BOND — 14 ottobre 2013

 

Novità, occasioni e trend

di Lorenzo Raffo

Foto: Shutterstock.com

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In una settimana ricca sul fronte delle nuove emissioni si è visto un netto divaricamento fra “low risk” e “high risk”. La chiave di lettura può però essere ribaltata e portare a una valutazione inversa: non è alto rischio collocarsi su titoli decennali all’1% o 2% o 3%, con lotti minimi di 100.000 euro o 200.000 dollari, anche di emittenti forti, di fronte a un quadro non sempre facile da capire e improntato a situazioni che cambiano di giorno in giorno? Non è invece “basso rischio” o forse meglio “medio rischio” garantirsi – in campo obbligazionario – cedole di una certa consistenza, collocandosi su titoli a bassi lotti di entrata? Noi non siano portatori di verità. Poniamo semplicemente delle domande, consapevoli che le risposte sono spesso contradditorie e incerte. A chi propende per l’opzione due offriamo questa settimana una rassegna di nuove e vecchie emissioni ad alto rendimento, in parte a basso taglio di entrata e in parte ad alto taglio.

 

Certo è che il mercato è davvero spaccato in due, con un’accentuazione su profittabilità in parte bassissime e in parte crescenti, in questo caso naturalmente per bond o perpetual o “high yield”, spesso con rapporti rischio/rendimento accettabili.

Due esempi concreti dell’ultima ottava sul fronte dollaro. La svedese Kommininvest I Sverige (rating AAA) ha riscosso un forte successo con un bond allo 0,875% su scadenza 2016, dal lotto minimo di 200.000 USD. La “duration” è di quasi quattro volte la cedola lorda.

T-Mobile – di cui scriviamo ampiamente – con rating BB ha registrato la rincorsa degli investitori per obbligazioni con cedole dal 6,4 al 6,8% su scadenze dal 2019 al 2022, a taglio di accesso di 2000 USD.

Il mercato assorbe tutto, con una progressiva intensificazione dei trend.

Intanto dagli Usa giungono notizie che la nuova numero uno della Fed, Janet Yellen, potrebbe tenere i tassi fermi per almeno tre anni, contribuendo a una stabilizzazione dei mercati. E il Fondo Monetario conferma la validità di una simile scelta, esprimendo timori che un eventuale shock da improvviso movimento sui tassi comporterebbe perdite aggregate nei portafogli obbligazionari per 2300 miliardi di dollari, nel caso soltanto di un rialzo dell’1% per quelli a lungo termine.

█ Una rassegna dove c’è solo l’imbarazzo della scelta

1)    Nuova emissione: l’11,5% l’offre una banca spagnola con un perpetual

Una banca, per di più spagnola, e abbinata a un perpetual: il matrimonio può sembrare molto rischioso e in parte lo è. Banco Popular Espanol fa parte del contesto degli istituti di credito che più hanno sofferto della crisi, ma si tratta comunque della quarta istituzione finanziaria iberica, con un’articolata struttura di business e filiali. Moody’s le ha attribuito a luglio di quest’anno il rating Ba3, contro il precedente Ba1, con “outlook” negativo, mentre Standard & Poor’s le concede il corrispondente BB-, quindi entrambe a livello “speculativo”. In questo quadro entra in scena un nuovo perpetual junior subordinato, di tipo CoCo, che ha un taglio minimo di 100.000 euro. Per un ammontare di 500 milioni di euro e prezzo di emissione alla pari, concede una cedola dell’11,5% (Isin XS0979444402) e sarò quotato in Irlanda. Una particolarità consiste nel fatto che paga le cedole quattro volte l’anno, scelta abbastanza anomala per un perpetual. La tipologia CoCo si esplicita nella trasformazione in capitale azionario nel caso alcuni parametri finanziari scendano sotto un livello prefissato. E’ prevista una “call” a 100 il 10/10/2028. Valutazione: potrebbe riscuotere un certo “appeal”…se non fosse per quell’investimento minimo richiesto! E poi c’è il rischio CoCo, che sta diffondendosi nelle emissioni perpetual bancarie.

