BOND — 25 marzo 2013

Le nuove emissioni ma non solo

Che lo si valuti come “yield to maturity” o tasso implicito di rendimento per le vecchie emisisoni oppure come flusso cedolare puro per le nuove, certo è che in questo momento l’investimento in obbligazioni rende mediamente poco e riporta in primo piano la necessità di trading veloci. Realizzabili solo con le tipologie di bond più “aggressivi”, quali perpetual, high yield o in valute alternative all’euro. I movimenti, nei primi due casi, non sono però così ampi da avere chiare indicazioni da parte dell’analisi tecnica su punti di entrata e uscita. Ecco allora che la scelta in passato di prodotti con buone cedole si rivela ora un “airbag” contro una situazione complessa, ma che potrebbe modificarsi all’improvviso nel medio termine. E la ricerca di rendimento da cedola resta anche oggi, nell’ambito delle nuove emissioni, l’argomento fondamentale. Qualche segnale positivo in tal senso si registra, ma permane il vincolo del lotto minimo spesso elevato (100.000 euro). Il tutto in un quadro generale dei mercati finanziari alquanto problematico, come il caso Cipro conferma.

Rating e rendimenti

Può essere interessante in un simile contesto verificare la situazione dei rendimenti annui in base al rating delle obbligazioni, relativamente al mondo corporate, una modalità diversa di vedere le cose e un termometro per valutare proprio le nuove emissioni.

Il quadro attuale è il seguente:

Investment Grade

Rating AAA = Rendimento medio 0,96%

Rating AA =  Rendimento medio 1,28%

Rating A = Rendimento medio 1,50%

Rating BBB = Rendimento medio 2,65%

High Yield

Rating BB = Rendimento medio 4,45%

Rating B = Rendimento medio 6,42%

Rating CCC = Rendimento medio 9,93%

 

Le novità della settimana si allineano bene o male su questi valori, con emissioni corporate che garantiscono rendimenti molto bassi. Ecco un quadro di alcune delle più significative:

Emittente Scadenza Cedola Valuta Rendimento
Volkswagen F. 26/3/2016 1% Euro 1,05%
Volkswagen F. 26/3/2021 2% Euro 2,08%
Bat Intern. Fin. 25/3/2016 1,125% Euro 1,13%
Bat Intern. Fin. 25/3/2025 2,75% Euro 2,76%
Deuts. Boerse 26/3/2018 1,125% Euro 1,13%
Total Capital 15/3/2023 2,125% Euro 2,1%

 

Sono davvero ottimi affari per gli emittenti e solo fondi pensione o comunque investitori istituzionali possono comprare proposte di questo tipo.

Non tutto va però così “male”. Ci sono anche nuove emissioni con cedole più corpose. Le analizziamo in base alla classificazione, già adottata da alcune settimane, su una ripartizione valutaria che tiene conto della complessa situazione dell’area europea. In realtà dal contesto mediterraneo arriva poco, lasciando al centro e nord Europa il ruolo di traino. Queste le ultime novità.

Bond euro area mediterranea

► Sul fronte delle emissioni governative la Spagna ha raccolto in euro sulla scadenza 2015 al 2,275% contro il 2,54 precedente e sulla scadenza 2018 al 3,557% contro il 3,572 precedente. Infine sul decennale 2023 il rendimento è sceso al 4,898% contro il 4,917 precedente. La Grecia invece ha collocato 1,3 miliardi di euro di bond a 3 mesi, finalizzati a rifinanziare una precedente emissione in scadenza. Il rendimento si è attestato al 4,05%, invariato rispetto all’ultima asta del 12 febbraio.

► Mercoledì 27 marzo il Tesoro italiano lancerà il nuovo Btp giugno 2018.

Mediobanca ha iniziato la negoziazione al Mot di Borsa Italiana di un titolo definito “fix to floater”, non subordinato, con scadenza 2018 (Isin IT0004890361), il cui rating di Standard & Poor’s è BBB+. Con taglio di 1000 euro, prevede una cedola fissa del 3% fino al 28/2/2015 e una cedola variabile da quella data, legata all’Euribor a tre mesi +1,30%. L’importo globale è però modesto (6,761 milioni di euro), con un numero complessivo di bond in circolazione di 6.761.

