BOND — 13 maggio 2013

di Lorenzo Raffo

Plusvalenze record! Se chi ci ha seguito in questi anni avesse acquistato alcune, ma la situazione vale per la stragrande maggioranza, delle obbligazioni di nuova emissione si ritroverebbe ora con profitti in conto capitale perfino del 20-30%, in aggiunta spesso a cedole di un certo rilievo. Non è merito nostro, quanto di un mercato esasperato, che tocca ormai livelli poche volte registrati negli ultimi vent’anni. Siamo in una bolla speculativa? Se lo chiedono in tanti e la risposta è spesso affermativa. Poi però le quotazioni galoppano ancor più al rialzo e la domanda si trasforma in un’inutile reiterazione.

D’altra parte la cronaca degli ultimi giorni lo conferma, con i titoli di Stato – anche quelli considerati “spazzatura” qualche mese fa – acquistati a larghe mani. Tutte le raccomandazioni di prudenza vengono così liquefatte, poiché smentite dai fatti. Complici certamente l’enorme liquidità immessa sui mercati e i tassi ai minimi storici. La crisi non è forse iniziata nel 2007-2009 proprio a causa della troppa disponibilità di credito concesso al mondo immobiliare americano? Ora però la situazione è diversa: cresce la fiducia, perché i titoli pubblici sono utilizzati come garanzia collaterale dal sistema finanziario, spinto a sua volta dalla liquidità degli istituti centrali. Apparentemente un meccanismo senza falle, ma quanto durerà questo miracolo?

Decennali che corrono, corrono…

Ecco la situazione dei Paesi più volte presi in considerazione come “benchmark” dei mercati, relativamente al rendimento dei titoli a dieci anni:

 

1°) Svizzera 0,61% 12°) Canada 1,90%
2°) Giappone 0,70% 13°) Norvegia 2,08%
3°) Germania 1,38% 14°) Belgio 2,08%
4°) Danimarca 1,50% 15°) Australia 3,28%
5°) Finlandia 1,64% 16°) N. Zelanda 3,38%
6°) Olanda 1,70% 17°) Irlanda 3,46%
7°) Austria 1,77% 18°) Italia 3,89%
8°) Svezia 1,79% 19°) Spagna 4,24%
9°) Francia 1,85% 20°) Portogallo 5,50%
10°) Usa 1,90% 21°) Grecia 9,73%
11°) G. Bretagna 1,90%    

Questi valori rispecchiano i fondamentali economici dei rispettivi Paesi? Il dubbio comincia a circolare, se si considera che:

–        perfino Paesi come Francia, Olanda e Belgio viaggiano sul filo del baratro, con l’Unione europea impegnata a chiedere correzioni incisive in alcuni aspetti delle loro politiche economiche;

–       Grecia, Italia, Spagna e Portogallo fanno solo a parole le riforme richieste;

–       il Giappone droga il mercato monetario;

–       si confermano infine segnali di tensioni su alcune realtà dell’est, con Ungheria e Slovenia in prima linea.

E adesso che fare?

Certamente non rincorrere i mercati; cercare soltanto buone occasioni sulle nuove emissioni, acquistandole il più vicino possibile alla parità, ponendosi su scadenze non troppo lunghe. Impossibile? No, ma certamente difficile sì. Nel frattempo comincia a sentirsi sempre più la necessità di proteggersi dall’inflazione futura, nascosta o esplicita, il che oggi è possibile soprattutto inseguendo quella dei Paesi emergenti, emittenti abbastanza interessanti di bond legati all’aumento del costo della vita nelle rispettive valute. Un discorso questo complesso, che affronteremo in una puntata della rubrica dedicata a un tema così interessante.

I tagli esigui inaspettatamente risorgono

Qualcosa succede anche per il “povero” retail. E lo segnaliamo subito, perché da troppe parti si alzano voci in difesa dei piccoli risparmiatori, decimati dai super tagli da 100.000 euro che le “lobbies” finanziarie hanno imposto ai mercati. Ecco perché oggi dedichiamo attenzione soprattutto alle emissioni con piccoli lotti minimi (da 1000 a 10.000 euro), sulla base anche di richieste pervenute da vari lettori.

