uno “yield” lordo (escluso rischio cambio) interessante in questa fase dei tassi oltre Oceano. Certo, Kennedy fa meglio, ma con un rischio superiore.

█ Grossi tagli: Abengoa è sempre generosa e questa volta concede il 6%

Se tutti gli emittenti fossero generosi come Abengoa, multinazionale spagnola attiva nei settori dell’energia, delle telecomunicazioni, dei trasporti e dell’ambiente, gli obbligazionisti se la passerebbero bene. I suoi bond infatti sono buoni distributori di cedole e in certe fasi di mercato diventano ottimi strumenti di trading. Il perché è presto spiegato. Il rating è basso (B+ da parte di Fitch e B da Standard & Poor’s), l’indice Roi, che indica la redditività operativa dell’azienda in rapporto ai mezzi finanziari impiegati, molto modesto (1,12%) e il debito a lungo termine sul capitale assai elevato (943% contro una media del settore del 322%). La società continua tuttavia a essere in profitto, sebbene in calo negli ultimi anni. E le sue obbligazioni quotano bene, anche perché tutte a elevato rendimento facciale. Ora Abengoa torna sui mercati con questa emissione: valuta euro, cedola 6%, scadenza 31/3/2021, lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 500 milioni di euro e Isin XS1048657800. Il titolo (“senior”) sarà quotato al Lussemburgo. Valutazione: i “ratio” aziendali non sono dei migliori, quelli del bond risultano eccellenti.

█ Grossi tagli: Lloyds Bank  fa lo scambio e offre dei perpetual con cedoloni

Un complesso concambio con obbligazioni emesse durante il periodo della crisi Lehman porta all’esordio di quattro nuovi bond perpetual Tier 1 da parte della banca inglese Lloyds, posseduta al 33% dallo Stato. Un’operazione articolata se si tiene conto che riguarda ben 28 titoli, riportati in un comunicato pubblicato sul sito Internet dell’istituto (trovarlo? Una vera impresa!). L’offerta è già terminata e la banca parla di un concambio riuscito, ma non si conoscono ancora alcune caratteristiche delle emissioni Tier 1. Riassumiamo quindi brevemente le novità annunciate, su cui torneremo al momento dell’avvio delle quotazioni.

Isin Cedola-Valuta Importo Anno di “call” Lotto minimo
XS1043550307 7,0%-Sterlina 1,481 miliardi 27/6/2019 200.000
XS1043545059 6,375%-Euro 0,750 miliardi 27/6/2020 200.000
XS1043552188 7,625%-Sterlina 1,494 miliardi 27/6/2023 200.000
XS1043552261 7,875%-Sterlina 0,750 miliardi 27/6/2029 200.000

 

█ Grossi tagli: la banca leader greca concede il 5% su 3 anni

Meglio di certo dei rendimenti delle obbligazioni bancarie italiane: l’istituto leader in Grecia, Piraeus Bank SA, tramite la filiale Piraeus Group Finance Plc, offre infatti il 5% su scadenza 2017, ma soffre di un rating Caa1 di Moody’s, CCC di Standard & Poor’s e B- di Fitch. La sua nazionalità la trascina al ribasso sotto questo profilo, sebbene l’attività sia molto differenziata in termini geografici, con una presenza in vari Paesi dell’est europeo. Il Tier 1 ratio è attualmente del 13,9% e i depositi assommano a 54 miliardi di euro. L’obbligazione ha le seguenti caratteristiche: valuta euro, cedola 5%, scadenza 27/3/2017, lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 500 milioni di euro e Isin XS1048577529. Il titolo (“senior”) sarà quotato al Lussemburgo. Valutazione: inesorabile il giudizio del mercato: emesso a 99,66, è salito a 100,7, con uno “spread” bassissimo. Per ora promosso.

█ Grossi tagli: la francese Rallye (senza rating) si limita al 4% sul 2021

I mercati non sempre sono comprensibili. Hanno infatti apprezzato un’emissione della società francese Rallye, attiva nel settore della grande distribuzione, con il proprio marchio, oltre che con partecipazioni in Casino e Go Sport, sebbene priva di rating, portandola in poche ore quasi a 101. Il bond è così strutturato: valuta euro, cedola 4%, scadenza 2/4/2021, lotto minimo 100.000 euro, ammontare di 500 milioni di euro e Isin FR0011801596. Il fatturato del gruppo è di oltre 45 miliardi di euro, con utili (dati riferiti al 2012) di 2 miliardi. Valutazione: la “duration” di 6,4 è un motivo in più per non giudicare positivamente questa emissione, ma i “buyers” invece si sono affrettati a metterla in portafoglio.

█ Piccoli tagli: Banca Imi punta al tasso misto in dollari Usa e neozelandesi

Sono un effettivo strumento per la diversificazione valutaria, grazie anche al fatto della quotazione al Mot: le obbligazioni di Banca Imi (rating BBB) si arricchiscono di due nuove proposte, che hanno la particolarità del tasso misto, cioè per due anni tasso fisso e poi tasso variabile. Nelle attuali condizioni di mercato possono rappresentare una soluzione idonea per affrontare l’evoluzione di politica monetaria delle Banche centrali.

valuta dollaro Usa, cedola fissa 3% (nei primi due anni) e dal 3° al 5° anno tasso variabile Libor USD 3 mesi + 0,21%, scadenza 13/3/2019, lotto minimo 2.000 USD, ammontare di 350 milioni di USD e Isin IT0005001422.

valuta dollaro neozelandese, cedola fissa 5,9% (nei primi due anni) e dal 3° al 5° anno tasso variabile NZD Bank Bills 3 mesi + 0,75%, scadenza 13/3/2019, lotto minimo 2.500 NZD (circa 1.550 euro), ammontare di 350 milioni di NZD e Isin IT0005001521.