Bond euro area centro e nord Europa

► Sul fronte delle emissioni governative la Francia ha collocato 7,99 miliardi di euro: 5 miliardi, con scadenza novembre 2015, a un tasso dello 0,32% e 2,99 miliardi di euro, con scadenza 2018, allo 0,89% contro l’1,12% della precedente asta .

Veniamo adesso alle cedole più elevate, di cui si diceva prima.

1) Un perpetual subordinato si colloca al primo posto in termini di rendimento; viene proposto da Storebrand Livsforsikring A/S, istituto finanziario norvegese, che nel caso specifico ottiene il rating Baa2. Di fatto è un perpetual anomalo, poiché ha una scadenza al 2043 e quindi è più correttamente un trentennale. Ma la stessa società utilizza invece il primo termine nel presentare il bond. Con una cedola del 6,875% (Isin XS0909773268), ha una “duration” (sensibilità al variare dei tassi d’interesse) di 13,4, valore elevato, ma inevitabile su un periodo di vita residua così lungo e d’altra parte difetto parzialmente tollerabile in presenza di un rendimento lordo di quasi il 7%. Il lotto minimo è purtroppo di 100.000 euro e la quotazione avviene al Lussemburgo.

2) UPC è il maggiore operatore olandese nei settori televisivo, telefonico e Internet. Un emittente già molto presente sul mercato obbligazionario. Ora si ripropone con un 6,75% sulla scadenza 2023 (Isin XS0909769407), a lotto minimo di 100.000 euro. Il rating di Moody’s è B2. L’importo dell’emissione è di 450 milioni di euro. Dato il taglio non trascurabile, il giudizio su questa emissione e su questa società è di estrema prudenza. Le emissioni di UPC sono numerose e tutte ad alta cedola. Ecco un confronto fra alcune di quelle quotate sul secondario:

Lotto minimo Scadenza Cedola Valuta Rendimento
100.000 USD 15/4/2018 9,875% USD 7,1% (1)
50.000 € 1/12/2019 9,625% 7,5%
100.000 € 15/9/2022 6,375% 6,6%

(1) scarsa liquidità

3) La corporate è americana – attraverso l’affiliata europea, con sede in Svizzera – ma la valuta europea. Si tratta di Owens Illinois European Group, filiale del maggiore produttore mondiale di contenitori in vetro, con 81 fabbriche in 21 Paesi, 49.000 clienti e 24.000 dipendenti. Una bella realtà, attenta anche alle innovazioni tecnologiche. Merita quindi considerazione la sua nuova obbligazione con taglio minimo di 100.000 euro, cedola 4,875% e scadenza 2021 (Isin XS0908230781 – quotazione al Lussemburgo). Il rating è BB da parte di Standard & Poor’s e B1 di Moody’s. Si tratta di una “high yield” non quotata e quindi acquistabile come “Otc”. Negli scambi iniziali non ha fatto scintille, passando dal prezzo di sottoscrizione di 100 a circa 100,4, con un rendimento lordo del 4,86%. I “ratio” sono mediamente positivi, ma resta l’appartenenza all’area “high yield” a sollevare qualche timore, anche considerando il taglio minimo elevato. Rispetto a questa nuova emissione è decisamente più conveniente la 6,875% su scadenza 31/3/2017, con taglio minimo di 50.000 euro (Isin XS0291713948), ora quotata a 102,5 e con “yield” del 6,27%.

4) Meno interessante l’offerta di Ziggo Finance BV, filiale finanziaria del maggiore operatore televisivo, mediante tecnologie digitale e analogica, olandese. Su una scadenza 2020 il suo nuovo bond ha una cedola del 3,625%, per un importo globale di 750 milioni di euro (Isin XS0909788613). Il lotto minimo è di 100.000 euro. Con un rating di Moody’s Ba1, si colloca nella fascia bassa degli “high yield”, con un rendimento lordo del 3,6% e una “duration” di 6,3. Non sono certo “ratio” allettanti.

