BOND — 09 dicembre 2013

Novità, occasioni e trend

di Lorenzo Raffo

Complotti, intrighi e minacce: questi i termini utilizzati per sconfessare la posizione delle agenzie di rating Standard & Poor’s e Fitch riguardante l’eccessiva esposizione di banche e assicurazioni sui titoli di Stato italiani, considerati ad alta vulnerabilità. Capire dove stia la verità in questi casi è impossibile, anche perché da troppi anni si succedono allarmi poi smentiti dai fatti. Certo è che se le stesse agenzie hanno rivisto al rialzo l’“outlook” di Spagna, Grecia e Cipro e considerano l’Italia a rischio si ha proprio l’impressione di una strategia dei due pesi e due misure. L’analisi grafica cosa dice? E’ il caso davvero di vendere l’Italia e di collocarsi magari su titoli extra Ue? Vediamo cosa segnalano i Btp a 10 anni.

Btp 1/11/2023 9% (Isin IT0000366655)

Utilizzando delle medie mobili corte (10 e 20 sedute) si denota una fase di indebolimento e, anche con le medie lunghe (50 e 100 sedute), si osserva l’avvio di un trend che potrebbe portare debolezza. L’emissione è avvenuta nel 1993 e quindi offre un grafico sufficientemente lungo per analizzare i movimenti degli ultimi dieci anni. Di fatto questo Btp si trova attualmente sulla linea di separazione fra fasi positive e negative. Non c’è un vero segnale di forza, come potrebbe far credere la curva delle quotazioni. L’oscillatore Macd è sfavorevole, ma l’Rsi – attestato su un valore di 45 – non desta preoccupazioni. La valutazione quindi è di un momento di transizione, come la “chart” a lungo termine bene segnala. Un alleggerimento di posizioni è consigliabile: il titolo è salito nell’ultimo anno (+3,6% di performance) e quindi una pausa inevitabile. Uscire sotto la quotazione di 133, contro l’attuale 140,3 euro.

Btp 1/8/2023 4,75% (Isin IT0004356843)

La valutazione è simile, sebbene la corsa nell’ultimo anno sia stata più veloce (+4,7%). Le medie mobili corte (10 e 20 sedute) indicano l’avvio di una fase di indebolimento, mentre quelle lunghe (50 e 100 sedute) sono ancora bene impostate. Qui il grafico evidenzia che il titolo è in fase positiva da ottobre dell’anno scorso e solo una discesa sotto i 104,4 euro, contro i 106,7 di venerdì scorso, costituirà un segnale di negatività. Il Macd è più sfavorevole rispetto al Btp 9%. Anche in questo caso un primo alleggerimento di posizioni può essere consigliabile, ma nessun segnale indica fino a oggi tempesta in arrivo.

█ Alla ricerca di “chicche” fra le nuove emissioni: qualcuna lo è

1)    La banca olandese ABN Amro sceglie il dollaro neozelandese

Nelle ultime settimane si sono viste molte nuove emissioni da parte di banche nordiche, con una differenziazione di valute, scelta seguita da sempre. Fra le più interessanti segnaliamo l’olandese ABN Amro (rating A di S&P) con 100 milioni di dollari neozelandesi, al tasso del 6% su scadenza 17/6/2019. Il prezzo di sottoscrizione è di 99,497, con uno “yield” che sale quindi al 6,12% (Isin XS1003346829). Il lotto minimo di 2000 NZ$ si adatta al piccolo investitore, ma quello che più è piaciuto al mercato è lo “spread” di 138 basis point sugli equivalenti titoli di Stato neozelandesi. Il bond viene quotato ad Amsterdam.

2)    E la banca australe sceglie l’AUD con cedola del 5,25%

Australia e New Zealand Banking, comunemente conosciuta come ANZ, è la maggiore banca come capitalizzazione del contesto australe, operando anche in Nuova Zelanda. Sceglie la valuta di casa – ovvero il dollaro australiano – per un’emissione da 100 milioni di AUD su scadenza 18/12/2020, con cedola 5,25% (Isin XS1004162126). Il rating è ottimo (AA-), la “duration” ai limiti (6) e il rendimento in avvio sul secondario leggermente salito (5,28%). Interessante il lotto minimo di 2000 AUD.