2)    Nuova emissione: tasso variabile ad alto rendimento, ma per chi ha 200.000 $

Di questi tempi trovare un tasso variabile con “spread” elevato e in dollari Usa non è facile. Una novità interessante giunge dalla messicana Cemex, leader mondiale nel settore cementifero, emittente da seguire perché sempre prodigo di bond di un certo rilievo. Lo dimostra l’annuncio del nuovo t.v. legato al Libor a 3 mesi + 475 b.p., il che in questo momento significa un rendimento lordo del 4,998%. Considerando che prima o poi la Fed dovrà aumentare i tassi (ma questa storia potrebbe anche diventare una mezza barzelletta, vista la situazione del debito Usa!), il nuovo bond è degno di essere preso in considerazione, a patto di disporre dei 200.000 dollari di lotto minimo (Isin US151290BL61). Una vera esagerazione, che contrasta con la scelta abbastanza diffusa di mantenere bassa l’accessibilità almeno ai tassi variabili. La reazione del mercato è stata positiva, con una quotazione salita oltre 101,2. Cemex emette soprattutto in dollari, ma è presente sul mercato pure in euro (per esempio il 9,625% con scadenza 2017, che attualmente garantisce uno “yield” del 7,8%) e in peso messicano. Valutazione: nessuno regala nulla. Il rating di Cemex è B, pur trattandosi del maggiore gruppo mondiale attivo nel campo cementifero.

3)    Nuova emissione: Un 7,5% in CHF su scadenza 2045 a rischio assoluto

Non lo è per il taglio minimo di 100.000 franchi, quanto per una struttura assai complessa; tuttavia questa nuova obbligazione potrebbe piacere ad alcuni investitori, perché ha caratteristiche di un certo rilievo: garantisce una cedola del 7,5% su una scadenza 2045, fatto raro, se si considera che è espressa in franchi svizzeri. E non si tratta di un prodotto poco liquido, poiché l’importo globale raggiunge i 175 milioni di CHF (Isin CH0224798972). La emette Schweizerische Rueckversicherungs-Gesellschaft-Anleihe, un lungo nome riferito a una società che molti conoscono come Swiss Re, gruppo di riassicurazione fra i leader mondiali del settore. Il problema sta proprio nella struttura. Un’analista l’ha definito uno strano animale, perché si tratta di un bond che collega il rischio di un’emissione CoCo con quello di Cat-Bond: nel caso dell’uno o dell’altro evento si perde il capitale. Si realizza quello che in termini tecnici viene definito un dual-trigger, cioè un doppio rischio associato. Specificamente si tratta nel primo caso della solvibilità della società, calcolata in base al metodo svizzero SST: sotto un certo livello scatta la perdita di protezione e quindi si annulla l’investimento. Nel secondo caso si riferisce a un particolare evento di catastrofe naturale. E’ evidente che se quest’ultimo avvenisse Swiss Re si troverebbe a dover pagare danni talmente rilevanti da stravolgere i suoi parametri finanziari. Ecco allora che, con il bond, si protegge da una simile eventualità. La struttura è macchinosa e si adatta o a investitori professionali o a chi voglia cavalcare movimenti rapidi dei corsi. A questi ultimi segnaliamo però che finora il bond è rimasto fermo, girando attorno alla parità. Le potenzialità per una forte volatilità ci sono però tutte. Valutazione: lo riconfermiamo: un bond solo per trading veloci, in presenza di fattori estranei al mercato. Incrociando le dita (ce lo si lasci dire!) e avendo le possibilità di mettere in gioco 100.000 CHF.

4)    Nuove emissioni con piccoli lotti: la Germania dà sempre lezione

● Attivo il quadro dei “mini bond” alla tedesca, che hanno caratteristiche significative, ma importi talvolta modesti. E’ il caso di VST Buiding Technologies, che propone un 8,5% senza rating, su scadenza 2/10/2019 (Isin DE000A1HPZD0), dall’importo di 15 milioni di euro. Davvero poco, ma ben distribuito se si considera che il lotto minimo è di 1000 euro. I volumi di transazioni iniziali confermano l’interesse degli investitori, ma il prezzo è sceso a 99,35 nelle sedute di avvio. La società opera nel campo delle tecnologie per l’edilizia e ha un buon portafoglio ordini, grazie anche a un accordo di collaborazione con la svedese Skanska, multinazionale specialista nella produzione di componenti in cemento.

