SOLO SUL WEB — 19 settembre 2013

di Jean-Baptiste Pethe, American Economist di Exane BNP Paribas

  • o La Fed ha compiuto un errore di comunicazione
  • o Il tapering potrebbe iniziare a dicembre
  • o Nessuna urgenza di aumentare i tassi
  • o Si conferma una minore pressione sull’obbligazionario in caso di exit graduale della Fed
Foto: LaPresse

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Nonostante le speculazioni sul tema, la Fed non ha dato inizio al tapering. Per giustificare tale decisione, la Fed ha evidenziato il potenziale impatto di condizioni finanziarie più severe sull’economia e la debolezza dell’inflazione e di alcuni dati inerenti il mercato del lavoro. Paradossalmente, é la Fed ad essere in gran parte responsabile, a causa dei segnali in merito all’avvio del tapering, di tale scenario. Inoltre, Ben Bernanke, dopo aver fatto riferimento ad una soglia di disoccupazione del 7% lo scorso giugno, ammette che non esiste un numero magico che porrà fine al QE.

Allo stadio attuale, le condizioni per ridurre l’acquisto di asset dovranno anche tener conto dellaprossima battaglia fiscale che comprende un voto sul bilancio e sul debito pubblico previsto nelle prossime settimane. Inoltre, la Fed sarà anche rassicurata da un calo dello stress sul mercato obbligazionario. La Banca Centrale Americana ha, in particolare, necessità di vedere che l’economia, e il mercato immobiliare, siano in grado di resistere a tassi ipotecari più elevati. Si tratta di trecondizioni che dovrebbero essere soddisfatte entro dicembre.

Sebbene la Fed non abbia cambiato la forward guidance, Ben Bernanke ha ribadito che la disoccupazione al 6,5% non é considerato un trigger. Per rendere più chiaro il concetto, il governatore ha evidenziato che molti membri dell’FOMC si aspettano che i Fed Funds siano inferiori all’1% a fine 2015 e al 2% a fine 2016 anche se il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi rispettivamente al 6% e al 5,7%. Inoltre, Bernanke ha suggerito che la Fed potrebbe arricchire la forward guidance con un floor sull’inflazione.

Non avviando il tapering, la Fed ha dimostrato ancora una volta che preferisce sbagliare mantenendo una posizione prudente e che vuole essere certa che la ripresa sia ben avviata prima di agire. Nonostante i comunicati rilasciati dalla Banca Centrale Americana negli ultimi mesi, riteniamo che l’exit della Fed sarà graduale. Alla luce di cio’, stimiamo una minore pressione a breve termine sul mercato obbligazionario, una situazione che fungerà da supporto all’appetito per il rischio.

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