3)    HeidelbergCement resta legato ai 1000 euro, ma il rendimento scende

Lo ammettiamo: su questo emittente siano faziosi! Perché i suoi “high yield” sono un ottimo strumento di trading in termini di volatilità e rapporto rischio/rendimento. Si tratta del maggiore gruppo cementifero tedesco, globalizzato in modo giusto e finora ottimo pagatore di cedoloni. Adesso invece – complice la situazione dei mercati – delude. La sua nuova obbligazione in euro su scadenza 21/10/2021con cedola 3,25% (Isin XS1002933072) si colloca infatti come “yield” ben sotto il livello cui ci aveva abituati. Ha pur sempre il vantaggio di un lotto minimo di 1000 euro (ecco perché tanti investitori comprano bond “made in Germany”!), ma il mercato non l’ha proprio digerita, facendola scendere già alle prime batture sotto i 99,34 di sottoscrizione: venerdì ha chiuso a 98,6, sebbene fosse scesa mercoledì ai limiti di 98. I volumi sono stati rilevanti e gli “spread” modesti: gli investitori non si sono però entusiasmati ricordando forse le cedole delle precedenti emissioni (dal 5,625 al 9,5%).

4)    Pudential si fa il perpetual in sterline al 5,7%

Molta cautela nei confronti dei perpetual, che potrebbero registrare una forte correzione nel corso del prossimo anno. Ciò non esclude a nuovi emittenti di collocarsi in quest’area. E’ il caso di Prudential, compagnia assicurativa statunitense, propostasi con uno junior subordinato da 700 milioni di sterline su scadenza 19/12/2063, a cedola 5,7%, offerto alla pari, con lotto minimo di 100.000 GBP. Quotato a Londra, ha un rating A3 di Moody’s (Isin XS1003373047). Le sue caratteristiche di subordinazione non ci sono ancora note, ma segnaliamo come Pudential sia un emittente soprattutto in dollari, con bond ad alto rendimento proprio nel campo dei subordinati. Ecco i quattro più significativi.

● Tasso fisso 5,25% perpetual subordinato in USD

Isin

Cedola

Prezzo Yield  Prezzo consigliato Lotto min.
XS0873630742

5,25%

95,3  5,5% 90 200.000 USD

 

● Tasso fisso 6,5% perpetual subordinato in USD

Isin

Cedola

Prezzo Yield  Prezzo consigliato Lotto min.
XS0170488992

6,5%

100,3  6,5% 96 1.000 USD

 

● Tasso fisso 7,75% perpetual senior in USD

Isin

Cedola

Prezzo Yield  Prezzo consigliato Lotto min.
XS0580467875

7,75%

108,4  7,1% 104 1.000 USD

 

● Tasso fisso 11,75% perpetual subordinato in USD

Isin

Cedola

Prezzo Yield  Prezzo consigliato Lotto min.
XS0439094524

11,75%

110  9,7% 106 1.000 USD

 

5)    K+S, leader mondiale del sale, offre una doppia scelta (con lotti a 1000)

E’ uno dei maggiori specialisti mondiali nel campo dei fertilizzanti e il primo nel business del sale. La tedesca K+S (rating BBB di S&P) è sempre risultata una piccola emittente di obbligazioni. Ha quindi un po’ sorpreso la doppia entrata in scena di due bond, con cedola rispettivamente 3,125% su scadenza 2018 e 4,125% su scadenza 2022, entrambi con lotto minimo di 1000 euro. Il primo (Isin XS0997941199) ha un importo di 500 milioni di euro e ha esordito sul mercato venerdì quotando a 101,6, con uno “yield” sceso al 2,7%. I volumi movimentati sono stati rilevanti e ciò ha stupito, considerando che si tratta pur sempre di un tripla B. Il secondo (Isin XS0997941355) ha identico importo e il suo esordio è avvenuto con un vero e proprio balzo a 103,2, grazie a forti quantità in acquisto. Lo “yield” è così sceso al 3,6%.

