BOND — 08 aprile 2013

di Lorenzo Raffo

Sarebbe quasi meglio cominciare la nostra tradizionale analisi settimanale delle nuove emissioni, arricchita anche da un portafoglio di bond già quotati, analizzando per prime quelle in valute alternative all’euro, perché generalmente caratterizzate da rendimenti migliori.

E’ il caso comunque di fare una breve analisi di quanto avviene sui mercati:

1°) Si torna verso il “no risk” (o presunto tale), dopo la debolezza delle piazze azionarie. I titoli di Stato Usa venerdì rendevano lo 0,22% a 2 anni, lo 0,67% a 5 anni e il 2,85% a 30 anni.

2°) Il decennale sul Bund si muove sui massimi storici, superando quota 146 e avvicinandosi al valore “top” delle ultime 52 settimane di 146,89.

3°) I titoli di Stato italiani veleggiano nelle acque dell’incertezza e si attende il responso dell’importante emissione del primo Btp Italia dell’anno, test decisivo.

3°) Alcuni perpetual bancari e assicurativi tornano a rendere anche sopra l’8%, ma la debolezza potrebbe proseguire e anzi accentuarsi nelle prossime settimane.

4°) Il crollo dello yen porta tensioni sui mercati dei cambi asiatici: meglio evitare quindi, in questa fase, acquisti nell’area emergente del Continente.

E ora le nuove emissioni.

Bond in euro (debole) area mediterranea

L’Italia è stata protagonista con varie novità.

Snam ha ancora una volta deluso gli investitori, offrendo due nuove emissioni entrambe con taglio minimo di 100.000 euro. E’ vero che le cedole sono poco interessanti (2,375% al 2017 – Isin XS0914292254 – e 3,375% al 2021 – Isin XS0914294979), ma la disattenzione nei confronti del mondo “retail” lascia stupefatti, considerando che la società è pur sempre pubblica. Negli stessi giorni Enel ha smentito le voci di essere prossima a offrire un bond al grande pubblico, con taglio minimo di 1000 euro. I consumatori-investitori dovrebbero considerarli dei veri e propri “sgarbi”, quasi incomprensibili. Si può capire da parte di corporate private, ma non da società di Stato. Lo diciamo pur consci di tutti i paletti che l’attuale normativa europea pone agli emittenti, ma è pur vero che – così facendo – le obbligazioni quotano poi sul secondario in situazioni di scarsa liquidità, il che si ritorce contro di loro.

► Si allinea sugli stessi rendimenti di Snam la spagnola Gas Natural Fenosa, anche in questo caso con taglio minimo di 100.000 euro, con un 3,875% su scadenza 2022, a “duration” (sensibilità dei corsi al variare dei tassi) di 7,8, contro 7 di Snam per la 2021. Sono valori poco significativi e che espongono a un rischio inaccettabile in presenza di rendimenti marginali e di lotti elevati.

► Torniamo in Italia con un “high yield”, che entra nell’ExtraMot settore professionale, con la dizione ufficiale di “cambiali finanziarie” Si tratta dell’emittente Buscaini Angelo, un biennale (8/4/2015) al 7% a taglio minimo di 50.000 euro (Isin IT0004899594). Con frequenza trimestrale di pagamento delle cedole, ha un ammontare di soli 10 milioni di euro! La quota di entrata è più accettabile per un investitore “retail”, ma era inevitabile di fronte a una srl, che gestisce una catena di 11 supermercati e 1 ipermercato, con vari punti vendita dalla sigla Pim e altri marchi, situati a Roma e dintorni. Una tipica storia imprenditoriale italiana tutta di famiglia, che si apre coraggiosamente alla ricerca di capitali sui mercati quotati. Il risultato netto di bilancio è sempre stato positivo negli ultimi anni: 713.069 euro nel 2010 e 507.940 euro nel 2011, su un fatturato di circa 150 milioni di euro. L’indebitamento finanziario a fine 2012 era di circa 40 milioni di euro. Difficile esprimere un giudizio sul bond; conviene attendere le reazioni del mercato secondario. L’importo globale è indubbiamente modestissimo. Ci saranno scambi?

►Sul fronte bancario Ubi ha emesso un bond della serie a scopo sociale, ovvero con parte dell’ammontare devoluto a una fondazione per un progetto alimentare in Africa. Si tratta di uno 0,5%. La struttura è quella tipica di una “step up”, con una cedola del 2% il primo anno, del 3% il secondo e del 4% il terzo. Si tratta di un bond senior con lotto minimo di 1000 euro (Isin IT0004895352), a scadenza 5/4/2016. L’unico elemento positivo – oltre l’aspetto sociale – è che sarà quotato al Mot.