● Un secondo caso riguarda la società Ferratum, che ha emesso un 8% su scadenza 21/10/2018 (Isin DE000A1X3VZ3), disponendo di rating BBB-, che è sul livello medio-basso dell’“investment grade”. Anche in questo caso il taglio minimo è di 1000 euro. La società opera nel campo del microcredito concesso attraverso i canali Internet o telefonici e dispone già di 1,5 milioni di clienti, in base a quanto dichiarato. Si tratta di prestiti a brevissimo termine (15-90 giorni) con importi molto bassi. Ferratum è finlandese, ma il bond è stato emesso dalla filiale tedesca.

● Un terzo caso si riferisce alla mini emissione di Alfmeier Precision AG, produttore di valvole e altri dispositivi per l’industria automobilistica: il bond è quinquennale, con una cedola del 7,5% (Isin   DE000A1X3MA5), per un importo di 30 milioni di euro, con lotto minimo di 1000 euro. Un rating aziendale assegnato in Germania riconosce all’azienda la BB. Il titolo sarà quotato a Francoforte. Nell’anno fiscale 2012, il gruppo ha realizzato un fatturato di 202 milioni di euro e un margine operativo lordo di 9,3 milioni di euro. Nella prima metà del 2013 le vendite ammontano a 106,8 milioni e l’Ebidta a 7,4 milioni di euro.

● Un quarto caso tocca un comparto meno tecnologico, quello di materassi e accessori per il letto: Gebr Sanders GmbH sta emettendo un corporate bond da 22 milioni di euro, a scadenza 5 anni, con cedola fissa dell’8,75% (Isin DE000A1X3MD9). In questo caso il rating è B+ e il lotto minimo di 1000 euro. L’emissione servirà per finanziare lo sviluppo delle attività produttive e commerciali, nonché per rimborsare un prestito privato da 11 milioni di euro. Anche per questo quotazione a Francoforte.

● Una quinta storia molto concreta si riferisce a TKS Union AG, società tedesca attiva in Russia nel settore agricolo, con coltivazione di grano e mangimi per l’allevamento in proprio di suini. L’affiliata Soyuz gestisce 45.000 ettari di terra, con produzione di 650.000 suini ogni anno. Nel 2012, la società ha registrato, con 500 dipendenti, un fatturato totale di 96,9 milioni di euro e un Ebit di 22,1 milioni di euro. L’utile netto è stato di 11,4 milioni di euro. Il suo bond è quinquennale, con cedola 8,625% (Isin DE000A1X3Q40), per un importo di 50 milioni di euro, con lotto minimo di 1000 euro.

Valutazione: rendimenti elevati con rischi medio-alti. Le attività di base sono concrete e nulla hanno a che fare con business finanziari. Certo, gli importi in taluni casi appaiono modesti, ma la quotazione su un mercato liquido, quello della Borsa di Francoforte, dovrebbe garantire scambi regolari. Consigliamo una precauzione: i titoli sono tutti in emissione e potrebbero non essere trattati da alcune banche (non certo dalle piattaforme di trading). E’ in questi casi che si verifica la qualità della controparte prescelta. Sentirsi dire che l’acquisto non è possibile – quando la quotazione verrà avviata mediamente entro giorni o al massimo una o due settimane – dimostra scarsa apertura alle esigenze del cliente. Alcune controparti trattano già questi bond sul mercato cosiddetto “grigio”, cioè di pre-quotazione. Ognuno valuti con chi ha a che fare!

L’annotazione è la conseguenza delle domande poste da alcuni lettori in relazione all’interessante emissione di Egger Holzwerkstoffe GmbH, della quale abbiamo riferito la settimana scorsa. C’è chi ci ha scritto: IMPOSSIBILE COMPRARLA! C’è chi ci ha scritto: GRAZIE, ACQUISTATA IN PRE-QUOTAZIONE! Le conclusioni sono evidenti.

5)    Nuova emissione multipla a lotti di 2000 USD: è la volta di T-Mobile

Dopo l’offensiva di Verizon, che ha raccolto un successo eccezionale, soprattutto presso gli investitori istituzionali, è la volta ora di T-Mobile, altra società Usa di telefonia mobile, con 43 milioni di clienti, posseduta dalla tedesca Deutsche Telekom, a effettuare un’operazione multipla in campo obbligazionario. Che ha molti punti forti, a cominciare da lotti minimi di 2000 USD. La caratteristica più strana consiste in un piano di cinque scadenze molto ravvicinate, che parte dal 2019 e termina il 2023. L’importo globale è di 5,6 miliardi di dollari, ben lontano da quello di Verizon e il rating è Ba3 da parte di Moody’s e BB da Standard & Poor’s.  Analizziamo ogni singolo bond, tutti senior trattati sull’Otc (mercato non regolamentato), come è prassi per i titoli d’oltre Oceano.