6)    FS, una vera delusione, con una “duration” doppia rispetto alla cedola

Le nostre Ferrovie dello Stato hanno emesso bond a 8 anni per 600 milioni di euro a fronte di una domanda che ha raggiunto quota 1,6 miliardi. Il target iniziale di raccolta era di 500 milioni. I bond, senior unsecured, sono stati prezzati a 180 punti base sopra il midswap, contro una “guidance” iniziale di 190 punti e pagheranno una cedola annuale pari al 3,5% (in linea con quanto pagano i Btp su analoga scadenza). L’emittente è valutato BBB da S&P e BBB+ da Fitch. Emesso a 99,5, il bond è sceso sul secondario anche sotto 99, a causa certamente di un “ratio” molto sfavorevole: la “duration” (7,1) è doppia rispetto al rendimento cedolare. Il tutto accompagnato da un lotto minimo di 100.000 euro.

█ In dollari, Otc, con piccoli lotti, tre giganti Usa consentono una strategia sui tassi

Era inevitabile che le grandi “corporate” statunitensi anticipassero la possibile futura tormenta da rialzo dei tassi. Ciò avviene con diverse emissioni, tutte quotate sull’Over the counter (mercato non regolamentato, ma questo è un aspetto assolutamente marginale) dai rendimenti facciali nel complesso modesti, offrendo la possibilità di operare sugli “spread” fra diverse scadenze e di sfruttare le variazioni che si determineranno nei prossimi anni sui grafici dei rendimenti. In un “gioco” di curve che si impennano (prospettiva di tassi in crescita) o si appiattiscono oppure addirittura si inclinano (prospettiva di tassi in diminuzione) svolge un ruolo fondamentale il concetto di differenziale fra rendimenti di scadenze diverse. Ciò permette di realizzare arbitraggi con bassi rischi e buoni profitti extra. Tale strategia richiede naturalmente che le condizioni di base siano identiche, cioè uguale emittente. Ecco che le novità dell’ultima settimana si adattano a questo modo di operare, anche perché riferite al dollaro Usa, sul quale ci saranno nei prossimi anni scosse sui tassi a corto e a lungo termine. Inoltre con bassi lotti di entrata, il che lo rende possibile per ogni portafoglio. Tutto questo però va realizzato solo agendo senza la variabile valutaria, cioè basandosi su un conto in dollari.

Che cos’è l’arbitraggio? I manuali di tecnica operativa lo spiegano così: “consiste nell’acquisto/vendita di un prodotto finanziario e in una contemporanea operazione di segno opposto su un altro strumento, ma avente le stesse caratteristiche del primo in termini di payout. Si sfruttano in questo modo le differenze di prezzo al fine di ottenere un profitto. L’operazione è ovviamente possibile se il guadagno che si ottiene supera i costi per il trasferimento per esempio del bond”. Detto così l’arbitraggio ha poco a che fare con un’operazione sulla curva dei tassi. Utilizziamo quindi impropriamente il termine per indicare il passaggio da un’obbligazione all’altra quando si determinano condizioni che spingono la stessa curva a essere graficamente in crescita o in calo. Talvolta ciò avviene su lunghi archi temporali e talora su brevi periodi. In fasi di incertezza – come l’attuale – si determinano però scostamenti improvvisi (non sempre – lo ammettiamo – facili da cogliere), che portano extrarendimenti a una posizione basata su titoli dello stesso emittente, ma caratterizzati da scadenze e quindi “ratio” diversi. Chi opera in tal senso, se veloce, ottiene performance di tutto rilievo, come è accaduto nel corso dell’estate, quando si sono diffuse voci su un cambiamento di politica monetaria da parte della Fed. Ancor meglio quando si determina pure un’inefficienza sui prezzi, cioè uno scostamento che potremmo definire “irrazionale”. Ciò si presta bene a chi – avendo un piccolo capitale – intende gestirlo in sicurezza (ecco il perché di bond a elevato rating e con basso lotto di accesso) ma con rendimenti più elevati rispetto a quelli garantiti dalle sole cedole.

