FONDI & C — 19 febbraio 2014

EuropaGli investitori hanno messo gli occhi sull’Europa e non hanno intenzione di distoglierli per guardare altrove. Can Elbi, gestore del fondo JB Europe Focus di Swiss & Global asset management, ha delineato le 5 ragioni fondamentali a favore della crescita dell’azionario nel Vecchio continente che “è destinata a proseguire dopo due anni di rialzi in doppia cifra”.

Secondo Elbi l’Europa è all’inizio di un periodo di autentica ripresa economica “con un tasso di crescita reale del Pil stimato per il 2014 tra l’1% e l’1,5%”. Una previsione basata sull’osservazione di diversi indicatori macroeconomici tra i quali l’indice Pmi manifatturiero: “I nuovi ordini sono saliti a gennaio ai massimi da quattro anni e, se dovessero continuare su questo trend, sarebbero coerenti con una crescita del Pil tra l’1,5% e il 2%”. Tutto ciò si tradurrebbe in una nuova spinta per il mercato azionario europeo: “Abbiamo una visione molto positiva, nonostante il mercato provenga da due anni di salita. Infatti i guadagni dell’azionario europeo registrati finora sono stati giustificati da un revisione dei multipli, inizialmente a livello molto depressi. Contemporaneamente, tuttavia, le stime sugli utili per azione hanno subito una continua revisione al ribasso. Pertanto sarà la correzione dell’eccesso di revisione di queste stime, destinate a migliorare, a fornire benzina per ulteriori rialzi delle Borse europee”. Secondo il gestore di Swiss & Global “gli utili potrebbero crescere del 30%-40% cumulativo tra il 2014 e il 2016, trainati dal miglioramento dell’economia di Stati Uniti ed Europa. Nel 2014 vediamo un potenziale ritorno del 10%-15% sull’azionario europeo”.

I driver della ripresa economica europea

Sono cinque i catalizzatori della primavera europea indicati da Elbi:

–          Riduzione del politiche di austerità fiscale. I governi europei hanno definitivamente abbandonato la strada dell’austerity a ogni costo. Il “freno fiscale” è destinato a ridursi dall’1,1% sul Pil europeo nel 2013 allo 0,4% nel 2014. Ciò significa liberare uno 0,7% di crescita aggiuntiva.

–          Ritorno della fiducia, l’elemento fondamentale per i consumi e gli investimenti. “Il merito principale di questo successo va attribuito a Mario Draghi – spiega Elbi – capace di maggiore comunicazione e aggressività rispetto al suo predecessore Trichet”. Non è un caso che il clima sia cambiato dopo il discorso del luglio 2012, quello del “faremo tutto il necessario per la stabilità dell’euro”. Con le operazioni di Ltro e Omt Mario Draghi “ha avviato la stabilizzazione del sistema bancario europeo e permesso la riduzione degli spread sui titoli di Stato. Le condizioni del credito sono migliorate. Certo ci sono ancora aree problematiche, come l’Italia, dove finanziarsi è ancora difficile. Tuttavia nel Belpaese il problema è legato più alla domanda di credito che all’offerta, a causa di una mancanza di fiducia. Si consuma e si investe se si ha confidenza e chiarezza sul futuro. Anche in Italia, comunque, lo scenario è destinato a migliorare”.

–          Miglioramento della domanda interna. “La domanda reale nell’area euro ha continuato a scendere da fine 2010 ma sembra aver trovato un punto di svolta. Siamo ancora su livelli molto depressi ma dal 2014 rientreranno in scena i consumatori tedeschi e francesi, un fattore da non sottostimare. Se si osservano i tassi di interesse reali – prosegue Elbi – si nota come questi siano in territorio negativo in Francia e in Germania mentre il tasso di risparmio si trova ancora in doppia cifra. E’ destinato a scendere, a favore del consumo”.

–          Revival dell’export nei Paesi periferici. L’esempio citato da Elbi è in questo caso la Spagna “dove il tasso annualizzato di crescita delle esportazioni è stato dell’8% negli ultimi mesi. Il merito di questo successo è delle riforme intraprese dai governanti iberici, riforme che hanno portato a una diminuzione del costo del lavoro del 10% dal 2008. Con un tasso di disoccupazione del 26% è molto probabile che assisteremo a ulteriori riduzioni”. La Spagna è tra l’altro un buon metro di confronto con l’Italia: “Anche l’Italia affronterà il tema delle riforme con maggiore vigore di quanto fatto finora. In tal senso è spiegabile la reazione dei mercati all’avvio di un governo guidato da Matteo Renzi”.

–          Inizio di un nuovo ciclo di investimenti aziendali. “Basta osservare l’andamento della spesa corporate rispetto al Pil. Siamo ai minimi degli ultimi venti anni. E’ perciò molto probabile che le imprese diano il via a un nuovo ciclo di investimenti e di spesa, un altro sostegno per la crescita”.

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