►La Spagna ha collocato titoli di Stato a media-lunga scadenza (2016, 2018 e 2021) per un ammontare complessivo di 4,3 miliardi di euro. Si è trattato di: nuovo bond 2016 con rendimento medio pari al 3,019%; 2018 al rendimento del 3,598% dal 4,193% della precedente asta su titoli di analoga durata; 2021 al rendimento medio del 4,477%, in calo dal 5,517% precedente.

Bond in euro (forte) area centro e nord Europa

► Tripla A per Moody’s e taglio minimo di 1000 euro: chi fa questo miracolo? Cades, ovvero Caisse Amortissement de la Dette Sociale, organismo pubblico francese, con rating più alto rispetto perfino allo Stato che ne è garante. La cedola è del 2,5% e la scadenza al 2022, ma si tratta di una riapertura al prezzo di 104,33, che porta il rendimento netto ben sotto il 2%. E’ adatto solo a chi vede un futuro solo di tempeste, ma occorre ricordare che anche la Francia attraversa una situazione non facile. Il giudizio finale è quindi evidente: astenersi da qualunque acquisto di questo bond.

► Un giudizio identico va riservato alla nuova emissione di Bayern LB, banca di Stato della Bavaria, che piazza 200 milioni di euro con taglio minimo di soli 1000 euro al 2,17% su una scadenza 2023. In questo caso il rating scende a Baa1 e il prezzo di sottoscrizione è di 99,6. Se lo tengano i tedeschi!

► Un gruppo statunitense, Belden, attivo nel settore dei componenti per connessioni elettroniche, con sede nel Missouri, ha scelto l’euro per un collocamento a scadenza 15/4/2023 e cedola 5,5%, con negoziazione da 100.000 euro, che sul secondario si è mosso poco: il rendimento è sceso al 5,45%. Attenzione però: il rating di S&P è B+ e il rendimento si allinea ai valori medi di questa categoria.

Bond in dollari

► Se ne parla da alcune settimane e l’esordio ha certamente suscitato interesse. Si tratta del bond di tipo CoCo (Contigent Convertible) della banca inglese Barclays: un prodotto ad altissimo rischio, che nessun investitore dovrebbe tenere in portafoglio, ma che è invece ideale per trading veloci, dopo un primo periodo di assestamento sui mercati. L’offerta è stata di 1 miliardo, ma la domanda ha superato i 3,5 miliardi. Su una scadenza decennale, senza call nei primi cinque anni, offre una cedola del 7,75% (Isin US06739FHK03), ma una condizione capestro: se la banca scendesse sotto il Tier 1 del 7%, il capitale verrebbe azzerato! Di CoCo se ne sono già visti e stranamente gli investitori istituzionali se li tengono ben stretti in portafoglio. Barclays aveva emesso un’obbligazione dello stesso tipo a novembre dell’anno scorso. Il nuovo ha fortunatamente un taglio minimo di 200.000 $, tale da disinvogliare anche investitori qualificati. Per ora c’è una prima indicazione di quotazione sul mercato Otc di circa 100,6, con uno “yield” lordo del 7,6%.

► Sempre nella valuta Usa la tedesca Daimler ha piazzato 300 milioni all’1,75% su una scadenza 2018 (Isin XS0914293575) con taglio minimo di 2000 $. Volendo investire in Mercedes, marchio commerciale del gruppo, molto meglio collocarsi piuttosto sull’emissione in dollari australiani al 4,125%, di cui abbiamo già scritto la settimana scorsa. In questo caso la scadenza è 2017 e il taglio minimo di 2000 AUD (Isin XS0912138939). Entrambi vanno in quotazione alla Borsa del Lussemburgo.

► Complessa la nuova offerta di Wal-Mart Stores, maggiore catena di distribuzione mondiale, che rientra sul mercato con una proposta molto articolata. Si tratta di quattro bond a rendimenti poco significativi, ma con rating AA di Standard & Poor’s, migliori quindi perfino di molti governativi. Si passa da uno 0,6% su scadenza 2016 a un 1,125% sul 2018, a un 2,55% sul 2023 e infine a un 4% sul 2043. In tutti i casi le “duration” appaiono eccessive rispetto ai rendimenti attuali, che come media globale si attestano al 2,09%, poco lontano da quelli dei titoli di Stato Usa. Meglio passare la mano!

Bond in altre valute

La domanda che viene dal mercato è precisa: conviene oggi, di fronte a emissioni con rendimenti interessanti, puntare sulla sterlina inglese? La sua debolezza è ormai cronica dalla metà del 2008. Negli ultimi mesi le notizie di difficoltà dell’economia britannica hanno accentuato la fase peggiorativa, con un ritorno verso quota 0,88 e previsioni di un proseguimento del trend verso 0,90, che potrebbe essere un punto su cui investire in obbligazioni in tale valuta. Anche perché in alcuni casi caratterizzate da rendimenti interessanti. Negli ultimi giorni si è vista in sterline solo la Bei, con un bond a cedola 1,375% su scadenza 2018; in realtà è una riapertura a 101,752, con rendimento lordo quindi sotto l’1%. Se sulla moneta del Regno Unito la Banca europea non soddisfa, un’offerta più composita su altre valute si rivela di notevole “appeal”, con novità fresche di settimana, consistenti in riaperture di emissioni già quotate.