Bond in altre valute

► Iniziamo dal debito corporate emergente, sempre più attivo. E’ partita la quotazione in varie Borse europee – fra cui Lussemburgo – di un bond in dollari australiani della messicana Petroleos Mexicanos (Isin XS0775808917), emessa in realtà nel 2012. Ha una cedola del 6,125% su scadenza 26/4/2017, con un importo complessivo di 150 milioni di AUD. Attualmente gira sui 105, con uno “spread” denaro-lettera talvolta piuttosto ampio. Considerando che di questo emittente non è facile acquistare il debito in dollari, poco liquido, l’alternativa in AUD può essere presa in considerazione, sebbene dopo una verifica del cambio con l’euro. Dall’inizio del 2012 il dollaro australiano si colloca in una fase di lateralità rispetto alla nostra valuta, all’interno di un “range” fra 1,2 e 1,3. Noi consigliamo di entrare solo sopra 1,3 AUD, con una prima posizione, da raddoppiare eventualmente in presenza di un indebolimento della moneta australiana.

► A sorpresa è il franco svizzero il protagonista della settimana, con tre emissioni a elevate cedole, decisamente superiori agli standard attuali. La prima riguarda la già citata UPC Holding, che offre ben il 6,75% sulla scadenza 2023 (Isin XS0909771056), quasi un record per un bond in valuta elvetica. Il rating si Moody’s è molto basso (B2), la “duration” di 7,6 e il taglio minimo di 50.000 CHF. La seconda viene da Valiant Bank, istituto di credito d’oltralpe con una presenza in alcuni cantoni soprattutto del centro: offre il 4% su scadenza 2023, con prezzo di sottoscrizione di 101 e taglio minimo di 5000 CHF (Isin CH0210009897). La terza infine riguarda Arytza, società svizzera con sede a Zurigo, leader nel settore alimentare e più precisamente nella produzione di pane a livello mondiale, con forni in Europa, nord America, Asia, Australia e Nuova Zelanda. Il suo bond è un ibrido con scadenza 2018, da 300 milioni di CHF di importo globale. La cedola è del 4% e il taglio minimo di 5000 CHF (Isin CH0200044813).

► In dollari neozelandesi la tedesca Daimler AG (il gruppo che controlla Mercedes-Benz) ha emesso 100 milioni di NZ$ al 4,125% su scadenza 3/4/2017, con rendimento lordo del 4,17%, lotto minimo di 2000 NZ$ e rating A- da parte di Standard & Poor’s.

► Scarse le novità invece in dollari Usa e tutte poco significative o come rendimento o perché “high yield” con rating molto bassi.

Buone notizie

► Consideriamo tale il fatto che i tre bond “high yield” di Cerved Technologies, con taglio minimo di 100.000 euro, di cui abbiamo ampiamente scritto nella rubrica del 21/1/2013, siano stati ammessi alla quotazione sul mercato non regolamentato ExtraMot segmento professionale di Borsa Italiana, attivo dall’11 febbraio scorso. E’ un segno di apertura verso un mondo destinato a svolgere un ruolo sempre più importante nei prossimi anni.

► Aumenta il volume degli scambi dell’obbligazione Société Generale con scadenza aprile 2015 5,6% in rupie indiane, quotata in Borsa Italiana; a gennaio 2013 il numero dei contratti è salito a oltre 200 e il ritmo è proseguito alacremente anche a febbraio e nella prima parte di marzo.

► Secondo indiscrezioni circolate in ambienti bancari nord europei il 4 aprile potrebbe avvenire un ulteriore rimborso agli investitori coinvolti nel default Lehman, ma non è dato da sapere quali obbligazioni saranno interessate a questa “tranche” del risarcimento.

► Sta per avviarsi una nuova fase per chi intende acquistare titoli di stato della Russia e dalla Turchia. Come specificato in una recente puntata della rubrica, alcuni Paesi impongono – per l’acquisto di loro bond – l’apertura di conti specifici presso broker abilitati, al fine di una precisa identificazione dell’investitore. Ora sia Russia sia Turchia stanno affidandosi alla lussemburghese Euroclear Bank per una deregolamentazione della presenza delle loro obbligazioni sui mercati internazionali, il che porterà a una semplificazione per gli investitori.

Lorenzo Raffo

Errata corrige: nella rubrica della scorsa settimana è stata inserita l’accoppiata dei nuovi bond britannici National Grid nella sezione “Bond euro area mediterranea”. In realtà appartengono – evidentemente – a quella “centro e nord Europa”. Un lettore ce lo segnala e noi chiediamo scusa per l’errore.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 8.1/10 (13 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: +6 (from 8 votes)
Bond: alla ricerca (disperata) di buone cedole, 8.1 out of 10 based on 13 ratings

Share

About Author

Lorenzo Raffo

(0) Readers Comments

Lascia una risposta