1)    Johnson & Johnson è una tripla A, ma non il meglio per il “gioco” delle curve

Così come Verizon e T-Mobile negli ultimi mesi, anche un nome che da solo fa l’economia americana entra in gioco con ben cinque emissioni su scadenze diverse. E’ una tripla A, cosa abbastanza rara e che permette maggiore stabilità in partenza sul rischio di credito. Vediamole allora le cinque “sorelle”, tutte caratterizzate da lotto minimo di 2000 dollari.

–       scadenza 2016 (28/11): importo di 400 milioni di $ – cedola 0,7% – prezzo di emissione 99,88 – “duration” 2,9 – Isin US478160BF06. Sul secondario quota a 99,9%, con “yield” 0,7%.

–        scadenza 2018 (5/12): importo di 600 milioni di $ – cedola 1,65% – prezzo di emissione 99,78 – “duration” 4,8 – Isin US478160BG88. Sul secondario quota a 99,6%, con “yield” 1,7%.

–       scadenza 2023 (5/12): importo di 550 milioni di $ – cedola 3,375% – prezzo di emissione 99,94 – “duration” 8,6 – Isin US478160BH61. Sul secondario quota a 99,3%, con “yield” 3,4%.

–       scadenza 2033 (5/12): importo di 650 milioni di $ – cedola 4,375% – prezzo di emissione 99,98 – “duration” 13,5 – Isin US478160BJ28. Sul secondario quota a 99,9%, con “yield” 4,4%.

–       scadenza 2043 (5/12): importo di 500 milioni di $ – cedola 4,5% – prezzo di emissione 99,71 – “duration” 16,7 – Isin US478160BK90. Sul secondario quota a 99,98%, con “yield” 4,5%.

La curva di avvio non è ideale al 100% e la conferma viene dalle quotazioni sul secondario, che hanno dimostrato un piccolo scostamento a favore delle scadenze corte.

2)    Microsoft è pure una tripla A e meglio distribuita nel tempo

Il gigante dell’informatica (rating AAA) è rientrato sul mercato con tre scadenze, ben distribuite in termini temporali. In questo caso il lotto minimo è di 1000 USD per tutte.

–       scadenza 2018 (6/12): importo di 1,25 miliardi di $ – cedola 1,625% – prezzo di emissione 99,42 – “duration” 4,8 – Isin US594918AV63. Sul secondario quota a 99,16%, con “yield” 1,8%.

–       scadenza 2023 (15/12): importo di 1,5 miliardi di $ – cedola 3,625% – prezzo di emissione 99,51 – “duration” 8,3 – Isin US594918AW47. Sul secondario quota a 98,9 con “yield” del 3,7%.

–       scadenza 2043 (15/12): importo di 500 milioni di $ – cedola 4,875% – prezzo di emissione 99,65 – “duration” 15,7% – Isin US594918AX20. Sul secondario quota a 99,8 con “yield” del 4,8%.

La curva è più equilibrata e anche gli “yield” lo dimostrano. Inoltre Microsoft ha altre emissioni che possono eventualmente entrare nel “gioco” delle curve.

3)    La leader delle farmacie Usa – con rating BBB+ – è la migliore per il “gioco”

Con 7500 farmacie negli Usa CVS Caremark è un gruppo in continuo sviluppo e che diversifica anche i settori in cui opera. La sua nuova serie di emissioni (rating BBB+/Baa1) copre di fatto le corte – medie – lunghe e lunghissime scadenze offrendo un rendimento cedolare più elevato rispetto ai due casi precedenti. Il lotto minimo è di 2000 USD.

–       scadenza 2016 (5/12): importo di 750 milioni di $ – cedola 1,2% – prezzo di emissione 99,96 – “duration” 2,9 – Isin US126650CA69 . Sul secondario quota a 100,3%, con “yield” 1,1%.

–       scadenza 2018 (5/12): importo di 1,25 miliardi di $ – cedola 2,25% – prezzo di emissione 99,88 – “duration” 4,7 – Isin US126650CB43. Sul secondario quota a 100,3%, con “yield” 2,2%.