2019 al 6,464% (Isin US87264AAC99): prezzo emissione 102 – importo 1,25 miliardi di $ – scadenza 28/4/2019 – “duration” 4,75.

2020 al 6,542% (Isin US87264AAF21) prezzo emissione 100 – importo 1,25 miliardi di $ – scadenza 28/4/2020 – “duration” 5,42.

2021 al 6,633% (Isin US87264AAD72): prezzo emissione 100 – importo 1,25 miliardi di $ – scadenza 28/4/2021 – “duration” 6,05.

2022 al 6,731% (Isin US87264AAG04): prezzo emissione 99 – importo 1,25 miliardi di $ – scadenza 28/4/2022 – “duration” 6,6.

2023 al 6,836% (Isin US87264AAE55): prezzo emissione 98 – importo 600 milioni di $ – scadenza 28/4/2023 – “duration” 7,1.

Valutazione: operando con un conto in valuta, al fine di non subire gli effetti del cambio €/$, queste emissioni si prestano bene sia ai cassettisti sia ai trader. Ai primi consigliamo il 2019 e il 2020, che presentano “duration” inferiori al rendimento cedolare, garanzia di una maggiore stabilità delle quotazioni nel tempo. Per i secondi saranno possibili arbitraggi in rapporto proprio all’andamento dei prezzi e quindi dei controvalori, quando inizieranno davvero i rialzi dei tassi primari. Solitamente gli arbitraggi andrebbero effettuati su due titoli a parità di vita residua, ma la situazione anomala di obbligazioni dello stesso emittente scadenziate di anno in anno, con cedole abbastanza simili e liquidità corrispondente, potrebbe determinare condizioni di “switch” dalle une alle altre particolarmente redditizie. I lotti minimi di 2000 $ rendono quest’operatività possibile a qualunque portafoglio, con la garanzia comunque di cedole di tutto rispetto.

6)    Nuova emissione: ABN Amro aggiunge 60 milioni in dollari australiani (5,25%)

In realtà è la riapertura di una vecchia emissione, che ora raggiunge il valore globale di 360 milioni di dollari australiani. Con un 5,25% di cedola può certamente rientrare nella ricerca di prodotti con rendimenti elevati (Isin XS0953132999), cui si aggiunge il merito di un taglio minimo di soli 2000 AUD. Il rating è A2 da parte di Moody’s e la scadenza il 23/7/2019. La valuta ha subito una forte svalutazione rispetto all’euro in un’analisi di medio periodo, mentre regge – in confronto ad altre – sul lungo termine. Su 5 anni l’euro ha perso il 30,3%, ma sull’arco di dodici mesi ha guadagnato il 13,9%. Un’ulteriore fase di debolezza è possibile, soprattutto se la domanda di commodities industriali non registrerà un’accelerazione. Il bond di ABN va quindi monitorato in una prospettiva di alcuni mesi, anche perché ha uno “spread” interessante rispetto ai titoli governativi di Canberra. Valutazione: positiva, ma occorre tenere conto del fattore cambio.

7)    Nuova emissione: Raiffeisen Bank per il decennale offre il 6%, ma…

Ancora una volta il ma si riferisce al lotto di entrata, fissato in 100.000 euro. Tutto il resto è interessante: una cedola del 6% su scadenza 16/10/2023 comporta un rendimento che potrebbe migliorare al primo movimento dei tassi, salendo verso il 7%. La “duration” infatti si colloca a 7,8, mentre il margine – rispetto a un tripla A in euro – è del 3,6% (Isin XS0981632804). La valutazione di Moody’s è A2 e per la banca austriaca il mercato è solitamente prodigo di attenzioni. Sul secondario questo bond è salito oltre 101, con un rendimento lordo che resta comunque ben superiore al 5%. Valutazione: positiva. In futuro, quando Draghi sarà costretto a rialzare i tassi, sarà un bond da valutare con estrema attenzione, perché il rapporto rischio/rendimento è già oggi competitivo. L’importo è di 500 milioni di euro.