1°) Le Imi in valuta piacciono e raccolgono bene sul secondario

Cominciamo da due obbligazioni di cui abbiamo già scritto ampiamente nella rubrica del 29 aprile, quelle di Banca Imi (gruppo Intesa Sanpaolo) in valute: rispettivamente in lire turche e franchi svizzeri. Rientriamo su questi prodotti non per motivi legati alle stesse emissioni, quanto per l’andamento delle monete in cui sono espresse. La lira turca resta in una fascia di acquisto interessante, con una lateralità che dura da parecchi mesi. Scegliere quindi un’obbligazione a cedola elevata (nel caso di Imi 7,4%, con lotto minimo di 3000 Try – Isin IT0004918410) in una moneta che non dovrebbe subire effetti depressivi nel breve e medio periodo, può essere un’alternativa valida. In realtà la quotazione sul secondario è salita a 102, con volumi che restano abbastanza elevati, sebbene in calo dopo il “rush” di fine aprile. Il franco svizzero si è di nuovo inaspettatamente indebolito, tornando addirittura sugli 1,24 rispetto all’euro, movimento iniziato a settembre dell’anno scorso e accentuatosi da gennaio. Nel caso del superamento di 1,26 si assisterebbe a una corsa a rotta di collo verso 1,30, livello indicato da tempo come ottimale per l’economia elvetica, affaticata da un franco troppo forte rispetto alla moneta europea. Cominciare quindi a monitorare questo trend è indispensabile; si può fare con la nuova emissione Imi, valido strumento in tal senso, sebbene la quotazione abbia già corso molto, salendo a 102,7 (cedola 2,3%, con lotto minimo di 2000 CHF – Isin IT0004918402).

2°) Tasso variabile: sì o no? Ecco comunque la nuova Intesa Sanpaolo

Le opinioni al proposito sono discordanti. Vale la pena mettere una piccola quota di portafoglio su un tasso variabile? Questa rubrica lo propone da qualche tempo, pur in presenza di un quadro di tassi poco favorevole in tal senso. Segnaliamo comunque la nuova emissione senior di Intesa Sanpaolo, con tasso euribor 3 mesi + 2,75%, a taglio base di 10.000 euro, inizialmente collocata solo presso gli sportelli della banca, ma che dalla data di regolamento (15/5) dovrebbe andare in quotazione sulle varie piattaforme (Isin IT0004909013). Ha una scadenza a 5 anni (15/5/2018) ed è questo l’aspetto interessante, perché in periodo così lungo è certo che i tassi subiranno movimenti al rialzo. Con un ammontare di 700.000 euro, in luogo dei 500.000 previsti in avvio, garantirà di certo una buona liquidità. Segnaliamo che sul mercato è disponibile una buona offerta di variabili della banca italiana, con spread più o meno ampi. La più significativa è la senior 12/9/2017 di Banca Imi (Isin IT0004842719), la cui cedola attuale è del 4,2% con taglio minino di 1000 euro; attualmente quota sui 106, ma con scambi non molto attivi. Torniamo alla nuova tasso variabile di Intesa: occorre attendere la quotazione sul secondario per decidere un acquisto. Se si muoverà sotto i 97-98 potrà essere un’occasione per chi operi con una strategia di lungo periodo.

3°) Il corporate austriaco dà il 3% e la Bei l’1% ma chiedono solo 1000 euro

► Negli ultimi tempi gli emittenti austriaci del settore dell’ingegneria civile sono stati molto attivi. L’ultima conferma viene da Strabag SE, che ha collocato con un discreto successo un 2020 con cedola al 3% (Isin AT0000A109Z8). Il rating di Standard & Poor’s è BBB-, grazie anche al quale le quotazioni sono procedute bene sul secondario, con il prezzo salito a 101 e lo “yield” sceso al 2,8%. Niente di eccezionale, ma certamente una posizione su questo emittente è più sicura rispetto a quello su un conto deposito vincolato di qualsiasi banca. Qui almeno c’è alle spalle un’attività nella costruzione di infrastrutture ai primi posti in Europa, con una buona diversificazione geografica. E’ invece sconveniente la “duration” (sensibilità dei corsi alla variazione dei tassi di interesse) del bond: 6,4, valore assai elevato rispetto al rendimento attuale.