–       scadenza 2023 (5/12): importo di 1,25 miliardi di $ – cedola 4% – prezzo di emissione 99,56 – “duration” 8,3 – Isin US126650CC26. Sul secondario quota a 99,7%, con “yield” 4,1%.

–       scadenza 2043 (5/12): importo di 750 milioni di $ – cedola 5,3% – prezzo di emissione 99,8 – “duration” 15,4 – Isin US126650CD09. Sul secondario quota a 101,3%, con “yield” 5,25%.

Le prime battute confermano che su questo livello di rating – più basso – ci sono movimenti maggiori sulla curva, ma esiste il rischio di una sua variazione, che potrebbe comportare scostamenti improvvisi a livello di prezzi.

█ Mini bond tedeschi: a domanda risposta

1)    Comprarli in quasi default conviene?

Lo chiede un trader felice di aver scoperto questo mondo, pur nella consapevolezza dei rischi globali che comporta. La risposta è positiva: quasi sempre i titoli in area di ristrutturazione o quasi default hanno rimbalzato all’improvviso. Questa settimana è successo, per esempio, a 3 Power 2015 (Isin DE000A1A29T7): martedì ha registrato un +110% nell’arco di poche ore, passando da 8 a oltre 16 euro, e poi la corsa è perfino proseguita. La società, attiva nel settore delle energie rinnovabili, ha annunciato di aver sospeso il pagamento della cedola (9,25%) e di aver rinviato ogni decisione in merito a una possibile ristrutturazione del debito a un “bondholder meeting” del 18 dicembre, dopo che il primo del 25 novembre non ha raggiunto il quorum necessario. Nella fase “ante annunci” i movimenti sono solitamente violenti, ma possono essere cavalcati soltanto da trader molto aggressivi.

2)    Capitalizzazioni ridicole: come si fa?

Un altro lettore è più critico nei confronti di queste obbligazioni. Chiede come sia possibile investire su emissioni da qualche decina di milioni di euro? La risposta è semplice: prendiamo un “corporate” dall’importo di 600 milioni di euro, con lotto minimo a 100.000 euro. Esponendosi con tale investimento ci si colloca su un sei millesimo dell’emissione. Con un “mini bond” tedesco da 40 milioni di importo e lotto minimo da 1000 euro, ci si colloca – investendo 5000 euro – su un otto millesimo dell’emissione. Dove sta il problema?

3)    E i prezzi dove si trovano?

Lo stesso lettore della domanda precedente sostiene poi che le quotazioni di questi bond non sono trasparenti. Affermazione assolutamente inesatta, perché sono tutti quotati sulle Borse tedesche (Deutsche Borse di Francoforte, Düsseldorf e Stoccarda) e solo per pochi su Monaco e Amburgo. I prezzi sono aggiornati in tempo reale, digitando i codici Isin che abbiamo fornito nelle ultime settimane. Si ha anche l’indicazione dello “spread” e delle quantità movimentate. Più di così cosa si può pretendere?

4)    Quali strategie adottare?

Infine un piccolo investitore chiede se i “mini bond” sono consigliabili per posizioni da cassettista. Alcuni possono svolgere questo ruolo, ma nella maggior parte dei casi sono obbligazioni per trading veloci. L’abbiamo detto e lo ripetiamo: si tratta di strumenti altamente speculativi, perché caratterizzati da elevata volatilità. Ma sono anche una possibile via di uscita per garantire un pò di pepe in una situazione di rendimenti dei mercati assolutamente anomali. I “mini bond” vanno visti – sia consentito questo paragone tecnicamente assurdo – come delle azioni a piccola capitalizzazione, con in più un’elevata cedola.

█ Nuove emissioni di “mini bond” in Europa

1)    Dal Belgio la specialista del pane non dà più del 4%

Lorraine Bakery Groupè un gruppo specializzato nella produzione di farine e di pane, un vero gigante con un fatturato annuo di 513 milioni di euro e 2700 dipendenti. Dispone di 11 centri in Europa, di cui 3 nei Paesi dell’est. Una realtà che opera in un settore in forte sviluppo. Non ha quindi sorpreso l’esordio del suo bond a cedola 4% con scadenza 23/12/2020 (Isin BE0002209758), il cui prezzo di sottoscrizione è stato di 101,25. La data di emissione è il 23/12 e il bond – dall’importo di 75 milioni di euro – non è ancora quotato, sebbene qualche piattaforma lo indichi sul mercato “grigio” in leggero rialzo a 101,8.

