SOLO SUL WEB — 03 dicembre 2013

Per la prima volta dallo scoppio della crisi finanziaria globale nel 2008, Allianz Global Investors si aspetta che l’economia globale riceverà slancio da una fase di ripresa ciclica, in un contesto di moderata crescita economica. Andreas Utermann, global chief investment officer, evidenzia che: “Nel complesso osserviamo una diminuzione dei rischi estremi per l’economia globale, con i fattori di rischio attualmente esistenti che non pongono minacce significative. Si è quindi venuto a creare un contesto stabile e positivo per l’economia globale nel 2014, con la prospettiva che i dati economici il prossimo anno continuino a migliorare. I contrasti sul tetto del debito negli Stati Uniti, risolti solo temporaneamente, potrebbero alimentare un clima di rinnovata incertezza nei prossimi mesi, tuttavia riteniamo che l’economia globale continuerà a riprendersi, sebbene a un ritmo moderato”.

Nonostante il miglioramento dei fondamentali, gli investitori dovranno abituarsi all’idea che i mercati saranno ancora dominati dalle politiche fiscali e monetarie implementate dalle banche centrali di tutto il mondo, a partire dalla Federal Reserve. Il commento di Andreas Utermann: “I paesi sviluppati stanno iniziando solo ora ad affrontare i livelli insostenibili del debito sovrano, pertanto gli investitori dovrebbero aspettarsi una prosecuzione dell’attuale politica di bassi tassi di interesse adottata dalle banche centrali dei diversi paesi”.

Le tensioni che gravano sui mercati valutari globali si sono acuite nel 2013 e potrebbero peggiorare nel 2014. Innanzitutto il sensibile indebolimento dello yen e del dollaro Usa, che ha raggiunto i minimi livelli da molti anni, sta causando frizioni nella comunità economica globale ed i mercati non devono trascurare la possibilità che la situazione degeneri in una vera e propria guerra valutaria e commerciale. Inoltre la soluzione (solamente rimandata) dell’impasse di bilancio statunitense e le continue incertezze politiche nell’Eurozona potrebbero alimentare l’instabilità dei mercati nel 2014. Tuttavia, il rischio principale per gli investitori continua a dipendere dalle dinamiche della financial repression.

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