Valuta (taglio) Scadenza Cedola Rendimento Isin
Rublo(min. 50.000) 15/2/2018 6% 5,9% XS0889394846
Lira turca(min 1000) 23/1/2017 5,375% 5,6% XS0875891615
Franco svizzero (min 5.000) 02/08/2024 1,5% 1,2% CH0209091021
Rand(min 10.000) 21/12/2017 5,75% 5,7% XS0875343591

 

Un portafoglio al 5% medio con lotto da 1000 euro

Le nuove emissioni non garantiscono rendimenti soddisfacenti, almeno per quanto riguarda l’euro, salvo qualche rara eccezione, da cogliere al volo. Cosa succede allora sul secondario? Qualche occasione c’è, sebbene appartenga soprattutto all’area debole dell’euro, il che comporta potenziali rischi in più. Certamente rendimenti più interessanti sono possibili alzando l’asticella, ovvero passando a perpetual bancari, titoli corporate in altre valute e “high yield”. Questo è un discorso diverso e lo analizzeremo in futuro.

Ecco una serie di occasioni presenti fra i titoli già quotati su mercati regolamentati o no, con lotto minimo di 1000 euro, discriminante più punitiva nella ricerca di rendimenti, poiché il numero di emissioni si riduce.

Emittente Scadenza Cedola Rendimento lordo Rischio
Wienerberger(1) Perpetual 6,5% 7,2% Medio
Peugeot(2) 30/3/2016 6,875% 5,5% Medio alto
B. of America(3) 6/5/2019 4,75% 4,9% Medio alto
Spagna(4) 31/3/2023 5,4% 4,9% Medio
Irlanda(5) 18/10/2020 5% 4,9% Medio basso
Renault(6) 25/5/2016 4,625% 3,2% Medio basso

 

(1) Isin DE000A0G4X39 – Emittente austriaco attivo nel settore dei laterizi, attivo in 26 Paesi del mondo – la cedola diventerà variabile dal 9/2/2017 (3 mesi Euribor + 3,25%) – titolo subordinato junior

(3) Isin FR0011124544 – Emittente automobilistico attivo in una situazione di mercato complessa

(3) Isin XS0191752343 – Emittente bancario Usa – la cedola diventerà variabile dal 6/5/2014 (3 mesi Euribor + 1,46%) – titolo subordinato

(4) Isin ES00000123U9 – Emittente governativo, fortemente soggetto alla situazione politico-sociale

(5) Isin IE00B60Z6194 – Emittente governativo area “Piigs” tendenzialmente in netto miglioramento

(6) Isin FR0011052117 – Emittente automobilistico attivo in una situazione di mercato complessa, ma con un quadro di attività più globalizzato rispetto ad altri costruttori.

 

► Segnaliamo in aggiunta anche un bond a tasso variabile, di cui abbiamo già scritto in passato: si tratta del subordinato di Credito Valtellinese, con scadenza 14/3/2015. La cedola attuale è dell’1,276%, ma la quotazione si aggira (teoricamente) fra 92 e 93, con rimborso a 100 fra meno di un anno (Isin XS0213725525). Il problema sta nella liquidità del titolo: nei primi mesi del 2013 era ancora scambiato, ma nelle ultime settimane non si è registrata carta (quotazione alla Borsa del Lussemburgo). E’ evidente che chi l’ha in portafoglio non lo cede; tuttavia potrebbe essere messo un ordine a 94, nella speranza – termine poco corretto in finanza – di un eseguito. Tentar non nuoce!

► Per chi punti a rendimenti elevati segnaliamo che si può ottenere un 10,6% lordo in euro con il perpetual della banca francese Bpce (Banques Populaires et Caisses d’Epargne), a cedola 12,5% (Isin FR0010777524), che attualmente quota fra 123 e 124. Con una “call” nel 2019 e un lotto minimo di 1000 euro rappresenta ancora una buona occasione, sempre che si conoscano i rischi insiti in un prodotto di questo tipo. Lo dimostra l’estrema volatilità delle quotazioni, passate in poco tempo l’anno scorso da quota 88 a oltre 110, costituendo un’eccezionale occasione di trading. Entrare oggi con un lotto minimo così basso può avere senso solo in un’ottica di lungo periodo, ma conviene monitorarlo in attesa di possibili correzioni, per ora non segnalate dagli indicatori tecnici. Trattandosi però di un bond molto nervoso (talvolta poco liquido) le occasioni non mancheranno di certo nel medio termine. Occorre precisare che alcune piattaforme di trading danno un rating di rischio massimo (5 su 5) al perpetual Bpce. Una cedola del 12,5% resta tuttavia molto allettante!

Lorenzo Raffo

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