2)    In Germania Hörmann Finance GmbH si limita al 6,25% per 50 milioni

Novità anche sul fronte tedesco, con l’esordio di un “mini bond” da parte della società Hörmann, specialista di portoni basculanti, attiva anche in Italia. L’importo globale è di 50 milioni di euro (abbastanza elevato nel contesto di questa specifica classe di prodotti finanziari) e la cedola del 6,25% su scadenza 5/12/2018 (Isin DE000A1YCRD0), con lotto minimo di 1000 euro. Inizialmente la società aveva prospettato l’ipotesi di offrire un 6,75%, ma le condizioni del mercato hanno permesso di scendere dello 0,50%. Il successo è stato immediato e la quotazione alla Borsa di Francoforte è avvenuta con un balzo a 103,2 euro, contro il prezzo di lancio a 100. Lo “yield” resta comunque del 5,5%. Gli scambi sono stati rilevanti e lo “spread” si è andato chiudendo su quasi lo 0,2%, molto basso considerando che si tratta comunque di un “mini bond”.

3)    C’è poi chi sceglie la strada del “micro bond”

Dato l’interesse riscosso presso i nostri lettori dai “mini bond” tedeschi, segnaliamo qualcosa di particolare. Si tratta della micro emissione della società Sympatex Holding Gmbh, attiva nel campo dei materiali impermeabili e traspiranti destinati all’abbigliamento. Il bond ha una cedola 8% su scadenza 8/12/2018 (Isin DE000A1X3MS7), con un importo di 13 milioni di euro! Un micro che è piaciuto se si considera che la capitalizzazione movimentata è corrisposta nei primi giorni al valore globale dell’emissione. Certamente qualche broker ha agito e lo dimostra che le transazioni siano state concentrate sul 4 dicembre, quando si è avuto un calo della quotazione a 97. Venerdì è risalito a 99.

█ Nuove emissioni in valuta con basso lotto minimo: protagonista ancora Imi

Dal 3/12 arrivano sul Mot di Borsa Italiana le nuove obbligazioni di Banca Imi (gruppo Intesa Sanpaolo) in valuta: questa volta si tratta di dollaro canadese e di rand sudafricano. La serie prevede già prodotti sulle seguenti divise: corona norvegese (tasso fisso), dollaro Usa (tasso fisso), rublo russo (tasso fisso), dollaro australiano (tasso fisso), franco svizzero (tasso fisso), lira turca (tasso fisso), sterlina inglese (tasso fisso) ed euro (step-up). Queste le caratteristiche dei due nuovi prodotti:

1)    Dollaro canadese / scadenza 29/11/2019 (importo 350 milioni CAD) Lotto minimo 2000 CAD

Isin

Cedola

Prezzo (1) Prezzo (2) Yield Rischio (3) “Duration”
IT0004977739

4%

99,84  99,9 4,0% Medio 5,4

(1)  Di emissione

(2)  Di mercato

(3)  Riferito alla valuta

 

2)    Rand sudafricano / scadenza 29/11/2016 (importo 3,4 miliardi ZAR) Lotto minimo 20.000 ZAR – non ci sono ancora indicazioni di prezzo sul secondario

Isin

Cedola

Prezzo (1) Prezzo Yield Rischio (2) “Duration”
IT0004977671

7,95%

99,77  n.d. n.d. Elevato n.d.

