Altro — 26 aprile 2013

di Lorenzo Raffo

Non sono più le mucche da mungere dei cosiddetti “dividend specialist”: gli operatori telefonici perdono quota nella classifica delle aziende maggiori erogatrici di utili. Nuovi nomi entrano tuttavia in scena ed è a loro che bisogna rivolgersi. Il problema è che, mentre fino a qualche anno fa, i big svolgevano un ruolo stabile nel tempo e costituivano un settore difensivo, oggi il panorama è cambiato. I dividendi – se ci sono – trovano una garanzia solo nel breve termine e i titoli risultano volatili, con trend generalizzati – almeno per i grandi dell’Europa – al ribasso. I “dividend yield” restano talvolta elevati, ma a causa del crollo delle quotazioni, legate a situazioni di ristrutturazioni complesse e mal realizzate.

Fra le leader europee, in base ai prezzi di Borsa di ieri, la situazione appariva la seguente:

Belgacom 10,6%
France Telecom   9,5%
Deutsche Telekom   7,7%

 

E’ consigliabile però non cadere nella trappola di “dividend yield” illusori, che potrebbero nascondere situazioni di debolezza in cui lo stacco di cedola diventa motivo di accelerazione al ribasso, in presenza di scarse garanzie sulla tenuta nei prossimi anni.

Meglio si collocano le specialiste della telefonia mondiale presenti in Asia e nord America, per le quali le previsioni sono positive in relazione a una crescita dei dividendi nel tempo. Ecco alcuni esempi, con i dati riferiti al “dividend growth” anno per anno, sulla base dell’ultimo quinquennio:

Rogers Communications 31,0%
China Mobile 12,4%
Nippon T&T 11,8%

 

Rogers Communications è canadese, China Mobile risulta il maggiore operatore al mondo per numero di abbonati (circa 350 milioni) e Nippon sta estendendo l’attività dal Giappone verso altre aree del sud est asiatico, grazie anche al fatto di essere parzialmente in mano allo Stato. I loro “dividend yield” attuali si aggirano fra il 3 e il 4%. Attenzione però a Nippon, poiché l’indebolimento in corso dello yen potrebbe danneggiare l’investitore europeo. Qualche motivo di incertezza pone invece la messicana America Movil, leader in America Latina, contro cui si muove una concorrenza aggressiva.

Torniamo all’investitore di casa nostra, che spesso ha difficoltà ad acquistare azioni asiatiche o americane (extra Usa), sebbene gli strumenti per farlo ci siano. In Europa tre ottime occasioni esistono e sono tutte un po’ di nicchia.

1°) Telefonica Deutschland, filiale tedesca del gruppo spagnolo Telefonica, ha un “dividend yield” del 7,3% e quotava ieri a 6,16 euro, con un target indicato a 7 euro, secondo vari analisti. Un alto dividendo dovrebbe essere garantito anche per il 2014.

2°) Ziggo è olandese: ha un “dividend yield” del 5,2%, che potrebbe salire nel 2014. La quotazione attuale di 27,8 euro è ai massimi da un anno, sebbene i “target price” più accreditati la collochino a 31,5 euro.

3°) Telenor è norvegese. Con un “dividend yield” del 4,6%, che potrebbe salire sopra il 5% il prossimo anno, viene vista come una delle roccaforti della telefonia europea. Lo dimostra l’ottimo andamento in Borsa negli ultimi dodici mesi, con una progressiva crescita dalle 88 NOK del giugno 2012 alle attuali 130,6 NOK. Target price possibile di 155 corone.

E le italiane, in tutto questo, che fine hanno fatto? Alla domanda è meglio non rispondere!

Lorenzo Raffo

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High dividend: le grandi della telefonia soffrono, le piccole crescono, 9.0 out of 10 based on 3 ratings

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