8)    Nuova emissione: il 9,25% della tecnologia decolla sul mercato “grigio”

L’emissione esordirà il 18 ottobre, ma sul mercato pre-collocamento il prezzo informale è scattato in poche ore di oltre il 3%, sebbene alcune controparti lo diano addirittura in crescita del 5%. Il perché è presto spiegato: per un importo di 190 milioni di euro la società francese Oberthur Technologies piazza un bond su scadenza 30/4/2020, con cedola 9,25% (Isin XS0979448494). Purtroppo il taglio minimo è di 100.000 euro. Si tratta di un gruppo specialista nella fornitura di prodotti e servizi di sicurezza numerica mediante tessere magnetiche. L’operazione serve per rifinanziare dei prestiti ottenuti in occasione del buyout realizzato dal private equity Advent International nel 2011. Valutazione: emittente solido come business, ma si tratta pur sempre di un’obbligazione legata a un’operazione di leveraged buyout.

9)    Vecchia emissione: quel CoCo di Soc Gen dà l’8%, ma richiede 200.000 $

Vecchia fino a un certo punto, perché si tratta di un’emissione di fine agosto della banca francese Société Generale. Appartiene alla categoria – in realtà molto discussa – dei CoCo (Contingent Convertibles) e si tratta di un perpetual junior subordinated, con cedola 8,25% in dollari Usa (Isin XS0867614595). Ha una prima “call” il 29/11/2018, ma il vero rischio consiste nel fatto che l’obbligazione potrebbe interrompere il pagamento delle cedole nel caso il capitale – inteso come Core Tier 1 – scendesse sotto il 5,125% degli asset ponderati per il rischio. Quando la situazione si normalizzasse il bond tornerebbe a versare le cedole. Impone un lotto minimo di 200.000 dollari, fuori portata per la maggior parte dei portafogli, ma garantisce ancora oggi un rendimento a scadenza del 7,95%, poiché la quotazione sul secondario è salita solo a 101,3. In realtà dal lancio ha quotato quasi sempre sotto quota 100, per poi registrare un improvviso rimbalzo negli ultimi giorni, complice l’ottimismo che regna sui mercati. Valutazione: pur con tutti gli aspetti critici, potrebbe riservare buone sorprese nei prossimi mesi, perché la situazione di Soc Gen appare in miglioramento.

10)  Vecchia emissione: il perpetual austriaco con “yield” al 9% e lotto 1000

Emesso nel 2007, il perpetual subordinato di Wienerberger AG ha un vantaggio che deriva dall’appartenere a un’altra epoca, quella dei lotti minimi accessibili a chiunque. Si ferma infatti a 1000 euro e offre una cedola del 6,5%. In realtà la quotazione sul secondario è ampiamente sotto la pari, attestandosi sui 93,2, con uno “yield” rispetto alla prima “call” (9/2/2017) vicina al 9% (IsinDE000A0G4X39). Il problema di fondo riguarda l’appartenenza dell’emittente al settore delle costruzioni, che proprio in Austria ha registrato difficoltà non trascurabili. Wienerberger sta però procedendo verso una fase di netto miglioramento dei propri risultati gestionali e lo dimostrano due dati: il fatturato nel primo semestre 2013 è aumentato del 27% rispetto all’anno scorso, toccando gli 1,3 miliardi di euro, e gli utili sono saliti a 24,3 milioni di euro, in confronto alla perdita di 31 milioni del 2012. Questi progressi non hanno ancora giovato al perpetual, che da aprile si muove in una fase laterale, con quotazione fra 92 e 94,5 euro. In effetti c’è una resistenza forte sul secondo valore, che da sempre fa da tappo al tentativo – mai riuscito – di tornare verso i 100 di esordio sul mercato. Le medie mobili sono in stallo e tutti gli indicatori fermi. Un 6,5% di cedola lorda non è male e la possibilità di una rottura al rialzo non può essere esclusa. Valutazione: ottimo rendimento, con rischi tutto sommati modesti, purché si investa una minima quota del capitale.

11)  Vecchia emissione: del Michelin subordinato molti se ne sono dimenticati!