(1)  Di emissione

(2)  Riferito alla valuta

 

█ Una strategia in valute europee per abbinare sicurezza e rendimento

 

La ricerca di modi differenti per portare extrarendimenti su un portafoglio obbligazionario deve condurre alla costruzione di strategie che possono sembrare complesse, ma che consentono una copertura dai rischi riferiti a eventuali cambiamenti dei mercati. Oggi ne proponiamo una abbastanza facile da realizzare, basata su tre bond dello stesso emittente. Nel caso specifico Rwe, secondo maggiore produttore di energia elettrica in Germania. Opera anche negli Usa. Dispone di rating BBB+ da parte di Standard & Poor’s (BBB- per le emissioni subordinate). Il vantaggio di questa “corporate” è di offrire tagli di accesso bassi, perché l’esposizione su più prodotti comporta inevitabilmente investimenti di un certo importo, per garantirsi flussi cedolari significativi. La strategia consiste nel posizionarsi su un tasso fisso in valuta diversa dall’euro (sterlina inglese), per ottenere uno “yield” accettabile, e su un tasso variabile in euro, collocando poi le cedole su un perpetual in franchi svizzeri. In questo modo i rischi “duration” si riducono per l’euro e ci si costruisce nel tempo un “airbag” su una delle poche divise basate su un Paese con fondamentali solidissimi. Certo il franco potrà subire variazioni nel rapporto di cambio, ma l’entrata a scaglioni nel tempo contribuirà ad attenuare tale trend, che potrebbe anche dimostrarsi favorevole all’investitore nel caso di sconquassi in ambito europeo.

Punti deboli: posizione costruita su uno stesso emittente – presenza su diverse valute (sterlina e franco) – “duration” molto elevata del bond in franchi svizzeri – “yield” modesto del bond in euro – necessità di operare con capitali elevati, per garantirsi flussi cedolari consistenti.

Punti forti: solido emittente – diversificazione rispetto all’euro su valute pur sempre europee non troppo volatili – lotti minimi modesti – possibilità di operare con tempi scadenzati, mettendo ordini a revoca su quotazioni ritenute interessanti – presenza sull’euro con tasso variabile e rendimento di poco inferiore agli “yield” attuali dei “fissi” su scadenze equivalenti.

1)    Tasso variabile in euro: Rwe 15/11/2017

Isin

Cedola

Prezzo Yield  Prezzo consigliato Lotto min. “Duration”
XS0158243013

1%

100,8  0,7% 100,5 10.000 euro     //

 

2)    Tasso fisso in sterline: Rwe 20/4/2021

Isin

Cedola

Prezzo Yield Prezzo consigliato Lotto min. “Duration”
XS0127992336

6,5%

117  3,8% 112 (1) yield 4,5% 1000 GBP 6,0

 

3)    Tasso fisso in franchi svizzeri: Rwe perpetual 26/7/2072

Isin

Cedola

Prezzo Yield Prezzo consigliato Lotto min. “Duration”
CH0185843049

5%

103,5  4,8% 102 5000 CHF 19,9

 

█ Sul fronte dei titoli di Stato

► La Spagna ha collocato titoli a quattro e cinque anni per un ammontare di 3,5 miliardi di euro. Quelli con scadenza 30 aprile 2017 sono stati piazzati per 1,275 miliardi, a un rendimento salito al 2,182% contro il 2,101% dell’asta del 21 novembre. In calo invece il quinquennale 31 ottobre 2018, sceso al 2,722% dal 2,871%.

►La Francia ha offerto un totale di 3,99 miliardi in titoli a medio lungo termine: in particolare stati assegnati 1,32 miliardi di Oat con scadenza aprile 2018, a rendimento 0,83%, 1,335 miliardi di Oat con scadenza ottobre 2021, a rendimento 1,77%, e 1,335 miliardi di Oat 2027 a rendimento 2,81%.

►Il Portogallo ha avviato un’operazione di concambio, offrendo agli investitori di ricevere titoli con scadenza 2017 e 2018 in sostituzione di titoli in scadenza l’anno prossimo e nel 2015.

Il Gabon alimenta l’interesse di chi guarda al debito dei Paesi emergenti, grazie a una nuova emissione da un miliardo di dollari su scadenza 13/12/2017 a cedola 8,2% (Isin XS1003557870), con lotto minimo di 200.000 USD. Avrà quotazione Otc e il mercato ha guardato a questa novità con un certo scetticismo, mantenendo la quotazione sotto 100.