► Se un corporate può non raccogliere la fiducia dei super prudenti per loro c’è l’alternativa tripla A di Bei, che però – in una riapertura del suo 2020 dall’importo di ben 3,15 miliardi di euro – non riesce ad andare oltre lo “yield” dell1%, poiché il prezzo di “re-offer” si colloca a 110,084. Con un facciale del 2,625% ne consegue un rendimento lordo dell’1,06%, di fatto equivalente a quello del secondario. Anche in questo caso la “duration” è fuori controllo (6,3), semplicemente inaccettabile per “prestazioni” così modeste (Isin XS0748631164).

4°) Adesso spazio agli high yield, con cedole forti e lotti sempre mini

► Qui siamo decisamente sul rischio elevato, ma con rendimenti nettamente più alti rispetto a quanto finora analizzato. La società Ekotetechnika è tedesca, si occupa di commercializzare macchine agricole in Russia, in particolare come distributore della statunitense John Deere. Un business aggressivo e di tutto rispetto. La sua emissione su scadenza 10/5/2018 ha un importo modesto (60 milioni di euro), verrà utilizzata per sviluppare la rete di vendita – obiettivo chiaro – e la cedola è del 9,75% (Isin DE000A1R1A18). Il lotto minimo è di 1000 euro e il bond sarà quotato alla Borsa di Stoccarda. Nel 2012 la società ha venduto oltre 2000 macchine, con un fatturato di 170 milioni di euro, in crescita del 21% rispetto all’anno precedente, ma con un Ebit salito addirittura del 380%. Considerando che le prime quotazioni sul secondario la danno a 100,6, lo “yield” resta sul 9,6%. Un minibond alla tedesca – settore da seguire con attenzione – che si dimostrerà, in base ai segnali di avvio, volatile e quindi ottimo boccone per i trader. In pochi giorni di contrattazioni è infatti già passata più volte da 100 a 101, con volumi significativi e spread stretti: si annuncia quindi ideale per frequenti movimentazioni di portafoglio, ma solo quando sarà possibile seguirne gli andamenti con medie mobili abbastanza veloci (per esempio a 20 e 40 sedute).

► Di nuovo in Germania e di nuovo un emittente con un’identità industriale ben precisa. In questo caso si tratta di Alno, uno dei maggiori produttori mondiali di cucine: il suo nuovo bond ha scadenza 14/5/2018, cedola dell’8,5% e taglio minimo di 1000 euro (Isin DE000A1R1BR4). Anche qui l’importo è modesto (45 milioni di euro), ma ciò non si traduce in scambi limitati: anzi, i volumi sono risultati elevati nelle prime contrattazioni sul secondario. In sottoscrizione a 99,5, la quotazione è però scesa a 98,8, con uno “yield” in salita verso il 9%. Alno è quotata in Borsa, sebbene sia ormai controllata dal gigante americano Whirlpool, ma dal 2010 è iniziata una fase di depressione delle quotazioni, legata alle voci di passaggio di proprietà e alle difficoltà di un mercato a forte concorrenza. Dai massimi di quasi 8 euro del 2007 l’azione Alno gira ora su 1,4 euro. La società non paga dividendi da parecchi anni. Il quadro appare complesso e il bond va quindi monitorato nei prossimi mesi: una salita sopra 100 sarebbe una conferma di forza e un segnale di acquisto. Sotto è meglio astenersi.

► Terzo bond tedesco! La società Sanha, attiva nel comparto produttivo di raccordi e sistemi a innesto per tubazioni di ogni tipo, presente anche in Italia mediante una filiale, annuncia l’emissione di 25 milioni di euro di un bond con lotto minino a 1000 euro, su scadenza 5 anni, dalla cedola del 7,75% (Isin DE000A1TNA70). La sottoscrizione si concluderà il 31 maggio, con quotazione dal 4 giugno. Il rating è BB+. Per ora non si può fornire alcuna informazione sull’accoglimento da parte del mercato.

5°) Titoli di Stato in compressione: le occasioni si riducono

Inutile precisare che in questo caso i lotti minimi sono sempre alla base della piramide.

► Il Tesoro della Grecia ha collocato titoli a sei mesi per 1,3 miliardi di euro, al rendimento medio del 4,2% rispetto al 4,25% dell’asta precedente su analoga durata, tenuta lo scorso mese. Il bid to cover è stato di 1,71.