La scadenza è lunga, perché il rimborso è previsto il 3/12/2033, ma il subordinato junior di Michelin è un “fixed floater” in euro con cedola 6,375% fino al 3/3/2014, quando passerà al variabile calcolato in base all’Euribor a 3 mesi + 2,95% (Isin FR0010034298). C’è il rischio “call”, che potrebbe essere esercitato a partire dal 3/12/2013. Ecco perché l’obbligazione, quotata anche su Tlx, gira sui 101, con una volatilità intraday abbastanza elevata. Inoltre lo “spread” fra denaro e lettera è in alcune Borse accentuato, ma è pur vero che si tratta di un bond molto scambiato, grazie al lotto minimo di 1000 euro. In questo momento lo “yield” – se calcolato rispetto all’esercizio della “call” – è modesto. Tuttavia nel caso non si realizzasse il rimborso anticipato il rendimento sarebbe più che dignitoso, trattandosi in quel caso di un tasso variabile. Michelin è un piccolo emittente, in parte grazie a una solidità patrimoniale di tutto rilievo. In questo momento sul secondario ci sono quattro emissioni, di cui una convertibile, con scadenza 2017. Valutazione: poco rischio e rendimento medio, ma ormai di fatto riferito a un tasso variabile.

Nuove emissioni: bassi tagli minimi di entrata, ma con modeste cedole

Lotto minimo Emittente Rating Scadenza Cedola Isin
1000 euro Hypo Noe Bank AAA (Moody’s) 15/10/2020 1,75% XS0981808933
1000 euro Commerzbank AA1 (Moody’s) 19/19/2020 1,625% DE000CZ40JW9
5000 franchi CH ABN Amro A2 (Moody’s) 25/10/2018 1,125% CH0225323283
5000 franchi CH Glencore Xstrata Baa2 (Moody’s) 23/12/2019 2,125% CH0225710588
5000 franchi CH Sika AG          // 14/11/2023 1,875% CH0224761517
5000 franchi CH Sika AG         // 14/12/2019 1,125% CH0224761509
1000 dollari Usa Iadb AAA (Moody’s) 15/3/2017 1,125% US4581X0BV95
2000 dollari Usa Berkshire Hathaw. AA (S&P) 15/10/2020 2,9% US084664BZ33

 

█ Sul fronte dei titoli di Stato

Italia: Bot a 12 mesi in asta con rendimento allo 0,999% contro l’1,340% della precedente di metà settembre, portandosi al minimo da giugno. Btp a 7 anni (1/5/2021) collocati per 5 miliardi di euro, contro una domanda di 11 miliardi. Tasso d’interesse al 3,761%, con godimento dal 16 ottobre. Il 1° novembre verrà già corrisposta una prima cedola corta, con tasso 0,163043% (Isin IT0004966401).

Spagna: titoli con scadenza 31/10/2044 a cedola 5,15%, con prezzo in sottoscrizione di 99,046 e relativo “yield” del 5,213% (Isin ES00000124H4).

Grecia: sul mercato 1,3 miliardi di euro di bond a sei mesi con tasso lordo del 4,15%, in leggero calo rispetto al collocamento precedente (4,20%).

Portogallo: bond a 3 mesi per 500 milioni di euro al rendimento dell’1,081% rispetto allo 0,766% della precedente asta di agosto. Bond a 18 mesi assegnato per 750 milioni al 2,293%, contro l’1,603% dell’ultima asta di giugno su tale scadenza, risalente a giugno.

█ E inoltre…

Snam ha collocato un bond a tre anni a tasso variabile da 300 milioni di euro. Il rendimento dell’emissione è stato fissato a 85 punti base sopra l’Euribor a 3 mesi contro i 90-95 punti della “guidance” iniziale.  A settembre Snam aveva già riaperto due bond in circolazione, sulle scadenze 2017 e 2020, per complessivi 750 milioni di euro.

Lorenzo Raffo

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Lorenzo Raffo

(2) Readers Comments

  1. per quanto riguarda i bond T-Mobile mi risultano esserci delle clausole di rimborso anticipato con possibile penalizzazione sul nomiale.
    Sono informazioni corrette?

    grazie

    Paolo

  2. Ho chiesto alla mia SIM di acquistarmi i titoli di cui al punto 4. Mi ha detto che su Bloomberg sono totalmente illiquidi. Bloomberg è la piattaforma giusta per questi titoli?
    Grazie

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