SOLO SUL WEB — 07 ottobre 2013

Il Punto Mensile a cura di Michele De Michelis, responsabile degli investimenti di Frame Asset Management, società indipendente specializzata in fund selection e gestioni patrimoniali. 

Foto: LaPresse

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Alcune volte penso che mi piacerebbe moltissimo avere la possibilità di bermi una birra insieme a Ben (Bernanke), per sapere davvero come stanno le cose. Quello che è successo nel mese di settembre in merito al mancato tapering , infatti, mi ha lasciato molto perplesso facendomi dubitare su quali siano effettivamente le condizioni dell’economia a stelle e strisce.

Fortunatamente, avevamo già messo in preventivo il nostro consueto giro trimestrale nella patria dell’asset management europeo (London calling) e anche se non abbiamo bevuto la birra con Ben, abbiamo comunque parlato con alcuni dei miglior gestori al mondo (proseguendo le conversazioni anche davanti ad una pinta..).Anche dopo molti incontri, dove abbiamo trovato ancora una volta una visione molto attenta ed articolata è stato alla Ruffer LLP.

Confrontandoci con il gestore specializzato sul Giappone, come già ci aveva anticipato nell’incontro precedente, abbiamo avuto la conferma che tra gli aspetti di positività presentati dal mercato giapponese in questo momento non va dimenticato quello importantissimo legato alla stabilità politica. Dopo anni di numerose alternanze di governo (vi ricorda qualcosa?),  le ultime elezioni hanno finalmente sancito  che Abe governerà almeno per i prossimi tre anni. Ovviamente questo ha un impatto positivo per le aziende che di fronte alla stabilità politica sono più libere di investire potendo contare su di un orizzonte di medio/lungo termine. Oltre a ciò, ci è stato riferito che sarebbero già pronti per decollare ingenti investimenti sul mercato giapponese da parte di grandi investitori istituzionali americani, qualora la stabilità della ripresa venisse ulteriormente confermata. Per quanto di nostro interesse, abbiamo riscontrato ottimismo anche da parte del gestore del fondo Ruffer Total Return: in questo caso, si crede  che il tapering possa avere ancora un effetto negativo sulla crescita dei Paesi Emergenti ( dove forse il bottom non è stato ancora toccato). Nelle prossime settimane inoltre tornerà d’attualità il tema del Fiscal Cliff, mentre rimane oviamente la preoccupazione per la mancanza di implementazione di riforme strutturali in Europa. Per quanto detto sopra, il gestore del fondo Total Return si aspetta una ripresa della volatilità nei prossimi mesi. Di conseguenza, in portafoglio è presente un 12% di liquidità (l‘equity è invece al 42%), al fine di cogliere eventuali opportunità che si dovessero presentare. Tra gli ultimi acquisti ci sono il titolo Volkswagen e l’ ultima emissione di Inflation-Linked Uk con scadenza a cinquant’anni. L’esposizione valutaria è suddivisa così:  68%  in sterline, 22% in dollaro Usa, 10% in altre valute. Per proteggere il portafoglio sia dai problemi dell’area euro che da un eccesso di volatilitá sono state aperte delle piccole posizioni, comprando opzioni put sull’euro verso sterlina, dollaro e soprattutto yen: si teme infatti che un eventuale svalutazione dell’euro verso lo yen possa danneggiare le esportazioni giapponesi. Altra piccola posizione aperta è stata una call option sul VIX. A livello di stock selection, si è ancora positivi sui titoli del settore europeo dell’integrated oil e quelli della difesa Usa, con interessanti studi di comparazione rispetto alle classiche Nifty Fifties.

Forse Ben, dopo la famosa birra, mi avrebbe detto che non ha cominciato il tapering, proprio perchè aveva preventivato l’ottusità dei suoi concittadini al governo.

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