Valutazione: gli “spread” nel passaggio al tasso variabile sono limitati, in particolare per l’emissione in dollari Usa. Per l’NZD attualmente il Bank Bills 3 mesi è al 3,07%. Un 5,9% di fisso è ottimo, nel caso dell’emissione neozelandese, perché si colloca al momento al secondo posto nella classifica degli “yield” in questa valuta, dietro un perpetual “junior subordinato” di Credit Agricole, che assicura il 6,6%, con taglio minimo di 5000 NZD. Rabobank, alcuni istituti australi e JPMorgan arrivano a ridosso di Imi, con rendimenti dal 5,5 al 5,3% su scadenze simili. Sono però a tasso fisso puro, il che potrebbe costituire un difetto con vite residue di cinque anni. L’Imi in NZD girava venerdì al Mot a 99,87 (“yield” della parte fissa 5,9% – “duration” 4,4), mentre quello in USD – rispetto al quale la concorrenza è molto più ampia – resta sui 100 (“yield” della parte fissa 3% – “duration” 4,7).

█ Piccoli tagli: il Bei in Nok piace a chi cerca sicurezza

Il rendimento è basso, ma nel quadro attuale dei mercati questa soluzione è più “risk off” rispetto perfino al Bund tedesco. La Bei (AAA di rating) allarga infatti la sua emissione in corone norvegesi: per l’investitore equivale a mettere il proprio capitale nelle casseforti di Fort Knox. Queste le caratteristiche: valuta corona norvegese, cedola 3%, scadenza 22/5/2019, lotto minimo 10.000 corone, ammontare di 2,45 miliardi di NOK e Isin XS0824094089. Il prezzo di “re-offer” risulta di 103,555 e il titolo viene quotato al Lussemburgo. Valutazione: il NOK si è fortemente indebolito rispetto all’euro e non per motivi strutturali dell’economia norvegese. In realtà il problema è – come noto – opposto, con l’euro fuori controllo. Comprare oggi in corone ha senso: il cambio si è posizionato su una resistenza forte, che dal 1999 in poi è stata rotta solo due volte. Il titolo quota sui 101,8, con “yield” del 2,6%. Elevata la “duration” di 8,6. La rischiosità sta su questo fronte ed è riferita alla parte lunga della scadenza.

 █ Piccoli tagli: la banca tripla A tedesca riapre all’1,75% sul 2022 e sale!

Certamente non è una notizia di spicco, ma il mercato ha invece apprezzato la riapertura da parte di una banca tripla A: è la Muenchener Hypothekenbank (Munhyp), che inoltre si propone con un lotto minimo basso. Ecco il perché la segnaliamo: valuta euro, cedola 1,75%, scadenza 3/6/2022, lotto minimo 1.000 euro, ammontare di 1,25 miliardi di euro e Isin DE000MHB06J1. Il “re-offer” è avvenuto a 101,033 e sul secondario il titolo gira sui 101, con “yield” dell’1,6%. Da gennaio è salito. Valutazione: che ci sia qualcosa di strano nei mercati lo dimostra proprio quest’ultimo fatto. Quotava a 98,7 a inizio anno ed è balzato all’inizio di marzo al limite dei 102.

█ Sul fronte dei titoli di Stato

Il nuovo Btp Italia, il cui collocamento partirà il 14 aprile, avrà una durata di 6 anni, anziché 4 come nelle precedenti emissioni.

Standard & Poor’s ha confermato il rating della Grecia a B- con outlook stabile.

La Francia ha emesso titoli per 9,447 miliardi di euro: 2,6 miliardi di euro a 2 anni, con tasso lordo 0,33%, in rialzo dallo 0,28% dell’asta di febbraio; 1,651 miliardi a 3 anni, con rendimento 0,55%, contro lo 0,76% dell’asta precedente; 3,705 miliardi a 5 anni, con rendimento 1,06%, invariato rispetto all’asta precedente.

La Spagna ha emesso a medio e lungo termine per 5,006 miliardi di euro: Bono a 3 anni con rendimento 1,331%, in leggero aumento dall’1,309% nell’ultima emissione; Bono a 5 anni con “yield” 1,991%, in flessione dal 2,263% registrato nell’asta dello scorso 20 febbraio; Bono a 15 anni con rendimento in calo al 3,846%, contro il 4,199% nell’asta di gennaio.

Standard & Poor’s ha abbassato l’outlook sul rating sovrano della Russia, portandolo a negativo da stabile, a causa dei rischi geopolitici ed economici.

█ Minibond tedeschi: alla fine 3W Power ristruttura

La società tedesca 3W Power, holding che controlla il gruppo AEG Power Solutions, ha alla fine chiuso la lunga vicenda della ristrutturazione del bond 9,25% con scadenza 1/12/2015 (Isin DE000A1A29T7), che negli ultimi mesi ha visto crollare quasi a zero la quotazione, per poi tornare su un valore di 40. L’operazione prevede, per ogni 1000 euro di titolo posseduto, il rimborso attraverso l’emissione di un nuovo bond con 500 euro nominali a tasso variabile con scadenza 2019 e la distribuzione di titoli azionari. Una speciale assemblea degli obbligazionisti è prevista per il 9 aprile a Francoforte, al fine di approvare la proposta. La società prevede un piano di rilancio, che dovrebbe riportarla in utile entro il prossimo anno.

Lorenzo Raffo

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Bond: 26% anche per il trading sui Btp? Qualcuno lo azzarda. Opportunità su titoli di Stato, in rublo e real e le novità della settimana, 9.8 out of 10 based on 13 ratings

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