Lorenzo Raffo

 

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Bond: con i Btp adesso che si fa? Intanto i profitti si realizzano con “mini” e manovre sui tassi, 10.0 out of 10 based on 4 ratings

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Lorenzo Raffo

(6) Readers Comments

  1. buongiorno sig Raffo

    con questi titoli sono a rischio? sono lunghi nel tempo e dopo il tapering??’

    Nome titolo BEI 36 USD 4,875 preso a 109
    Isin US298785DV50

    Nome titolo GIE PSA TRESORERIE 09/2033 FX 6 EUR preso a 94
    Isin FR0010014845

    grazie……se mi può rispondere

    • Ciao.
      Mi sono permesso di guardare la tua GIE PSA TRESORERIE, che ha uno
      YTM di 6,01735
      Duration 11,901
      Modified Duration 11,225.
      Ora è normale che con Duration simili tu abbia una forte sensibilità del valore del titolo rispetto alla variazioni dei tassi d’interesse.
      Ma se hai scelto titoli così lunghi non dovresti preoccuparti se tra poco ci troveremo di fronte al tapering, perché trascorso questo evento ne avrai altri che comporteranno una forte variazione del valore della obbligazione che hai scelto.
      A mio avviso dovresti pensare se sei disposto a subire una volatilità data dalla Duration di 11 punti per ottenere un YTM del 6% senza per questo restare in ansia e controllare ogni giorno fino al 2033 la quotazione del tuo titolo.
      Diversamente se con questo titolo non dormi sogni tranquilli a mio avviso dovresti scendere di Duration ed accontentarti di YTM più basse.
      Alcune persone sono propense a pensare di mettere in portafoglio titoli simili, fregarsene della volatilità della quotazione perché porteranno a scadenza il titolo ottenendo il rimborso a 100 e sono contente di avere un rendimento effettivo a scadenza del 6% annuo.
      Queste persone commettono l’errore di non considerare l’inflazione.
      Oggi quel 6% è un ottimo rendimento, ma tra 10-15-20 anni quel rendimento eroso dalla inflazione sarà un rendimento ridicolo.

  2. Buona giornata Sig. Raffo,
    come sempre 10 stelle piene. Però non ha messo l’ISIN del bond Ferrovie dello Stato (“6) FS, una vera delusione, con una “duration” doppia rispetto alla cedola”), Le dispiacerebbe aggiungerlo? Grazie sempre.

  3. Buongiorno.
    Un lettore le ha scritto al punto 2 ) Capitalizzazioni ridicole: come si fa? e lei ha dato una risposta che modestamente non condivido.
    Il problema è che se un corporate emette una obbligazione per diverse decine di milioni avrà sicuramente molti più scambi rispetto ad un emittente di mini bond tedeschi emessi per poche decine di milioni.
    Se lei si trova a dover disinvestire un mini bond con volumi ridicoli si troverà ingabbiato perchè non scambia, non trova nessun BID.
    Ne è la riprova questa settimana di RENA GmbH Inh.Schuldverschr. v.10(13/15) DE000A1E8W96; il quale è passato da 100 a 80 senza quasi mai trovare scambi, cioè senza mai trovare qualcuno disposto a comprare.
    Diversamente nelle grosse emissioni (minimo da 500 milioni in su) i market maker riescono a fare il loro lavoro facendo incontrare domanda ed offerta. Quindi troverà sempre qualcuno che compra quando lei decide di vendere.

  4. cristian973388@finanza,

    si….vero ma io spero nell’accordo con DONGFENG e una manciata di sicurezza in più….credo che andrà
    fra 5-6 anni a 110 e poi si vedrà….. onestamente sono d’accordo con te neanche le azioni recordati mi danno di più…..grazie

  5. buongiorno sig Raffo,
    trovo molto interessante la possibilità di continuare ad investire in obbligazioni a cedola fissa in un periodo di magra come questo; per questo Le chiedo con quali piattaforme è possibile negoziare i mini bond tedeschi . Io sono cliente di IW bank e con questa piattaforma ne vedo in realtà una piccolissima parte tra quelli proposti (tra l’altro solo quelli più vecchi)
    grazie

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