BOND FONDI & C — 11 settembre 2013

di Ken Van Weyenberg, Investment Specialist di Dexia Asset Management

 

Dopo il picco di volatilità registrato nel secondo trimestre, il mercato obbligazionario ha vissuto un’estate tranquilla. Tuttavia, settembre sarà un mese un mese assai importante per l’evoluzione dei mercati. Dopo la decisione della BCE di mantenere invariato il tasso di interesse allo 0,5%, nelle prossime settimane sono però pianificate il FOMC della Federal Reserve  e le elezioni tedesche. Inoltre, la fine del mese segna la scadenza del termine per trovare una soluzione sul debito USA ma, soprattutto, l’attenzione sarà concentrata sula dichiarazione della Fed sul futuro del “quantitative easing”.

In questo scenario, Dexia AM evidenzia:

atteggiamento cauto sui paesi periferici: La prospettiva presentata dalla Banca Centrale Europea in merito alla politica monetaria ha dato una sferzata al mercato e dovrebbe mantenere i tassi sotto controllo per un certo periodo, contribuendo quindi a sostenere il debito dei Paesi periferici. In questo contesto, le obbligazioni governative italiane sono tra i titoli favoriti grazie all’avanzo primario, debito privato contenuto e positiva riforma delle pensioni. Per motivi tattici, Dexia AM ha però deciso di tornare a un posizionamento neutro sull’Italia dopo l’orientamento positivo adottato in precedenza. Benché i dati macroeconomici siano ancora deboli, si intravede la luce alla fine del tunnel. Prudenza su Spagna e sottopeso del Portogallo a causa dei problemi che dovrà affrontare in relazione al rifinanziamento nel 2014.

-prudenza sul segmento corporate: Il terzo trimestre sarà meno positivo per le obbligazioni corporate sulla scia del rischio per il QE americano, del rinnovato rischio politico e, data anche la forte performance di luglio.  Pur mantenendo un atteggiamento costruttivo, stiamo riducendo la nostra esposizione considerato che gli spread creditizi hanno quasi toccato il fondo.

 -appeal dell’high yield: Il segmento è tutt’ora sostenuto da fondamentali sani e da tassi di default inferiori alla media storica. Inoltre, sui mercati primari vi è una costante domanda di nuove emissioni poiché gli investitori sono alla ricerca di rendimenti dato l’attuale clima di bassi tassi di interesse.

-perdurare degli effetti positivi della esposizione ai mercati azionari delle obbligazioni convertibili: nonostante la sovraperformance rispetto ad altri segmenti obbligazionari, anche i bond convertibili hanno sofferto delle tensioni sui mercati obbligazionari negli ultimi mesi, soprattutto a giugno quando il segmento ha risentito della caduta dei mercati azionari, dell’aumento dei tassi d’interesse e dell’allargarsi degli spread creditizio. Questi due ultimi fattori potrebbero però condurre a una ripresa del mercato primario nei prossimi mesi e, di conseguenza, riportare le valutazioni a livelli più attraenti.

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