► Il 7 maggio il Portogallo ha emesso 3 miliardi di euro di bond decennali con tasso al 5,669%, in modo da riattivare la fiducia degli investitori. Si è trattato della prima emissione di bond a lungo termine dal maggio 2011, quando il Portogallo aveva raggiunto l’accordo di salvataggio con la troika di Bce, Unione europea e Banca Mondiale.

► La Germania ha collocato titoli a un anno per 2,815 miliardi di euro, con rendimento in calo allo 0,0018% dallo 0,0166% dell’asta di marzo. La domanda ha raggiunto i 4,94 miliardi di euro a fronte di un importo massimo di offerta di 3 miliardi.

6°) Infine in valuta, dove le cedole non eccedono

Ancora una settimana attiva in tema di nuovi bond in altre valute rispetto all’euro. Ecco una rassegna di alcuni prodotti significativi:

Emittente Valuta Cedola Scadenza Isin
NederlandseWBank $ australiano (1) 4,75% 11/4/2023 AU3CB0207397
Bell AG Franco CH (2) 1,75% 16/5/2022 CH0212267337
Berkshire Hathaw. $ Usa (3) 4,3% 15/5/2043 US084664BV29
Oklahoma G&E C. $ Usa (4) 3,9% 1/5/2043 US678858BN08
Statoil $ Usa (5) 3,95% 15/5/2043 US85771PAL67

(1) taglio minimo 10.000 AUD – (2) taglio minimo 5000 CHF – (3) taglio minimo 2000 USD – (4) taglio minimo 1000 USD – (5) taglio minimo 1000 USD

Per terminare qualche taglio grande, in euro

Brevemente riassumiamo le nuove proposte di bond con cedole significative emesse in settimana, ma con tagli da 100.000 euro, salvo Huhtamaki Oyj, che si ferma a 50.000 euro.

Emittente Scadenza Cedola Rating S&P Isin
Portucel 15/5/2020 5,375% BB PTPTIHOT0014
Médi Partenaires 15/5/2020 7% B XS0924046682
Sisal 30/9/2017 7,25% B XS0931919947
Huhtamaki Oyj 14/5/2020 3,375% n.d. FI4000043807
Caixabank 14/5/2018 3,125% Baa3 (Moody’s) ES0340609199

 

Portucel è un gruppo portoghese produttore di carta; Médi Partenaires è una società francese specializzata nella gestione di ospedali privati; Sisal è italiana e si occupa di giochi (Superenalotto, ecc); Huhtamaki Oyj è finlandese e leader mondiale nel packaging; Caixabank è una delle maggiori banche spagnole.

Un portafoglio di buoni rendimenti proposto da Credit Suisse

Ci sono ancora occasioni sul mercato secondario? Se l’è chiesto la banca Credit Suisse, che ha formulato una sua proposta di portafoglio con “yield” soddisfacenti, ripartendolo per le diverse categorie di appartenenza. I rendimenti sono stati aggiornati sui prezzi di venerdì 10 maggio.

Settore Emittente Scadenza Cedola Rendimento
Bancario Unicredit (1) 2023 6,375% 6,2% (USD)
Bancario B.Santander (2) Perpetual 9,00% 8,8% (USD)
Bancario S. Generale (3) Perpetual 6,999% 5,8%% (EUR)
Assicurativo Axa (4) Perpetual 5,777% 4,2% (EUR)
Industriale Fiat Industr. (5) 2015 5,25% 1,8% (EUR)

(1) Isin XS0925177130, in USD subordinato LT2 con “call” nel 2018, taglio minimo 200.000 $ – (2) Isin XS0926832907 in USD, junior subordinato con “call” nel 2018 taglio minimo 200.000 $ – (3) Société Generale Isin XS0336598064 junior subordinato con call nel 2017 / rendimento alla “call” – (4) Isin XS0260057285 junior subordinato con “call” nel 2016 / rendimento alla “call” – (5) Isin XS0604640499

Succede anche…

I vertici del gruppo tedesco Solarworld, i cui due bond (scadenze 2016 e 2017) stanno di fatto andando verso un default pilotato, come abbiamo già ampiamente riferito in puntate precedenti della rubrica, incontreranno i debitori in un meeting a Bonn il 22 e 23 maggio prossimi. In tale occasione verranno annunciate le decisioni in relazione alla ristrutturazione del debito.

Lorenzo Raffo

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