SOLO SUL WEB — 06 novembre 2013

L’analisi di SYZ & CO sui mercati e la congiutura economica italiana

 

Secondo noi il mercato avrà un secondo respiro per salire. Rimaniamo costruttivi su Piazza Affari grazie al momentum macro positivo (PMI, Business Confidence, Bilancia Commerciale), alla stabilizzazione dei tassi a un livello relativamente basso e al recente voto di fiducia per il governo Letta. Per quanto riguarda le banche, peso importante del listino, pensiamo che siamo a un punto di flesso sui non performing loans. Il paese si sta riprendendo dalla crisi con un lento processo di bottoming out. L’effetto base è ormai più favorevole e l’Italia dovrebbe uscire ufficialmente dalla recessione il primo trimestre 2014 per merito delle esportazioni, della fine dell’impatto negativo dei consumi e di una leggera ripresa degli investimenti. Non parliamo di una ripresa a forma di V ma di un lento processo di normalizzazione graduale della spesa delle famiglie e delle imprese.

Il mercato anticipa sempre di 6/9 mesi quello che si verifica nell’economia reale. Anche se il quadro sembra ancora caratterizzato da una situazione difficile c’è la netta percezione che il miglioramento dell’economia mondiale e di quella europea trainerà anche l’Italia. Era dal 2006 che non si vedeva una domanda di investitori istituzionali e privati verso l’Italia. Il re-rating dovrebbe dunque continuare e i gestori patrimoniali globali potrebbero proseguire la riattribuzione di una parte delle azioni a favore dei paesi periferici per aumentare il profilo rischio/rendimento delle azioni europee. Il potenziale di recupero è importante tenendo conto delle valutazioni (discount in P/B)

Ma dopo il recente rally (con molto short-covering), bisogna essere un po’ più selettivi. E la stagione dei risultati dovrebbe darci una buona indicazione dei valori a evitare o a aumentare. Prudenza dunque a corto termine e attenzione anche all’Asset Quality Review a venire per il settore bancario. L’AQR della BCE e gli stress test bancari che dovranno essere condotti nel prossimo anno con buona probabilità non sveleranno importanti questioni sulla capitalizzazione dell’intero settore. Tuttavia lo scopo di questo esercizio è quello di ricostruire la fiducia sulla situazione fondamentale del sistema bancario europeo. Per far ciò, questi test dovrebbe essere credibili e ci si dovrebbe aspettare alcuni casi, da parte di banche di secondo livello, di deficit di capitale. Di conseguenza, gli investitori dovrebbero essere consapevoli che il settore nel suo complesso rischia di subire un aumento della volatilità nei prossimi dodici mesi. Anche se per quanto riguarda i “campioni nazionali” non dovrebbero emergere necessità di ricapitalizzazione.

In questo clima favoriamo un posizionamento barbell con i recovery story/value stocks (banche/utilities/telecom) da una parte e i “premium” esportatori dall’altra

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Redazione Finanza.com

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