DAL GIORNALE — 23 settembre 2013

(tratto dal numero di settembre di F Risparmio&Investimenti)

Sono delle “unit linked” di diritto estero costruite in base alle esigenze del singolo cliente. Hanno molti vantaggi. I principali di natura fiscale

di Lorenzo Raffo

Diversificare: è la parola d’ordine nel settore degli investimenti. Ormai quasi tutti i risparmiatori lo fanno acquistando differenti “asset class”, ma pochi lo realizzano variando le modalità di costruzione di un patrimonio. In tale ambito c’è una soluzione innovativa e poco conosciuta, che ha indiscutibili vantaggi: si tratta della cosiddetta polizza di private insurance di diritto estero. Non sempre gli investitori italiani hanno apprezzato in passato le proposte di natura assicurativa, per vari motivi, ma questa tipologia è diversa rispetto alle altre. Le private insurance avevano già conseguito un certo successo durante la fase dello “scudo fiscale”, ma utilizzate in maniera poco corretta, passando talvolta attraverso finanziarie costituite “ad hoc”. La soluzione, che sta ora riconquistando l’attenzione degli investitori di una certa importanza, non vuole essere un “escamotage” per situazioni poco chiare, ma un modo per attenuare gli “stress” di una gestione talora complessa del patrimonio. Fra l’altro tra polizza “scudata” e polizza attivata successivamente ci sono differenze di trattamento fiscale. Inoltre le nuove possono essere costruite anche per importi non troppo rilevanti e costituiscono quindi un’alternativa parziale a una gestione amministrata autogestita o con consulente.

 I tre aspetti più significativi:

● Nella polizza – in fase di attivazione o in periodi successivi – il contraente travasa liquidità o “asset” finanziari, non immobiliari, in suo possesso e nomina un gestore di fiducia. Si parte quindi dal patrimonio o da parte di esso posseduto da chi la stipula.

● Al termine della vita della polizza la liquidazione ai beneficiari non comporta alcun onere finanziario, né di successione né sulle rendite finanziarie.

● Abbiamo già detto che sono possibili dei riscatti, parziali o totali. In tal caso solo in quel momento avviene la tassazione di tutti gli utili maturati nell’intero periodo di vita, che si tratti di cedole, dividendi o plusvalenze varie.

 

 

 

 

 

 

 

 

Scopri nell’articolo integrale pubblicato nel numero in edicola di “F Risparmio&Investimenti”:


– Il confronto diretto tra gestione tradizionale e polizza di private insurance;

– Tutti i vantaggi;

– Il vantaggio della riservatezza per la gestione di situazioni familiari complesse;

– Qual è la clientela più adatta a questa proposta;

– La soglia patrimoniale minima che rende  conveniente la polizza;

– I costi;

– Le caratteristiche più importanti per gli investitori.

 

 

 

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Polizze di private insurance: tutto in cassaforte e niente più problemi, 10.0 out of 10 based on 1 rating

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